Dopo il successo del libro-inchiesta "Il Partito del Cemento", scritto con Ferruccio Sansa, il coraggioso giornalista de "la Repubblica" inizia a scrivere del cemento ligure su un nuovo blog.
In Italia dire la verità è reato. Ormai questo è chiaro. Ed infatti il nuovo
Governo Berlusconi ci riprova a tappare la bocca ad Adriano Sansa, dopo la
vergognosa azione dell'ex Ministro Castelli di alcuni anni fa. E' dai tempi dei
"pretori d'assalto" che provano a piegargli la schiena, i governi di centro-destra
come quelli di centro-sinistra, così come hanno cercato di fermare le sue
inchieste, come, per fare solo due esempi, quella che vedeva coinvolto il
cardinal Siri e la Diocesi in una speculazione edilizia nel cuore di Genova, per
non parlare della prima grande inchiesta sulle tangenti ai ministri per lo
scandalo petroli... L'Antimafia, secondo noi, è soprattutto concretezza, partendo dal fatto che bisogna sporcarsi le mani per poter incidere nel cambiamento sociale e culturale, e parallelamente sostenere l'azione di contrasto dei reparti investigativi e giudiziari. Quando ci si limita a parole, anche belle e sonanti, questo non serve a sconfiggere le mafie. Essere generici non aiuta, anzi rischia di creare polveroni pericolosi e controproducenti. Secondo noi per contrastare efficacemente le collusioni, l'insabbiamento, la corruzione, le contiguità e complicità, come anche l'infiltrazione nell'economia "legale" e negli appalti pubblici, servono attacchi precisi, documentati... svolgendo un corretto e preciso lavoro di osservazione dei fatti, degli atti, di raccolta di segnalazioni...
L'intimidazione per le mafie è una costante, proprio come lo è per il Potere. Possono lavarsi i colletti delle camice, possono farsi dottori, manager, politici, imprenditori e amministratori, possono nascondere quelle macchie di sangue delle banconote, ma il vizio dell'intimidazione non lo perdono mai! Proprio come non lo perde, questo vizio, quel Potere corrotto e colluso, e chiunque di questo sia espressione... ogni qualvolta si sentano puntare addosso attenzioni non gradite, cedono all'istinto, alla loro cultura di impunità. Chi lavora per loro assume, inesorabilmente questo stesso modus operandi, pronto a piegare i principi alla necessità di asservimento a cui è chiamato, quando non invece si pone chino per desiderio di assecondamento del desiderio del potente...
Non siamo a Palermo o Caltanissetta. Non siamo nemmeno a Locri o Lamezia Terme. Nemmeno a Caserta o Napoli. Siamo a Genova, anzi nel cuore della città, a meno di 200 metri dal Porto Antico.
Vi ricordate quei beni confiscati nel 2005 in Vico delle Mele di cui abbiamo a lungo parlato nell'autunno scorso, durante la mobilitazione per far sì che il boss Rosario Caci di Cosa Nostra che li aveva rioccupati venisse fatto sloggiare?
Bene ci sono novità. Probabilmente non c'è niente da fare negli alti Uffici del Comune non vogliono proprio mettersi contro la "decina" dei gelesi di Cosa Nostra legata al clan di Piddu Madonia, fortemente radicata in Centro Storico e soprattutto a Rivarolo (le roccaforti della classe dirigente "eletta" di questa città e regione), che dopo il duro lavoro del giudice della DDA Anna Canepa e dei reparti investigativi che l'aveva debellata, ora si è riorganizzata perfettamente, già quando era ancora vivo Emmanuello Daniele, che a Genova si era sempre trovato bene e che per Caci è sempre stata una persona "squisita"!
Infatti il boss Rosario Caci dopo essere stato costretto a lasciare il bene confiscatogli più di due anni prima, dimora in un albergo indicatogli dal Comune di Genova a spese del Comune! Non solo.
Il Caci, dalle informazioni giunteci, continua ad impedire che si realizzino i lavori di restauro dell'appartamento confiscatogli. Come? Semplice va e minaccia gli operai.
Il nuovo Prefetto di Genova, Anna Maria Cancellieri - che non è come il predecessore Romano - ha immediatamente disposto che gli operai vengano scortati dalle Forze dell'Ordine, per non dare segnali di cedimento. Il Comune, invece, continua a pagare l'alloggio alberghiero al boss e compagnia... un bel riconoscimento come il "grifo d'oro" a quando?
Ci domandiamo anche se qualcuno, vista la grande capacità di movimento e di intimidazione del Caci, abbia mai pensato di chiedere una verifica sulla sua invalidità al 100%.
Per leggere lo speciale sui beni confiscati di Vico delle Mele e sulla proposta di gestione su cui ancora attendiamo una risposta (non siamo mica boss di Cosa Nostra d'altronde, solo semplici cittadini)... clicca qui




