Avevamo capito che l’Atto di Impegno contro le mafie e la corruzione fosse sgradito a molti. Solo tre candidati sindaco (Budria – Città Partecipata; Musso – indipendente del centrodestra; Trombetta – movimento partecipazione) hanno aderito e sottoscritto, gli altri sono rimasti in silenzio. Ora, che abbiamo reso pubblico lo stato delle cose, che abbiamo detto chi ha detto da che parte sta, con chiarezza e con un impegno preciso (la selezione della classe dirigente, come gli assessori, non deve aspettare sentenze quando vi sono elementi certi, eticamente scorretti), la stampa ha deciso di fare, come al solito, il cane di compagnia (e non quello che gli compete, cioè da guardia!) e quindi tace...
NOVITA' SULL'OMICIDIO ALESSI...
A pochi giorni dalle elezioni la realtà di una presenza ed attività delle mafie nel capoluogo ligure rompe bruscamente il silenzio. Non che si dica, praticamente mai, la parola mafia, ma i fatti parlano chiaro. D’altronde anche l’ultima Relazione della Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre 2006 dice chiaramente che la presenza di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita è sempre più constatata nelle regioni del centro e del nord, e la Liguria non fa eccezione. Ma queste sono, come si dice, bazzecole Qui va tutto bene, come a Palermo o Napoli il problema è solo il traffico. Ma veniamo ai fatti di questo caso di omicidio di mafia, consumato nel centro storico genovese il 20 aprile scorso e rapidamente risolto dagli agenti e dalla magistratura...
NOTA STAMPA Conferenza stampa
L'atto di impegno sulle mafie e la corruzione
sottoscritto da tre candidati sindaco di Genova
Alla fine qualcuno dei candidati Sindaco di Genova ha avuto il coraggio di dire da che parte sta e prendere pubblicamente impegni precisi. Sono tre i candidati sindaco delle prossime elezioni amministrative ad aver sottoscritto l'Atto di Impegno proposto (riportato di seguito), due candidati delle liste civiche ed uno dei candidati di coalizione.
Una dimostrazione, ulteriore, che la lotta alle mafie ed alla corruzione, come l'impegno per la legalità, non ha (e non deve avere) un colore, ma è (e deve essere) patrimonio condiviso e trasversale.
I tre candidati che hanno sottoscritto l'Atto di Impegno sono:
- Stefano BUDRIA
- Enrico MUSSO
- Michelangelo TROMBETTA
La loro è un’adesione importante che dimostra che vi sono persone capaci di osservare la realtà ed assumersi responsabilità nette, accettando di prendere impegni chiari. Purtroppo altri hanno scelto di non vedere, o meglio di tacere, la realtà evitando di prendere una posizione altrettanto chiara e netta.
La Casa della Legalità e della Cultura, come anticipato, invita i cittadini genovesi a scegliere, alle prossime elezioni, uno dei candidati Sindaco, che hanno detto, pubblicamente, da che parte stanno, sottoscrivendo l’Atto di impegno promosso dall’Osservatorio sulla Criminalità e le Mafie e dall’Osservatorio sui Reati Ambientali.
Chi ha scelto di non sottoscriverlo (e non ha nemmeno voluto un dialogo) ha dimostrato di ignorare la realtà e, quindi, di non volerla affrontare.
Etica significa responsabilità. Per essere responsabili occorre guardare ai fatti ed operare per garantire il bene comune, concretamente e coerentemente. Chi nasconde i problemi e non li affronta non può certamente essere considerato o considerasi persona responsabile.
L'Ufficio di Presidenza
Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Enrico D'Agostino
Nota: la conferenza stampa si è tenuta davanti ad uno dei beni confiscati a Cosa Nostra (clan di Madonia) nel Centro Storico di Genova. Per rendere visibile la necessità di attivare questi spazi con progetti di utilità sociale capaci di ampliare la "bonifica" del territorio, oltre che per rendere evidente che le confisce alle mafie permettono di realizzare attività sociali utili ai cittadinai, rendendo concretamente evidente che la legalità conviene e conviene a tutti.
(leggi la scheda con le foto esterne dei beni confiscati di Vico Mele angolo Vico S.Sepolcro)
La Spezia , 9 maggio 2007. Un nucleo della ‘ndrangheta dedita all’estorsione è stato scoperta dalla Squadra Mobile di La Spezia. Sono finiti agli arresti due giovani residenti a Sarzana, Daniele Faenza e Leone Stelitano, insieme a Angelo Tripodi a Reggio Calabria. Il quarto uomo, Giuliano Romeo, ha visto scattare lo stato di fermo nei suoi confronti per porto abusivo di armi...
Genova. Sembra proprio che il Prefetto e le alte cariche elettive della città e regione non passino un buon periodo. Tutto quello che dicono viene smentito dai fatti. Chissà se qualcuno lo ha fatto notare loro? Comunque, dopo l’omicidio in Centro-Storico e la condanna della Fucci-Marechiaro, Genova si ritrova sul Porto. L’associazionismo (a delinquere!) è più vivo che mai!
Nella notte passata sono scattate decine di ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip di Genova, per l’operazione “Fast Cargo” per associazione a delinquere finalizzata a furti aggravati e rapine di container. Delle ordinanze eseguite dai Carabinieri, 22 riguardano persone residente a Genova e provincia, mentre altre sono eseguite in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Campania...
A seguire le indagini, partite nel 2004, sono stati i Carabinieri del Nucleo Provinciale di Genova ed è riuscita a scoperchiare un organizzazione criminale complessa che con la collaborazione di sodalizi più piccoli e specializzati, realizzava ingenti profitti attraverso il furto di autoarticolati provenienti o diretta nell’area portuale di Genova; il prelievo di containers dal porto mediante la presentazione di documentazione falsa; ma anche la simulazione di furto di ingenti quantità di merce da parte degli autotrasportatori. Nei 2 anni di indagini sono già state arrestate 35 persone in flagranza di reato, ed è stata sequestrata merce restituita ai legittimi proprietari, per un valore di 14 milioni di euro complessivo.
Nel dettaglio i numeri dell’operazione “Fast Cargo” sono: 27 ordinanze di custodia cautelare, 4 obblighi di dimora e 23 perquisizioni. La merce rubata, dei più diversi generi, veniva stoccata in 17 magazzini scoperti nell’Italia del nord, per essere rapidamente rivenduta.
Sono coinvolti sia italiani che stranieri, questi ultimi principalmente per i furti. Tra gli arrestati alcuni componenti della famiglia Halilovic, numerosi autotrasportatori e quattro commercianti napoletani. Questi ultimi abili per la ricettazione e per la produzione di documentazione fiscale e di trasporto false utilizzate per eludere i controlli. Molti degli arrestati sono pregiudicati.
L’operazione “Fast Cargo” aveva il compito di ristabilire anche una sorta di credibilità dello scalo portuale genovese, che dopo anni di “razzie” era stata pesantemente compromessa.




