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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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dal sito DemocraziaLegalità
All’indomani del cataclisma Locri.
Un solo dovere: andare avanti e con le forze sane...
L’appello di Ulixes ai giovani di Calabria
“il silenzio è deprecabile e può produrre solo isolati e vani casi di eroismo, un rumore convulso e incontrollato può essere addirittura peggiore: produrre eserciti di carta, l'illusorio sforzo collettivo. è spesso preludio d'un silenzio ancora più buio e cadaverico, perchè dannatamente pago.
Avvertiamo le paure del buon vecchio Pasolini che vedeva ogni cosa, ogni dannata cosa raggomitolarsi impotente nel vortice totalitario del consumo della società di massa. Ma la merce da consumo è breve, brevissima, dura finchè chi regge le redini della comunicazione concede. Poi deve lasciare spazio ad altro...Passeggera...Passeggera...”. Fosse scritto adesso, sarebbe la considerazione banale e squisitamente strumentale fatta per piangere sul morto. Il problema è che quanto virgolettato l’associazione Ulixes lo scriveva a corredo della settimana della legalità. Data marzo 2006. Dio scansi eventuale desiderio di assestarsi a profeti, premonitori e saggi. Che tutto si vuole essere fuorché questo. Ma certo non si può che guardare a tutto quello che avviene in questi tristi giorni con un’amarezza profonda, profondissima. Un’amarezza che la consapevolezza di aver visto, aver immaginato tutto ciò, non lenisce bensì esaspera.
Oggi vediamo il rischio concreto che questo vortice di parole e pesanti accuse possa inficiare non solo la bontà di quelle forze che hanno comunque costituito un momento decisivo per la storia di Calabria ma che si possa interrompere il cammino e con esso la speranza. E’ importante una cosa e ci rivolgiamo a tutti i giovani sani e soprattutto laboriosamente silenti, capaci di condurre la lotta contro la mafia per il solo desiderio di condurla: questa lotta occorre continuarla. Se nel 2006 avevamo paura del rumore convulso, rischiamo che il 2007 sia agitato dallo spettro del silenzio. Così come una Tangentopoli scatena le ire contro la classe dirigente, la visione di arrampicatori sociali di soli 22 anni che sanno essere più perfidi di ogni consumato politico di turno rischia di disperdere il moto collettivo, la volontà di combattere per il solo ed unico desiderio di combattere, crea la tentazione della rinuncia. Occorre oggi qualcosa di serio e sensato da parte dei giovani di Calabria, vedere tutto quello che di buono e propositivo questa vicenda può insegnare:
in primo luogo una persona, un ragazzo che strumentalizza a propri fini nomi, persone, sentimenti, movimenti (la replica della presunta “rete per la Calabria ” è delirante, addirittura nei riferimenti religiosi, e si inquadra nell’arco di protagonismo e autoriflessività propria del personaggio) viene fermato e censurato attraverso una condanna collettiva (piuttosto che attaccarsi o pendere dalle labbra del suo “appeal comunicativo”)- non è una cosa da poco, ma una rivendicazione collettiva di valori, che dimostra la sanità della maggior parte delle forze in campo -. In secondo luogo è evidente che può esistere una dialettica serrata alla pari tra partiti e giovani studenti. Queste due entità oggi condannano assieme e giustamente lo squallore del giovincello televisivo ma lo fanno sotto prospettive diverse che sembrano distinguere e rivendicare a giusta misura lo spazio che è dei partiti e quello che è dei movimenti e creano una pubblica opinione pronta ad accogliere, recepire e difendere il messaggio. Un monito per il futuro, anzitutto verso se stessi, che viene rivestito della forza comunicativa necessaria all’auto-protezione.
Ultimo elemento e forse il più importante. Un avviso che valga per tutti noi giovani che crediamo in una Calabria diversa. La solitudine e il protagonismo ci uccidono. E’la verità più grande che deve permeare i nostri cuori. E’ solo la rete fra eguali perpetrata nella purezza delle intenzioni, nel rispetto degli altri, nelle azioni condivise, nell’espressione della propria identità unita al desiderio di farne un affluente al grande fiume del movimento giovanile calabrese per la legalità che cambiano e cambieranno questa regione. Questa è una regione che vive dei campanilismi, dei provincialismi, del tentacolo lungo delle istituzioni,del tentacolo delle tradizioni e delle famiglie. La ricetta consiste nel godere di un movimento ampio quanto una regione, un movimento giovane nei volti e nelle ambizioni e che si nutre di ogni gruppo e identità locale aperta. In tal modo non solo esisteranno i mezzi per incidere sul tessuto sociale davvero ma anche per difendersi dagli assalti di partiti, partitini, millantatori di consenso e promettitori di poltrone. Amici e giovani di Calabria: unità nella diversità. Un pluralismo di voci capace di lavorare sui territori e con le persone, ma dotato di un respiro che sa essere positivo e necessario. Così il pluralismo si affaccia insieme, coeso dinanzi alle istituzioni ed all’opinione pubblica regionale e nazionale. Apertura e unità. Esistono belle,bellissime realtà in ogni angolo di regione, sane. Queste realtà devono aprirsi ciascuna all’altra con umiltà e speranza. E il punto di partenza rimane quel pomeriggio di Locri,in cui migliaia di giovani, animati da vera speranza,obbligarono la regione ad un passaggio storico. Una persona ci può far capire quanto è triste il mondo ma di certo non uccide quel movimento e le speranze che ha generato. Conosciamo una ragazza diciottenne liceale che suda giornalmente per strappare una lettera condivisa ai dubbi e alle riottosità dei compagni di scuola. O una matricola di giurisprudenza che ha aperto un bellissimo forum sul quale si diffondono valori veri e positivi. Energia pura. Locri deve esserci tutta e crederci. Questo mondo da tutto e toglie tutto in un attimo. Occorre continuare con determinazione ma solo riacquistando un’unità d’azione con le forze presenti in Calabria. Giovani anzitutto. Perché quella vecchia frase di Bertolt Brecht “Sventurata la terra che ha bisogno d’eroi” oggi riecheggia con forza e ci svela che dietro gli eroi della società di massa possono nascondersi illusioni e ipocrisie. Spesso le più amare.
Questo è il messaggio di ulixes. Si badi anche il nostro soggetto associativo ha avuto ben più d’un problema con sig. Tv e famiglia che non abbiamo e non getteremo mai in pasto a campagne speciose e distruttive. Ma certo la vicenda ci ha svelato i lati più tristi e miserabili del lato umano. Nel silenzio abbiamo ripreso a marciare e il tempo è stato galantuomo offrendo respiro e riconoscimento a quei valori che dai soggetti suddetti abbiamo visto traditi e ripudiati.
Per questo oggi ha ancora più senso il messaggio della speranza, stanato e rifiutato un modo di fare pericoloso per l’intero movimento. Adesso è bene neppure tornare più sul tema e sulle persone e guardare avanti. Amici e giovani di Calabria, c’è un cammino che noi volgiamo proseguire, ci sono battaglie da fare assieme, istituzioni da pressare, leggi da conquistarsi ( abbiamo appreso tra l’altro con gioia che la legge Lazzati verrà presentata in Senato a gennaio).
Noi sappiamo che si può vincere solo assieme.
Salvatore Scalzo, Vincenzo Capellupo, Martino Ranieri, Alessandro Russo, Giuseppe Palmieri, Cristian Veraldi
Direttivo Nazionale Associazione Ulixes Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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