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Il comunicato stampa ed il video integrale della conferenza stampa sull'Operazione "TERRA DI NESSUNO" della DIA - Centro Operativo di Genova e del Comando Provinciale dei CARABINIERI di Genova...
| Direzione Investigativa Antimafia Centro Operativo di Genova |
Legione Carabinieri Liguria
Comando Provinciale di Genova
|
COMUNICATO STAMPA - OPERAZIONE "TERRA DI NESSUNO"
GENOVA: Il Centro Operativo DIA e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Genova hanno sottoposto a perquisizione e sequestro ai sensi della normativa antimafia oltre 100 unità immobiliari site nel centro storico genovese, ed in altre città tra cui Palermo, a carico della nota famiglia siciliana dei CANFAROTTA attiva nei settori dello sfruttamento della prostituzione e dell'immigrazione clandestina.
L'attività investigativa, prende l'avvio nel 2007 ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Genova Portoria a carico di CANFAROTTA Benito, della moglie LO RE Filippa e dei figli Salvatore, Claudio e Massimiliano, a seguito di numerosi controlli effettuati nei confronti di persone straniere non in regola con i permessi di soggiorno e dimoranti in alcuni fatiscenti appartamenti ubicati nel centro storico di questa città e di proprietà dei CANFAROTTA.
Considerato il riscontro di un elevato numero di immobili in capo ai medesimi, molti dei quali utilizzati per sfruttare il business della prostituzione e dell'immigrazione clandestina, la Procura della Repubblica di Genova, delegava ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Portoria l'attività di indagine di Polizia Giudiziaria e nel contempo affidava al Centro Operativo DIA di Genova, gli accertamenti di natura personale e patrimoniale con lo scopo di avanzare una articolata proposta di applicazione di misure di prevenzione personali e patrimoniali in attuazione della legislazione antimafia.
Le attività, sviluppatesi per circa due anni, hanno permesso di:
- accertare responsabilità penali in capo ai predetti, relativamente ai reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché per aver destinato i propri immobili ad ospitare cittadini extracomunitari irregolari;
- appurare la pericolosità sociale dei CANFAROTTA, manifestata senza soluzione di continuità durante tutta la loro permanenza in questa città, attraverso la capillare raccolta di dati e documenti concernenti le lor vicissitudini giudiziarie;
- ricostruire l'intero patrimonio immobiliare e finanziario dei componenti la famiglia dei CANFAROTTA, che è apparso enormemente sproporzionato rispetto ai redditi leciti dichiarati dai medesimi dalla fine degli anni settanta, allorquando la famiglia si è trasferita a Genova proveniente da Palermo.
In particolare, dalle indagini è emerso che la LO RE Filippa, (chiamata "mama" dalle prostitute e dai clandestini a cui forniva sostegno logistico illegale) gestiva una agenzia immobiliare abusiva sita in questo quartiere della "Maddalena" - avvalendosi della collaborazione dei citati familiari - con il fine di locare illecitamente gli immobili appartenenti alla sua famiglia; è stato addirittura riscontrato che l'attività svolta dalla "mama", era nota agli extracomunitari ancor prima di giungere nel territorio italiano e soprattutto considerata punto di riferimento, per coloro che per sopravvivere erano costrette all'attività di meretricio.
Frenetica, pertanto, è stata l'attività investigativa condotta, che si è avvalsa di tutti i poteri di polizia previsti dalla legge in casi del genere: dalle classiche attività di indagine di p.g. svolte attraverso controlli, pedinamenti di intermediari e faccendieri, intercettazioni telefoniche ed ambientali, fino ad arrivare a massicci e numerosi sopralluoghi di polizia effettuati con il concorso di aliquote di personale della locale Polizia Municipale o dell'ASL presso gran parte degli alloggi ritenuti sospetti, nonché agli accertamenti più sofisticati di natura bancaria, tributaria e societaria.
Tutta l'attività fin qui condotta, consentirà all'A.G. procedente di richiedere il rinvio a giudizio nei confronti di CANFAROTTA Benito, della coniuge LO RE Filippa ed il primogenito CANFAROTTA Salvatore per i reati sopra evidenziati e contestualmente ha già consentito alla DIA di proporre i medesimi, per l'applicazione della misura di prevenzione personale (sorveglianza speciale di P.S. Con obblighi) e patrimoniale della confisca dei beni (ai sensi dell'art. 1 nn1) e 2) legge 1423/56 e artt. 1, 2 , 2 bis e 2 ter legge 575/65 e succ. mod. ed art. 19 legge 152/75).
A seguito di tale ultima richiesta, il competente Tribunale - Sezione Misure di Prevenzione - di Genova, ravvedendo fondata la richiesta avanzata dal locale Centro Operativo DIA, ha disposto il sequestro anticipato di tutti i beni immobili (129 unità), mobili registrati, disponibilità bancarie, postali, titoli di credito, e quote societarie relative alla TUNZ soc. semplice, alla SEA YATCHS & C srl e RIVIERA YATCH SERVICE srl (le prime due con sede in Genova e l'ultima nel ponente Ligure), di proprietà o a vario titolo riconducibili ai proposti per un valore complessivo prudenzialmente stimato in 5 milioni di euro.
IL VIDEO DELLA SINTESI - 13 min - della conferenza stampa DIA e CC del 3 LUGLIO 2009 - IL COMUNICATO DELLA CASA DELLA LEGALITA' CON LA LISTA DEI BENI IMMOBILI DEI CANFAROTTA A GENOVA - IL VOLANTINO DELLA CASA DELLA LEGALITA' ed IL VIDEO DEI SERVIZI TG RAI ED ALTRO TRA CUI LE NUOVE MINACCE DA VICO DELLE MELE E LE VECCHIE PAROLE DEL BOSS CACI - clicca qui
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L'AZIENDA
CHE HA
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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