
Si squarcia il velo sulla 'ndrangheta nel Tigullio, nei suoi rapporti con la politica ed oltre...
More...Una sfida per ristabilire la verità dei fatti ed il Dirtto. Noi ci siamo, vediamo chi ci stà...
More...I catanesi al centro dell'inchiesta ANAS sono gli stessi dei grandi lavori nel Porto di Genova e per la Ferrovia…
More...Dopo il boom di iscritti, il nipote del boss eletto segretario GD Val di Magra, e quelli della banda dell'estorsione…
More...Torniamo sui crotonesi. Dopo la nuova operazione delle DDA di Catanzaro e Bologna per fare il punto e entrare nei…
More...Dalla questione della ECOSCAVI al Collette Ozotto ed e Colli, nell'imperiese che torna indietro quando nessuno vedeva...
More...Quando un ragazzo di 18 anni muore per omertà e connivenze istituzionali con la 'ndrangheta. La storia di Gabriele Fazzari...
More...Il punto (dagli Atti) sulla 'ndrangheta dell'estremo ponente ligure, dopo la "svoltina" della Corte d'Appello...
More...Le cose da raccontare sul nucleo FAZZARI-GULLACE sono ancora tante. Qui ci portiamo avanti...
More...Borghetto S.Spirito, dove la 'ndrangheta c'è dagli anni Sessanta. Tra rifiuti speciali, esplosivo, edilizia ed altro...
More...Le imprese dei VENTRE, mappate in Minotauro dalla DDA di Torino, arrivano al Porto di Savona...
More...L'inchiesta sul condizionamento del voto in Liguria dagli anni Ottanta ad oggi, comprese le Primarie del PD...
More...Dall'inchiesta della DDA di Reggio Calabria emerge un "livello superiore" funzionale alla cosca dei GRANDE ARACRI, eccolo...
More...Tra Atti di inchieste e testimonianze una realtà di cointeressenze che troppo spesso restano nascoste...
More...Capolista del M5S ad Imperia rivendica l'amicizia con un (attivista) esponente della famiglia MAFODDA, che è storica famiglia di 'ndrangheta...
More...6 'ndrine per 6mila abitanti. Dagli Atti, documenti e fatti quella realtà su cui qualcuno vuole il silenzio...
More...Gli approfondimenti (da Atti e fatti) sulla colonia della 'ndrangheta nell'Emilia occidentale (ed oltre), dopo l'Operazione AEMILIA...
More...Più si incrociano i dati delle diverse inchieste antimafia più emergono le cointeressenze dell'affare "Porto di Imperia"...
More...La centrale a carbone di Vado Ligure pretende di continuare a devastare ambiente e salute. Alcuni la difendono...
More...L'inchiesta che ha portato alle condanne per 416-bis nell'estremo ponente ligure...
More...Nuovo Consiglio Regionale della Calabria. Un ritratto di Francesco D'Agostino...
More...Dalle inchieste savonesi a quella di Genova, l'illegalità devastante che dominava la CARIGE con il clan BERNESCHI...
More...Domandarsi da dove venga la fortuna imprenditoriale dei FOGLIANI è legittimo. E noi lo facciamo...
More...Uno dei più potenti boss della 'ndrangheta ancora libero al Nord. Ecco perché occorre fermarlo...
More...Di nuovo Genova e la Liguria piegate da un territorio senza difese ed altro cemento...
More...Li abbiamo attenzionati dall'inizio. I loro affari e rapporti. Ora sono dentro...
More...Dall'inchiesta "PANDORA" intrecci indicibili che non si vogliono affrontare. Sveliamoli...
More...La storia attraverso inchieste ed Atti della famiglia che ha scalato il mercato savonese...
More...
La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
VAI ALLA MAPPATURA
Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
VAI ALLO SPECIALE

Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
VAI ALLO SPECIALE

La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
VAI ALLO SPECIALE
![Michele ed Alessandro MACRI' con la pistola sequestrata [foto Riviera24] Michele ed Alessandro MACRI' con la pistola sequestrata [foto Riviera24]](/images/stories/2010/collage-arrestato-michele-alessandro-macri-sventato-attentato-istituzioni2_382017.jpg)
La 'Ndrangheta non regge il contrasto della Procura di Sanremo e l'attenzione posta sui suoi affari. Dopo l'arresto a Bordighera dei killer saliti dalla Calabria (Salvatore e Francesco Cadilli Rispi insieme a Giuseppe e Francesco Fazzari), oggi due nuovi arresti nel piccolo comune di Vallecrosia, per sventare attentati a diversi "obiettivi" (tra cui soggetti "istituzionali") che dovevano essere uccisi a scopo "dimostrativo".
Gli arrestati sono Michele ed Alessandro MACRI' (padre e figlio, il primo nato a Cinquefrondi RC ed il secondo a Bordighera IM). I due soggetti, gestori a Ventimiglia del bar de "Il Mercatone", sono stati trovati in possesso di una pistola 6,35 di fabbricazione francese con matricola abrasa (detenuta illegalmente).
A far scattare gli arresti i contenuti delle intercettazioni ambientali nelle quali i Carabinieri di Imperia hanno ascoltato i piani del gruppo di fuoco 'ndranghetista che, come detto, erano volti a colpire per uccidere più persone.
E' da tempo che denunciamo il passaggio dal "silenzio" delle organizzazioni mafiose all'azione violenta... Evoluzione che significa non solo la volontà da parte delle cosche del territorio ma anche che vi è il "consenso" all'azione violenta da parte delle cosche della "terra madre".
I due nuovi arresti di oggi dimostrano che però i mafiosi possono essere fermati prima di passare dai piani ai fatti... perché, come diciamo da tempo, quando i reparti investigati e le Procure (come in questo caso quella di Sanremo) sono determinati a colpire e sradicare le cosche, i mafiosi non hanno scampo.
Occorre ora che si comprenda, a partire dalla collettività, che occorre denunciare ed isolare i mafiosi senza cedere all'omertà. Devono capirlo i semplici cittadini, così come i politici, gli amministratori pubblici ed imprenditori... Non si deve cedere alle intimidazioni ma si deve contrastare fattivamente le organizzazioni mafiose e le complicità e contiguità che le avvolgono e proteggono!
Comprare le paginate di pubblicità su Il Secolo XIX non è servito a distogliere l'attenzione che abbiamo puntato sulla famigliola che da Africo salì a Savona, costruendo un impero economico.
Non c'è stato nulla da fare per i Fotia... dopo esposti alla Procura di Savona, segnalazioni ai reparti investigativi e le pubblicazioni sul nostro sito, l'attenzione ha fatto centro! Ora, se Pietro Fotia ci aveva detto che loro ci apprezzano molto perché chi lavora bene loro lo apprezzano, ci apprezzeranno certamente di più... e noi, infatti, andiamo avanti senza alcun tentennamento. Ma veniamo alle news...
Nelle passate settimane sono scattati i sequestri nelle aree interessate dai lavori della Scavo-Ter per il cantiere dell'area ex Metalmetron di Via Stalingrado a Savona, ovvero quello della Unieco e della Alfa Costruzioni. Inchiesta e sequestri che sono partiti dall'area del gruppo Bagnasco a Paleta di Carcare si cui avevamo realizzato anche un appostamento per fotografare il via vai di camion dei Fotia che salivano a scaricare e che sono arrivati all'area ex Metalmetron a Savona di cui avevamo anche parlato nel libro "Tra la Via Emilia e il Clan". Sequestri disposti dalla Procura di Savona e che hanno come oggetto il trasporto e lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.
Adesso è stata la volta dell'arresto di Mario Versaci nella casa di Donato Fotia a Savona. Il Versaci è esponente della cosca Pelle di San Luca oggetto di un ordinanza di arresto del Gip di Reggio Calabria per l'indagine "Reale 3" della DDA di Reggio Calabria, relativa al voto di scambio per le ultime elezioni regionali in Calabria [clicca qui per leggere l'Ordinanza integrale].
La DDA di Reggio Calabria aveva inviato direttamente a Savona i ROS (a differenza di quanto avviene in Lombardia, dove può contare su un efficace DDA coordinata dalla pm Boccassini) per monitorare la casa dei Fotia (infatti nello stesso complesso residenziale di via Privata Olivetta abitano tutti e tre i fratelli Donato, Francesco e Pietro) e per evitare la fuga del Versaci (che stava preparandosi ad un viaggio negli Stati Uniti) hanno fatto irruzione e non hanno dato tempo per alcuna fuga...
Un Carabiniere di Quartiere fuori servizio incrocia il latitante che fa le spese natalizie a Genova Pegli, chiama i colleghi e lo arrestano. Era latitante dal luglio scorso, quando all'allora DDA di Genova guidata da Vincenzo Scolastico (ora facente funzioni di procuratore capo a Genova) pensavano fosse scappato in Canada.
Noi lo avevamo scritto che invece era a Genova (o, al massimo per qualche tempo, in Piemonte), così come avevamo anche pressato sulla comunità perché lo segnalasse, affiggendo locandine con le foto del Garcea e l'invito a costituirsi perché tanto lo si sarebbe preso (articolo e video 1 - video 2). Avevamo anche fatto un appello in calabrese al figliolo del boss, Davide Garcea, così come avevamo fatto notare che era gravissimo che ci siano voluti tre mesi per far scattare il sequestro dei beni intestati al boss ed al figlio, come il bar Go di Sestri Ponente, base fondamentale per le attività della "famiglia".
Mentre qualcuno (alla DDA genovese) che prima diceva che per lui non c'era pericolo di fuga affermava lo dava ormai per sfuggito in Canada, era tranquillo per le vie di Genova. Si era accorciato i capelli... ed aveva perso qualche chiletto dai tempi delle cene elettorali in cui presentava la candidata prediletta dell'Idv... si è bruciato anche i polpastrelli per modificare le impronte digitali. Per fortuna un agente dell'Arma lo ha riconosciuto e non ha perso tempo e così la latitanza è finita.
Adesso speriamo che si convinca che non ha scampo... speriamo che parli dei rapporti con i politici di cui abbiamo ampiamente documentato così come dei dei rapporti con imprese, anche quelle del torinese che abbiamo segnalato a chi di dovere e che lo vedrebbero ben collegato ad un avvocato dell'Udc. Speriamo anche che parli e confessi l'assetto dell'organizzazione comune 'ndrangheta-cosa nostra a Genova, quella che vedeva operare lui e gli altri 'ndranghetisti insieme agli uomini dei Calvo-Fiandaca-Maurici. Anche il figliolo Davide, che conosce bene gli affari della cosca del papino-neo-galetto, speriamo che capisca che non c'è scampo... non c'è via d'uscita se non si sceglie di collaborare con lo Stato.
E non si dica che la famigliola sua, con il Davide, non sapevano dove era... visto che l'Onofrio stesso all'arresto si è detto dispiaciuto per non poter passare il Natale in famiglia... Se era tutto pronto per il Natale perché non lo avete consegnato cari famigliari? Su Daviduzzo, cambia strada, "... Fhanni vidiri cà nascisti masculu..." almeno una volta nella vita!
I mafiosi possono, devono e vengono schiacciati... perché sono dei signori nessuno ed anche se scappano un pochino poi li si prende e l'unica cosa che vedranno solo le mura della cella, dicendo "ciao ciao" ai loro affari ed ai loro beni, perché li si può lasciare letteralmente in mutande!
Ormai, cari GARCEA, siete finiti, come avevamo detto e scritto... almeno dimostrate di avere un briciolo di dignità e liberativi la coscienza, fate vedere di avere un pochino di coraggio da uomini e confessate, raccontate tutto, tanto ormai è chiaro anche a voi che siete finiti!
Ecco una breve rassegna per ricapitolare il tutto (che nei prossimi giorni approfondiremo):
- A Bordighera la Commissione di Accesso, affiancata da Dia, Gico e Ros, ha concluso il suo lavoro sul Comune e quanto già emerso durante il suo lavoro non fa ben sperare per l'Amministrazione del Sindaco Bosio. Ora la Relazione è sul tavolo del Prefetto di Imperia e forse del Ministro dell'Interno.
- A Castellaro e nelle altre cave e discariche dell'imperiese, come Pieve di Teco, qualche controllo si è iniziato ad avere ed i primi risultati paiono arrivare. A Pieve di Teco infatti è scattato un bel sequestro di una discarica abusiva che porta alla luce i traffici (si parla di 280 tonnellate di rifiuti, per un giro di denaro ben superiore al milione di euro) che ruotano attorno a società, una cooperativa sociale e la Onlus "Galileo" dell'ex sindaco di Chiusavecchia, Luigi Gandolfo.
- A Imperia continua l'inchiesta sul Porto voluto da Scajola e Caltagirone Bellavista (con l'allora "furbetto" dell'Antonveneta, Fiorani) e la "concessione" traballa. Ed intanto le carte al vaglio della Procura di Imperia sono sempre più pesanti anche perché è spuntato un atto notarile in cui il Presidente della Porto di Imperia Spa, ovvero il rappresentante del Comune, senza alcun mandato del Comune, ha ceduto la concessione alla società Acquamare del Caltagirone
- A Sanremo l'imprenditore dei distributori automatici di Caffè, il boss Giovanni Ingrasciotta, tanto amico del boss Matteo Messina Denaro, finisce formalmente sotto inchiesta e l'appalto Asl (una "bazzecola" di business da 6 milioni di euro) viene annullato. Che la "concorrenza" della Coffee Time dell'Ingrasciotta, cioè la Dds avesse visto andare a fuoco sette camion, un camioncino e due container, non era questione di autocombustione e che la nuova guida della Procura di Sanremo se ne sia accorta non è male
- Nei cantieri Ferrovial per lo spostamento della linea ferroviaria tra San Bartolomeo al Mare e Andora, dopo i sopralluoghi di Dia e Procura di Savona, scatta il sequestro per le famose forniture di cemento depotenziato. Così come nei cantieri dell'Aurelia Bis si fa sempre più intenso il controllo di Dia e Carabinieri, anche perché il materiale da scavo non si sa bene dove finisca.
- Al Comune di Ventimiglia sono arrivati i Carabinieri mandati dalla DDA per acquisire pratiche, documenti di appalti, concessioni e pure per l'assunzione del figliolo del boss Fortunato Barilaro, ovvero Giuseppe (prima all'ufficio personale, poi all'ufficio licenze). Il Sindaco Scullino dice che va tutto bene, il Direttore Generale (nonché commercialista e socio del Sindaco) Prestileo dice anche lui che va tutto bene... contenti loro!
- Al Porto di Ventimiglia i controlli si fanno serrati. Le traversine del Porto erano proprio quelle delle ferrovie (e che sono rifiuti speciali)... e sui movimenti terra e conferimenti e spuntano "scherzosi" colpi di lupara (otto) alla macchina dell'imprenditore Pier Giorgio Parodi. A spararli (e finire in cella) un ex collaboratore del Parodi, ovvero il geometra Ettore Castellana, e Annunziato Roldi. Chiedevano solo che nel cantiere del Porto di Ventimiglia si facessero lavorare anche alcuni "amici" oltre ai Pellegrino. Il Parodi disse che per il lavoro era tutto pieno ma lui avrebbe pagato ugualmente gli "amici" come se il lavoro lo facessero... poi non ha denunciato nulla ed ha proceduto nel far sistemare in fretta la macchina crivellata, facendosi poi anche strenuo difensore dei due, affermando che i magistrati si sbagliano, perché l'agguato ed i colpi di lupara erano solo uno scherzo.
- Sempre sul Porto di Ventimiglia ed i rapporti di lavoro (che continuano no-stop) con la società dei fratelli Pellegrino, la figlia del Pier Giorgio Parodi, ovvero la Beatrice Parodi vedova Cozzi, quasi in Caltagirone, compie acrobazie olimpioniche per negare l'evidenza.
- Miche Damiano, nipotino del boss "quaraquaqua" Giovanni Tagliamento (in ritirata a Mentone), è l'indiziato per l'omicidio di Vincenzo Campana, loanese, ucciso, mutilato e carbonizzato in tubo.
- A Bordighera vengono arrestati (dalla Procura di Sanremo) 4 killer della 'ndrangheta saliti (come d'abitudine) dalla Calabria. Sono due coppie di fratelli di Taurianova, Salvatore e Francesco Cadilli Rispi insieme a Giuseppe e Francesco Fazzari. Saliti per uccidere, con l'arma pronta a colpire, sono stati fortunatamente anticipati dall'arresto.
- Alcuni giorni fa a Sanremo due uomini giunti da Cosenza finiscono uno morto sparato e l'altro in galera per l'esecuzione in pieno giorno, in un negozio di frutta e verdura. Il morto ammazzato è Giovanni Isolani, 21enne, chi gli ha sparato è il 25enne Niki Trazza.
- Poi a Ventimiglia torna alla luce la questione del Cantiere di Latte, ovvero delle costruzione "Vista Mare" dietro alle quali c'è l'affiliato alla 'ndrangheta Vincenzo Moio... un cantiere da vedere per capire... e nei prossimi giorni ve lo faremo vedere.
- Intanto i roghi continuano su tutta la "linea" (ed arrivano anche lungo i cantieri della linea ferroviaria "pontremolese" tra La Spezia e Parma)... proprio ieri notte un nuovo locale è andato a fuoco un negozio di alimentari a Ventimiglia, tipo esempio di autocombustione: infranti i vetri e lancio di tre/quattro molotov.
Questa è la fotografia, molto sintetica, della "serena" riviera dei Fiori... ponente ligure...

Confindustria Sicilia ha fatto alcuni passi avanti contro le mafie. Ed altrove? Non solo al Sud, ma anche al Nord non vi è stato alcun seguito, se non qualche dichiarazione sporadica di alcuni. Sentiamo spesso affermare, dagli esponenti nazionali di Confindustria, che in Italia serve legalità... spesso abbiamo anche sentito chiedere pulizia e rigore alla "politica". Ma oltre alle dichiarazioni?
C'è stato il "Protocollo di Legalità" firmato il 10 maggio scorso tra Confindustria e Ministero dell'Interno [il testo integrale - clicca qui] e vi è stata l'adozione del Codice Etico di Confindustria [testo integrale - clicca qui ], dove vi sono impegni precisi. Ma drammaticamente non basta.
La situazione è sempre più devastante (leggi qui) e gli ultimi dati sulla mappa del riciclaggio pubblicate da Il Sole 24 Ore (leggi qui) confermano che non vi è tempo da perdere, soprattutto al Nord...


Ormai la confusione regna sovrana... e si rischia così di rendere più semplice la vita alle cosche ed alle loro contiguità. Vediamo alcuni fatti e dati certi, partendo dalla recente "caduta" del Comune di Desio, sintomo che dal "silenzio" sulle mafie al Nord si è passati al "delirio" sulle mafie al Nord.
Blog, siti, giornali e tv titolano: Desio sciolto il Comune per infiltrazioni mafiose. Ma questa è una balla! I fatti dicono che il Comune si è auto-sciolto per dimissioni della maggioranza dei Consiglieri Comunali eletti. A Desio (come negli altri Comuni della Lombardia) non è mai stata inviata una Commissione di Accesso, quindi non vi è mai stata una relazione della stessa che evidenziasse le infiltrazioni e/o i condizionamenti mafiosi sull'Amministrazione Comunale. Quindi non è stato sciolto, il Comune di Desio, per infiltrazioni mafiose, tanto è vero che vi è un Commissariamento "ordinario".
Ma in Italia i fatti non contano... a tanti va bene così e la confusione regna sovrana e poco conta quindi che si sia davanti ad un auto-scioglimento "politico" del Comune che nei fatti non va (e non andrà) minimamente ad intaccare le pratiche, così come uomini contigui, asserviti o condizionati, nella sfera elettiva ed in quella burocratica.
L'antimafia non c'entra nulla... A qualcuno serviva far cadere, nel nome dell'Antimafia, quell'Amministrazione... Serviva all'Opposizione di centrosinistra e serviva alla Lega Nord che così possono dire di essere antimafiosi... ma questo "auto-scioglimento" serve più, come visto alla Maggioranza, ovvero alla Giunta, ed anche all'apparato amministrativo, per evitare di essere posti sotto attenta verifica di una Commissione di Accesso e, quindi, di rischiare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose da parte del Ministero dell'Interno.
Cerchiamo di andare con ordine e poi di conoscere meglio il "locale" della 'ndrangheta di Desio... così come abbiamo già fatto quello di Pavia. Siamo certi che dai fatti, dalla corretta esposizione degli stessi si possa arrivare ad una conoscenza del fenomeno e del contesto, e quindi alle valutazioni di merito, fuori da qualsiasi propagandismo.
Sul Comune di Fondi scoppiò il putiferio quando, per evitare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, la maggioranza dei consiglieri comunali (della Maggioranza che amministrava il Comune) si dimise, portando al Commissariamento "ordinario". Giustamente in molti si denunciò che era un fatto gravissimo che, davanti alla richiesta documentata di scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose, avanzata dal Prefetto, il Ministro dell'Interno e il Governo non procedettero allo scioglimento.
Infatti se un Comune si scioglie prima dell'invio di una Commissione di Accesso non si può procedere allo scioglimento per infiltrazione mafiosa e quindi alla nomina "per un periodo da dodici a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro mesi in casi eccezionali" di "una commissione straordinaria per la gestione dell'ente, la quale esercita le attribuzioni che le sono conferite con il decreto stesso" composta da tre membri "scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa in quiescenza".
Quando il Comune di Fondi, per dimissioni dei consiglieri di maggioranza, si sciolse si urlò contro la scorciatoia adottata dall'amministrazione infiltrata dalla mafia per evitare il Commissariamento previsto dalla Legge. Una delle dichiarazioni degli esponenti dell'Opposizione di centrosinistra era stata: "la mafia ha sconfitto lo Stato ancora una volta. Il Governo ha ceduto alle pressioni dei partiti locali del centrodestra, contraddicendo e dunque esponendo il prefetto e tutte le forze dell'ordine".
Il caso di Desio è all'incontrario, come rapidamente detto, in quanto non vi era una Commissione di Accesso che avesse accertato l'infiltrazione/condizionamento della mafia, non vi era stato quindi un provvedimento che permettesse lo scioglimento per tale ragione e, semplicemente, i consiglieri dell'Opposizione e quelli della Lega Nord (che facevano parte della maggioranza insieme al Pdl) si sono dimessi producendo un normale scioglimento, che andrà ad un normale Commissariamento, senza verifiche amministrate di alcun tipo rispetto alle infiltrazioni mafiose ed ai condizionamenti mafiosi. Il risultato è che la Giunta del Comune di Desio l'ha scampata, e con la Giunta l'hanno scampata anche quei funzionari che si potrebbero essere piegati alle richieste delle cosche.
Chiaro? Se non lo è ancora partiamo da qualche specifica sintetica su Desio, il "locale" della 'Ndrangheta ed il Comune...
Si fa un gran parlare di Desio, di 'ndrangheta in Lombardia. Si parla molto di rapporto mafia-politica. Adesso il Comune a Desio si è "auto-sciolto" per dimissioni (così scongiurando l'accertamento di responsabilità con un inchiesta amministrativa che solo una Commissione di Accesso avrebbe potuto garantire, con l'eventuale scioglimento del Comune non per dimissioni ma per infiltrazioni mafiose). Abbiamo già pubblicato molto degli atti della DDA di Milano sulla Lombardia, partendo dal Pavia passando per altri Comuni, adesso qui pubblichiamo ampi estratti dell'Antimafia di Milano sul "locale" della 'Ndrangheta di Desio...
Ecco qui un estratto dall'Ordinanza della DDA di Milano [la versione integrale in pdf - clicca qui] che li riguarda:
La Massoneria non è più, da tempo, quella di Mazzini e Garibaldi. Ed in Italia la Massoneria è stata strumento ed è strumento di affermazione di un Potere diverso da quello dello Stato. Vuoi di volontà straniere (a partire dall'UK), vuoi del grande Potere finanziario internazionale, vuoi dei Poteri criminali nel vero senso del termine, mafiosi ed eversivi.
La pagina mai chiusa della Loggia Massonica P2 di Licio Gelli, strumento di intreccio di Potere criminale che vedeva l'allora Cosa Nostra - dominante tra le mafie italiane - sedere al tavolo dei convenuti, si è evoluta ed ha fatto ricchezza dei punti deboli che permisero di scoprirla e colpirla. In parallelo, e sempre di più, è stata la 'Ndrangheta ad usare, attraverso "i santisti", la massoneria per costruire e rafforzare rapporti e collaborazioni (un "dettaglio" sfuggito a Saviano nel suo monologo sulla 'ndrangheta).
Le inchieste in cui è emerso ed emerge il peso della Massoneria nella "colonizzazione" da parte delle mafie delle regioni del centro-nord Italia sono molteplici. E' nell'ambito dei rapporti massonici che gli uomini di mafia, i fratelli di sangue, consolidano le alleanze con i professionisti, i colletti bianchi e, spesso, anche con uomini dei settori di controllo, come agenti delle forze dell'ordine e magistrati, per garantirsi sodali e coperture per il grande riciclaggio, il controllo di appalti e concessioni pubbliche...

[AGGIORNAMENTO, AL 23.11.2010, IN CODA] L'Avvocato Andrea Milani ci scrive (la lettera è riportata integralmente in coda) per dirci che "I richiami suddetti accomunano falsamente la Biella Scavi ai loschi figuri di cui in indagine da Voi riportata, ledendo l'onore ed il decoro dell'azienda e delle sue risorse; mi preme inoltre segnalare come le trscrizioni pubblicate (donde non è lecito ipotizzare un coinvolgimento della società da me assistita, essendo citata da quei loschi figuri di cui sopra senza comunicazione alcuna con la Biella Scavi o sue risorse), siano provento del reato di rivelazione del segreto d'ufficio, essendo atti d'indagine allo stato secretati; col che il loro utilizzo e la loro pubblicazione, oltre a diffamare la mia assistita, costituiscono anche altro reato".
Ma l'avvocato Andrea Milani dovrebbe sapere che le Ordinanze di Custodia Cautelare non sono atti secretati ed accusare qualcuno di violare il segreto istruttorio, quando questa violazione non vi è, costituisce reato di calunnia...


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
leggi e scarica
gratuitamente
il volume,
in formato.pdf
CLICCA QUI

SCARICA IL
DOSSIER SU
"SARZANA.
Tra sinistra,
'ndrangheta,
speculazioni
(e l'omicidio
in famiglia)"
edizione aggiornata
al 15 MARZO 2015
- formato .pdf -
clicca qui

SCARICA IL
DOSSIER SU
"SLOT & VLT
le inchieste,
la storia,
i nomi e cognomi"
- formato .pdf -
clicca qui
SCARICA IL
DOSSIER SU
"DIANO MARINA
LA COLONIA"
QUELLA STORIA
CHE QUALCUNO
VUOLE
NASCONDERE
RICOSTRUITA
ATTRAVERSO
ATTI E DOCUMENTI
- formato .pdf -
clicca qui

SCARICA IL
DOSSIER SU
"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
sanitario)
- formato .pdf -
clicca qui
SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
SCARICA IL
DOSSIER SU
"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
- formato .pdf -
clicca qui












