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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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In Italia l'uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge è sempre più una chimera, perchè come anche molti magistrati dalla schiena dritta hanno più volte ricordato, questo principio non è solo minato delle leggi vergogna ma anche da quell'intimidazione verso i magistrati, da parte di tutta l'oligarchia politica, che ha fatto sì che molti giudici chinassero il capo, scegliendo la via della quiete e della carriera sicura , applicando la Legge forte con deboli e vittime e tollerante con i potenti ed amici degli amici. Pubblichiamo questa lettera appello di Liliana, della mamma di un ragazzo ucciso a Locri. Come Casa della Legalità ne abbiamo già parlato più volte, ma come avevamo scritto: nella locride la Legge è diversa , ed il muro del silenzio e dell'omertà è troppo alto dentro i Palazzi. Facciamo nostra e sottoscriviamo pienamente questa lettera-appello, perchè Liliana e la sua famiglia non possono essere lasciati soli. Chiediamo a tutti di aiutarci a combattere quell'ipocrisia di una Giustizia piegata e usata per colpire quanti osano chiedere Verità e Giustizia, e che affidano questa sete non al boss di turno ma allo Stato! Ecco la sua lettera-appello...
Massimiliano è morto 4 anni e un mese fa.
A chi interessa il silenzio su questo omicidio? Chi può trarre vantaggio dalle insufficienze investigative, dalla superficialità e dall'imperizia procedurali che hanno sprecato elementi essenziali alla risoluzione del caso?
Un'unica verità emerge acclarata, dopo 2 anni e mezzo di "speranza e fiducia nelle Istituzioni" : Massimiliano è Papà di un bambino, che continua a vivere nella casa dell'unico indiziato/indagato/scagionato. Gli inquirenti, Magistrati e Carabinieri, a tutt'oggi confermano che "la pista è solo questa, nessuno se non quel marito tradito aveva interesse ", Massimiliano doveva tacere per sempre sull'onta di un nucleo familiare e della consorteria a cui questo appartiene, e mai avrebbe dovuto rivendicare la Sua paternità. Ammazzato "per amore", cioè. Per "amore" dell'immagine sociale, del quieto vivere, della cosca che si compiace e va fiera dello stigma di assassina ma non certo di cornuta.
Accadeva 13 mesi prima dell'omicidio Fortugno. 13 mesi prima dell' indignazione corale, delle iniziative, dei cortei, dei fiumi di parole.
La mia famiglia ha collaborato alle indagini, fatto poco consueto per il contesto della Locride; dunque non si riconosce tra gli omertosi ed i pavidi; sono stata aggredita il 18 settembre 2006 sulla tomba di mio figlio: a distanza di 25 mesi, venerdì 21 u.s. , il carabiniere verbalizzante non si è presentato in udienza, la quarta andata a vuoto, "assente ingiustificato".
Conservo, nel cuore e negli occhi, come tra i faldoni di carta stanca, i magnanimi gesti di solidarietà dei Prefetti avvicendatisi a Reggio Calabria, la violenza della cultura mafiosa che continua a lapidarmi, gli estratti conto che convergono in diversi studi legali e peritali.
Non c'erano risorse, mi disse un signor Procuratore; poi dev'essere apparso un magari panciuto salvadanaio, che consentì che io venissi indagata per 16 mesi, con 2 richieste di proroga, con 2 interventi del Ris di Messina poiché - dice la mamma di mio nipote Alessandro figlio naturale di mio figlio Massimiliano esumato il 5 aprile 2007 - avrei raccolto un rametto di geranio. Così io, la maestra di Locri che con le sua impertinenti petulanze ha stizzito Prodi Loiero e compagnia cantando, sono oggi condannata a 4 mesi di carcere, con la condizionale che rischia di perdersi anch'essa, nelle more del giudizio per l'accusa di diffamazione.
Ripeto: Massimiliano esumato per richiesta dei coniugi di cui sopra....
Oggi basta Speranza! Non la riconoscono le neuroscienze, se non come comportamento finalizzato, e basta Fede! I semplici meriteranno il Paradiso, ma su questa terra violata è disumana l'espiazione preventiva mentre i papaverialtialti blandiscono e ingannano; e basta Carità! Il perdono è un atto razionale consapevole della necessità di concordia e di convivenza pacifica e civile, non può essere ipocrisia richiesta nelle occasioni folkloriche. E ' oggi conclamato che non si tratta soltanto di un delitto a scaturigine personale, ma c'entra la mafia di Locri, però nessuno vuole interessare la DDA.
A.A.A. CERCO GIORNALISTA disinteressatamente interessato/a che abbia il coraggio di entrare in "quella rete di relazioni della Procura di Locri e del contesto della Locride" che ho osato disturbare; ho riportato l'esatta dichiarazione che mi venne fatta un mese dopo la morte di Massimiliano, quando rientrata a scuola mi trovai in classe con l'allora collega - corrispondente di un quotidiano locale - profondo conoscitore di 'ndranghetisti locresi e di paesi viciniori...
Dispongo di 3150 pagine di atti, verbali, perizie ed intercettazioni di "Esito Positivo", che cantano in coro la inequivocabile contiguità della coppia dei coniugi indiziati con le cosche di Locri, la committenza della morte di un ragazzo di 30 anni come uno di quei subappalti di cui tanto si parla quando si dice "facciamo antimafia" ; e sono paradossalmente forte della mia delusione, perchè nessun politico, tantomeno la signora onorevole concittadina, si è dato la pena di chiedere "impulso alle indagini", come più volte pubblicamente avvenuto per altri omicidi.
In questa contingenza sociale e politica voglio inoltre affermare, maestra elementare dall'ottobre 1976, che i bambini hanno bisogno di istruzione, certo, ma soprattutto di cultura, e la cultura è quella Legalità di cui tanto si predica, mentre poi troppo spesso viene fatto agli altri quello che mai vorremmo fosse fatto a noi.
E che, se viene fatto, stizzisce e indigna, e magari ci porta alla ripicca, alla rivalsa, alla denigrazione, alla querela, al cannemozze .
Liliana Esposito in Carbone
mamma di MASSIMILIANO CARBONE, 30 anni
ferito a Locri il 17 settembre 2004 sotto casa, da una lupara nascosta dietro il muretto di recinzione del cortile condominiale, alto 1 metro mezzo; spirato il 24 settembre 2004, esumato il 5 aprile 2007 per Affari di Giustizia, dovendosi accertare la compatibilità biologica con me, Sua madre!, date già le risposte peritali che hanno verificato la compatibilità biologica del piccolo Alessandro M. con Francesco e Davide Carbone, padre e fratello di Massimiliano


L'AZIENDA
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SIAMO DI NUOVO
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
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