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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Potremmo essere contenti del fatto che con quanto rivelato dalla Relazione della DDA di Genova conferma, così come quelle dei Prefetti, quanto da anni denunciamo. Soprattutto per quel filone che individua il GULLACE “Nino” Carmelo come “referente” della potente cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE in tutto il nord-ovest dell'Italia, e che, con entrature e complicità politiche che partono dalla Calabria, ha costruito un impero di imprese, con fulcro il savonese, capace di inquinare economia e territorio. Potremmo essere contenti ma non lo siamo...

Continua il viaggio tra gli affari della 'ndrangheta tra Liguria e Piemonte... dopo le ultime pubblicazioni, ancora una volta, cerchiamo di rendere evidente quell'asse tra Liguria e Piemonte (e che poi coinvolge anche la Val d'Aosta) su cui si snodamo imprese e interessi della criminalità organizzata, mentre pezzi delle Istituzioni, nel nome dei "lavori", sembrano perennemente distratti o forse indifferenti al fatto che la colonizzazione divori territorio e risorse. Forse Maroni non lo sa ma gli appetiti delle mafie sono piccole e grandi opere... ed oltre al grande Expo di Milano (che fila liscio anche con Pisapia sindaco) c'è soprattutto quella Tav che tanto dispendio di energie, uomini e mezzi delle Forze dell'Ordine sta vedendo impiegati per presidiare il nulla... e dove già da anni, come per il Terzo Valico, i reparti investigativi hanno messo in guardia. In questo nuovo viaggio partiamo dal confine tra Liguria e Piemonte, ovvero la "bonifica" dell'ACNA di Cengio, per passare agli appetiti sul Terzo Valico e che arrivano là... proprio in Val Susa...

"Trascurati" dal locale di Genova, si facevano sempre i fatti loro gli 'ndranghetisti del Tigullio. Ma lavoravano e lavorano tanto... ben inseriti, come abbiamo sempre detto, nella politica, nell'economia e con ottimi rapporti tra confraternite e diocesi. Questa è la 'ndrangheta nel Tigullio... con imprese, appalti e concessioni nel settore dell'edilizia, delle bonifiche, movimento terra, rifiuti... ma anche alberghi. Una rete che da sempre, a partire dagli anni '60, ha un fulcro: i NUCERA di Condofuri.
Ora, dopo l'indagine "MAGLIO" del ROS, non possono più nascondere la testa sotto la sabbia quanti hanno sempre negato... come, ad esempio, il sindaco di Lavagna, Giuliano Vaccarezza [che poi si domanda pubblicamente dove sia la 'ndrangheta a Lavagna, sic - nella foto a lato con Jack Rock Mazreku], che, proprio nel suo Consiglio Comunale, siede quell'imprenditore, legato all'Ordine di Malta, legatissimo alla Diocesi, e che risulta agli atti essere un "affiliato" alla 'ndrangheta. Si chiama SANTO NUCERA... è conosciuto soprattutto come "imprenditore" che ottiene appalti e incarichi dagli Enti Pubblici, così come dalla Diocesi (vedi qui un esempio)... e che ottiene soprattutto dai Comuni le concessioni edilizie a costruire... e costruire ancora, in quel Tigullio, ed in particolare tra Sestri Levante e Lavagna. E sempre nel Tigullio, sempre con epicentro a Lavagna, ci sono i fratelli NUCERA, cugini del Santo che da "malandrino" faceva arrabbiare il capo locale di Genova, Mimmo GANGEMI. Sono NUCERA Paolo, con il suo albergo-ristorante "AMBRA", utilissimo anche per le riunioni di 'ndrangheta, Antonio e Francesco... quest'ultimo con l'impresa attivissima, con un monopolio quasi totale, nell'ambito degli appalti pubblici per i rifiuti.
Ecco quindi, dopo qualche mese, dalla richiesta che abbiamo avanzata alla Prefettura di Genova, per attivare un istruttoria finalizzata all'invio di una Commissione di Accesso nei Comuni di Lavagna e Sestri Levante, che ne scriviamo pubblicamente...
Dopo l'articolata pubblicazione dedicata al Centro Benessere di Alessandria ed agli 'ndrangetisti che vi ruotavano attorno (leggi qui), non abbiamo ricevuto alcuna replica. Altrettanto silenzio però sul piano dei sequestri dei beni dei mafiosi, e di quelli a questi riconducibili, da parte delle Autorità preposte. Assoluto e costante silenzio anche da parte della Prefettura di Alessandria e del Ministero dell'Interno sulla questione "politica", ovvero sul quel "dettaglio" dell'eletto in Comune e poi assessore dell'Amministrazione alessandrina che era direttamente "affiliato" alla 'ndrangheta.
Oggi sarà nuovamente un lungo viaggio, quello che proponiamo. Partiamo dal ROMEO Sergio, affiliato alla 'Ndrangheta che con la sua impresa, la "R.G. COSTRUZIONI SRL" operava alla grande nel settore dell'edilizia, e poi passiamo al livello "politico" ovvero al CARIDI Giuseppe, l'affiliato per cui la 'ndrangheta, dopo ampia discussione, decise di adottare una deroga alle "regole" dell'organizzazione stessa, valutando la convenienza per l'organizzazione dal suo ruolo politico.
Torneremo ancora sul Piemonte, lo faremo a breve con una nuova puntata, auspicando che si comprenda che occorre che queste cose siano conosciute e affrontate, non con iniziative mediatiche e inutili, come quelle di "codici etici" o generiche campagne antimafia... Serve, prima di tutto, per colpire l'organizzazione mafiosa, che sia palpabile e diffuso il senso di disprezzo sociale, totale e netto, per i mafiosi e per la rete di contiguità e complicità che li circonda... e poi serve che si abbia il coraggio di "aggredire" i patrimoni dei mafiosi, dai beni alle società... Il carcere non è sufficiente, serve fargli terra bruciata intorno e serve lasciarli in mutante.
Buona lettura...
La sindaco Rosy GUARNIERI si è sempre vantata dell'impegno per la legalità. Si era anche spinta a provvedere rispetto a quella pesante situazione di ECO-ALBENGA... E' stata minacciata, è stata messa sotto protezione... ed ora che cosa fa? Vuole dare il via libera alla discarica dei FAZZARI-GULLACE a Campochiesa? A parte l'incompatibilità di una discarica in quel sito, con la presenza di un SIC (sito di interesse comunitario!) e soprattutto non conforme alle previsioni del progetto del nuovo PUC (costato tanto al Comune), ha avuto un vuoto di memoria su chi siano i soggetti promotori del progetto? I FAZZARI - GULLACE... la SA.MO.TER. SRL? Provi a chiedere al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, con cui ha firmato anche il patto per la sicurezza... ma intanto le rinfreschiamo noi la memoria su quella "bazzecola" chiamata 'NDRANGHETA...
Non raccontiamo solo di alcuni vermi 'ndranghetusi che, dipendenti dalla "Liguria 'Ndranghetista", si erano fatti largo nel basso Piemonte, ma raccontiamo anche una storia emblematica di quanto non siano sufficienti gli arresti per schiacciarli. Una storia che non è mai stata raccontata e che pubblichiamo ora, dopo che dal 15 luglio, dei fatti narrati, abbiamo documentalmente informato la DDA di Torino e la Direzione Nazionale Antimafia.
Una storia che, al momento, ha un finale "in passivo"... perché l'impresa di uno degli 'ndranghetusi, il REA Romeo, un Centro Benessere, inaugurato dall'"assessore" alessandrino [in realtà è consigliere comunale presidente della Commissione Urbanistica, ma lo chiamavano "assessore"] affiliato alla 'ndrangheta, Giuseppe CARIDI, è tutt'ora aperto e funzionante, mentre la società di Roma che gli ha venduto le attrezzature, dopo i mancati pagamenti, ha dovuto, di fatto, chiudere i battenti.
Come "Casa della Legalità" siamo anche andati a porre delle domande alla compagna del REA Romeo (che a tutt'ora è sempre agli arresti), la signora Anna IANNUCCI che naturalmente negava l'appartenenza del REA alla 'Ndrangheta con una "difesa" che però si infrange sui fatti e su quell'appartenenza al "locale" della 'Ndrangheta che vedeva a capo il PRONESTI' Bruno Francesco, cugino di "quelli di Toirano", ovvero dei potenti (e liberi) fratelli GULLACE...
A breve racconteremo anche un'altra storia che riguarda sempre la 'Ndrangheta nel basso Piemonte e quella triangolazione, strategica, pratica e devastante con Genova e Pavia... Ma su questa bisogna ancora aspettare qualche tempo visto che, da quanto sappiamo, le nostre denunce hanno prodotto una nuova inchiesta, attualmente in corso.
Ed ora buona lettura...

Il GORIZIA Cosimo è un soggetto emerso nell’ambito delle indagini cc.dd.:
- “Maglio” (proc. pen. 2951/2000/21 DDA GE)
- “Maglio 2” (n.1389/08/21 DDA RC)
- “Maglio 3” (proc. pen. 2268/10/21 DDA GE)
- “Colpo di Maglio” (proc. pen. nr. 13715/04/21 DDA GE “condannato”).
Soggetto noto ai reparti investigativi dello Stato. Tra gli elementi che hanno confermato la sua identificazione emerge anche l'utilizzo dell'utenza telefonica 39269477** intestata EDIL GL di GORIZIA Luciano ma in uso al Cosimo, così come l'utenza a lui intestata 33940084**...

Un 'ndranghetista è già di per sé un senza onore e senza dignità, ma ce ne sono alcuni che superano ogni limite, persino dell'indecenza. MOIO è uno di questi. Lo stesso ci ha infatti querelato perché lo abbiamo definito "affiliato alla 'ndrangheta" ed un pm della Procura di Genova nella chiusura indagini gli da pure ragione. Peccato che lui, MOIO, sia un affiliato alla 'ndrangheta! Lo risultava giù dagli atti dell'Operazione IL CRIMINE, ed ora con quelli dell'operazione MAGLIO 3 è formalmente indagato per 416 bis! Ebbene noi non solo ribadiamo che MOIO è un affiliato alla 'ndrangheta ma, a questo punto, pubblichiamo ampi estratti degli Atti che lo riguardano, così, tanto perché capisca, che la bocca non la chiudiamo ed anzi continueremo a puntare i riflettori addosso a lui ed agli altri parassiti 'ndranghetusi.
Quanto andiamo a pubblicare renderà evidente non solo il pieno inserimento del MOIO nell'organizzazione 'ndranghetista, ma anche che dietro al MOIO vi è stata la "spaccatura" della 'ndrangheta in Liguria, non per questioni di attività prettamente "criminali" ma relativa a questioni elettorali e politiche. Speriamo che questo ampio spaccato faccia comprendere che la 'ndrangheta è soprattutto questo: condizionamento delle elezioni, della politica e delle Pubbliche Amministrazioni. A breve pubblicheremo ampi profili degli altri 'ndranghetisti al centro delle diverse indagini sfociate nell'Operazione MAGLIO 3. I vermi mafiosi devono vedersi l'indice puntato e sentire, come abbiamo più volte detto, il disprezzo sociale addosso, costantemente, perché solo così, ben oltre ad arresti, sequestri e confische, si può schiacciarli definitivamente. Buon lettura...
Ne avevamo parlato... ed ora ad esprimersi è stato il TAR Liguria, con una sentenza che annulla i permessi a costruire rilasciati dal Comune di Genova alla società ALLEGRA SRL dei Fogliani nati a Taurianova ed esplosi con una impero imprenditoriale a Genova. Estremamente interessante il passaggio per cui si riscontra che l'Amministrazione del Comune di Genova, guidato da Marta Vincenzi che oltre ad essere Sindaco è anche l'assessore all'urbanistica, si è acriticamente posto davanti al progetto presentato dalla società dei Fogliani, senza svolgere alcuna verifica sulla fondatezza di quanto dichiarato nel progetto. Interessante (e pesante) anche l'annotazione sul fatto che la ALLEGRA avesse prima dichiarato che la struttura sarebbe stata convenzionata (e
quindi compatibile con le disposizioni comunali vigenti) per poi - una volta avuti i pareri favorevoli (fondati su tale presupposto)- cambiare radicalmente dichiarazione e dichiarare che non si sarebbe realizzata una clinica privata convenzionata, bensì privata senza convenzionamento (e quindi non rientrante nelle disposizioni comunali vigenti per le aree destinate a Puc come "servizi").
Tra i punti salienti della Sentenza eccone alcuni...

L'avevamo chiesta il 13 agosto 2010 e da allora abbiamo incalzato la Prefettura. Ora il Ministro dell'Interno ha firmato e nei prossimi giorni al Comune di Ventimiglia si insedierà la Commissione di Accesso che potrà così concludere le verifiche, con la propria inchiesta su ogni pratica e settore dell'Ente, che hanno già visto impegnati i diversi reparti investigativi, a partire dall'Arma dei Carabinieri che, con una propria relazione, già nel settembre scorso indicava chiaramente l'infiltrazione ed il condizionamento della 'ndrangheta nel Comune guidato da Gaetano Scullino.
Scullino, quando i Carabinieri confermarono con il loro rapporto che non avevamo affatto torto nel chiedere la Commissione di Accesso ed i conseguenti provvedimenti, decise di querelarci. Scullino che poi, quando il pm Anna Canepa in Commissione Antimafia anticipò (ma era proprio necessario?) che stava per arrivare la Commissione di Accesso a Ventimiglia, decise di dimettersi per evitare "l'onta" e così cercare disperatamente di bloccare l'insediamento della Commissione di Accesso (lo dichiarò chiaramente di voler impedire che si ripetesse la sorte di Bordighera). Scullino che quando ha capito che il Ministero dell'Interno poteva procedere ugualmente anche di fronte alle sue dimissioni, ha deciso di ritirare le dimissioni, spingendosi addirittura ad affermare che la Commissione di Accesso era proprio lui che la voleva.
Lasciamo a ciascuno la lettura del comportamento dello Scullino, a noi interessa che la Commissione di Accesso arrivi, apra tutti i cassetti, ogni porta ed armadio di Comune e Civitas per compiere quella verifica su larga scala che permetta di capire chi e come ha permesso da un lato l'infiltrazione e dall'altro il condizionamento della 'Ndrangheta sul Comune di frontiera. Questo è quello che conta, non i "balletti" di Scullino e compagnia.
Tra l'altro Scullino se fosse persona seria inizierebbe a parlarci della questione BARILARO, così come della gestione da parte di Prestileo della CIVITAS, con quegli appalti frazionati - e quindi sotto soglia - che finivano ad una ristretta cerchia di soggetti con, su tutti, la cooperativa MARVON, su cui pesa l'ombra di soggetti ben noti... A proposito... da oggi inizieremo a pubblicare ampi ritratti dei signori MARCIANO', che con Giuseppe a capo del "locale" di Ventimiglia della 'Ndrangheta ed il figliolo Vincenzo, molto hanno potuto contare in certi ambiti. Lo faremo per loro come per gli altri vermi 'ndranghetisti, dai BARILARO per arrivare al Vincenzo MOIO, affiliato alla 'ndrangheta, che ha pure la faccia tosta di querelarci per averlo indicato per quel che è: un affiliato! Questi signori sono dei nessuno e come abbiamo già detto: possono essere schiacciati ed annientati... Noi andiamo avanti e li continueremo ad indicare pubblicamente per quel che sono!
PS
Ed attenzione, non è mica finita a Ventimiglia... e non si pensi che tali rapporti con le cosche siano solo nell'ambito del centrodestra... coinvolgono anche esponenti del centrosinistra, in questa terra come in altre parti della Liguria. Vi è la partita di Vallecrosia, così come Castellaro e Camporosso, per quanto riguarda l'imperiese, dove il peso degli uomini del "locale" della 'Ndrangheta hanno pesato (e pesano) anche nella gestione delle Pubbliche Amministrazioni. E tanto per chiarire ecco il MOIO versione "centrosinistra" alle elezioni provinciali di Imperia nella lista "Marco BERTAINA presidente", attuale vicesindaco (e già sindaco) di Camporosso... e BERTAINA, così come SCULLINO o BIASI, non poteva non sapere chi fosse il MOIO e la sua squallida compagnia 'ndranghetusa!


Su "La Stampa" di Savona è stata pubblicata una "replica" al presidente della Casa della Legalità da parte dei legali dei FOTIA (l'articolo è riportato in coda). Visto che o mentono gli avvocati per conto dei FOTIA o agli avvocati hanno mentito i FOTIA, gli abbiamo risposto con questa nota stampa inviata a "La Stampa" chiedendone la pubblicazione, perché i fatti sono fatti e non sono interpretabili.
In un certo senso i legali dei Fotia hanno ragione, i FOTIA non sono legati alla 'ndrangheta, i FOTIA sono 'NDRANGHETA. Si rassegnino all'inutilità dei voli pindarici per negare i fatti, come ad esempio il sostenere che non sono mafiosi perché nell'ultima Relazione della Procura Nazionale Antimafia non vengono ri-citati. Quella Relazione non è un "albo" annuale, ma un aggiornamento delle attività principali svolte dalla Procura Nazionale e delle Direzioni Distrettuali Antimafia, ove, ovviamente, vi sono anche "omissis" su molteplici delle attività in corso...


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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Tra sinistra,
'ndrangheta,
speculazioni
(e l'omicidio
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"SLOT & VLT
le inchieste,
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"DIANO MARINA
LA COLONIA"
QUELLA STORIA
CHE QUALCUNO
VUOLE
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"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
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