
Si squarcia il velo sulla 'ndrangheta nel Tigullio, nei suoi rapporti con la politica ed oltre...
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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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A guidare il lavoro degli investigatori della Finanza ci sono le dichiarazioni
della super testimone sentita ormai un mese e mezzo fa in Procura a Genova.
Rivelazioni circostanziate frutto di una conoscenza diretta dei fatti e dei
nomi che solo un amministratore delegato può avere. E Silvana Sorsi, lady di
ferro dell’imprenditoria orafa locale, della Serenissima è stata un socio di
riferimento oltre che uno dei vertici operativi proprio negli anni in cui gli
appalti d’oro delle mense scolastiche e ospedaliere genovesi venivano
assegnati. Quali leve riusciva ad azionare la società vicentina per vincere a
mani basse praticamente ovunque? A giocare in suo favore erano la fiducia
incondizionata del governatore del Veneto Giancarlo Galan e i buoni rapporti
con l’entourage di Forza Italia (il centro destra era al governo in Liguria
negli anni “sotto inchiesta”). E poi c’è il patto di ferro stretto con il
Vaticano. La super teste pare abbia indicato al pm Pinto i riferimenti sui
quali poteva contare nel capoluogo ligure, rivelando che in più di un’occasione
per prevalere era necessario oliare i meccanismi: pagare tangenti. Non è dato
sapere se l’ex amministratore delegato abbia fornito l’identità dei corrotti e
i corruttori. Ma le sue dichiarazioni sono state definite in più occasioni
dagli inquirenti una «carta segreta». Il sostituto procuratore Pinto, a quanto
pare, ieri ha iniziato a giocarsela.
Al centro dell’interesse degli inquirenti senza dubbio rimane l’appalto per
la mensa del San Martino. I candidati all’aggiudicazione del servizio nel
principale ospedale genovese erano stati inizialmente cinque, ma all’offerta
vera e propria arrivarono solo tre società: la Gemeaz Cusin (sede a Genova,
legata ai francesi di Accord), il Gruppo Pellegrini e la Cir, Cooperativa
italiana di ristorazione. Tutte presentarono offerte molto più alte rispetto
alla base d’asta e la gara fu di fatto ripetuta, con l’ingresso della
Serenissima che si aggiudicò il business.
La vittoria scaturì dalla somma di due punteggi: uno relativo alla qualità
della proposta, l’altro al costo. Per il primo aspetto i punti a disposizione
erano di più: significa che per avere la meglio su un progetto eccezionalmente
bello, sicuro e funzionale, un’azienda concorrente avrebbe dovuto prevedere una
gestione a prezzi molto, forse troppo bassi. La gara del San Martino
rappresentò insomma una specie di novità, privilegiando quasi l’aspetto
qualitativo a quello strettamente economico (le lamentele sulla precedente
gestione erano state pesantissime), con la conseguenza che la soggettività del
giudizio - per buona parte slegato ai meri calcoli - ebbe un ruolo fondamentale.


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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Tra sinistra,
'ndrangheta,
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le inchieste,
la storia,
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"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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