Un provvedimento che non sta in piedi e che è in grado di produrre un effetto devastante: spingere chi sceglie oggi liberamente di prostituirsi nelle braccia dei papponi... o meglio nelle mani di quei soggetti legati alla criminalità organizzata che hanno acquisto immobili da "affittare" ad alto costo alle prostitute...
La prostituzione non può infatti essere vietata da un Comune. La Legge la consente. Dovrebbe essere invece perseguito lo sfruttamento della Prostituzione ed il favoreggiamento... ma su questo fronte il Comune di contrasto non ne fa, come non lo ha mai fatto... Anzi, vogliamo dimenticarci che il Comune di Genova pagava (26.900 euro) la camera d'albergo (e poi gli ha assegnato anche una casa popolare, dopo avergli lasciato occupare per due anni i beni che gli erano stati confiscati) al boss Rosario Caci... o che il boss Vincenzo Fiumanò si aggira per i vicoli, quegli stessi vicoli dove ci sono le "sue" ragazze di colore che si prostituiscono, mostrando l'assegno che periodicamente il Comune elargisce come sostegno sociale?
Ma andiamo avanti e vediamo punto per punto il dispositivo dell'Ordinanza...
Il 4 ottobre scorso con Varazze in provincia di Savona (dove vi erano due criticità causate in un versante dagli omessi interventi a seguito degli incendi e sull'altro a seguito invece di lavori di scavo e costruzione con operanti la società del clan Pellegrino e quella della famiglia Fotia) anche il ponente di Genova è stato colpito. Non solo è stato il caso di Arenzano e Cogoleto con i resti tossici al cromo della Stoppani - come documentato da Molinari su Savonanwes - ma vi è stato anche il caso clamoroso delle terre a valle di Scarpino, ovvero a valle dell collina della discarica...
Abbiamo espresso pesanti critiche sul pm Alberto Landolfi (poi trasferito a Monstar, dopo un passaggio lampo alla DDA di Genova) e sul proc. Vincenzo Scolastico (presentato sino all'altro ieri come coordinatore della DDA di Genova ma che dal sito del Csm non è più nella DDA di Genova, tanto meno come coordinatore).
Nei giorni scorsi abbiamo appreso che in loro difesa qualcuno ha preso carta e penna ed è quindi giusto che si riportino a tutti questi
passaggi di un noto conoscitore della realtà savonese, così che anche il CSM li possa conoscere ed integrare per gli eventuali procedimenti aperti.
Chi ha scritto in difesa di Landolfi e Scolastico e della loro passata attività nella Procura di Savona è niente meno che il boss della 'ndrangheta Carmelo Gullace...
Martedì scorso si è svolta una seduta del Consiglio Comunale di Genova in cui è parlato di mafia... o per meglio dire in cui si è assistito ad un susseguirsi di scene pietose, suggello della più schietta demagogia ed ipocrisia (ed ignoranza schietta) sulla questione mafia...
Il tutto è partito dalla proposta di intitolare una strada o un piazza a Peppino Impastato per rispondere al Sindaco leghista che l'aveva tolta nel suo Comune lumbard. Si è sentito di tutto e di più... Chi affermava che bisognava ricordare anche le altre vittime della mafia come Livatino, Boris Giuliano, Terranova ecc ecc... Chi "ricordava" che la questione della mafia deve vedere tutti uniti da destra a sinistra, trovando un punto di equilibrio. Chi proponeva di votare subito, chi di sospendere e trovare una "soluzione condivisa" e chi proponeva un rinvio in Commissione...
Quello che abbiamo pubblicato non è proprio una "bazzecola", ma non è giunta alcuna risposta, replica o smentita da parte del coordinatore della DDA di Genova, dott. Vincenzo Scolastico. Così come non è stato adottato alcun intervento da parte del Procuratore Capo di Genova o di altri. Quindi torniamo sulla questione ed a breve invieremo anche un esposto al CSM in merito a questo caso ligure (ma anche su altri di altre regioni).
La questione che riprendiamo ora è questa: in Liguria a fronte delle risultanze investigative di anni di lavoro dei reparti la DDA dell'era Scolastico è pressoché immobile (ad eccezione del pm Panichi). I fatti che abbiamo descritto esplicitavano, senza dubbio, questa situazione inquietante, che non può essere passata nell'indifferenza... e non vorremmo che per salvarsi, il responsabile, pensi di procedere con il vecchio metodo dello "scarica barile", cercando, magari, di far ricadere le proprie colpe su altri colleghi o su quei reparti investigativi che da anni la lotta alla mafia la fanno e rischiano, tanto da non potersi permettere di vagare in bicicletta...
Il 30 maggio 2010 a Genova si è svolta la manifestazione "realtà libere in movimento". Al corteo sono venuti anche gli studenti dell'Uds (Unione degli Studenti medi) che portavano uno striscione: "Onore a Falcone e Borsellino, Berlusconi assassino".
Non eravamo d'accordo con quello striscione perché era, per metà, figlio della disinformazione e la disinformazione è pericolosa. Infatti nelle accuse e nelle denunce bisogna essere precisi, mai semplificare, mai piegare i fatti a ciò che, per convinzioni personali, si crede vero anche se non è mai stato provato e accertato nelle opportune sedi o non è supportato da documenti e elementi certi, inconfutabili.
Adesso è arrivata a questi ragazzi una denuncia per "vilipendio". Ma è colpa loro, di quegli studenti, che hanno preso per vero che Berlusconi sia un assassino o è invece di chi ha montato una campagna di disinformazione basata su dichiarazioni al momento risultate non attendibili di uomini come Ciancimino jr. o Spatuzza? Cerchiamo di capire il concetto...
SEMPRE PIU' VICINI ALLA "DECINA"
DI COSA NOSTRA A GENOVA
Alcuni mesi fa avevamo verbalizzato con uno dei Reparti Investigativi la mappatura delle organizzazioni mafiose nella Valpolcevera.
Uno dei punti indicati era il bar (poi divenuto anche pizzeria) di Via Jori a Certosa... uno dei punti dell'organizzazione della "decina" di Cosa Nostra a Genova, dove si incontraca il Giovanni "Gianni" CALVO con i MAURICI, ad esempio... e dove oltre a bevande e alimenti venivano distribuite e consumate altre "sostanze". Adesso il formale titolare, ovvero Riccardo FORTE è stato arrestato perchè era l'organizzatore di rapine. La Squadra Mobile di Genova ha arrestato la sua "banda", composta da giovani tutti incensurati... perché, come ormai si sà, le mafie preferiscono le persone pulite che non hanno ombre, altrimenti attirerebbero subuto l'attenzione. Ma noi l'attenzione su quel "localino", che faceva da depandace del ristorante del Calvo ed altri bar e pizzerie, l'avevamo posta.
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PROCURE LIGURI
C'è un posto vacante di Procuratore Capo a La Spezia, dopo la conclusione dell'era Scirocco. Tra le candidature possibili per ricoprire quel ruolo vi è quella del pm Silvio Franz che onestamente crediamo estremamente adatta vista la profonda conoscenza della realtà spezzina e considerando che fu proprio lui che scoperchiò l'inchiesta su Pitelli che tanto ha fatto penare la politica (con i suoi rapporti indicibili sui traffici dei veleni) per riuscire ad ottenere prescrizioni e ritardi, a seguito dell'allontanamento di Franz da quella Procura. Speriamo che il CSM scelga in fretta ed al meglio, così come ha fatto su trasferimenti all'estero e soprattutto con la nomina del Procu. Cavallone a Sanremo e del Proc. Granero a Savona... Auspichiamo anche che si risolva la questione drammatica di Imperia, con una Procura ormai deserta, e quella della Procura di Genova, con il procuratore Lalla che a novembre lascerà l'incarico ed una DDA su cui abbiamo recentemente denunciato una inquietante situazione.
--o--Romano è morto per un incidente con la sua moto dopo una serata passata con Gianni CALVO nel suo ristorante-ritrovo per riunioni di famiglie, “L'AMBANATA”, e quindi in un locale del levante. Chissà se anche questa volta hanno usato il funerale per un bel summit, ennesima squallida ed indegna usanza dei mafiosi... come quella che a Riesi, quando muore un capobastone o uomo importante di un clan, fa sì che si sparino colpi d'arma da fuoco, al passaggio del corteo funebre, per salutare il defunto uomo d'onore.
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Vorremmo sapere quanto tempo ci vuole per un cambio alla guida della Questura di Imperia. Qui il Questore aveva di fatto smembrato il gruppo dello Sco, ma non solo: avete presente l'arsenale di Bordighera rinvenuto a casa della "casalinga"? Bene in realtà era della cosca PELLEGRINO, ed in particolare dei BARILARO, e la signora lo custodiva per loro con il "permesso" della Questura!
I fatti relativi alla guida della Procura di Savona da parte di Vincenzo Scolastico ci avevano imposto di esprimere tutta la nostra preoccupazione per il possibile (e poi avvenuto) incarico allo stesso di coordinatore della DDA di Genova (leggi qui). E da quanto è divenuto coordinatore della DDA del capoluogo ligure abbiamo assistito ad alcuni fatti significativi che riteniamo degni di valutazione negli ambiti propri dell'autogoverno della magistratura (anche in considerazione che dovrebbero già essere aperti alcune pratiche disciplinari nell'ambito del CSM). Adesso un nuovo elemento, che ci sentiamo di definire inquietante, ci impone di intervenire nuovamente. Vediamo con ordine...

L'ortofrutta continua ad essere uno dei settori di infiltrazione delle cosche... ed a Genova l'asse Camorra-Cosa Nostra che si è già visto con proprio fulcro nell'Ortomercato di Fondi domina nel settore dell'abusivismo... Grazie a Marco Preve per aver pubblicato questa storia e per aver denunciato, con tanto di audio, le minacce portategli dal Bonaventura Falcone. Domanda: certi alti giudici di questa città decidono di muoversi o continuano a predicare "la sacra unità della famiglia"? Ma su questo torneremo a breve, ecco invece l'articolo di Marco Preve su Repubblica...
E' confermato: il Comune di Genova ha speso 26.900 euro per dare ospitalità in albergo al boss di Cosa Nostra, Rosario Caci. Questo senza conteggiare poi il "costo" dell'assegnazione della casa popolare allo stesso. L'assessore Papi rispondendo ad un interrogazione del consigliere Bernabò Brea afferma che il Comune non sapeva chi fosse Caci. Peccato che l'assessore Papi menta!
Rosario Caci aveva occupato per anni i beni confiscati allo stesso (nel novembre 2005!) in quanto appartenente all'emanazione di Cosa Nostra, clan di Piddu Madonia. Dopo le denunce pubbliche e quelle presso l'Autorità Giudiziaria dalla Casa della Legalità si procedette allo sgombero del Caci e signora dall'appartamento confiscatogli e rioccupato...
Il dottor Castellano è davvero straordinario e rappresenta un esempio sublime della spregiudicatezza di certa "imprenditoria"... se domani gli arrivasse davanti Belzebù e gli dicesse che il suo progetto hi tech è da appoggiare, Castellano risponderebbe: grazie sant'uomo. Ed allora, davanti a cotanta mentalità, diviene una barzelletta quanto dallo stesso dichiarato sul "dettaglio" di alcune società operanti nei cantieri della sua "Genova high tech" agli Erzelli. Lì ci opera la famiglia Mamone con la Eco.Ge (già nota e rinota a Genova) e ci lavora soprattutto la "Biella Scavi srl", ovvero quella società che il gruppo imprenditoriale "Perego" (colosso delle costruzioni lombarde che operava con e per le 'ndrine) usava per prendersi i lavori a Genova. La DDA di Milano con i ROS ha fatto intercettazioni, ambientali, indagini rigorosissime, che a dire del Castellano non contano nulla, davanti alle verifiche che la sua "Genova high tech" avevano già fatto non facendo emergere nulla sulle ditte a cui sono stati affidati i cantieri della grande speculazioni sulle alture di Sestri Ponente a Genova. La DDA, i ROS, la DIA non devono più perdere tempo a fare indagini, inchieste, a scavare per anni ed anni nei rapporti tra 'ndranghetisti, imprese e terminali con cui si aggiudicano gli appalti... si affidino al metodo Castellano: non c'è nessun problema, anzi andremo avanti ancora con più velocità nei lavori! (Una domanda: gli avete chiesto quel famoso certificato antimafia che non serve ad un fico secco? Sarebbe bello sapere queste rigorose verifiche fatte in cosa consistono, ma dopo due interviste a Il Secolo XIX il dott. Castellano non ha svelato ancora quali siano state, manco alla lontana!)
Il dottor Scullino a Ventimiglia fa quasi tenerezza. Lui che si considera il "podestà" di quella terra e non ha ancora capito che un Sindaco deve amministrate la cosa pubblica rispettando trasparenza e correttezza delle procedure e soprattutto sulla base dell'interesse generale. Se la prende per quanto abbiamo scritto al Prefetto (ed in parte pubblicato su sito) per chiedere con urgenza l'invio di una Commissione di Accesso nel suo Comune - così come a Vallecrosia e Castellaro -? Non ce le ne può fregare di meno, anzi conferma che non gli piacciono e non tollera i controlli (quelli dei cittadini e quelli delle Autorità preposte)... motivo in più per chiedere al Prefetto di accelerare l'invio della Commissione. Anche perché davanti ad un organismo prefettizio con il compito di verificare le infiltrazioni mafiose e la correttezza della gestione della Pubblica Amministrazione, un Sindaco che sa di aver operato correttamente spalanca le porte e consegna senza attendismi le chiavi di tutti gli armadi e cassetti! Scullino invece a fronte del nostro elencare di fatti certi e reali, inconfutabili, vuole farci querela? Ben venga, non abbiamo problemi a vederci in dibattimento, carte alla mano... al massimo il problema lo avrà chi rischia la falsa testimonianza sotto giuramento quando per accusarci di aver "diffamato" dice il falso nello spasmodico tentativo di nascondere i fatti (come già accaduto nel dibattimento per la querela sporta dal signor Gateano Scullino contro Marco Ballestra, referente della Casa della Legalità di Imperia, a seguito delle denunce pubbliche sulle irregolarità nell'Amministrazione comunale, tra cui quella di Latte, dove guarda caso vi era tra i protagonisti il MOIO, indicato come "affiliato" alle cosche, negli atti delle recenti inchieste). Poi si informi un pochino meglio perché la Casa della Legalità nel suo agire non è solo una persona ma un soggetto collettivo, tanto che ad esempio anche la decisione di presentare istanza al Prefetto di Imperia su Ventimiglia, Vallecrosia e Castellaro, è stata assunta e seguita dall'Ufficio di Presidenza, mai da una singola persona (da noi non ci sono "podestà"!).




