"VICO MELE DALLA MAFIA AL COMMERCIO EQUO-SOLIDALE
Ieri la giunta ha deliberato che i beni di vico Mele confiscati alla criminalità organizzata vengano assegnati, tramite bando pubblico, a un soggetto no-profit che venderà i prodotti del commercio equo e solidale, coltivati nelle terre che erano in mano alle organizzazioni mafiose."
da Il Secolo XIX e sito del Comune di Genova
La garetta su misura, alla faccia del percorso partecipativo. E' questo il risultato raggiunto dal consulente del Comune di Genova, Nando Dalla Chiesa - anche Presidente Nazionale onorario di Libera - per i beni confiscati di Vico delle Mele. Una garettina giusta giusta per "Libera", ma guarda tu, tanto vicina al blocco rosso ligure e non solo... e tanto sponsorizzata da Unipol e LegaCoop. Alla fine Nando Dalla Chiesa l'ha spunta, dopo aver ottenuto - tutto questo in base alle informazioni raccolte sia da noi sia dal gruppo dei Liberi Cittadini della Maddalena - per tre volte di fila la "bocciatura" della Delibera proposta dall'assessore Scidone, che proponeva il percorso partecipativo, aperto a più associazioni ed ai Liberi Cittadini della Maddalena, con il ruolo di coordinamento mantenuto dal Comune di Genova stesso...
[In coda il resoconto del sopraluogo che poi si è tenuto il 12.10.2009 in Via Piombelli]
Nel 2001 fu sequestrata l'area adibita a discarica abusiva che per oltre vent'anni ha raccolto fusti con sostanze tossico-nocive. Si trova sotto il viadotto autostradale, accanto al torrente che poi, con percorso sotterraneo ed interrato, sfocia nel Polcevera.
Ma vediamo la storia di questa discarica abusiva mai bonificata, o meglio torniamo su questa storia che già avevamo sollevato alcuni anni fa e più esattamente nel 2005. Partiamo dal dato più tetro. Sia l'ex "custode" che il nuovo dimorante nella discarica abusiva nel 2005 erano già morti da un pezzo, il primo defunto a metà degli anni Novanta, si sa solo che si chiamava Marco... il secondo era Margherito Cavallaro, ex portiere del Catanzaro, morto nel 1999 a 49 anni per un tumore...
In tanti hanno parlato in lungo e in largo degli affari in Sanità di Salvatore Cuffaro e dei suoi amici mafiosi. I fatti erano quelli relativi alle convenzioni, al tariffario... alle politiche sanitarie della Regione Sicilia guidata da Cuffaro ed alle sue agevolazioni ai boss di Cosa Nostra. Ma qualcuno è andato a vedere le proiezioni extra-regione di tali affari ed interessi? Sembra di no... e di nuovo si pone il problema non solo degli affari distorti, del riciclaggio di Cosa Nostra e degli ambienti a questa contigui, che succhiano le risorse pubbliche e devastano la qualità del servizio sanitario, ma anche il fatto che se non ne parla la magistratura si resta tutti silenti. Vediamo un attimo, allora, da vicino qualche interesse ulteriore nel campo della farmaceutica e della sanità della famiglia Cuffaro... non a Palermo o Bagheria, bensì a Genova, dove la sua famiglia tanto piace al centro-sinistra (con l'IdV)...

[In riferimento alla vicenda Stoppani, nell’esercizio del diritto di cronaca su una vicenda di pubblico interesse, avevamo riportato e commentato un estratto di un rapporto della Guardia di Finanza in cui venivano menzionate, tra le altre, le seguenti persone: Dott.ssa Brescianini Cecilia, Dott.ssa Minervini Gabriella, Dr. Gian Piero Lazzarini. Ci preme evidenziare che le predette persone non sono coinvolte in alcun modo in procedimenti penali inerenti le questioni trattate e ci scusiamo nei loro confronti per le espressioni che possano aver loro arrecato offesa]
Quando, dati alla mano, lanciammo l'allarme perché la perizia del Tribunale denunciava i livelli spaventosi di inquinamento di aria, terra ed acque (falda, torrenti e mare), ci hanno ignorati.
Quando, per mesi, abbiamo denunciato pubblicamente la continua strage degli innocenti e le farse delle "bonifiche" e della "messa in sicurezza", ci accusavano di mentire e fare terrorismo.
Quando siamo andati, a tutte le assemblee pubbliche del farsesco "percorso partecipativo" ponendo domande precise e esigendo soluzioni, i responsabili pubblici (i sindaci Gambino di Arenzano e Zanetti di Cogoleto, con l'assessore regionale all'ambiente (sic!) Zunino e la vice-commissaria alla bonifica Brescianini) si sono dati alla latitanza e facevano sapere dalle loro truppe cammellate di consiglieri, assessori e associazioni-colonizzate, che era tutto a posto con frasi del tipo "la bonifica prosegue bene", non ci sono rischi.
Noi li abbiamo accusati pubblicamente di spergiuro e di fottersene della salute dei cittadini e della salubrità dell'ambiente, dai terreni, alle acque dolci sino al mare ed al fondale del litorale di Arenzano e Cogoleto...
[ONLINE I PRIMI TRE VIDEO DELL'INCONTRO A BREVE GLI ALTRI VIDEO E LE VERSIONI CON I SOTTOTITOLI IN ITALIANO]



