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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Che nel savonese, la Piana di Albenga - a partire dalla Loano di Fameli e dal Borghetto S.Spirito e Toirano dei Gullace e Fazzari - fosse stata scambiata dalle cosche Gullace-Raso-Albanese e Piromalli, con la Piana di Gioia Tauro non è una novità, anzi...
E' una lunga storia, che risale nei decenni quella del duetto tra savonese e Piromalli... Ma è la storia (presente) che ci consegna altri dettagli e permete, forse, di inquadrare meglio il contesto.
E ' una storia che parte da Gioia Tauro, arriva ad Alassio e da qui va sino Ventimiglia, in costante contatto con la madre terra...
La prima, Alassio è quella dell'onnipotente arch. Marco Melgrati (uno dei politici più indagati d'Italia, con una condanna in primo grado, approdato nel Consiglio Regionale ed al contempo dichiarato decaduto da Sindaco direttamente da un Decreto del Presidente della Repubblica. E' una cittadina su cui da tempo abbiamo posto le nostre attenzioni, così come anche i giornalisti Marco Preve e Ferruccio Sansa con il libro "Il Partito del Cemento"... ed al centro delle inchieste della Procura di Savona con il Procuratore Granero, ed ha visto arrivare nelle settimane scorse anche le ispezioni della Direzione Investigativa Antimafia. Tra i punti più contestati, oltre all'immane colata di cemento, sono: lo Stadio Comunale (quello, per intenderci, della betoniera con cui aprivamo il nostro video sulla cittadina) e le concessioni per gli stabilimenti balneari che hanno rappresentato uno strano intreccio tra Comune e Massoneria... con un nuovo filone d'inchiesta sul "voto di scambio"... un indagine che vede moltepli indagati nell'ambito dell'amministrazione, tra cui Demetrio Valdiserra, vicesegretario generale del Comune di Alassio.
La seconda, Ventimiglia, è uno dei punti cardine storici del radicamento della 'ndrangheta in Liguria (come ribadito anche nell'ultima Relazione della Procura Nazionale Antimafia), di cui abbiamo ampiamente parlato, con addirittura un "affiliato" alla 'ndrangheta (Vincenzo Moio, secondo l'Ordinanza "Il Crimine") che siede nel Consiglio Comunale di confine che -stando al rapporto dei Carabinieri a seguito della nostra istanza alla Prefettura - non è semplicemente infiltrato, bensì condizionato dalla 'ndrangheta.
Ma andiamo con ordine in questa fotografia di fatti e protagonisti.
La Casa della Legalità è riuscita a prendere visione della Relazione della Commissione di Accesso al Comune di Gioia Tauro che ha portato, in parallelo alle inchieste della DDA, allo scioglimento dell'Amministrazione comunale nel 2008...

Alla fine anche Maroni ed il Governo hanno dovuto procedere. Il condizionamento della 'ndrangheta sul Comune di Bordighera era plateale, accertato... potevano tentare di ritardare (e lo hanno fatto)... potevano tentare di negare l'impossibile (e lo hanno fatto), ma alla fine le carte, come avevamo anticipato da tempo, oltre ai fatti conclamati, non potevano che portare alla decisione di SCIOGLIERE IL COMUNE DI BORDIGHERA per infiltrazioni mafiose. E' una vittoria, parziale, importante! Ma appunto parziale perché ci sono altri COMUNI dell'imperiese, del savonese e del genovese (per restare in Liguria, altrimenti se guardassimo, ad esempio, alla Lombardia la lista - che abbiamo già fatto - sarebbe ancora più lunga) dove condizionamenti, quando non addirittura infiltrazioni all'interno degli organi elettivi e più in generale nella "macchina comunale" sono pesanti e conclamati. Ma questa vittoria dimostra che ce la si può fare... se si fanno emergere i fatti e se si permette ai reparti investigativi di lavorare a 360 gradi, come ha fatto la Procura di Sanremo.
Riteniamo doveroso, oltre al ringraziare i reparti investigativi, la Procura di Sanremo e la Commissione di Accesso, segnare che ruolo fondamentale in questa vicenda è stato svolto dai media che non hanno taciuto, bensì dato ampio risalto ai fatti. Come diciamo da tempo il problema esiste, bisogna però affrontarlo, ponendo la massima attenzione, perché solo così si possono colpire le organizzazioni mafiose, le loro contiguità, connivenze e complicità con il mondo politico ed economico. La strada scelta per decenni al nord ed in Liguria, del silenzio e del negazionismo, è stata lo scenario prediletto delle mafie per rafforzarzi. Su Bordighera si è dato prova che le cose possono andare diversamente se non si nasconde la testa sotto la sabbia!
RILEGGI LO SPECIALE CON TUTTI GLI ARTICOLI SU BORDIGHERA E L'IMPERIESE
RIGUARDA LA PUNTATA DI SKY TG24 SULLA 'NDRANGHETA IN LIGURIA
Continueranno a negare anche adesso? Probabilmente sì... si continuerà ad agevolare, di fatto, le attività delle organizzazioni mafiose in Liguria, perché gli interessi in gioco di un economia e politica spregiudicate non hanno limiti.
Poniamo questa domanda perché oggi è stata diffusa la Relazione della Procura Nazionale Antimafia che conferma quanto denunciamo da anni sul ruolo di crocevia per la 'ndrangheta che è rappresentanto dalla Liguria, con tutte le sue province. Conferma anche la presenza e le attività delle altre organizzazioni mafiose italiane come Cosa Nostra e Camorra... e conferma che è una presenza storica e diffusa. Insomma: quando lo dicevamo noi ci davano dei pazzi!
Si ripropongono le risultanze delle ultime attività investigative di cui abbiamo parlato ampiamente, così come dei provvedimenti di sequestro e confisca dei beni... E si afferma anche che, nel periodo in esame (ovvero tra il luglio 2009 ed il giugno 2010) la DDA di Genova ha subito variazioni che non ne hanno favorito la funzionalità!
La Liguria è una porta sul nord, lo sbocco al mare delle colonizzazioni settentrionali delle mafie ma anche un ponto per i traffici ed affari internazionali.
Da un lato si confermano, nelle attività svolte, i nomi già conosciuti delle cosche e dei principali esponenti delle cosche, ma vi è, in questa Relazione, ancora una volta, una mancanza: le risultanze sui rapporti con la politica e le pubbliche amministrazioni, sui fenomi di contiguità, quando non di connivenza e vero e proprio "voto di scambio", emersi da molteplici inchieste giudiziarie ed attività investigative.
Nei prossimi giorni ci torneremo e per ora pubblichiamo uno schema grafico che abbiamo realizzato sulla base di quanto emerge dai più recenti Atti ufficiali in merito ai rapporti che le organizzazioni mafiose che hanno colonizzato la Liguria hanno, con le altre regioni settentrionali e con i principali stati esteri (abbiamo omesso, naturalmente, i collegamenti con le "Terre d'origine" in quanto, almeno queste, dovrebbero essere chiare)... Sperando che la grafica aiuti più di tante pagine a dare l'idea che non c'è tempo da perdere per reagire!
5 e 12 marzo 2011 - Su Sky Tg24 è andata in onda lo speciale "'Ndrangheta, ultima fermata a Nord" riguardante la Liguria (la prima parte) ed Emilia-Romagna e Piemonte (la seconda parte)... terre che qualcuno si ostina ancora a credere esenti dal problema mafia. Per chi non avesse visto le puntate eccole qui con i video integrali:

I traffici con la Libia sono storicamente contrassegnati dall'oro nero e dalle armi, e colossi "occidentali" - ben oltre all'attuale Governo italiano - hanno sempre avuto un rapporto di proficui affari con il regime del colonnello libico... Da Ansaldo, ad esempio, alle grandi company del petrolio non gli importava nulla che ci fosse o meno l'embargo o che - a giorni alterni - Gheddafi fosse un terrorista piuttosto che un baluardo contro l'integralismo islamico. Figurarsi alla 'ndrangheta cosa poteva importargli della democraticità o meno del regime che per decenni ha dominato la Libia...

Dei mutui che vengono elargiti ai signori delle cosche ne abbiamo parlato più volte... ed anche dei professionisti che si mettono a disposizione delle organizzazioni mafiose in cambio di una fettina di profitto. Ora raccontiamo questa nuova storia che è al centro dell'iniziativa giudiziaria promossa dal Gico e dal pm Pinto della Procura di Genova, auspicando che i reparti investigativi ed i magistrati indipendenti possano andare avanti in questo filone e quindi possano arrivare ad individuare e colpire il grande marcio dell'asse finanza-banche-mafia...

In quello che il GULLACE "Nino" Carmelo (che ricordiamo conta a suo carico precedenti di Polizia e condanne per associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, traffico di sostanze stupefacenti, sequestro di persona a scopo di estorsione, riciclaggio ed altro) considera il proprio territorio, in tandem con il FAMELI Antonio (mentre il Serafino segue gli investimenti esteri oltre oceano, ed altri buoni prestanome la Villa sull'Aurelia ed il Casinò Royale) ci sono sempre elementi passati e recenti che emergono. A volte basta un funerale per capire tante cose... ed il funerale di Francesco FAZZARI, come nel puro stile 'ndranghetista, ci dice ancora molte cose...

Ebbe sì, ancora una volta, Genova si dimostra "straordinaria", proprio come recita il nuovo slogan coniato della Giunta di Marta Vincenzi (con un paladino dell'antimafia di partito, quale Nando Dalla Chiesa, al fianco fedele).
Tra gli appalti assegnati nell'estate scorsa (ovvero a seguito dell'esplodere delle inchieste sui MAMONE, che ha portato - a luglio - al provvedimento interdittivo "atipico" del Prefetto di Genova Musolino sulla principale società della famiglia MAMONE, provvedimento puntualmente ignorato dalle amministrazioni e società pubbliche genovesi, basti vedere tra i lavori per l'emergenza alluvione di Sestri Ponente dell'ottobre scorso) ve ne sono due che non attenzionare sarebbe un peccato. Ed è per questo che abbiamo inviato a chi di dovere una dettaglia comunicazione in merito ed ora ne parliamo anche qui.
Non si tratta di spiccioli. Uno è l'appalto per le manutenzioni straordinarie messe in campo dalla Giunta comunale per i marciapiedi Bassa Val Bisagno, Val Bisagno e Val Polcevera (per un valore di 792.265 euro oltre ad Iva... L'altro è l'appalto per il POR della Maddalena (quello nel rione dove - in parallelo a questi splendidi appalti - "Libera" ha promosso con la stessa Giunta la campagna "Libera la Maddalena"... sic!) con una base di gara da 1.235.008,08 euro. Il primo è quello ad una ditta che è stata interdetta a Reggio Calabria per un inchiesta della DDA coordinata dal Procuratore Pignatone e l'altro ad una ditta "genovese" che partecipa alle gare con ribassi folli perché per a loro serve (e lo dice il titolare!) non per guadagnare con l'appalto ma per "cambiare i soldi"...
Entriamo quindi nel merito delle gare e dei protagonisti...
La "trappola" delle costosissime ristrutturazione nel Palazzo della Prefettura di Genova, messa in piedi e lanciata per cercare di screditare il Prefetto Musolino, vede come protagonista Alessandro Pentimalli, che non nasconde la sua assoluta responsabilità sulla procedura per i lavori che hanno fatto scattare il "trappolone" ai danni del Prefetto Musolino. E' infatti Alessandro Pentimalli, uomo dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasposti (e non quindi dal Prefetto di Genova!!!) che ha sviluppato, firmato e seguito gli atti e le scelte dei costosi lavori presso la Prefettura di Genova. E che la responsabilità di progetto, scelte, gara e lavori sia esclusivamente del Provveditorato alle Opere Pubbliche (del Ministero e non della Prefettura è chiaro dalle stesse dichiarazioni del Pentimalli, che prima l'ha fatta ed ora la racconta. A "Il Secolo XIX" dichiara: "Del ministero, del nostro staff fatto da personale interno al ministero delle Infrastrutture. Sono nostri il responsabile del procedimento e il progettista. E tutto è passato al vaglio della dirigenza per essere approvati. Gli altri nomi preferisco non farli, perchè immagino che ci sarà un'ispezione,ma l'autorizzazione l'ho firmata io", ed ancora: "Scelta vostra, diceva, la qualità degli ambienti e la cifra da destinare al bagno del prefetto... Sì, io sono un dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il lavoro è fatto da uno staff. Quei soldi, potremmo anche dirlo, non li abbiamo ancora pagati, dobbiamo fare la verifica di quanto è stato realizzato. Ma se la vasca corrisponde alla descrizione del catalogo, verseremo il prezzo pattuito".
E chi è questo Alessandro Pentimalli che è, nei fatti, il responsabile di quei lavori divenuti lo strumento per cercare di colpire e screditare il Prefetto Musolino? Vediamo con ordine, sia nel campo pubblico, sia in quello privato...
Che si sia davanti ad un gioco non pulito lo si doveva capire da un semplice dato ed alcuni fatti.
Il dato più significativo è questo: vi erano 10/15% di Prefetti senza sede, ma al Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, parevano pochi e così – forse per una sua personale interpretazione della lotta al “precariato” (sic) – decide di nominarne ancora un po... e così si arriva ad avere, in Italia, oggi, un numero di Prefetti senza sede che supera il 50% sul totale dei Prefetti (con conseguente pagamento dello stipendio pieno anche se non svolgono la funzione ed in minima parte sono “parcheggiati” presso la Presidenza del Consiglio).
I fatti dicono che si è in una situazione sintetizzabile così: fedeli all'Impero oppure fuori! Vediamoli...


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
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Tra sinistra,
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Dal 29 dicembre si è
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
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