Comunicato stampa inviato alle 08:16 del 24.10.2007 a Il Secolo XIX
con cortese richiesta di pubblicazione
In riferimento all'articolo "Scissione sul web degli Amici di Grillo"
de Il Secolo XIX del 24.10.2007 (riportato in coda)
Grazie dell'attenzione mostrata ai meetup di Beppe Grillo di Genova, ma cerchiamo di essere precisi...
Come al solito, nella peggior tradizione della politica italiana chi solleva un problema viene tacciato di essere dell’altra parte… e così la Casa della Legalità viene associata alla Casa della Libertà. D’altronde di che ci si può stupire??? I cosiddetti nuovi politicanti imparano in fretta i giochetti. Ma la cosa più curiosa è che i nuovi politicanti si schermino dietro il meetup Amici di Beppe Grillo, nonostante siano dirigenti di un partito politico (Italia dei Valori) ed una sia Consigliere Comunale di Genova, Assessore della Provincia di Genova e Presidente del Civ di San Gottardo. Ma d’altronde anche questa è una vecchia abitudine che i “nuovi” hanno imparato in fretta, non c’è che dire. Intanto si sono messi a scrivere in lungo e largo per l’Italia dicendo che Abbondanza è brutto e cattivo e loro tanto bravi, praticamente santi, vittime di un complotto politico...
E’ curioso che un assessore provinciale, presidente di un Civ e consigliere comunale, usi il meetup di Beppe Grillo (Genova 1), per “rispondere” agli articoli che abbiamo scritto. Ci si accusa di aver fornito informazioni false, ma l’unica cosa falsa è l’accusa che ci viene mossa. Inoltre si afferma dal “Meetup Genova 1 di Beppe Grillo” (parlando, equiparandole, di “CdL – Casa della Libertà” e di “CdL – Casa della Legalità”), ed usando crediamo anche impropriamente quel sito, che dietro a questo nostro “attacco” vi sono le ragioni della nascita del "Meetup Genova 2 di Beppe Grillo"...
LA VICENDA DI DAVAGNA
Tutta la storia di quella strada in "zona rossa" che porta solo alle terre del Sindaco,
con gli avvalli della Provincia e troppi silenzi
[con i link a documenti, foto, video, cartografie]
Lo abbiamo sempre detto: la correttezza e la trasparenza della Pubblica Amministrazione è fondamentale per garantire una gestione della cosa pubblica nell'interesse generale dei cittadini. Quando il principio della buona amministrazione viene tradito significa che le scelte vengono piegate ad interessi particolari, di quel "partito - trasversale - degli affari", dei conflitti di interesse, delle clientele, alla corruzione e collusione. In un contesto viziato, in cui l'etica della responsabilità non è patrimonio degli amministratori, vi è una palese Questione Morale, da affrontare radicalmente...
Occhi sulla Val Bisagno
Sugli “affari” del Sindaco di Davagna… tanto di Cappello.
C’era una volta (anzi c’è) un Candido Sindaco, sulle alture della Valbisagno, a Davagna. Un territorio fragile e le ampie crepe della chiesa di Dercogna, la più antica della valle, ricordano le ferite dell’ultima alluvione e dei cedimenti franosi del suolo. Crepe che si ritrovano in antiche case lungo le mulattiere che collegano le dimore lungo i terrazzamenti di un passato contadino.
Questo Candido Sindaco ci tiene al “suo” Paesiello, lo considera proprio cosa di famiglia. Anche il nipotino Agostino, detto Danilo, ci tiene a tenerlo in ordine tanto da essere il Vigile del Comune, ma anche occupandosi dei trapassati con la sua società che, sempre a Davagna, si adopera per le Onoranze funebri, ma anche di import export e di cura degli anziani. Un conflitto di interessi? Ma figuriamoci, è un atto di attaccamento alla comunità, quasi come le zecche, che si attaccano e non si staccano mai. Si sa: ci tengono!
Candido è un uomo probo, e con tutta la sua famiglia (moglie e sorelle) sembra abbia investito tutto - e tenga tutto - in quella terra di Davagna. Terra nel senso di terra, terreni veri e propri in una collina di fasce dove vi è solo bosco. Terreni che prima non erano nulla, in una zona ad alto rischio secondo il Piano di Bacino del torrente Bisagno. Ma Candido ci teneva e così, per il bene del popolo, ha deliberato di fare una strada, costruita sui muretti a secco, nella zona ad alto rischio. Lui sprezzante del pericolo, non aveva a disposizione un ingegnere ed allora ha incaricato un geometra, voleva quella strada per il popolo, perché questi potessero raggiungere i terreni che lui con la sua famiglia hanno custodito. Poi deve aver pensato ma cosa fanno, una volta finita la strada del Comune, i cittadini che arrivano nel bosco? Ed allora, illuminato dall’altruismo ha previsto nel nuovo Piano Urbanistico Comunale che quei terreni divenissero spazi per lo sport, da cementificare un pochetto, insomma. Ed anche se vi è il rischio che la collina venga giù, lui è andato avanti.
D’altronde perché allargare una vecchia creuza stretta che porta nelle case abitate, dove vive anche un centenario? Servirebbe solo alcune decine di abitanti, mentre invece la strada che porta nel bosco, sui suoi terreni, è un patrimonio!
Qualcuno ha cercato di fermarlo, ha sottolineato l’inutilità di quella strada. Qualcuno ha anche detto che lui lo voleva fare per guadagnarci, sprezzante del pericolo e delle norme. Ma lui ha saputo tenere testa ed andare dritto per la “sua” strada… Gli chiedevano di fare i carotaggi per controllare il terreno? E lui li ha fatti fare, li ha custoditi lì, sul ciglio della strada, mica si fidava di mandarli in un laboratorio di analisi! Poi ha chiesto una relazione ad un geologo per certificare che tutto era a posto, anche se solo in luglio 2007, ed i lavori erano già avanzati, in allargamenti, colate di cemento e sbancamenti. Il geologo l’ha fatta ed ha certificato tutto, anche le analisi del terreno che è lì sul ciglio… ad un bravo geologo basta un occhio, mica servono le analisi! E poi la Comunità Montana lo ha detto chiaro: Candido può andare avanti, in deroga ai vincoli per la sicurezza del suolo, basta che i lavori fossero seguiti da tecnici competenti (ingegneri – ndr), con continui monitoraggi del suolo e soprattutto rispettando le prescrizioni previste dalle relazioni che “eventualmente” vi sono! Davvero straordinari, nessuno voleva fermare questo Candido “Caterpillar”. Nemmeno la Provincia che ha concesso deroga su deroga, arrivando all’ultima delibera del nuovo Assessore all’Urbanistica Cappello. Lei che ha visto le carte, ha sentito gli abitanti che l’hanno invitata ad un sopraluogo per verificare i fatti e la realtà…non si è fatta incantare ed ha firmato e approvato l’operato del Candido Sindaco. Chissà come la prenderanno anche i tecnici della Regione Liguria che hanno praticamente smontato il nuovo PUC del Comune di Davagna, redatto dal Candido con la sua Giunta. Agli “affari” del Sindaco Candido, a questo punto, davvero, tanto di “Cappello”, perché in tutta la Liguria il cemento avanza ed a Davagna no? Lui ci mette anche i suoi terreni, la neo assessore almeno una firma, in fondo il cantiere non disturba, non è nemmeno segnalato, quindi che problema c’è?
Uno sguardo più a valle… a San Gottardo
Mentre in terra di Davagna la strada va verso il bosco del Candido, sotto il “vigile” controllo del nipote, più a valle si parla di ben altre opere.
Siamo a San Gottardo, borgo di Genova, sempre in sponda destra del Bisagno. Qui si narra che la responsabile del CIV della zona abbia promosso un progetto di riqualificazione del rione. Quando si dice: persone di “valore”, sic! Il progetto incantato illuminava gli sguardi dei cittadini che già vedevano le nuove panchine, le fioriere in legno rustico lavorato con un po’ di verde ben curato e la nuova illuminazione a basso consumo energetico. E mentre i cittadini già si vedevano passeggiare e sostare in questo “giardino incantato”, al CIV sembra che siano giunti 130mila euro. Le cronache narrano che i lavori siano stati affidati ad una società del consorte – o meglio dei parenti del consorte – della responsabile del CIV. Ma certo: ci teneva tanto, da buona fatina, a realizzare questo “sogno” della Comunità, che probabilmente voleva essere sicura che tutto andasse bene e che tutto rimanesse ben sotto controllo, a portata di mano, per la sua bacchetta. I fatti dicono che: l’impianto di illuminazione a basso consumo energetico sia davvero di basso consumo, sarà perché ancora non esiste? Intanto le panchine devono essere finite in qualche altra terra, devono aver sbagliato nella Bolla, probabilmente sono sul “San Bernardo”. E le fioriere in legno lavorato? Si siano tramutate in “cassette per topi” di plastica. L’idea della fatina si è tramutata in un brutto scherzo da stria, mentre sembra che dei fondi assegnati non vi sia più traccia,… volati via su un gabbiano arcobaleno? Chissà?!? Fatti e misfatti narrati nel primo numero di Valbisagno.net che invita i cittadini ad andare al Municipio per esaminare le carte. Non vengono fatti nomi e nemmeno cognomi, ma stando alle indicazioni (presidente Civ, donna che ha avuto recenti incarichi politici)… l’identikit sembra proprio quello della Presidente di quel CIV che era (e forse è) Manuela Cappello, neo assessore all’Urbanistica della Provincia e consigliere comunale dell’Italia dei Valori, mentre la ditta incaricata dovrebbe essere la “Grappiolo Bruno srl” di Grappiolo Bruno e Grappiolo Roberta (rispettivamente padre e sorella di Giacomo, consorte di Manuela Cappello), anche, come riportato nell’articolo del marito, Grappiolo Giacomo, che invece è socio di una immobiliare di famiglia.
Se le cose stanno così, allora una cosa si può dire… la carriera per la fatina è ora tutta in discesa, ha dimostrato di aver imparato bene dalla nomenklatura del Palazzo…Si sarà ispirata al duo Marchese-Vincenzi? Forse, d’altronde la nuova politica non si fa mica per strada… bensì nei partiti e pensando sempre ai “valori”, della famiglia!




