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La mappatura della Liguria
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Genova, 21 aprile 2006
NOTA STAMPA dell'Ufficio di Presidenza
dal 30 aprile al 4 maggio il "Cammino" da Genova a Locri e situazione locale
La "Casa della Legalità - Osservatorio sulle mafie" scenderà a Locri, dal 30 aprile al 4 maggio, per diverse iniziative oltre alla partecipazione alla manifestazione nazionale di CGIL-CISL-UIL del Primo Maggio e l'inaugurazione della "Casa della Legalità di Locri". Abbiamo chiesto ai Sindacati genovesi di partecipare con noi e di dare un contributo per sostenere le ingenti spese di questa trasferta. Abbiamo inoltre proposto al Comune di Genova di inviare a Locri il 1° maggio il Gonfalone della Città medaglia d'oro della Resistenza.
Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta dalle organizzazioni sindacali locali, né per una partecipazione alla delegazione né per la concessione di un contributo “simbolico” per questa nuova tappa del “Cammino contro le Mafie” della Casa della Legalità. Anche dal Comune di Genova siamo ancora in attesa di una risposta sull’invio del Gonfalone per testimoniare l’adesione della città di Genova alla manifestazione nazionale del Primo Maggio per la Legalità e la lotta alle Mafie.
La Circoscrizione della Val Polcevera, con il Presidente Gianni Crivello ci consegnerà un saluto da portare ai ragazzi di Locri che hanno deciso di aprire la Casa della Legalità a Locri, segnale importante che segue allo straordinario impegno, insieme all’assessorato alla Cultura del Comune di Genova, per l’importante tappa del Cammino del 22 marzo a Genova, proprio con i ragazzi di Locri della Gurfata.
Il programma della delegazione della Casa della Legalità di Genova in questo viaggio sarà l’incontro con diverse realtà sociali – comunità e cooperative - della Locride impegnate nell’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata: sia quelle legate alla Diocesi guidata da Mons. Bregantini sia quelle di Libera di don Luigi Ciotti. Parte degli incontri si svolgeranno sia presso la sede della Cooperativa Mistya nel palazzo della Fondazione Zappia a Locri, sia presso i terreni e le strutture confiscate alle cosche della ‘Ndrangheta.Inoltre il 30 aprile incontreremo i ragazzi del Fo.Re.Ver. presso Palazzo Nieddu, mentre il 1° maggio si parteciperà al corteo ed alla manifestazione nazionale dei sindacati. Il pomeriggio del 1° maggio, alle 17, si terrà l’inaugurazione della Casa della Legalità di Locri presso i locali della Fondazione Zappia in Via Marconi, mentre il 3 maggio alle ore 10 parteciperemo all’incontro organizzato da “Riferimenti – coordinamento nazionale antimafia” a Reggio Calabria.
Naturalmente sono stati attivati i contatti tra gli uffici preposti sicurezza delle autorità di Genova con le sedi competenti per la Locride, al fine di garantire l’adozione dei necessari strumenti di protezione della delegazione, nei diversi spostamenti e per le diverse iniziative programmate.
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Per quanto concerne gli sviluppi delle attività dell'Osservatorio sulle Mafie di Genova occorre evidenziare i segnali di attività degli ambienti appartenenti alla ‘ndrangheta, con particolare riferimento alla “rottura” del muro di silenzio e omertà che avvolge i diversi settori di azione della criminalità calabrese. In particolare si è riscontrato che a seguito del primo collaboratore di giustizia della ‘Ndrangheta, proveniente dalla famiglia Mamone, appartenente al clan dei Mammoliti, e legata ai Raso-Gullace-Fazzari (ed operanti in coordinamento con i Macrì e presumibilmente con i Facchineri), si inserisce l’atto intimidatorio verso il Criscino Silvio, marito di Angela Mamone, arrestato per usura (e già indicato nel dialogo con Asia Ostertag sul nostro sito nel novembre scorso). Questo naturalmente mentre le imprese della famiglia Mamone continuano ad operare nell’ambito degli appalti pubblici, nonostante anche i sequestri di diverse aree per inquinamento ambientale da parte dei NOE, ed il fatto che lo Stato abbia riconosciuto, attivando il sistema di protezione, lo stato di Collaboratore di Giustizia proprio ad una persona che proviene da quella famiglia...
Anche le attività delle “decine” di Cosa Nostra, facenti riferimento al clan di Caltanisetta di Piddu Madonia, ed in particolare le famiglie Maurici e Ferro (dopo l’arresto di buona parte del nucleo dei Fiandaca) continuano ad operare in settori di usura e pizzo, oltre che di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare nella zona “storica” di Certosa-Rivarolo, e con una forte influenza nel mercato del lavoro nero – caporalato nel campo dell’edilizia e dei ponteggi.Occorre infine segnalare che la presenza del signor Emmanuello, tra i trenta più pericolosi latitanti indicati dal Ministero degli Interni, a Certosa e più precisamente nella cosiddetta “piccola Riesi” è venuta meno proprio a seguito della nostra denuncia e della conferma, al riguardo, da parte del Collaboratore di Giustizia.Anche in questo ambito sono stati evidenti i segnali di nervosismo creatisi a seguito dell’azione di rottura del “silenzio”: l’aggressione ad un Vigile urbano, pochi giorni prima della manifestazione del 22 marzo, da parte di Vincenzo Ferro, in via Canepari, accanto alla chiesa che avrebbe ospitato i ragazzi di Locri; i pesanti attacchi alla Casa della Legalità nella “comunità virtuale” dei riesini; le minacce da parte di un operatore del mercato rionale di Certosa (vendita ambulante di frutta e verdura), detto “la bestia”, identificato dai Carabinieri di Rivarolo e tornato, alla loro presenza, a minacciarci; l’evasione dagli arresti domiciliari del “vecchio” Giacomo Maurici, individuato dai CC.Sappiamo inoltre che alcune linee telefoniche dei “signori dell’usura”, in questo ultimo periodo, non vengono utilizzate, in quanto a quanti richiedono “aiuto” viene data la risposta: “è un momento troppo movimentato, bisogna aspettare”.
In questo quadro come Casa della Legalità dobbiamo rilanciare l’appello per poter sopravvivere e continuare nell’azione di monitoraggio, raccolta segnalazioni e comunicazione alle autorità preposte. Siamo ancora in attesa di una risposta concreta alle richieste di contributo alle Istituzioni locali e stiamo andando avanti solo grazie alle sottoscrizioni delle persone semplici, come noi, che provengono prevalentemente da fuori regione. Chi volesse aiutarci può effettuare una sottoscrizione sul conto corrente bancario intestato alla “Casa della Legalità e della Cultura” Banco di Sardegna - Filiale I di Genova - n° 70032649 - abi 01015 - cab 01401 - cin X.


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SIAMO DI NUOVO
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
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e documenti interni
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