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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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[nel video l'intervento della Casa della Legalità durante il concerto del 5 settembre 2009 in cui si è richiamato il Comune agli impegni presi]
La discussione scaturita dagli eventi di Piazza Mercato Vecchio necessita di risposte nette e chiare, prima di tutto, da parte del Comitato per l'Ordine Pubblico competente.
Il fatto che praticamente ogni sabato sera Piazza Mercato Vecchio, luogo di incontro e socialità per le giovani generazioni, sia oggetto di risse che di volta in volta, prendono sistematicamente di mira alcuni locali, può significare un sommarsi di dinamiche che vanno affrontate e disinnescate senza tentennamenti...
Al disagio sociale che porta alcuni individui nell'identificarsi in una sorta di "banda" che distrugge e aggredisce (costringendo già uno dei locali attivi nella Piazza alla chiusura definitiva) per "passare il tempo" e mostrarsi i "più furbi e forti", occorre prima di tutto rispondere con un azione seria di intervento sociale ed educativo, oltre che con quella più prettamente repressiva. Non si può restare immobili, far finta di nulla e voltarsi dall'altra parte...
Il fatto che sabato scorso, non solo si è svolta l'ennesima rissa promossa da bulli già noti per tali circostanze, ma che questa sia avvenuta alla presenza e sotto gli occhi di agenti della Polizia Municipale e della Polizia di Stato, nonché con altre due pattuglie in loco di Carabinieri e Guardia di Finanza, senza intervento alcuno è gravissimo. I soggetti che avevano iniziato la rissa hanno continuato, si sono anche chiusi dentro il nuovo locale preso di mira ed hanno chiuso la serranda per continuaqre a rompere bottigliere e menare i "prescelti". Poi sono usciti ed hanno sbeffeggiato gli agenti della Polizia di Stato per andarsene indisturbati, nonostante visti in flagranza di reato dagli Agenti e nonostante molti dei ragazzi e delle ragazze della piazza avessero chiaramente indicato, ad ulteriore, conferma, i responsabili.
Questo aspetto è gravissimo ed inquietante. Non solo perché di fatto trasmette il senso di impunità per chi delinque, ma anche perché qui siamo a Lamezia Terme, dove la 'ndrangheta con le sue famiglie Iannazzo, Giampà, Torcasio e compari vari, sino ai Mancuso di Vibo tanto amici e sodali dei Mazzei, ha pesanti radici e fonda il suo controllo del territorio sul racket delle estorsioni.
Vogliamo o no affrontare seriamente il problema? Vogliamo tutelare l'incolumità dei ragazzi e della ragazze, come delle famiglie per bene che, magari con i bambini, scendono nella Piazza Mercato Vecchio, per passare il proprio tempo? Vogliamo tutelare gli esercenti delle attività commerciali? Vogliamo o no sgomberare il campo dalla percezione del messaggio per cui per avere "tutela" e "sicurezza" per se e/o per il proprio locale o la propria impresa, a Lamezia, bisogna rivolgersi a qualche capobastone, visto che le Forze dell'Ordine, persino davanti alla fragranza di reato, non fanno niente?
Il Comitato per l'Ordine Pubblico, ed in primis il Prefetto ed il Questore devono dare una risposta netta, inequivocabile e nei fatti! Anche perché il senso di impunità in una terra di mafia rischia di compromettere il lavoro di contrasto all'organizzazione (ed alla cultura) mafiosa.
Dobbiamo anche ricordare, per portare un altro esempio, che sempre sabato sera, dopo che gli scagnozzi dei boss hanno "presenziato", ascoltato e riferito che pubblicamente in piazza sono stati fatti i nomi delle cosche, altri bulletti con un autovettura Punto che circola con la targa coperta dalla scritta "punto", senza essere fermata e sequestrata (auto che si nota spesso in località Capizzaglie dove vi è la maggior concentrazione di mafiosi), hanno accostato la vettura all'area della manifestazione Music Against 'Ndrangheta, hanno alzato il volume dell'autoradio per attirare l'attenzione su di loro e quindi due dei passeggeri, quelli sul sedile posteriore, hanno indossato due maschere con lo scheletro rappresentante la "morte". Il tutto, anche qui, senza essere ne fermati, ne controllati dalle competenti autorità.
E', quindi, di nuovo, questo il controllo del territorio che viene garantito dalle Forze di Pubblica Sicurezza e dalla Polizia Municipale a Lamezia Terme?
Se le giovani generazioni non vedono fermezza nello Stato, bensì osservano che chi fa il furbo, il bullo, il prepotente la fa sempre franca, non si ottiene altro risultato che spingere sempre più le giovani generazioni verso la manovalanza per le cosche. Attendiamo, anzi, pretendiamo, quindi, risposta... non con parole, ma con azioni concrete.
Ma è altrettanto doveroso ricordare che all'azione repressiva delle competenti autorità per la tutela della sicurezza dei cittadini e degli esercenti, deve essere potenziata l'azione preventiva, quella che contrasta con le attività educative e sociali i fenomeni di devianza e disagio giovanile in un territorio fortemente minato da una disoccupazione dilagante e l'assenza di spazi sociali.
Ed in questo quadro vi sono due proposte concrete che il Comune può perseguire:
- sbloccare la delibera e quindi l'assegnazione e l'apertura dello spazio dell'ex Macello, come spazio sociale, sulla base del progetto che come Casa della Legalità di Lamezia, insieme ad altre realtà di impegno civile, si è presentato da tempo [leggi qui il progetto proposto con oltre 500 firme si sostegno, la cui delibera giace da mesi in Comune];
- promozione di esperienze di cooperative di giovani che su progetti di utilità sociale possono essere avviate, soprattutto sul terreno del recupero e del mantenimento dell'ambiente, oltre che, da una politica - vista la situazione di Lamezia - nuova per il trattamento del ciclo dei rifiuti, centrata sul modello di RifiutiZero e non sulla discarica o impianti di trattamento inquinanti.
Inclusione sociale e tutela della sicurezza sono tasselli fondamentali per vincere la sfida di una nuova Lamezia centrata su legalità e giustizia sociale, fondamenta essenziali per sradicare definitivamente il radicamento mafioso.
L'Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità
Il Comuncato Stampa della Casa della Legalità di Lamezia Terme - sito
Noi non conosciamo le procedure di polizia, non è di nostra competenza.
Ma quello che è successo in Piazza Mercato Vecchio sabato notte ci ha lasciati scioccati.
Arrivare da una manifestazione antimafia, svoltasi a poche centinaia di metri, e trovarsi una scena come quella offerta in piazza mercato vecchio, lascia tanto sconforto.
I fatti, visto le varie testimonianze, sono stati questi:
i soliti "tamarri" (soliti nel senso che sono sempre gli stessi) iniziano la rissa.
Questa volta però si tocca il fondo come non mai. Uno dei due infatti per aspettare l'arrivo dei suoi "amici" abbassa la saracinesca di uno dei locali aperti in piazza chiudendo dentro alcune persone, nonché il suo "avversario".
Logicamente dentro il locale scoppia il panico e quando uno dei ragazzi dentro il bar riapre la saracinesca viene respinto a schiaffi e la saracinesca viene richiusa.
Una volta tutto ciò si chiamava sequestro di persona.
E arriva infine la polizia. Prima un solo agente che ha preso anche due schiaffi da uno dei soliti "tamarri", senza nemmeno reagire.
Sono arrivati allora altre pattuglie di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
La folla in piazza aveva visto nascere una speranza, ovvero vedere gli agenti che portavano via questa gente che ormai da troppo tempo non permette ai ragazzi che stanno in piazza di poter passare una serata tranquilla. Però, tra i volti allibiti delle decine di presenti, colui che aveva scatenato il tutto viene fatto allontanare.
E qui succede qualcosa che mai prima si era vista a Lamezia, almeno a nostra memoria.
Qualcuno si alza e dice "io ho visto chi è stato".
In realtà c'erano decine di persone in piazza e tutti avevano visto, ma solo qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo e mentre si avvicinava alle volanti, come da buon film di mafia, le donne dei "boss" si sono messe in mezzo, gridando contro e strattonando.
Il tutto, ancora, davanti agli occhi degli agenti. E allora alcune persone si sono avvicinate agli agenti chiedendo spiegazioni sul loro mancato intervento.
La risposta è stata "ordine pubblico".
Qualcuno ci spieghi cos'è allora l'ordine pubblico.
Quando la polizia sta per andare via si prende addirittura l'applauso ironico della piazza per il mancato intervento decisivo. Insomma si è assistito a qualcosa mai visto prima.
La polizia forse avrà le sue ragioni, che ci piacerebbe davvero sapere, ma come possiamo chiedere agli uomini e donne di questa città di denunciare, se poi si assiste a queste scene?
Ribadiamo la voglia di un chiarimento pur essendo consapevoli che, nè la polizia e nè la cittadinanza singolarmente, potranno mai risolvere nulla da soli.
Alla società civile spetta il compito di ribellarsi e denunciare, alle forza dell'ordine quello di agire come tali.
Con la speranza che episodi come questo non accadano mai più, a beneficio della sicurezza sociale collettiva, e con la speranza che gli autori della rissa di sabato sera, siano trovati, chiediamo al prefetto e al sindaco che, visto che ogni sabato sera la scena in piazza mercato vecchio è uguale, sia disposto, così come permesso dalle leggi speciali sulla sicurezza, la presenza fissa di una pattuglia di forze dell'ordine, per permettere finalmente ai giovani di poter passare una serata tranquilla nel centro di Lamezia.


L'AZIENDA
CHE HA
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di rinnovarlo e migliorarlo.
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da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
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Savona,
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