Comunicato stampa inviato alle 08:16 del 24.10.2007 a Il Secolo XIX
con cortese richiesta di pubblicazione
In riferimento all'articolo "Scissione sul web degli Amici di Grillo"
de Il Secolo XIX del 24.10.2007 (riportato in coda)
Grazie dell'attenzione mostrata ai meetup di Beppe Grillo di Genova, ma cerchiamo di essere precisi...
Come al solito, nella peggior tradizione della politica italiana chi solleva un problema viene tacciato di essere dell’altra parte… e così la Casa della Legalità viene associata alla Casa della Libertà. D’altronde di che ci si può stupire??? I cosiddetti nuovi politicanti imparano in fretta i giochetti. Ma la cosa più curiosa è che i nuovi politicanti si schermino dietro il meetup Amici di Beppe Grillo, nonostante siano dirigenti di un partito politico (Italia dei Valori) ed una sia Consigliere Comunale di Genova, Assessore della Provincia di Genova e Presidente del Civ di San Gottardo. Ma d’altronde anche questa è una vecchia abitudine che i “nuovi” hanno imparato in fretta, non c’è che dire. Intanto si sono messi a scrivere in lungo e largo per l’Italia dicendo che Abbondanza è brutto e cattivo e loro tanto bravi, praticamente santi, vittime di un complotto politico...
E’ curioso che un assessore provinciale, presidente di un Civ e consigliere comunale, usi il meetup di Beppe Grillo (Genova 1), per “rispondere” agli articoli che abbiamo scritto. Ci si accusa di aver fornito informazioni false, ma l’unica cosa falsa è l’accusa che ci viene mossa. Inoltre si afferma dal “Meetup Genova 1 di Beppe Grillo” (parlando, equiparandole, di “CdL – Casa della Libertà” e di “CdL – Casa della Legalità”), ed usando crediamo anche impropriamente quel sito, che dietro a questo nostro “attacco” vi sono le ragioni della nascita del "Meetup Genova 2 di Beppe Grillo"...
LA VICENDA DI DAVAGNA
Tutta la storia di quella strada in "zona rossa" che porta solo alle terre del Sindaco,
con gli avvalli della Provincia e troppi silenzi
[con i link a documenti, foto, video, cartografie]
Lo abbiamo sempre detto: la correttezza e la trasparenza della Pubblica Amministrazione è fondamentale per garantire una gestione della cosa pubblica nell'interesse generale dei cittadini. Quando il principio della buona amministrazione viene tradito significa che le scelte vengono piegate ad interessi particolari, di quel "partito - trasversale - degli affari", dei conflitti di interesse, delle clientele, alla corruzione e collusione. In un contesto viziato, in cui l'etica della responsabilità non è patrimonio degli amministratori, vi è una palese Questione Morale, da affrontare radicalmente...
Occhi sulla Val Bisagno
Sugli “affari” del Sindaco di Davagna… tanto di Cappello.
C’era una volta (anzi c’è) un Candido Sindaco, sulle alture della Valbisagno, a Davagna. Un territorio fragile e le ampie crepe della chiesa di Dercogna, la più antica della valle, ricordano le ferite dell’ultima alluvione e dei cedimenti franosi del suolo. Crepe che si ritrovano in antiche case lungo le mulattiere che collegano le dimore lungo i terrazzamenti di un passato contadino.
Questo Candido Sindaco ci tiene al “suo” Paesiello, lo considera proprio cosa di famiglia. Anche il nipotino Agostino, detto Danilo, ci tiene a tenerlo in ordine tanto da essere il Vigile del Comune, ma anche occupandosi dei trapassati con la sua società che, sempre a Davagna, si adopera per le Onoranze funebri, ma anche di import export e di cura degli anziani. Un conflitto di interessi? Ma figuriamoci, è un atto di attaccamento alla comunità, quasi come le zecche, che si attaccano e non si staccano mai. Si sa: ci tengono!
Candido è un uomo probo, e con tutta la sua famiglia (moglie e sorelle) sembra abbia investito tutto - e tenga tutto - in quella terra di Davagna. Terra nel senso di terra, terreni veri e propri in una collina di fasce dove vi è solo bosco. Terreni che prima non erano nulla, in una zona ad alto rischio secondo il Piano di Bacino del torrente Bisagno. Ma Candido ci teneva e così, per il bene del popolo, ha deliberato di fare una strada, costruita sui muretti a secco, nella zona ad alto rischio. Lui sprezzante del pericolo, non aveva a disposizione un ingegnere ed allora ha incaricato un geometra, voleva quella strada per il popolo, perché questi potessero raggiungere i terreni che lui con la sua famiglia hanno custodito. Poi deve aver pensato ma cosa fanno, una volta finita la strada del Comune, i cittadini che arrivano nel bosco? Ed allora, illuminato dall’altruismo ha previsto nel nuovo Piano Urbanistico Comunale che quei terreni divenissero spazi per lo sport, da cementificare un pochetto, insomma. Ed anche se vi è il rischio che la collina venga giù, lui è andato avanti.
D’altronde perché allargare una vecchia creuza stretta che porta nelle case abitate, dove vive anche un centenario? Servirebbe solo alcune decine di abitanti, mentre invece la strada che porta nel bosco, sui suoi terreni, è un patrimonio!
Qualcuno ha cercato di fermarlo, ha sottolineato l’inutilità di quella strada. Qualcuno ha anche detto che lui lo voleva fare per guadagnarci, sprezzante del pericolo e delle norme. Ma lui ha saputo tenere testa ed andare dritto per la “sua” strada… Gli chiedevano di fare i carotaggi per controllare il terreno? E lui li ha fatti fare, li ha custoditi lì, sul ciglio della strada, mica si fidava di mandarli in un laboratorio di analisi! Poi ha chiesto una relazione ad un geologo per certificare che tutto era a posto, anche se solo in luglio 2007, ed i lavori erano già avanzati, in allargamenti, colate di cemento e sbancamenti. Il geologo l’ha fatta ed ha certificato tutto, anche le analisi del terreno che è lì sul ciglio… ad un bravo geologo basta un occhio, mica servono le analisi! E poi la Comunità Montana lo ha detto chiaro: Candido può andare avanti, in deroga ai vincoli per la sicurezza del suolo, basta che i lavori fossero seguiti da tecnici competenti (ingegneri – ndr), con continui monitoraggi del suolo e soprattutto rispettando le prescrizioni previste dalle relazioni che “eventualmente” vi sono! Davvero straordinari, nessuno voleva fermare questo Candido “Caterpillar”. Nemmeno la Provincia che ha concesso deroga su deroga, arrivando all’ultima delibera del nuovo Assessore all’Urbanistica Cappello. Lei che ha visto le carte, ha sentito gli abitanti che l’hanno invitata ad un sopraluogo per verificare i fatti e la realtà…non si è fatta incantare ed ha firmato e approvato l’operato del Candido Sindaco. Chissà come la prenderanno anche i tecnici della Regione Liguria che hanno praticamente smontato il nuovo PUC del Comune di Davagna, redatto dal Candido con la sua Giunta. Agli “affari” del Sindaco Candido, a questo punto, davvero, tanto di “Cappello”, perché in tutta la Liguria il cemento avanza ed a Davagna no? Lui ci mette anche i suoi terreni, la neo assessore almeno una firma, in fondo il cantiere non disturba, non è nemmeno segnalato, quindi che problema c’è?
Uno sguardo più a valle… a San Gottardo
Mentre in terra di Davagna la strada va verso il bosco del Candido, sotto il “vigile” controllo del nipote, più a valle si parla di ben altre opere.
Siamo a San Gottardo, borgo di Genova, sempre in sponda destra del Bisagno. Qui si narra che la responsabile del CIV della zona abbia promosso un progetto di riqualificazione del rione. Quando si dice: persone di “valore”, sic! Il progetto incantato illuminava gli sguardi dei cittadini che già vedevano le nuove panchine, le fioriere in legno rustico lavorato con un po’ di verde ben curato e la nuova illuminazione a basso consumo energetico. E mentre i cittadini già si vedevano passeggiare e sostare in questo “giardino incantato”, al CIV sembra che siano giunti 130mila euro. Le cronache narrano che i lavori siano stati affidati ad una società del consorte – o meglio dei parenti del consorte – della responsabile del CIV. Ma certo: ci teneva tanto, da buona fatina, a realizzare questo “sogno” della Comunità, che probabilmente voleva essere sicura che tutto andasse bene e che tutto rimanesse ben sotto controllo, a portata di mano, per la sua bacchetta. I fatti dicono che: l’impianto di illuminazione a basso consumo energetico sia davvero di basso consumo, sarà perché ancora non esiste? Intanto le panchine devono essere finite in qualche altra terra, devono aver sbagliato nella Bolla, probabilmente sono sul “San Bernardo”. E le fioriere in legno lavorato? Si siano tramutate in “cassette per topi” di plastica. L’idea della fatina si è tramutata in un brutto scherzo da stria, mentre sembra che dei fondi assegnati non vi sia più traccia,… volati via su un gabbiano arcobaleno? Chissà?!? Fatti e misfatti narrati nel primo numero di Valbisagno.net che invita i cittadini ad andare al Municipio per esaminare le carte. Non vengono fatti nomi e nemmeno cognomi, ma stando alle indicazioni (presidente Civ, donna che ha avuto recenti incarichi politici)… l’identikit sembra proprio quello della Presidente di quel CIV che era (e forse è) Manuela Cappello, neo assessore all’Urbanistica della Provincia e consigliere comunale dell’Italia dei Valori, mentre la ditta incaricata dovrebbe essere la “Grappiolo Bruno srl” di Grappiolo Bruno e Grappiolo Roberta (rispettivamente padre e sorella di Giacomo, consorte di Manuela Cappello), anche, come riportato nell’articolo del marito, Grappiolo Giacomo, che invece è socio di una immobiliare di famiglia.
Se le cose stanno così, allora una cosa si può dire… la carriera per la fatina è ora tutta in discesa, ha dimostrato di aver imparato bene dalla nomenklatura del Palazzo…Si sarà ispirata al duo Marchese-Vincenzi? Forse, d’altronde la nuova politica non si fa mica per strada… bensì nei partiti e pensando sempre ai “valori”, della famiglia!
Ne abbiamo parlato molte volte del fatto che mentre lo Stato abbandona testimoni e collaboratori di giustizia, le mafie non lì perdono di vista. Il potere di condizionamento delle cosche mafiose è in questo nostro Paese molto più persuasivo dello stato di abbandono che le nuove normative legislative (dal cosidetto Giusto Processo alla nuova legislazione su collaboratori e testimoni, varate entrambe con il Governo D'Alema, per fare due esempi) riservano a chi decide di denunciare la mafia ed i legami di questa con il Potere. Nonostante le denunce di collaboratori e testimoni, di associazioni impegnate nella lotta alle mafie ed alle articolate denunce di magistrati (tra cui Caselli. Ingroia, Grasso e molti altri) le normative sono rimaste nella loro peggiore versione, che, di fatto, tutela la mafia!
Purtroppo lo sforzo di agenti e magistrati antimafia che sul territorio operano con coraggio, dedizione e scrupolo, viene messo in discussione dalla forza intimidatrice della mafia ed oggi abbiamo un nuovo esempio. Dove? In Liguria, terra dove la presenza mafiosa (soprattutto ‘Ndrangheta e Cosa Nostra) ha da decenni radici profonde, ramificazioni, collusioni e legami con colletti bianchi dell’economia e della politica...
Renzo Piano, il consulente di Marta Vincenzi per il nuovo Piano Regolatore, approda a Genova con Richard Rogers (Londra), Oriol Bohigas (Barcellona) e Amanda Burden (New York). Doveva essere una consulenza assolutamente gratuita ed invece si è già passati a consulenti con rimborso spese ed un nuovo ufficio galleggiante per il Genova Urban Lab, come se gli Uffici del Comune non andassero bene! Detto questo vediamo le grandi “innovazioni”...
Commento e Rassegna Stampa
Il marito di Marta Vincenzi, l’Ing. Bruno Marchese, ha prestato la sua attività professionale per imprese che a loro volta avevano ottenuto di lavorare per il Comune…
Lo abbiamo detto noi? No, la dichiarazione, riportata da Il Corriere Mercantile del 26.09.2007, è dell’Avv. Lorenzo Aquarone! Meno male che non c’è nessun conflitto! Ora è tutto chiaro: un amministratore pubblico che non può dare l’incarico direttamente al consorte – sarebbe troppo evidente - lo ha da una ditta terza che incarica del lavoro la ditta di famiglia dell’amministratore pubblico. Ma che bravi, onesti e trasparenti amministratori abbiamo davanti! E la cosa bella è dicono “abbiamo vinto!”. Noi lo abbiamo chiesto e lo richiediamo la verifica per capire se il conflitto di interessi incorre in una causa di incompatibilità, deve essere fatta verificando le liste dei sub incarichi e sub appalti del Comune di Genova e delle società da questo partecipate, e dalla verifica di tutti gli incarichi e appalti affidati dalle 32 società partecipate del Comune (non solo su due!!!). Insomma bisogna trovare queste liste che la signora Vincenzi non ha fornito al Tribunale e nemmeno all'udienza del 25 settembre, dopo averle negate a chi le ha richieste, in sede istituzionale o pubblica...
Il marito di Marta Vincenzi, l’Ing. Bruno Marchese, ha prestato la sua attività professionale per imprese che a loro volta avevano ottenuto di lavorare per il Comune. Lo abbiamo detto noi? No, la dichiarazione, riportata da Il Corriere Mercantile del 26.09.2007, è dell’Avv. Lorenzo Aquarone! Meno male che non c’è nessun conflitto! Ora è tutto chiaro: un amministratore pubblico che non può dare l’incarico direttamente al consorte – sarebbe troppo evidente - lo ha da una ditta terza che incarica del lavoro la ditta di famiglia dell’amministratore pubblico. Ma che bravi, onesti e trasparenti amministratori abbiamo davanti! E la cosa bella è dicono “abbiamo vinto!”. Noi lo abbiamo chiesto e lo richiediamo la verifica per capire se il conflitto di interessi incorre in una causa di incompatibilità, deve essere fatta verificando le liste dei sub incarichi e sub appalti del Comune di Genova e delle società da questo partecipate, e dalla verifica di tutti gli incarichi e appalti affidati dalle 32 società partecipate del Comune (non solo su due!!!). Insomma bisogna trovare queste liste che la signora Vincenzi non ha fornito al Tribunale e nemmeno all'udienza del 25 settembre, dopo averle negate a chi le ha richieste, in sede istituzionale o pubblica...
Questa immagine, evidentemente satirica...
...non è stata apprezzata dal Segretario Regionale di Rifondazione Comunista, Giacomo Conti, che ha annunciato - sul "Corriere Mercantile" del 26.09.2007 - di "aver querelato" il sito che l'ha pubblicata. Per solidarietà a questo sito la pubblichiamo noi, e invitiamo il signor Conti a non scaricare il nervosismo per le problematiche politiche e morali della sua coalizione su chi fa satira.
L'ennesima vergogna
Claudio Burlando, il Presidente della Regione Liguria di cui abbiamo già abbondantemente parlato, ha dimostrato ancora una volta che si ritiene al di sopra della legge. Imboccata contromano la rampa dell’autostrada, è stato fermato. Ma si è affrettato ad esibire il documento scaduto di “Deputato”. Non la patente, non la carta di identità, non i documenti del mezzo (era suo?). Non gli è stata contestata al momento nessun infrazione e non è stato sottoposto agli esami (alcol e droga) come previsto dalle nuove normative per la sicurezza stradale. Chi ha dato l’ordine agli agenti di lasciarlo andare senza procedere come previsto – e come si fa con “i comuni mortali” -? Non basta che, una volta pubblicata la notizia dalla stampa il Prefetto abbia adottato i provvedimenti (sanzione, decurtamento punti, sospensione patente e fermo del mezzo). Chi è che ha ordinato agli agenti di garantire l’impunità del CB? Inoltre, nella collina degli “Affari” degli Erzelli, cosa ci faceva domenica mattina CB, scappando poi in tutta fretta contromano in autostrada? Ed inoltre sono state avviate le verifiche sulle linee telefoniche per capire chi ha ordinato agli agenti di non applicare la legge? Ed eventualmente chi CB ha contattato per far sì che l’ordine di far finta di nulla agli agenti? Questo vorremmo proprio saperlo come vorremmo sapere che la stagione di Burlando e delle cementificazioni, degli affaristi e speculatori, nella nostra Regione è volta al tramonto.
[la notizia da "Repubblica on line" - clicca qui]
25.09.2007 - COMUNICATO STAMPA a seguito dell'Udienza del Tribunale di Genova
La virgola e non il merito, così la Vincenzi sfugge sul conflitto di interessi.
dell'Ufficio di Presidenza
La legge prevede che i cittadini per tutelarsi rispetto alla commistione politica-affari, ai conflitti di interesse che piegano le scelte delle Istituzioni all’interesse personale contro l’interesse generale, possano ricorrere al Tribunale Civile. Noi lo abbiamo fatto perché Marta Vincenzi ed il consorte Bruno Marchese, insieme alla figlia Malvina, hanno interessi configgenti con l’interesse pubblico. Il conflitto di interessi evidente e abnorme richiede soluzione o, secondo la legge la decadenza del pubblico amministratore...
COMUNICATO STAMPA
La Casa della Legalità e della Cultura condivide ed appoggia pienamente la necessità, evidenziata da Beppe Grillo, di Liste Civiche con persone per bene, slegate dai partiti, come unica soluzione al pantano in cui l’oligarchia politica italiana tiene il Paese...
COMUNICATO STAMPA
V-DAY
la disinformazione è il salvagente dell’oligarchia politica
“Primocanale” parla di V-DAY, con chi? I partiti, naturalmente!
Il V-DAY, cioè il “Vaffanculo Day”, promosso da Beppe Grillo l’otto settembre scorso, organizzato dai Meet Up e da innumerevoli associazioni, ha visto oltre un milione di persone partecipare nelle oltre 200 piazze d’Italia e 300.000 firme (poi sono finiti i moduli!) alla proposta di legge di iniziativa popolare per un “Parlamento Pulito”, è una valanga! Anche i sondaggi dicono che la gente non accetta più l’oligarchia politica (o “casta”, come la si voglia chiamare) e vuole un cambiamento radicale centrato sulla legalità, la lotta agli sprechi, ai privilegi, ma anche alla corruzione ed alle mafie...
NOTA STAMPA dell’Ufficio di Presidenza
Il contrasto alla prostituzione non è demagogia o superficialità
Chiediamo al Comune un confronto serio con la società civile...
Il cemento della nuova stagione e la Vincenzi…
da il via libera alle speculazioni a Levante
La “nuova stagione” di Marta Vincenzi in cosa si differenzia da quella di Burlando (sempre in corso) e di Pericu o dei confratelli palazzinari? Se questo fosse il quiz della settimana enigmistica, “scopri le differenze”, sarebbe un gioco infinito, perché differenze non ve ne sono ma se si è convinti di trovarle allora giocherete all’infinito. Anche “Italia Nostra” aveva tentato di fermarla, con un chiaro appello, ma lei niente, un po’ di cemento nel Levante di Genova ci manca e quindi via libera alle nuove speculazioni, naturalmente sotto l’attenta opera del sempre presente Architetto Vittorio Grattarola, che intanto prosegue i lavori per il nuovo albergo a 5 stelle nel palazzo ex Ilva di Carignano insieme alla Coopsette che intanto opera per la ristrutturazione della Fiera internazionale di Genova e tanti altri progetti (in onor del proficuo passato comune) in terra di Genova e di Liguria.
Viene proprio, quindi, da dire: “come prima, più di prima”! Perché così è la “nuova stagione”, ieri era il cemento o oggi il cemento, domani pure (se non li fermiamo in tempo!).
Ecco l’articolo de la Repubblica di oggi, 4 settembre 2007, formato .pdf - clicca qui.
in breve
La Transdeu francese dopo l’AMT di Genova (liberata dai debiti non perché ripianati ma perché scaricati sull’AMI con un’operazione della Giunta di Giuseppe Pericu – il craxiano, ex consulente di Alberto Teardo, recuperato e rilanciato dai DS di D’Alema e Burlando) vuole acquisire l’ACTS, azienda consortile del trasporto pubblico di Savona. Tranquillamente l’amministratore delegato dell’azienda francese, Rossignolle ha spiegato l’operazione con precisione anche di tempi e tappe. Da queste viene fuori che le trattative con Berutti, Sindaco di Savona, sono iniziate da tempo, addirittura prima che Berutti fosse candidato ed eletto Sindaco. All’ACTS non vi dovrebbero essere problemi (o sorprese) visto che il neo presidente, l’Avvocato Paolo Marson, di fede massonica come evidenziato su Trucioli Savonesi dal giornalista Luciano Corrado, è stato proprio nominato dalla Giunta del Sindaco Berutti. Nella terra di Teardo il grande occhio è sempre attento, non c’è niente da dire!
La famiglia della ‘ndrangheta dei Macrì, originaria della Locride, continua la sua attività criminale a Genova, dove è radicata ed attiva da anni. Una famiglia a cui è sempre piaciuto il pizzo, il gioco d’azzardo, l’estorsione, lo spaccio di droga. Da anni si sono infiltrati nel tessuto commerciale ed economico del capoluogo ligure e prevalentemente della Valpolcevera. Lo scorso anno uno degli ‘ndranghetisti dei Macrì, Nicodemo, è stato arrestato per aver sparato e ferito gravemente un ex pugile nel centro città di Genova. Ieri due uomini legati al clan mafioso dei Macrì, sono stati arrestati in quanto grossisti della droga. Si tratta di Francesco Filippone (detto Franco) e Michelangelo Sansalone (detto Michele). La droga era nascosta nel terrazzo dell’abitazione di Corso Martinetti. Il Filippone Francesco, insieme a Filippone Valentina, entrambi residenti in Corso Martinetti, era titolare di un bar in via Paleocapa il Fato snc.
Il dramma di una morte che poteva essere evitata usato per attaccare la magistratura. Ennesimo atto che protegge i responsabili di questo dramma e dei tanti che si ignorano o che sono caduti nell’oblio. Ogni volta, però, che la cronaca ci riporta a fatti di sangue, episodi cruenti, allora il copione si ripete.
L’omicidio di Maria Antonietta Multari a Sanremo è drammatico. Delfino, unico indiziato per l’omicidio di Luciana Biggi nel centro storico di Genova, era a piede libero. Ha minacciato e usato violenza ed è stato denunciato da Maria Antonietta e familiari...
Alcuni sindaci hanno pensato bene di scagliarsi non contro lo sfruttamento della prostituzione, bensì contro le prostitute. Ordinanze che multano i clienti e le prostitute per intralcio alla circolazione. Ecco fatto: problema risolto, secondo loro! Nessuna di queste amministrazioni ha pensato di sostenere l’azione di quanto cercando di “liberare” quelle donne, soprattutto giovani ragazze dell’est o africane, dalla morsa della mafia che le tiene prigioniere. No questo aspetto non tange l’azione dei Sindaci. Non li tange nemmeno che alcune di queste donne o ragazze abbiano scelto quel “mestiere” perché non hanno alternative o perché è un “mercato” che rende, in questa società in cui il denaro è tutto! Nessun ragionamento. Multa e basta! E chi la pagherà quella multa fatta ad una delle tante schiave bianche o nere? Il mafioso che l’ha fatta portare sulle strade della riviera o i marciapiedi di qualche area industriale od anche nel cuore del centro delle città? Certamente no, la pagherà la ragazza, oppure non la pagherà e sarà poi oggetto di procedimento a sui carico. La legge prevede che se le ragazze delle tratte del sesso escono – vengono aiutate ad uscire – possono avere sostegno e permesso di soggiorno, inserimento sociale e protezione. Perché non si percorre questa strada, anziché azioni che non risolvono il problema? E poi perché non individuare, come ha proposto un ampio schieramento di soggetti competenti, che da decenni lavorano per tutela queste nuove schiave, non si procede ad individuare aree o strutture ove sia consentita la prostituzione? Un luogo aperto o chiuso, dove i controlli ed i contatti possono aiutare a far uscire chi è schiava dalle catene? Far sì che sia obbligatorio l’uso del preservativo ed evitare contagi, come avviene in Paesi europei seri, non è necessità urgente a tutela della persona? No, di questo non si discute, invece.
Un altro caso di caccia alle streghe è di qualche giorno fa. Bloccare le spiagge di nudisti e coppie. Spiagge che non si vedono, nascoste dalle scogliere. Anfratti isolati, difficili da raggiungere dove nudisti e coppie si incontrano. Scelte individuali, che non oltraggiano alcun pudore. Anziché garantire quegli spazi riservati, bisogna toglierli, anche se chi c’è o cosa fanno su quelle spiagge non è visibile ad alcun altro. Indipendente dalla condivisione o meno delle scelte personali, ognuno è libero di vivere il proprio rapporto di coppia, se in condivisione, liberamente. Esistono spazi privati adibiti allo scambio di coppie perché tale scelta è libera e come tale non può essere proibita. E’ una scelta che molte coppie compiono e va rispettata perché non impone nulla a chi non voglia o non condivida. Invece no: questo da scandalo, anche se non rappresenta ne atti violenti, prevaricanti ed è estranea allo sfruttamento sessuale di adulti e minori. Poi, invece, il fatto che non vi sia alcuna forma di educazione sessuale nelle scuole, che non ci siano protezioni per i minori adeguate nella rete di internet o in televisione, questo non conta, questo non è un problema, non se ne parla, non fa notizia. Il dramma della pedofilia, che anche in Liguria, è presente e preoccupante, come dimostrano numerose indagini dei reparti preposti, non lo si affronta se non quando è troppo tardi e non si pretende (non “si chiede”, ma “si Pretende”) una legge rigorosa.
Il problema in Liguria, come altrove, è che adulti, coppie, responsabili delle loro libere scelte, non le debbano compiere, nemmeno se isolati dal mondo. Ma la caccia alle streghe è sempre stato questo, d’altronde, nella storia, capi espiatori per non affrontare e risolvere i problemi reali e gravi, dipingendo come pericoli comportamenti che tali non lo sono.
L’avevamo detto: non era comprensibile che chi aveva disatteso tutte le prescrizioni, gli obblighi e le ordinanze, come ha fatto la Immobiliare Val Lerone (ex Stoppani) potesse, tramite il Curatore Fallimentare, vantare diritti che spettavano ormai solo allo Stato. Infatti l’accordo preliminare di vendita fatto in extremis - ovvero poco prima dell’intervento, ormai calendarizzato, della Magistratura da un lato (fallimento) e del Governo dall’altro (commissariamento) - dalla Immobiliare Val Lerone con la Eco Ge e la Sviluppo Fe.Al (alias Fegino Cinque) della famiglia Mamone (clicca qui e qui), non poteva in alcun modo essere perfezionato o concluso. Alla fine il Tar del Lazio ha confermato che la gestione dell’area e quindi di tutti gli adempimenti necessari per la bonifica e messa in sicurezza, garantendo, tra l’altro, l’occupazione agli operai della ex Stoppani, compete esclusivamente al Commissario straordinario per l’ex Stoppani di Cogoleto...




