
[Quanto riferito ad Eugenio Minasso nell'articolo rappresenta un estratto di quanto contenuto negli Atti Giudiziari relativi a diverse indagini sui rapporti e le influenze della 'ndrangheta nell'estremo ponente ligure, nonché da dichiarazioni alla stampa rese dallo stesso Minasso.
Riportando tali contenuti e fotografie privi di rilevanza penale nei confronti del Minasso stesso non vi era, da parte nostra, alcun intento accusatorio così come nemmeno alcuna intenzione di offendere.
Se Eugenio Minasso si è sentito offeso da tale pubblicazione, quindi, ce ne scusiamo con lui.]
Si sposano e vanno in viaggio di nozze, Giovanni Paladini e Marylin Fusco. Il primo coordinatore regionale e deputato della Repubblica della Lista Di Pietro - Italia dei Valori, la seconda vicepresidente della Giunta regionale in Liguria con Claudio Burlando.
Al loro ritorno dal viaggio di nozze danno un bel rinfresco per festeggiare il lieto evento e chi ci si ritrova tra gli invitati? Grazie a Il Secolo XIX lo sappiamo... c'è Claudio Burlando, la Marta Vincenzi e la Roberta Pinotti... e poi nientepopodimenoche l'uomo della "cricca"... lui, l'ex Ministro Claudio Scajola.... e pure l'uomo "eletto" della "cosca" della 'ndrangheta, Eugenio Minasso...

E' online da questa mattina, sul sito di SavonaNews, il rapporto integrale della Guardia di Finanza relativo all'indagine sulla truffa sui fondi europei che coinvolge i politici liguri dell'una e dell'altra parte, a partire dal "presidentissimo" Claudio Burlando, e soprattutto le cooperative sociali. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche alcune considerazioni in merito a questo ed agli altri casi di illegalità che vedono protagoniste le pubbliche amministrazioni liguri e non solo.
Per ora ecco qui il testo integrale, così che chiunque possa leggere e valutare... clicca qui

Come Casa della Legalità sollevammo la questione nel maggio 2007. Studiammo a fondo carte, visure e bilanci. Denunciammo pubblicamente tutto, insieme a DemocraziaLegalità [leggi lo speciale].
Dopo le elezioni, il 12 giugno 2007, presentammo istanza ufficiale al Tribunale di Genova per il conflitto di interessi del neo eletto sindaco Marta Vincenzi in Marchese. Il 2 luglio 2007 depositammo una memoria di comparsa di nove pagine con dati e fatti, a cui allegammo centinaia di pagine di allegati (tutto ciò che era stato possibile acquisire). All'udienza la Marta Vincenzi non si presentò, mando i suoi legali tra studio Acquarone e studio Flick. All'udienza del Tribunale, presieduta dal Presidente Antonino Dimundo, era anche presente, per la Procura, il pm Silvio Franz.
Era il 25 settembre 2007. Noi chiedemmo che venissero acquisiti di documenti presso il Comune di Genova e presso le sedi delle società coinvolte ed interessate (quelle pubbliche e/o partecipate, quelle di Bruno e Malvina Marchese e quelle di Gavio), in quanto la Sindaco Vincenzi si era rifiutata di fornirli (quelli relativi al Comune ed alle società pubbliche e/o partecipate) anche davanti ad interrogazioni formali in Consiglio Comunale, e quindi non vi era alcun modo legale per averli e quindi produrli come prova. La difesa della Vincenzi sostenne invece che quei documenti comprovanti il denunciato conflitto di interessi dovevano essere prodotti da chi aveva presentato il ricorso e non si poteva quindi procedere se non vi erano, oltre a sostenere che il conflitto di interessi dovesse essere diretto, ovvero per un incarico diretto tra Vincenzi-Sindaco ed il consorte. In quella stessa udienza emerse anche che il consorte della Vincenzi, per evitare la decadenza della Sindaco per conflitto di interessi palese, rinunciò (dopo la notifica della nostra istanza in Tribunale) ad un incarico e compenso per lavori con l'Autorità Portuale di Genova, nel cui Comitato Portuale siede la Sindaco.
Il Tribunale rigettò il ricorso senza effettuare alcuna acquisizione di documentazione, nonostante le palesi falsità delle dichiarazioni della Vincenzi che, ad esempio, sosteneva l'impossibile come quando affermava che la IMPREGILO non avesse incarichi ed interessi a Genova quando invece è soltanto (sic!) nella partita della Metropolitana (più costosa del mondo) in costruzione e che Lei stessa aveva appena chiamato come super consulente della sua Giunta il consigliere di amministrazione (e avvocato) di Impregilo, Maurizio Maresca.
Noi, in allora, indicammo chiaramente negli Atti anche la pregressa vicenda (1999) delle quote della società dell'Autostrada Milano-Serravalle che la Vincenzi, allora Presidente dalla Provincia di Genova, vendette alla società di Gavio per 1,60 euro ad azione (Gavio poi venderà le quote alla Provincia di Milano, il cui Presidente era il Filippo Penati, per 8.93 euro).
La Procura della Repubblica di Genova nell'ambito dell'inchiesta su corruzione ed i legami con i Mamone dell'Amministrazione del Comune di Genova e le società pubbliche (per cui venne arrestato anche il braccio destro della Vincenzi, Stefano Francesca - vai allo speciale) riprende la vicenda. Nell'Ordinanza di Custodia Cautelare, ad esempio, il Gip scriveva: "Bruno MARCHESE, marito di Marta VINCENZI, nel corso del 2007 è stato al centro di una diatriba sul conflitto di interessi, sollevata da Christian ABBONDANZA presidente della Onlus "CASA DELLA LEGALITA'" di Genova, sfociata in un ricorso urgente depositato, il 12 giugno 2007, presso il Tribunale di Genova, ai sensi del Testo Unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali approvato con D. L.vo 18/08/2000, n. 267 (artt. 63 e 70). Nel ricorso in parola, rigettato il 25/09/2007, dal Collegio della Prima sezione del Tribunale di Genova, l'ABBONDANZA e Simonetta CASTIGLION dichiarano che: «dalle visure camerali della CCIAA emerge che Bruno MARCHESE e Malvina MARCHESE (rispettivamente marito e figlia di Marta VINCENZI) sono proprietari di maggioranza della "IGM ENGINEERING IMPIANTI srl" di Genova... questa fa parte dei "CONSORZI RETE e FASTIGI". ....Bruno Marchese è Amministratore Delegato della IGM citata e Direttore Tecnico del Consorzio RETE; ........tale ditta e detti consorzi operano certamente con società partecipate del Comune di Genova, su tutte la "Sviluppo Genova spa" e la "Milano-Serravalle Milano-Tangenziali spa", nonché anche con l'Autorità Portuale di Genova ed altri soggetti affidatari diretti e/o indiretti di incarichi da parte del Comune (come molteplici società quali ad esempio Impregilo spa, Fisia Impianti spa) e/o con strutture societarie che operano in coordinamento con il Comune come Anas spa e Salt p.a.». Infine, sul sito internet di ABBONDANZA, viene segnalato che in data 15 giugno 2007, il Presidente del Tribunale firmava il decreto con cui veniva fissata l'udienza per il ricorso; il 19 giugno 2007 Bruno MARCHESE inviava una raccomandata (spedita il 20 e ritirata il 21) al Presidente delll'Autorità Portuale di Genova Giovanni NOVI (colpito nel febbraio di quest'anno, da ordinanza di custodi cautelare per reati contro la p.a. - p.p. n.8687/0721 RGNR ), in cui rinunciava ad un incarico di collaudatore relativo alla realizzazione di impianti di distribuzione elettrica delle aree Ponti Ronco e Canepa". [il testo integrale clicca qui]
Dopo quell'indagine [ammissione e patteggiamento per tutti gli arrestati e rinviati a giudizio e condanna a 6 mesi in primo e secono grado per Giuseppe Profiti] la squadra del GICO che l'aveva seguita è stata smembrata. L'allora procuratore capo Francesco Lalla, andato in pensione, è divenuto Difensore Civico della Regione Liguria (con i voti del centrosinistra e quelli del centrodestra). Alla guida della Procura della Repubblica è salito il "reggente" Vincenzo Scolastico, quello che, a Savona, lasciò andare in prescrizione il fascicolo, per intenderci, sul "fallimento perfetto" orchestrato, sulla pelle di lavoratori, città e territorio, da imprenditori, politici e sindacalisti uniti nell'affare.
Ora, siamo in grado di pubblicare alcuni documenti che dimostrano gli ottimi rapporti d'affari della società del consorte della Marta Vincenzi con Gavio, ai tempi della cessione delle quote "svendute" dalla Vincenzi a Gavio. Li abbiamo avuti da poco e non li avevamo pubblicati perché, come nostra abitudine, non puntiamo a scoop ma a ben altri obiettivi. Ormai sono stati resi pubblici in rete da altri e quindi li pubblichiamo anche noi, annunciando che li produrremmo, nei prossimi giorni, formalmente all'Autorità preposta - come era già programmato di fare -. Purtroppo, a questo punto, ciò avverrà quando ormai gli interessati sono già a conoscenza di alcuni di quei documenti che sono usciti dalla riservatezza di certe stanze!
Resta comunque evidente un punto: la Vincenzi non può più negare di tali rapporti, così come il PD tutto (compresa la Roberta Pinotti che allora era nella Giunta Provinciale della Vincenzi dal 1993 al 1997 e poi in quella Comunale con Giuseppe Pericu) sapeva ed ha taciuto e coperto il tutto. Su questo, quindi, sono i cittadini che hanno il dovere di valutare i fatti e giudicare la responsabilità politica di una classe dirigente pubblica piegata dagli affari.
Ecco qui i documenti (in formato .pdf):
- documento 1
- documento 2
Seguono le schede e qualche altro dettaglio tra ciò che si era già detto, scritto e denunciato e l'oggi...

E' questa una notizia, pubblicata questa mattina dal quotidiano la Repubblica nelle pagine della cronaca ligure, che non può lasciare indifferenti... Anzi...
Marco Preve scrive: "La procura Generale di Genova ha aperto un fascicolo interno sulle notti in discoteca del pm savonese Alberto Landolfi. Agli atti gli articoli e le fotografie (provenienti da siti internet) pubblicate da Repubblica nei giorni scorsi. In particolare, aveva destato scalpore l´immagine del pm della Direzione distrettuale antimafia (attualmente in missione in Bosnia) a corredo di una doppia pubblicità: per lo champagne Ruinart e la discoteca La Suerte di Laigueglia, il locale notturno nel cui privè Landolfi è stato più volte ospite vip, assieme a rappresentanti delle forze dell´ordine, politici e ragazze immagine.".
Non vi sono quindi dubbi: la questione è quella che avevamo sollevato noi il 30 gennaio 2010, beccandoci l'ennesima querela del pm Landolfi (che a sua volta, rispondendoci indirettamente, si è beccato una nostra querela), e che aveva visto la Procura di Torino chiedere (solerte) ed ottenere (senza indugio) dal Gip il sequestro preventivo del nostro articolo con foto e video di alcune delle serate alla Suerte del pm (ex) savonese, con diversi agenti, anche di vertice, delle Forze dell'Ordine competenti (come lui) su quel territorio...
Chi tocca il centrosinistra muore.
"La macchina del fango comincia a girare". Dopo aver ascoltato le parole di Pierluigi Bersani, gli accenti berlusconiano-vittimisti del segretario Pd, sento che per una volta posso contravvenire a una delle regole auree del cronista: mai parlare di se stessi.
E così racconterò dell'amara esperienza di diventare una specie di paria, un intoccabile nella mia città perché ho osato scrivere inchieste sul centrosinistra. Ma prima faccio una premessa. Nel corso degli anni ho parlato di decine di politici di entrambi gli schieramenti: Alemanno, Formigoni, Moratti, Storace, Berlusconi, Matteoli, Galan, Romani, Romano, Scajola, Grillo (Luigi), Calderoli, Bossi, D'Alema, Bersani, Penati, Burlando. Tanto per fare alcuni nomi. Gli esponenti di centrodestra sono la maggioranza...




