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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
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oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
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in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
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AGGIORNATO, IN CODA, CON LE PAGINE DE IL SECOLO XIX (12 -13.04.2011)
Dopo le pubblicazioni delle foto che confermano quando andiamo dicendo da lungo tempo, ovvero il legame consolidato e storico dei MAMONE con le cosche della 'ndrangheta e con i boss di vertice in Liguria del sodalizio 'ndranghetista, quanti gli davano (e danno) lavori, appalti e concessioni, sembra si siano dati al gioco del cerino...
(I° PARTE) - Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato una sintetica mappatura dei lavori che la ECO.GE continua ad avere a Genova, nonostante l'interdizione atipica antimafia adottata dal Prefetto ed abbiamo evidenziato anche il “dettaglio” di una Sindaco, Marta VINCENZI, che si tramuta – nel novembre 2010 - in una sorta di "intermediario" per far vendere l'area dell'ex Oleificio Gaslini (dei MAMONE), dichiarando anche la massima disponibilità ad adottare ogni provvedimento del COMUNE DI GENOVA per agevolare l'operazione (che fortunatamente si è però arenata).
In questa mappatura abbiamo indicato anche, ad esempio, i provvedimenti della PROVINCIA DI GENOVA, guidata dal Presidente Alessandro REPETTO, a favore della società ECO.GE nonostante l'interdizione atipica antimafia. Abbiamo poi indicato alcune delle opere “minori” e poi, soprattutto, i grandi appalti nella GENOVA HI-TECH e quelli (tutti pubblici) della SVILUPPO GENOVA SPA.
Ieri il Presidente della PROVINCIA, Alessandro REPETTO, è intervenuto dicendo che c'è qualcosa di poco chiaro nell'appalto della FIERA DI GENOVA SPA alla ECO.GE per l'allestimento di EUROFLORA (per circa 1 milione di euro). Ma guarda che strano... Noi avevamo aspettato ad indicare questo ennesimo appalto ed ora che ne ha parlato il presidente REPETTO, ne parliamo con tranquillità. Allora:
1) la PROVINCIA DI GENOVA è uno dei soci della FIERA DI GENOVA SPA;
2) la FIERA DI GENOVA, infatti, è una società interamente a capitale pubblico (azionista di riferimento il COMUNE DI GENOVA – 32%; REGIONE LIGURIA-FILSE – 27%; PROVINCIA DI GENOVA – 22%; CAMERA DI COMMERCIO – 17% e AUTORITA' PORTUALE – 2%);
3) per un precedente incarico, relativo all'ultima passata edizione proprio di EUROFLORA, si scoprì grazie al lavoro del NOE che lo smaltimento fu effettuato in modo illecito dall'ECO.GE con conferimento in un sito non autorizzato sulle alture di Pegli... In altre parole: la ECO.GE ha incassato i soldi pubblici per effettuare un lavoro a norma di legge e procedendo ad uno smaltimento illecito ha speso ben meno di quanto occorre per un trattamento e conferimento a norma.
E' quindi davvero curioso che il REPETTO (presidente della PROVINCIA socia della FIERA DI GENOVA, e che direttamente ha continuato a rilasciare autorizzazioni e concessioni alla ECO.GE, come l'averla inserita nella lista delle società a cui ricorrere per gli interventi di emergenza – clicca qui) sollevi (timidamente) il caso dopo le pubblicazioni delle foto dei brindisi con i boss dei MAMONE e con Gino MAMONE, patron della ECO.GE.
Bisogna dire che a questo atteggiamento dello “scaricabarile” siamo ormai abituati... soprattutto da Marta VINCENZI che fa l'antimafia con bellissime parole quando la sua Amministrazione, nella pratica, fa tutt'altro. E partiamo proprio dalla FIERA DEL MARE SPA. Se la PROVINCIA, come abbiamo visto è socia di questa, il COMUNE DI GENOVA ne è l'azionista di riferimento. Non solo: è proprio il Sindaco Marta VINCENZI che ha designato l'Amministratore Delegato della FIERA DEL MARE, Roberto URBANI. Le altre cariche di questa società, invece, sono: Paolo LOMBARDI, Presidente del Cda designato da Claudio BURLANDO, pres. della giunta della REGIONE LOGURIA; Stefano MARASTONI, Vice Presidente Cda designato dal Presidente della PROVINCIA DI GENOVA (cioè del REPETTO), ed ancora Giacomo ROSSIGNOTTI, consigliere designato dalla CAMERA DI COMMERCIO e Gabriele GALTERI di GENOLA, consigliere designato dall'AUTORITA' PORTUALE.
Chiaro? Forse no, ed allora vediamo un attimo quali sono le altre società pubbliche con cui i MAMONE hanno fatto e continuano a fare affari d'oro (nonostante le innumerevoli contestazioni per illeciti ambientali, le molteplici inchieste che li riguardano e l'informativa atipica interdittiva antimafia).
Partiamo dai lavori a Cornigliano. Qui la società che sovraintende i lavori nelle aree dell'ex Acciaierie Ilva è la SOCIETA' PER CORNIGLIANO. Questa ha come azionisti: REGIONE LIGURIA con il 45%, la PROVINCIA DI GENOVA con il 22,5%, il COMUNE DI GENOVA con il 22,5% e INVITALIA PARTECIPAZIONI SPA (società al 100% del Ministero dell'Economia) con il 10%.
E chi sono gli amministratori di questa?
Il Presidente del Cda è Marta VINCENZI, ovvero il Sindaco (che dice sempre che è colpa degli altri), insieme a Giovanni CALISI, Vice Presidente. Come Consiglieri abbiamo: Claudio BURLANDO, Roberto LEVAGGI e Carlo DE ROMEDIS.
Se la SOCIETA' PER CORNIGLIANO è la proprietaria delle aree delle ex acciaierie e riceve i fondi statali per la riconversione (e quindi la bonifica) delle aree, il braccio operativo è l'altra società pubblica SVILUPPO GENOVA SPA.
Dopo il ciclone delle inchieste sugli appalti proprio dei MAMONE, sulla SVILUPPO GENOVA, dove questi avevano ottime entrature, a partire dall'Ufficio Appalti, vi è stata la corsa degli amministratori pubblici a promuovere una “svolta”.
Ma partiamo dai soci di SVILUPPO GENOVA SPA:
- il 52,5% di capitale è degli enti pubblici COMUNE DI GENOVA e PROVINCIA DI GENOVA;
- il 24,5% delle società pubbliche e private quali: FILSE SPA (REGIONE LIGURIA), CAMERA DI COMMERCIO, AEROPORTO DI GENOVA, CONFINDUSTRIA GENOVA, SOFINCOOP SRL ed AMIU);
- il 23% di banche, quali: BNL, CARIGE e BANCA POPOLARE DI LODI.
Il Cda della SVILLUPPO GENOVA è così composto: alla Presidenza vi è Tullio RUSSO (designato da BURLANDO e già Presidente della AREA 24 che con questa dava da lavorare alla società del clan PELLEGRINO nel ponente ligure e che ha all'attivo l'operazione MILLENIUM, su cui indaga la Procura di Sanremo, che per un parcheggio interrato ha prodotto un buco da 15 milioni di euro); come Amministratore Delegato (designato dalla Sindaco di Genova) Pier Giorgio PORAZZA che, ricordava Ferruccio Sansa tempo fa era un perfetto sconosciuto catapultato a questo delicato incarico per il futuro della città. Come Consiglieri invece troviamo: Giuseppe LAMANNA, Alberto MANGIANTE, Gabriele DELMONTE.
E a Cornigliano, sia con la passata gestione di SVILUPPO GENOVA e SOCIETA' PER CORNIGLIANO, sia con quella nuova che abbiamo qui elencato, per i MAMONE non è cambiato nulla: i loro affari vanno a novanta.
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Senza tornare alla partita degli appalti sotto inchiesta perché quasi totalmente finitini tra appalti e subappalti alla ECO.GE [10 milioni su 15, 11 appalti su 16], guardiamo qui solo quelli per i nuovi lavori relativi alla nuova strada di scorrimento, la cui assegnazione, come abbiamo visto nella precedente puntata, è stata proprio firmata dalla nuova gestione ed in particolare dal PORAZZA designato Amministratore Delegato, su indicazione del Sindaco VINCENZI per il COMUNE. I nuovi subappalti assegnati, ad oggi, alla ECO.GE sono:
- SCAVI E MOVIMENTI TERRA - per un valore di 1.600.000 €
- DEMOLIZIONI MANUFATTI IN SPONDA DX E SX POLCEVERA per un valore di oltre 347.500 €
- LAVORI DI DEMOLIZIONE per un valore di 215.000 €
Continuano ad esserci i mezzi della ECO.GE in un cantiere dove non risulta alcun subappalto a loro, bensì è scritto nel cartello di cantiere che l'incarico, per oltre 2.185.000.00 €, è strato affidato dalla SVILUPPO GENOVA alla CCC (ovvero al potente CONSORZIO COOPERATIVE COSTRUZIONI di Bologna) e che per l'esecuzione dei lavori la ditta incaricata è la ORION INFRASTRUTTURE SPA di Cavriago (RE).
E continuano ad esserci anche cd. bonifiche concluse, con cantiere dismesso e abbandonato, come quella dove opera proprio l'ECO.GE, per la bonifica dell'area dell'ex cotonificio di Via Bertolotti, adiacente alle ex acciaierie, dove la società dei MAMONE ha operato nel periodo tra il 14.12.2010 e il 01.03.2011... e dove il terreno è, ad oggi, pieno di plastiche, materiali ferrosi e di altra natura.
Ma andiamo oltre. Passiamo ad un'altra società pubblica, al 100% di capitale pubblico... E' l'AMIU SPA. Questa è la società che ad esempio, ben dopo l'adozione dell'interdizione atipica antimafia da parte del Prefetto di Genova, ha chiamato per affrontare l'emergenza alluvione a Sestri Ponente, nell'ottobre 2010, proprio la ECO.GE. E chi sono gli amministratori di questa società pubblica, nominati dal COMUNE DI GENOVA, ovvero dall'Amministrazione di Marta VINCENZI? Nell'ordine: il Presidente è Riccardo CASALE, l'Amministratore Delegato è Pietro Antonio D'ALEMA (il nipote del più noto Massimo D'ALEMA) e Consigliere è Andrea SASSANO.
L'altra società che ha dato incarichi ai MAMONE, anche alla EDIL CA.MA di Caterina MAMONE e Pietro CAPALBO (anche responsabile edili della CONFAPI), è l'ASTER SPA. Anche questa è interamente a capitale pubblico, del COMUNE DI GENOVA. Anche qui il Cda è stato nominato dal COMUNE ed è composto da: Antonio GAMBALE Presidente ed Amministratore Delegato, Mario MONTAGNOLI consigliere, Adriano SACCHINI consigliere.
Poi vi è un'altra società che tira in ballo il COMUNE DI GENOVA. Si tratta della SAN BARTOLOMEO SRL che gestisce l'operazione immobiliare della trasformazione dell'ex monastero di via San Giacomo e Filippo, con 19 milioni di investimento, in 58 appartamenti, 7 uffici, 32 cantine e 125 box... Qui per i lavori di scavo l'incarico è finito alla ECO.GE... e su quest'opera le parole più significative sono state quelle, guarda tu, del Sindaco di Genova Marta VINCENZI: "La città vuole continuare al meglio nel recupero dei suoi luoghi e in questo caso recuperiamo un luogo storico messo in ombra dai bombardamenti della guerra... Simbolicamente, si cambia pagina con un'operazione che compone interessi pubblici e privati e mi auguro che i lavori vengano terminati entro il 2011".
E chi sono i soci della SAN BARTOLOMEO SRL? Sono due: con il 55% del capitale sociale la SPIM SPA (società al 100% del COMUNE DI GENOVA) e per il 45% dalla SAN BART, del Gruppo ELAH.
E chi ha nominato il Cda della SPIM SPA? Il COMUNE DI GENOVA... e vede: Presidente Sara ARMELLA, Amministratore Delegato Tommaso CABELLA e Consigliere Francesco ODDONE.
E per ora ci fermiamo qui... il quadro dovrebbe bastare... o no? Vediamo quale politico ed amministratore pubblico avrà almeno un briciolo di decenza di non prendere ulteriormente in giro la città e quindi dire “io ho delle responsabilità”. Purtroppo, invece, nonostante le responsabilità politiche siano chiare, conclamate e inequivocabili, assisteremo con il triste e vomitevole scaricabarile. Continueremo ad assistere al trionfo dell'ipocrisia assoluta... con nuovi proclami che faranno sì di incantare qualche fessacchiotto e non scontentare chi, come aveva dichiarato, è amico di tutti, della MARTA VINCENZI... di CLAUDIO BURLANDO... e che, come abbiamo visto dalle intercettazioni, aveva garantito il proprio appoggio alle amministrazioni di centrosinistra per le elezioni del 2007...
Ma noi non molliamo la presa ed andiamo avanti, fino alla fine... fino a chiudere la partita, perché la si può e la si deve chiudere, una volta per tutte!
(II° PARTE) - Se veniamo alla "corte" dei MAMONE tra i soggetti privati si ha, di nuovo, una lunga lista...
L'ascesa della società ECO.GE, nata praticamente dal nulla, con investimenti spaventosi ed offerte irraggiungibili, con un parco mezzi costantemente incrementato e ammodernato, ha stroncato ogni concorrenza, si colloca nei primi anni Novanta. Dopo i brindisi, in casa di Luigi MAMONE; dei boss storici della 'ndrangheta in Liguria, come Franco RAMPINO e Carmelo GULLACE, con i MAMONE, e tra questi Gino.
La prima grande opera che ha segnato lo start per la società gioiello dei MAMONE, la ECO.GE, è la bonifica delle ex Raffinerie ERG di San Biagio. Qui non sono mancati i problemi e la prima grande bonifica "farsa", conclusasi con una colata di cemento a formare una piattaforma interrata che tenesse gli inquinanti (finché potrà) nel sottosuolo. Qui, con l'opera della ECO.GE dei MAMONE al posto degli impianti della ERG sorge l'IPERCOOP ed il quartiere residenziale SAN BIAGIO. Per i lavori commissionati da COOPSETTE, naturalmente non fanno tutto i MAMONE, loro si occupano di demolizioni, bonifiche e movimento terra... per la costruzione si occupa la società CEMIN, di RASO Antonino.
Dopo questo primo incontro, tra ECO.GE e COOPSETTE è un lungo e mai terminato viaggio
di nozze. Con il plauso del COMUNE DI GENOVA ed il contributo dei fondi per le riconversioni delle aree che una volta erano industriali, la COOPSETTE promuove il progetto per FIUMARA. torri residenziali, palazzine per uffici ed Asl, centro commerciale, centro divertimenti con multisale, struttura sportiva e palazzetto per sport e spettacoli... il tutto corredato da mega parcheggi intterati e in struttura. Il progetto, come praticamente tutti i progetti di COOPSETTE, è firmato da Vittorio GRATTAROLA, uomo da sempre legato a Claudio BURLANDO. Il lavoro di demolizioni, bonifiche e movimento terra è affidato all'ECO.GE dei MAMONE, ed anche qui per l'edilizia, invece, c'è la CEMIN.
Per COOPSETTE la società la ECO.GE continua a lavorare per le stesse tipologie di intervento nell'ambito dell'appalto della RFI per il nodo Valpolcevera, per la realizzazione del nuovo centro direzionale a Sestri Ponenti, con la TORRE SAN GIORGIO... ed ancora, di nuovo a SAN BIAGIO, per il nuovo "BORGO" che sorge alle spalle del quartiere residenziale di SAN BIAGIO, dove di nuovo la ECO.GE segue scavi e movimento terra, mentre per le costruzioni si occupa la CEMIN.
E la COOPSETTE non è l'unico colosso delle cooperativo con cui operano i MAMONE. Se abbiamo già visto, ad esempio, nell'ambito degli appalti di SVILUPPO GENOVA, che nel cantiere affidato alla CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna) ci sono al lavoro i mezzi della ECO.GE, spostandoci a San Benigno, proprio di fronte al grattacielo del Comune di Genova, troviamo un nuovo committente per la società dei MAMONE.
Qui sono in costruzione le TORRI DEL FARO, case ed uffici, progettati dalla MARIO VALLE ENGEENERING (acquisita da un'altra cooperativa edilizia, l'ABIT.COOP., ove nel Cda troviamo il cugino dei FOTIA, che secondo i reparti investigativi è famiglia della cosca dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI). La società a cui è stata commissionata l'opera, che ha avuto la prima approvazione con la Giunta in COMUNE di Giuseppe PERICU ed il via libero definitico con la Giunta di Marta VINCENZI, è un altro colosso delle cooperative emiliane, la UNIECO. Questa affida i lavori per demolizioni, scavi e movimento terra alla ECO.GE. Quelli della costruzione invece vedono impegnata la CEMIN.
Ma passiamo ad altri esempi di società private, visto che il quadro del rapporto tra le grandi cooperative emiliane e l'ECO.GE dovrebbe essere abbastanza evidente.
La ERG, come abbiamo detto, è stata, con COOPSETTE, la cosiddetta "prima pietra" di quello che diverrà, a Genova, una sorta di monopolio dell'ECO.GE. E la ERG dei GARRONE ha tenuto costante il suo rapporto con la società dei MAMONE, sino agli ultimi incarichi, nei mesi scorsi, per le rimozioni delle tubature lungo l'alveo del torrente Polcevera.
E se la ERG ha un rapporto consolidato con ECO.GE, un'altra società del settore petrolifero, la raffineria IPLOM di Busalla (che è anche nel quartiere di Fegino a Genova) ha avuto un rapporto duraturo prima con Luigi MAMONE e poi con la ECOTRANS, società dei coniugi Ines CAPUANA e Gino MAMONE.
Un altro lavoro di bonifica, o per meglio dire di bonifica farsa, è quello dell'ex stabilimento SOPPANI tra Cogoleto ed Arenzano. Qui l'ECO.GE si doveva occupare, prima per l'impresa LUIGI STOPPANI SPA e poi per l'IMMOBILIARE VAL LERONE, della bonifica di una sostanza alquanto tossica e cancerogena: il cromo esavalente. Il cromo esavalente però lo si è trovato in ogni dove, dalla vicina discarica del Molinetto, alle aree di Voltri coinvolge nei riempimenti per l'ampliamento del porto, altrove ed soprattutto nascosti nell'area dello Stabilimento. L'ARPAL non vedeva nulla, così come gli operai facevano finta di niente.... Così il cromo esavalente nascosto nello stabilimento verrà individuato solo con l'arrivo dalla struttura Commissariale che, a seguito del fallimento della società proprietaria della vecchia fabbrica, ha assunto il controllo del sito per la messa in sicurezza e la bonifica. I MAMONE tentarono in tutti i modi di prendere in mano questa struttura ed area ma fortunatamente non ce l'hanno fatta grazie al Commissario che avviò l'acquisizione degli impianti. Nonostante i tentativi, anche dal Palazzo della REGIONE LIGURIA e del COMUNE DI ARENZANO, di agevolare il passaggio dell'area ai MAMONE, questa operazione non gli è andata in porto, nonostante la ben strutturata macchinazione concordata tra i MAMONE e l'amministrazione dell'IMMOBILIARE VAL LERONE. Successivamente molte delle società che abbiamo trovato nel "cartello" dei MAMONE individuato dalla Procura per il controllo degli appalti di Cornigliano, erano ad operare nella fase di messa in sicurezza della STOPPANI e dentro l'area dell'ex stabilimento vi ben evidenti attrezzature della ECO.GE. Fortunatamente, dopo una serie di denunce pubbliche che abbiamo promosso, l'allora Prefetto di Genova, dott. Anna Maria Cancellieri, assume una costante attività di controllo su ciò che avveniva in quella che fu la STOPPANI... e fortunatamente il Prefetto Cancellieri viene nominata come nuovo Commissario Straordinario per il Sito della STOPPANI... da allora i MAMONE e le società del "cartello" sono svaniti.
L'ultimo dei soggetti che potremmo affrontare in questa puntata sarebbe quella della "Città tecnologica", ovvero i cantieri della GENOVA HI-TECH... ma visto che lo abbiamo affrontato proprio di recente non stiamo a tornarci. In estrema sintesi: qui i cantieri dell'ECO.GE sono ormai in ogni angolo della collina degli ERZELLI (in uno, degli angoli della GENOVA HI-TECH invece ci sono anche i FOTIA con la SCOVO-TER)... senza che si batta ciglio tra i soci della "GENOVA HIGH TECH SPA", società controllata dalla LONARDO TECHNOLOGY SPA di Milano, dove i soci sono INTESA SANPAOLO SPA (40.000 euro di quote), EUROMILANO SPA (40.000 euro di quote), PROMETO SRL (40.000 euro di quote), NUOVA ERZELLI srl (40.000 euro di quote).
Per il resto la lista sarebbe lunga, troppo lunga, tra gli incarichi pubblici e privati quindi ci limitiamo ad indicarne alcuni: demolizioni delle aree NORMOIL, demolizione e bonifica deposito area SHELL del quartiere di Fegino, demolizioni nell'area di Genova CAMPI, demolizione ponte ferroviario di Genova Cornigliano e depositi PRAOIL a Genova Pegli... Poi ci sarebbero anche quelli per l'Autorità Portuale o quelli per le molteplici bonifiche da amianto (che poi i NOE trovano sparsi qua e là, come nella fascia di rispetto di Prà)... ed ancora i lavori per conto del COMUNE DI GENOVA per lo spazzamento neve e via discorrendo.
Tra pubblico e privato è quindi evidente che gli affari dei MAMONE vanno forte e non li ferma nessuno... proprio come diceva Gino MAMONE nelle intercettazioni della Guardia di Finanza. Qualcuno affermava che Gino MAMONE millantava, i fatti dicono che aveva ragione!
GLI ULTIMI ARTICOLI DE "IL SECOLO XIX"
SULLA VICENDA MAMONE & APPALTI:
- 12.04.2011
- 13.04.2011 (con albero genealogico dei MAMONE e scheda degli ultimi appalti pubblici e privati)


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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
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