La guerra di mafia va avanti in Calabria. La DDA e la Procura Nazionale Antimafia avevano lanciato l'allarme. Noi, come molte altre realtà impegnate nel contrasto alle mafie, avevamo rilanciato quell'allarme. La Commissione Antimafia nella Relazione sulla 'Ndrangheta ha confermato.
Il Governo e le Istituzioni hanno però ignorato questi segnali e la mattanza continua...
da Nuova Cosenza
L'imprenditore Trinci dilaniato da una bomba: ha perso,
braccia gambe e la vista. Sullo sfondo la guerra delle cosche
26 apr 08 Ha perso le braccia, le gambe e la
vista Nino Princi, l'imprenditore di 45 anni rimasto vittima stamattina di un
attentato dinamitardo a Gioia Tauro. Un attentato messo in atto con modalita'
volutamente spettacolari per dare un segnale simbolico preciso sulla forza
devastante delle cosche e che potrebbe collegarsi agli affari legati alla
grande distribuzione commerciale, in cui Princi si era di recente inserito. Per
tentare di uccidere Nino Princi, imprenditore con interessi anche nel mondo del
calcio (nel 2004 era stato vicepresidente del Catanzaro ed in precedenza
presidente del Delianuova), e' stata collocata una bomba nel vano motore della
sua Mercedes, parcheggiata in un cortile interno sottostante la sua abitazione.
Quando l'imprenditore, dopo essere uscito da casa, si e' avvicinato
all'automobile, la bomba e' stata fatta esplodere con un comando a distanza. Il
caso ha voluto che Princi non sia stato investito in pieno dall'esplosione, ma
le conseguenze per l'imprenditore sono state ugualmente devastanti. Nello
scoppio ha perso un braccio ed una gamba, ma poi negli Ospedali riuniti di
Reggio Calabria si e' reso necessario amputare gli arti che gli erano rimasti e
che, a causa delle lesioni subite, avevano perso totalmente la funzionalita'.
In piu' Princi rimarra' cieco. Il fatto di non avere subito lesioni interne ha
salvato la vita all'imprenditore, ma la sua esistenza, da oggi, sara'
irrimediabilmente segnata. L'esplosione ha provocato il danneggiamento di altre
due auto parcheggiate nel cortile e mandato in frantumi l'insegna di un negozio
vicino, con vetri e pezzi d'auto sparsi dappertutto. Uno scenario mediorientale
che evidenzia la gravita' del tasso di pericolosita' raggiunto dalla situazione
della criminalita' in provincia di Reggio Calabria. Le indagini sull'attentato,
che sono svolte dalla Polizia, sono coordinate dalla Dda di Reggio Calabria in
collaborazione con la Procura
di Palmi. Sul posto si sono recati il procuratore aggiunto di Palmi, Bruno
Giordano, ed il PM della Dda, Roberto Di Palma. La convinzione di investigatori
e magistrati e' che l'attentato abbia una precisa matrice mafiosa e l'ipotesi
che viene fatta, in questo senso, e' che possa collegarsi allo scontro in atto
tra le cosche della 'ndrangheta di Gioia tauro dopo la rottura della storica
alleanza tra i Piromalli ed i Mole'. Uno scontro iniziato con l'uccisione, il
primo febbraio scorso, di Rocco Mole' e da cui e' scaturito un sovvertimento
degli equilibri mafiosi in tutta la
Piana di Gioia Tauro. Nino Princi, negli ultimi tempi, aveva
affiancato alla sua attivita' di commercio nel settore dell'abbigliamento, da
sempre molto redditizia, anche investimenti in alcuni centri commerciali. Una
crescita sul piano imprenditoriale che potrebbe avere danneggiato interessi di
gruppi criminali proprio nel settore della distribuzione commerciale. A Gioia
Tauro, peraltro, gli interessi delle cosche sono sempre piu' forti e
ruoterebbero soprattutto attorno al porto container, il piu' grande del
Mediterraneo, ed agli appalti pubblici. Non e' un caso che proprio nei giorni
scorsi il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento per infiltrazioni
mafiose del Comune. A Gioia, storica roccaforte della 'ndrangheta, i rapporti
di potere tra cosche, un tempo solidi, sono saltati ed a farne le spese sono
boss in passato intoccabili, come Rocco Mole', ed imprenditori.
Sullo sfondo una guerra tra cosche. Un attentato mafioso compiuto in modo eclatante e
spettacolare per lanciare un segnale preciso. Un attentato che potrebbe
inserirsi nello scenario inquietante di una rinnovata guerra tra le potenti
cosche della 'ndrangheta che si contendono la gestione delle lucrose attivita'
illecite sul versante tirrenico della provincia di Reggio Calabria. E' questa
l'ipotesi al vaglio della Direzione distrettuale antimafia che indaga
sull'esplosione che ha dilaniato l'imprenditore Nino Princi, a Gioia Tauro.
Secondo l'ultima Relazione della Commissione parlamentare antimafia, dedicata
proprio alla 'ndrangheta, nella Piana di Gioia Tauro, ''dopo un periodo di pace
mafiosa, l'omicidio di Rocco Mole', avvenuto l'1 febbraio 2008, potrebbe costituire
l'innesco di una nuova fase di guerra mafiosa finalizzata a ristabilire gli
equilibri nella spartizione degli enormi proventi illeciti derivanti dagli
investimenti che si stanno effettuando in quella zona e che nei prossimi anni
sono destinati a crescere''. Questa rinnovata fase di scontro potrebbe essersi
sviluppata anche all'interno della stessa cosca Piromalli-Mole', due famiglie
un tempo alleate: gli investigatori stanno ora verificando se l'attentato a
Princi possa essere collegato in qualche modo alla guerra interna a questa
'ndrina, che ha vissuto negli ultimi tempi una situazione di ''forte tensione,
mascherata da calma apparente''. Princi, nell'ambito della sua attivita'
imprenditoriale, aveva attuato di recente investimenti importanti, e questo
potrebbe averlo esposto alla vendetta di gruppi criminali della Piana di Gioia
Tauro rivali a quelli cui l'imprenditore potrebbe essersi legato. Una
situazione che non riguarderebbe soltanto le cosche Piromalli e Mole' di Gioia
Tauro, ma anche altri gruppi criminali della Piana, dove l'altra potente cosca
egemone e' quella dei Pesce-Bellocco. Gli interessi in gioco sono molti: ''Dal
traffico di stupefacenti e di armi alle estorsioni e all'usura, ma anche
l'infiltrazione dell'economia locale attraverso il controllo e lo sfruttamento
delle attivita' portuali'', scrive la Commissione antimafia. Che aggiunge: ''La Piana
di Gioia Tauro, dal progetto del 5/o centro siderurgico fino alla realizzazione
del porto, con le ingenti risorse finanziarie statali e comunitarie impiegate
per il suo sviluppo economico, costituisce ormai da tempo il piu' grande affare
per le 'ndrine insediate sul territorio''. E ''le attivita' connesse con la
gestione del porto e dunque con il colossale movimento dei containers, le opportunita'
di traffici illeciti a livello internazionale, hanno attratto gli appetiti dei
Mole', dei Piromalli, dei Bellocco e dei Pesce e li hanno portati ad imporre la
loro presenza''.
Piero Grasso "Non tutti gli
imprenditori sono eguali": ''Ci sono imprenditori ed
imprenditori. Ci sono quelli come Gennaro Musella che sono saltati in aria
perche' pensavano di ottenere un appalto che invece e' stato tolto loro oppure
perche' vittima di estorsioni. Ma ce ne sono anche altri che purtroppo saltano
in aria perche' sono dentro un contesto criminale''. Lo ha detto il procuratore
nazionale antimafia, Pietro Grasso, in un'intervista al TG3, in relazione
all'attentato a Gioia Tauro in cui e' rimasto ferito l'imprenditore Nino
Princi. Secondo Grasso, ''l'uso dell'esplosivo da parte di mani esperte, in
situazioni ed ambienti come quello calabrese, piu' che come un messaggio e' da
interpretare come la modalita' piu' facile per eliminare una persona''.
Bomba sotto l'auto dell'imprenditore Princi a Gioia Tauro. E' gravissimo, ha
perso una mano. Indaga la DDA
26 apr 08 Ha perso una mano, a causa
dell'esplosione dell'ordigno che era stato collocato sotto la sua automobile,
Antonino Princi, imprenditore, titolare di numerosi negozi e punti vendita di
abbigliamento e maglieria, , rimasto ferito gravemente questa mattina a Gioia
Tauro . . La bomba che era stata collocata sotto la vettura di Princi (una
Mercedes), secondo quanto è stato accertato dagli investigatori, è esplosa nel
momento in cui l'uomo ha inserito la chiave per aprire la portiera. La vettura
di Princi era parcheggiata in un cortile in cui si trovavano altre due
automobili che sono rimaste danneggiate. A causa dell'esplosione é andata in
frantumi anche l'insegna di un negozio vicino. Princi, portato in un primo
tempo nell'ospedale di Gioia Tauro, è stato trasferito successivamente, a causa
della gravità delle sue condizioni, negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria.
Princi ora è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione ed
i medici in questi minuti stanno valutando la possibilità di sottoporlo ad
intervento chirurgico per cercare di tamponare le ferite in varie parti del
corpo, soprattutto agli arti inferiori e superiori. Secondo quanto è emerso
dalle indagini della Polizia, l'ordigno, che era stato collocato sotto il vano
motore della vettura, potrebbe essere stato fatto esplodere con un comando a
distanza azionato nel momento in cui Princi si è avvicinato all'auto. Sul
posto, per la ricostruzione della dinamica dell'attentato, è intervenuto il
personale della Polizia scientifica della Questura di Reggio Calabria. Antonino
Princi ha interessi anche nel mondo del calcio. Negli anni scorsi era stato soprattutto
socio del Catanzaro, quando la squadra militava in serie B. Princi era socio di
riferimento con il 48% delle azioni.
Indaga la DDA: Avrebbe una matrica mafiosa l'attentato fatto
stamattina a Gioia Tauro in cui è rimasto gravemente ferito l'imprenditore Nino
Princi. Sull'attentato, infatti, insieme alla Procura di Palmi, che sta
svolgendo gli atti urgenti, sta indagando anche la Dda di Reggio Calabria. A
Gioia Tauro, per il coordinamento delle indagini, che vengono svolte dalla
Polizia, si sono recati il procuratore aggiunto di Palmi, Bruno Giordano, ed il
pm della Dda Roberto Di Palma. Un investigatore ha parlato di "un atto
simbolicamente molto forte". L'ipotesi che viene seguita dagli
investigatori è che l'attentato possa essere collegato ad una vendetta maturata
negli ambienti della criminalità organizzata della Piana di Gioia Tauro.
Princi, tra l'altro, è sposato con una componente della famiglia Rugolo,
collegata alla cosca Mammoliti di Castellace di Oppido Mamertina. A Gioia Tauro
sarebbe in atto uno scontro tra la cosca Piromalli e quella dei Molé, che un
tempo erano alleate. Nell'ambito di tale scontro, il primo febbraio scorso,
potrebbe essere maturato l'omicidio di Rocco Molé, di 42 anni, uno dei capi
dell'omonima cosca. Gioia Tauro, da sempre, è un centro ad alta densità
criminale. Nei giorni scorsi il Consiglio dei ministri ha sciolto il Consiglio
comunale per presunte infiltrazioni mafiose. Princi è originario di Rizziconi,
paese anche questo al centro di forti interessi della 'ndrangheta.
Princi appassionato di calcio. Nino Princi, l'imprenditore rimasto gravemente ferito
nell'attentato compiuto stamani a Gioia Tauro, è un appassionato di calcio, nel
quale si è direttamente impegnato. Dopo essere stato presidente del Delianuova,
nell'estate del 2004 è diventato socio e vice presidente dell'Us Catanzaro,
appena promosso in serie B, acquistando, insieme ad un altro imprenditore, il
48,33% del pacchetto azionario. Una quota dello stesso valore era detenuta da
Claudio Parente e Massimo Poggi, mentre il restante 3,34% era in mano a Pino
Mirante, quinto azionista della società. L'esperienza nel Catanzaro non è
stata, però, particolarmente felice per Princi che alla fine del campionato,
concluso con la retrocessione in C1 del Catanzaro (poi ripescato in B), fu
duramente contestato dalla tifoseria e pur rimanendo azionista, si allontanò
dalla gestione della società. Nell'ottobre del 2005, tra l'altro, Princi,
insieme al presidente ed amministratore unico della società Claudio Parente, ed
ai consiglieri Massimo Poggi, Saverio Procopio e Pino Mirante, ha ricevuto una
busta contenente un proiettile per pistola. Lo stesso anno, a dicembre, Princi
ha deciso di uscire definitivamente dal Catanzaro cedendo la sua quota
societaria agli altri azionisti. Il suo nome, in ogni caso, è rimasto legato al
Catanzaro. Anche pochi mesi fa Princi ha manifestato la disponibilità ad
acquisire il 100% del pacchetto azionario del Fc Catanzaro, la nuova società
nata con il lodo Petrucci dopo il fallimento, avvenuto nell'estate del 2006,
della vecchia società. Le trattative, però, non sono andate a buon fine e
Princi ha rinunciato all'acquisto.