Quello che abbiamo pubblicato non è proprio una "bazzecola", ma non è giunta alcuna risposta, replica o smentita da parte del coordinatore della DDA di Genova, dott. Vincenzo Scolastico. Così come non è stato adottato alcun intervento da parte del Procuratore Capo di Genova o di altri. Quindi torniamo sulla questione ed a breve invieremo anche un esposto al CSM in merito a questo caso ligure (ma anche su altri di altre regioni).
La questione che riprendiamo ora è questa: in Liguria a fronte delle risultanze investigative di anni di lavoro dei reparti la DDA dell'era Scolastico è pressoché immobile (ad eccezione del pm Panichi). I fatti che abbiamo descritto esplicitavano, senza dubbio, questa situazione inquietante, che non può essere passata nell'indifferenza... e non vorremmo che per salvarsi, il responsabile, pensi di procedere con il vecchio metodo dello "scarica barile", cercando, magari, di far ricadere le proprie colpe su altri colleghi o su quei reparti investigativi che da anni la lotta alla mafia la fanno e rischiano, tanto da non potersi permettere di vagare in bicicletta...
Il 30 maggio 2010 a Genova si è svolta la manifestazione "realtà libere in movimento". Al corteo sono venuti anche gli studenti dell'Uds (Unione degli Studenti medi) che portavano uno striscione: "Onore a Falcone e Borsellino, Berlusconi assassino".
Non eravamo d'accordo con quello striscione perché era, per metà, figlio della disinformazione e la disinformazione è pericolosa. Infatti nelle accuse e nelle denunce bisogna essere precisi, mai semplificare, mai piegare i fatti a ciò che, per convinzioni personali, si crede vero anche se non è mai stato provato e accertato nelle opportune sedi o non è supportato da documenti e elementi certi, inconfutabili.
Adesso è arrivata a questi ragazzi una denuncia per "vilipendio". Ma è colpa loro, di quegli studenti, che hanno preso per vero che Berlusconi sia un assassino o è invece di chi ha montato una campagna di disinformazione basata su dichiarazioni al momento risultate non attendibili di uomini come Ciancimino jr. o Spatuzza? Cerchiamo di capire il concetto...
SEMPRE PIU' VICINI ALLA "DECINA"
DI COSA NOSTRA A GENOVA
Alcuni mesi fa avevamo verbalizzato con uno dei Reparti Investigativi la mappatura delle organizzazioni mafiose nella Valpolcevera.
Uno dei punti indicati era il bar (poi divenuto anche pizzeria) di Via Jori a Certosa... uno dei punti dell'organizzazione della "decina" di Cosa Nostra a Genova, dove si incontraca il Giovanni "Gianni" CALVO con i MAURICI, ad esempio... e dove oltre a bevande e alimenti venivano distribuite e consumate altre "sostanze". Adesso il formale titolare, ovvero Riccardo FORTE è stato arrestato perchè era l'organizzatore di rapine. La Squadra Mobile di Genova ha arrestato la sua "banda", composta da giovani tutti incensurati... perché, come ormai si sà, le mafie preferiscono le persone pulite che non hanno ombre, altrimenti attirerebbero subuto l'attenzione. Ma noi l'attenzione su quel "localino", che faceva da depandace del ristorante del Calvo ed altri bar e pizzerie, l'avevamo posta.
--o--
PROCURE LIGURI
C'è un posto vacante di Procuratore Capo a La Spezia, dopo la conclusione dell'era Scirocco. Tra le candidature possibili per ricoprire quel ruolo vi è quella del pm Silvio Franz che onestamente crediamo estremamente adatta vista la profonda conoscenza della realtà spezzina e considerando che fu proprio lui che scoperchiò l'inchiesta su Pitelli che tanto ha fatto penare la politica (con i suoi rapporti indicibili sui traffici dei veleni) per riuscire ad ottenere prescrizioni e ritardi, a seguito dell'allontanamento di Franz da quella Procura. Speriamo che il CSM scelga in fretta ed al meglio, così come ha fatto su trasferimenti all'estero e soprattutto con la nomina del Procu. Cavallone a Sanremo e del Proc. Granero a Savona... Auspichiamo anche che si risolva la questione drammatica di Imperia, con una Procura ormai deserta, e quella della Procura di Genova, con il procuratore Lalla che a novembre lascerà l'incarico ed una DDA su cui abbiamo recentemente denunciato una inquietante situazione.
--o--Romano è morto per un incidente con la sua moto dopo una serata passata con Gianni CALVO nel suo ristorante-ritrovo per riunioni di famiglie, “L'AMBANATA”, e quindi in un locale del levante. Chissà se anche questa volta hanno usato il funerale per un bel summit, ennesima squallida ed indegna usanza dei mafiosi... come quella che a Riesi, quando muore un capobastone o uomo importante di un clan, fa sì che si sparino colpi d'arma da fuoco, al passaggio del corteo funebre, per salutare il defunto uomo d'onore.
--o--
Vorremmo sapere quanto tempo ci vuole per un cambio alla guida della Questura di Imperia. Qui il Questore aveva di fatto smembrato il gruppo dello Sco, ma non solo: avete presente l'arsenale di Bordighera rinvenuto a casa della "casalinga"? Bene in realtà era della cosca PELLEGRINO, ed in particolare dei BARILARO, e la signora lo custodiva per loro con il "permesso" della Questura!
I fatti relativi alla guida della Procura di Savona da parte di Vincenzo Scolastico ci avevano imposto di esprimere tutta la nostra preoccupazione per il possibile (e poi avvenuto) incarico allo stesso di coordinatore della DDA di Genova (leggi qui). E da quanto è divenuto coordinatore della DDA del capoluogo ligure abbiamo assistito ad alcuni fatti significativi che riteniamo degni di valutazione negli ambiti propri dell'autogoverno della magistratura (anche in considerazione che dovrebbero già essere aperti alcune pratiche disciplinari nell'ambito del CSM). Adesso un nuovo elemento, che ci sentiamo di definire inquietante, ci impone di intervenire nuovamente. Vediamo con ordine...

L'ortofrutta continua ad essere uno dei settori di infiltrazione delle cosche... ed a Genova l'asse Camorra-Cosa Nostra che si è già visto con proprio fulcro nell'Ortomercato di Fondi domina nel settore dell'abusivismo... Grazie a Marco Preve per aver pubblicato questa storia e per aver denunciato, con tanto di audio, le minacce portategli dal Bonaventura Falcone. Domanda: certi alti giudici di questa città decidono di muoversi o continuano a predicare "la sacra unità della famiglia"? Ma su questo torneremo a breve, ecco invece l'articolo di Marco Preve su Repubblica...
E' confermato: il Comune di Genova ha speso 26.900 euro per dare ospitalità in albergo al boss di Cosa Nostra, Rosario Caci. Questo senza conteggiare poi il "costo" dell'assegnazione della casa popolare allo stesso. L'assessore Papi rispondendo ad un interrogazione del consigliere Bernabò Brea afferma che il Comune non sapeva chi fosse Caci. Peccato che l'assessore Papi menta!
Rosario Caci aveva occupato per anni i beni confiscati allo stesso (nel novembre 2005!) in quanto appartenente all'emanazione di Cosa Nostra, clan di Piddu Madonia. Dopo le denunce pubbliche e quelle presso l'Autorità Giudiziaria dalla Casa della Legalità si procedette allo sgombero del Caci e signora dall'appartamento confiscatogli e rioccupato...
Il dottor Castellano è davvero straordinario e rappresenta un esempio sublime della spregiudicatezza di certa "imprenditoria"... se domani gli arrivasse davanti Belzebù e gli dicesse che il suo progetto hi tech è da appoggiare, Castellano risponderebbe: grazie sant'uomo. Ed allora, davanti a cotanta mentalità, diviene una barzelletta quanto dallo stesso dichiarato sul "dettaglio" di alcune società operanti nei cantieri della sua "Genova high tech" agli Erzelli. Lì ci opera la famiglia Mamone con la Eco.Ge (già nota e rinota a Genova) e ci lavora soprattutto la "Biella Scavi srl", ovvero quella società che il gruppo imprenditoriale "Perego" (colosso delle costruzioni lombarde che operava con e per le 'ndrine) usava per prendersi i lavori a Genova. La DDA di Milano con i ROS ha fatto intercettazioni, ambientali, indagini rigorosissime, che a dire del Castellano non contano nulla, davanti alle verifiche che la sua "Genova high tech" avevano già fatto non facendo emergere nulla sulle ditte a cui sono stati affidati i cantieri della grande speculazioni sulle alture di Sestri Ponente a Genova. La DDA, i ROS, la DIA non devono più perdere tempo a fare indagini, inchieste, a scavare per anni ed anni nei rapporti tra 'ndranghetisti, imprese e terminali con cui si aggiudicano gli appalti... si affidino al metodo Castellano: non c'è nessun problema, anzi andremo avanti ancora con più velocità nei lavori! (Una domanda: gli avete chiesto quel famoso certificato antimafia che non serve ad un fico secco? Sarebbe bello sapere queste rigorose verifiche fatte in cosa consistono, ma dopo due interviste a Il Secolo XIX il dott. Castellano non ha svelato ancora quali siano state, manco alla lontana!)
Il dottor Scullino a Ventimiglia fa quasi tenerezza. Lui che si considera il "podestà" di quella terra e non ha ancora capito che un Sindaco deve amministrate la cosa pubblica rispettando trasparenza e correttezza delle procedure e soprattutto sulla base dell'interesse generale. Se la prende per quanto abbiamo scritto al Prefetto (ed in parte pubblicato su sito) per chiedere con urgenza l'invio di una Commissione di Accesso nel suo Comune - così come a Vallecrosia e Castellaro -? Non ce le ne può fregare di meno, anzi conferma che non gli piacciono e non tollera i controlli (quelli dei cittadini e quelli delle Autorità preposte)... motivo in più per chiedere al Prefetto di accelerare l'invio della Commissione. Anche perché davanti ad un organismo prefettizio con il compito di verificare le infiltrazioni mafiose e la correttezza della gestione della Pubblica Amministrazione, un Sindaco che sa di aver operato correttamente spalanca le porte e consegna senza attendismi le chiavi di tutti gli armadi e cassetti! Scullino invece a fronte del nostro elencare di fatti certi e reali, inconfutabili, vuole farci querela? Ben venga, non abbiamo problemi a vederci in dibattimento, carte alla mano... al massimo il problema lo avrà chi rischia la falsa testimonianza sotto giuramento quando per accusarci di aver "diffamato" dice il falso nello spasmodico tentativo di nascondere i fatti (come già accaduto nel dibattimento per la querela sporta dal signor Gateano Scullino contro Marco Ballestra, referente della Casa della Legalità di Imperia, a seguito delle denunce pubbliche sulle irregolarità nell'Amministrazione comunale, tra cui quella di Latte, dove guarda caso vi era tra i protagonisti il MOIO, indicato come "affiliato" alle cosche, negli atti delle recenti inchieste). Poi si informi un pochino meglio perché la Casa della Legalità nel suo agire non è solo una persona ma un soggetto collettivo, tanto che ad esempio anche la decisione di presentare istanza al Prefetto di Imperia su Ventimiglia, Vallecrosia e Castellaro, è stata assunta e seguita dall'Ufficio di Presidenza, mai da una singola persona (da noi non ci sono "podestà"!).
Mi sono chiesto più volte perchè mai Manuela Cappello dovesse sentirsi "obbligata" ad avvicinare persone e "suggerire" loro di non frequentarmi....................Forse temeva che mi interessassi di lei e delle gesta della sua "camarilla" familiare!!
Nota: la "camarilla" è un gruppo di persone che hanno influenza su esponenti politici e che la usano per scopi di vantaggio personale
L'immobiliare di un "grillino storico" coinvolta in un'inchiesta delle Fiamme Gialle
Questo l'articolo de "Il Secolo XIX" di domenica 7 agosto 2010:
Indagine su un'immobiliare e una serie di contratti
RUDERI-TRUFFA PER SOCIETA' ENDAS, SCATTA L'INCHIESTA DELLA FINANZA
C'è il contratto rebus e ci sono le ristrutturazioni fantasma; c'è la richiesta di una maxi-caparra e una girandola (molto) inquietante di documenti non firmati, di permessi che mancano, di agibilità mai concesse, di telefonini che squillano a vuoto. E soprattutto c'è un sospetto concreto, sul quale stanno lavorando i finanzieri del Gruppo Genova...
Domenica la Casa della Legalità ha compiuto un nuovo "blitz" nel ponente di Genova, tra i quartieri di Sestri Ponente e di Cornigliano. Si è andati ad affiggere alcune locandine "ONOFRIO GARCEA CONSEGNATI" per far capire "ai suoi" che tanto lo si piglia lo "sgarro", tra i principali esponenti del "locale" della 'ndrangheta a Genova... Sul GARCEA, che è latitante, abbiamo giù scritto molto nei mesi scorsi ed altro scriveremo nei prossimi giorni... non tutto, naturalmente, perché molto è contenuto in una ampia relazione sui rapporti del boss (ed altri) con alcune pubbliche amministrazioni della provincia di Genova, che abbiamo inviato tra marzo ed aprile, al Prefetto del capoluogo ligure, oltre che alla DIA. Sull'altro soggetto arrestato nell'ambito della medesima inchiesta dei ROS di Genova, relativa all'attività di usura del GARCEA & C, ovvero sul Giuseppe ABBISSO, riesino, non troverete nulla nel sito perché questi è stato da noi segnalato alla DIA, ancora nel maggio scorso, alla Guardia di Finanza, oltre che proprio all'Arma dei Carabinieri. Abbiamo segnalato ed anche verbalizzato molti dei "contatti" dell'ABBISSO, sia con soggetti legati alla criminalità organizzata siciliana sia calabrese, e quindi, anche su questo, abbiamo mantenuto il doveroso riserbo... perché in alcuni casi è necessario dire pubblicamente alcune cose per agevolare le inchieste, in altri casi è opportuno invece il silenzio per evitare di agevolare i mafiosi e loro complici e sodali. Il caso di ABBISSO, proprio per il suo essere una sorta di "ponte" tra cosche della 'Ndrangheta e famiglie di Cosa Nostra, con proiezione anche all'estero, è proprio uno di quei casi per cui vi era necessità di massima riservatezza...
Dall'uscita del libro "Tra la via Emilia e il Clan" sono molteplici le segnalazioni che ci stanno giungendo dall'Emilia Romagna sulla società dei Mamone che, dopo l'esplodere delle inchieste della Procura di Genova su di loro (dopo anni ed anni in cui abbiamo puntato l'indice e l'attenzione su questa famiglia dal 2002 indicata dalla DIA come della 'Ndrangheta e certamente legata ai GULLACE-RASO-ALBANESE), hanno spostato molto del loro lavoro proprio in Emilia Romagna...
Della spiaggia all'amianto di Sant'Anna a Sestri Levante abbiamo già parlato, della Miniera di Libiola avevamo solo accennato. Nel dicembre scorso abbiamo presentato un dettagliato esposto all'Autorità competente ed ora, passato adeguato tempo, possiamo parlarne e mostrare una galleria fotografica di questo sito.
Questa vecchia miniera di calco-pirite (rame) a Libiola, dietro Sestri Levante, situata in direzione Monte Domenico, a 4-5 Km dal centro costiero, è stata chiusa negli anni ‘60, è la più grande della Liguria e ha un'attività continuata nel tempo, il cui inizio risale alla preistoria. Si articola su cinque livelli e i pozzi di accesso sono molto numerosi.

La prima cosa che salta agli occhi leggendo le carte delle inchieste, quelle delle ordinanze di fermo e quelle di custodia cautelare della DDA di Reggio Calabria e di Milano, la prima cosa che salta agli occhi è il "voto di scambio" tra politici (di ogni schieramento) e la 'ndrangheta, non sono in Calabria, ma anche a Pavia, in Lombardia ed in Liguria...
Di molti casi Liguri abbiamo già parlato (o meglio riassumendo dalle puntate precedenti, visto che questa è una storia infinita che abbiamo iniziato a denunciare e raccontare da anni) di Pavia abbiamo accennato nell'ambito dell'articolo sulle infiltrazioni mafiose e massoniche nella Sanità (clicca qui) e nei prossimi giorni vi torneremo con ampi dettagli.
E sulla realtà Ligure stanno emergendo nuovi elementi e nuovi protagonisti di cui si può parlare non correndo il rischio ostacolare il lavoro degli inquitenti...

Tre novità su due questioni pesantissime che confermano quanto avevamo detto e denunciato più volte, tanto perché non ci capiamo niente e, come in molti dicono, perché siamo i soliti "calunniatori" che accusano delle persone per bene...
Le prima due riguarda la questione Stoppani ed ha, appunto, due volti, il primo sulla conclusione del processo per i responsabili della vecchia impresa ed il secondo è il problema dei fondi per la messa in sicurezza. La terza novita è invece riferita alla questione della discarica abusiva di oltre 1200 fusti tossici in via Piombelli sulle alture di Rivarolo...

Si tratta della mafia... ed Assedil lancia l'allarme sul rischio “futuro” e, naturalmente, non ammettono che il problema a Genova e nelle altre province liguri ci sia da anni, anzi da decenni. Ecco, loro il problema lo vedono in “prospettiva” e per colpa della “crisi”, mica altro... Non è un caso che Claudio Burlando (e dico quel Claudio Burlando) abbia rassicurato tutti: l'economia ligure non corre rischi di infiltrazioni! E forse, guardandolo da un certo punto di vista, non ha nemmeno torto: è già infiltrata sino al midollo l'economia ligure... e lui lo sa bene!
Da prima Cosa Nostra e poi anche la 'Ndrangheta nel settore dell'edilizia ci sono da decenni, a Genova e nella sua provincia, e da Ventimiglia sino al confine con la Lunigiana. E peccato che solo oggi l'Assedil si accorga dei rischi degli appalti “al massimo ribasso”, come se fossero stati istituito solo ora...
La Sanità è il grande business del nuovo millennio. Su questo si concentrano gli appetiti di logge massoniche, Opus Dei e mafie, a partire dalla 'Ndrangheta e Cosa Nostra. Dalle regioni del sud le cosche hanno saputo “entrare” nella sanità del nord, come dimostra l'arresto del 'ndranghetista che era arrivato a dirigere l'Asl di Pavia. E poi conflitti di interesse e clientele... Strutture sanitarie piegate da lottizzazioni e spartizioni della “cassa” e del patrimonio, con interessi sempre più nascosti e indicibili. Ecco una panoramica a partire da ciò che dicemmo - per poi essere indicati come delle “cassandre” - rispetto alla Sanità in Calabria, per passare alla questioni già poste al centro dell'attenzione dei Cuffaro in terra di Liguria... per arrivare al progetto di una nuova clinica privata a Genova promosso da una delle società della galassia imprenditoriale della famiglia FOGLIANI di Taurianova...




