SCATTA IL PASSAGGIO
DI NUOVI BENI CONFISCATI DALLO STATO AL COMUNE...
GENOVA - La mafia non esiste in questa città? Qualcuno lo diceva e qualcuno lo dice ancora. Invece, purtroppo, le mafie sono anche qui, attive e presenti da decenni, ma possono essere colpite perchè non sono invincibili. La confisca dei beni, con il 41 bis, sono conquiste di legalità e giustizia che fanno paura alle organizzazioni mafiose e permettono allo Stato di colpirle. La rassegna stampa di oggi sui nuovi beni confiscati a Genova che passano dal demanio al Comune e qualcosa che avevamo già pubblicato in merito...
Nella foto il boss in carcere, soggetto al regime del 41 bis, Piddu Madonia, di Cosa Nostra, della cosca a cui sono stati confiscati alcuni dei beni proprio nel cuore antico di Genova dalla DIA...
Incompatibili con chi? Vuole dirlo pubblicamente ?
CRONOLOGIA DEI FATTI & MISFATTI
(in breve date e numeri, possono aiutare a capire)
- 2004 (dicembre) la Sms Perugina riapre come “Casa della Legalità e della Cultura, Giochi, Dama e Scacchi, Servizi, Musica (era chiusa da oltre 4 anni con solo più sei Consiglieri) - 2005 circa 130 iscritti, molteplici iniziative civili e culturali, tra cui la prima festa della Legalità, gioco libero e tornei di dama, scacchi, sudoku, risiko, king, coloni, carrom, othello, scarabeo, paroliamo,… feste e musica etnica e afro-americana, con trasmissione in diretta su Radio Genova Sound e la comunità di Capoverde. I sei Consiglieri seguono esclusivamente la vendita del vino ed altro nella Cantina il sabato pomeriggio. Alcuni di loro presenziano alle iniziative, tranne il Presidente...

RASSEGNA STAMPA & WEB
il primo giorno...
È emergenza e parte il presidio. D’altronde ci hanno detto di essere degli “abusivi” di non averci mai visto ne parlato, ci hanno detto che siamo “infami che vogliono portare qui la legge”. Intanto che i giorni passano siamo economicamente strozzati, ed ogni giorno che passa il nodo si stringe. Lo sanno e cercano, arrivando a violare la legge, ignorando quanto stabilito in udienza con il Presidente del Tribunale, scaricando responsabilità sul Presidente dell’Ordine degli Avvocati, di guadagnare giorni e settimane perché così il nodo alla gola si chiude da sé. Lo sanno e vogliono arrivare a questo, con personaggi legati alle famiglie di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta che gongolano. Intanto noi non possiamo svolgere le attività esterne che avevamo iniziato a programmare per portare giochi e informazione nelle piazze del quartiere e della città, dobbiamo pretendere “diritti alla legalità”...
È emergenza e parte il presidio. D’altronde ci hanno detto di essere degli “abusivi” di non averci mai visto ne parlato, ci hanno detto che siamo “infami che vogliono portare qui la legge”. Intanto che i giorni passano siamo economicamente strozzati, ed ogni giorno che passa il nodo si stringe. Lo sanno e cercano, arrivando a violare la legge, ignorando quanto stabilito in udienza con il Presidente del Tribunale, scaricando responsabilità sul Presidente dell’Ordine degli Avvocati, di guadagnare giorni e settimane perché così il nodo alla gola si chiude da sé. Lo sanno e vogliono arrivare a questo, con personaggi legati alle famiglie di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta che gongolano. Intanto noi non possiamo svolgere le attività esterne che avevamo iniziato a programmare per portare giochi e informazione nelle piazze del quartiere e della città, dobbiamo pretendere “diritti alla legalità”...
Scenografo? Regista? o veggente? oppure una persona ben informata sui fatti prima che questi accadano o diventino pubblici?
Non possiamo saperlo, al momento, ma gli elementi passano nelle mani del nostro legale...
sotto attacco la Casa della Legalità e della Cultura - Osservatorio sulle mafie di Genova
di Christian Abbondanza, Simonetta Castiglion, Enrico D’Agostino e Federico Alberti d’Enno
Noi soci della Casa della Legalità, siamo anche soci della Società di Mutuo Soccorso Perugina, come anche i soci della Ludoteca Labyrinth, della sezione Valpolcevera e Ponente del Genova Scacchi, della Scuola di Scacchi Genovese della FSI, del Circolo Damistico genovese A. Battaglia, nonché molti cittadini della comunità di Capoverde residenti a Genova. Questa premessa è essenziale per comprendere questa storia che ormai evidenzia palesemente che le pressioni di determinati settori, anche attraverso i dirigenti dell’Arci provinciale e regionale, stanno tentando di chiudere questo spazio e bloccare le attività. Cosa che avevamo denunciato mesi fa’ e che ora vede gettate le maschere.
Una domanda mi sovviene da troppi anni. Perché il mio Paese mi sembra meno democratico di ciò che è, come sancito dalla nostra bellissima costituzione,stasera, forse, una possibile spiegazione. E non è quella consueta e banale che troppe volte sento riecheggiare, per esempio sull’autobus, pieno zeppo di cittadini compressi e costretti alla convivenza in angusti posti a disposizione – i giovani non hanno creanza! Neanche educazione! – e frasi su per giù troppo simili e stantie, nenie avvilenti e probabilmente dette per riempire l’aria, grondante di sudore e rassegnazione, che ormai pervade la nostra terra. No non è quella la realtà della nostra condizione odierna, è solo una velata falsità, con cui troppi di noi si coprono.Questa sera, ho percepito con nettezza quasi scientifica, che non siamo stati educati alla democrazia, l’abbiamo assorbita, ma non l’abbiamo fatta nostra, ce ne siamo fatto vanto ,ma non l’abbiamo capita...
Genova, 28 maggio 2006
DOPING A GENOVA
Che stranezze, in questa città, come in buona parte delle altre, quando si parla di illegalità e mafie, troppe sono coloro che fan finta di non sentire...
Dalla Galassia Mamone…
… vediamo alcuni passaggi di quote... (e qualcuno nega ancora parentele, amicizie e affari)
La criminalità organizzata di origine siciliana, quella delle famiglie mafiose legate al clan di Madonia ed Emmanuello, continuano a svolgere attività illecite in diversi settori: dall'edilizia, al caporalato, dall'estorisione e l'usura al pizzo, dal gioco d'azzardo al giro di scommesse, senza tralasciare gli altri settori tradizionali, come lo spaccio. E' di pochi giorni fa la notizia dell'arresto di diverse persone legate alla famiglia dei Fiandaca. Ancora qualche settimana prima era arrivata la notizia che il grande vecchio dei Maurici era stato sorpreso dagli agenti dell'Arma dei Carabinieri, sottoposto al regime degli arresti domicialiari, tranquillamente fuori dall'abitazione. Prima del Cammino segni di nervosismo pesanti sono venuti da uno dei Ferro, arrestato per aver massacrato un vigile in pieno giorno in una delle vie principali di Certosa. Prima e dopo il Cammino sempre pesanti sono state le minacce, anche davanti agli agenti dei Carabinieri, da parte di un tipico personaggio da manovalanza mafiosa, il Barrese, nei nostri confronti. Intanto l'Ansalone si è fatto trovare al nostro rientro da Locri proprio sul retro della nostra sede con quel classico ghigno che ha rovinato l'immagine della sicilianità. Questo come altri fatti, strani ed ambigui, già denunciati alle autorità competenti...
(integrato alle ore 15:00 del 18.05.06 - con aggiornamento del 20.05.06 e del 21.05.06)
Gino Mamone, figlio di Luigi Mamone e Alba Raso, fratello di Caterina e Vincenzo – per citarne alcuni-, coniugato con Ines Capuana e parente di Silvio Criscino sposato con Angela, sorella di Luigi, socio della Fratelli Mamone & C. ormai chiusa, amministratore della Eco.Ge srl e socio di altre società che vedremo dopo, mi ha querelato qualche mese fa ed ora “a domanda rispondo”, questa mattina avvalendomi della facoltà di essere interrogato ho prodotto documenti e contestato punto per punto ogni sorta di pretestuoso addebito, ribadendo che non vi è una sola virgola da cambiare o ritirare ed esprimendo la volontà di avere un contraddittorio con il sig. Mamone Gino. Ma ricostruiamo i fatti...
Ridi che ti passa...
Vi ricordate 'babbo' Ginetto? Giungono 'voci' che lo vedono triste, urlante dal 'campanile', per essersi scoperto figlio di nessuno, senza "famiglia"... dimenticò madre e padre, ha dimenticato anche zie/i, cugine/i, forse perchè qualcuno di questi si è già trasferito a soggiorno nelle "case rosse" lungo l'altro torrente della città ospitale.
Qualcuno dice di averlo intravisto, indossava un elmetto vichingo prematrimoniale, dono della ines-perta che l'accompagna.
L'avevamo detto di fidarsi dei documenti di riconoscimento rilasciati, pubblicamente, dagli Uffici competenti, questi non si possono nascondere, non sono mica i rifiuti tossici che si abbandonano in discariche abusive, facendo finta di averli trattati.
Inoltre certi documenti di riconoscimento vengono rilasciati pure con testimoni.
'babbo' Ginetto potrebbe chiedere allo Stato di essere 'adottato'...lo Stato se vede collaborazione magari accetta,...certo non indosserà mai il parrucchino 'tinto' che darebbe tanto l'idea del "Capofamiglia".
Povero 'babbo' Ginetto speriamo che i tempi di pentimento possano smuovere le macchinine ferme nella rimessa, per un vero uso sociale. Nessuno, dicono le voci e gli attenti osservatori, vuole più 'giocare' con lui, per quello tra l'altro non serve nemmeno 'leggere o scrivere'. Gli mancano i tempi della 'lotta greco-romana col Morchiello"... magari tornano per 41 volte e pure col bis.




