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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Lungo le rotte dei traffici e smaltimenti illeciti di rifiuti tossici cerchiamo di vedere, in questa nuova tappa, alcune novità e qualche approfondimento [per la prima puntata - clicca qui]

Siamo a Genova dove troviamo, ad esempio, una delle famiglie della 'ndrangheta, dal 2002 indicata dalla DIA ed al centro di molteplici inchieste della Procura di Genova con la Guardia di Finanza, in particolare nell'Operazione "Pandora" e recentemente coinvolta nel rinvio a giudizio richiesto dalla Procura per corruzione di politici al fine di ottenere una variante urbanistica...
Si tratta della famiglia MAMONE. Ne abbiamo parlato più volte, sia per le "farse" chiamate bonifiche da loro effettuate sia per quelle quisquilie che abbiamo per lungo tempo trattato e che sono poi divenute oggetto di inchieste giudiziarie. Parliamo di condizionamento degli appalti, corruzione, voto di scambio, reati ambientali e, ciliegina sulla torta, per la rete di rapporti con altri mafiosi... a partire da quelli con Carmelo GULLACE ed i FAZZARI del savonese con la cosca dei RASO-GULLACE-ALBANESE e sodali vari, ma questa è un'altra storia, di cui abbiamo già parlato.
E sui Mamone vi è un nuovo particolare, ad esempio, rispetto agli smaltimenti illeciti... e finiamo nell'amianto...
Già i Carabinieri del NOE di Genova avevano individuato una discarica abusiva di amianto nella Fascia di rispetto di Prà, quale frutto dello smaltimento illecito da parte dell'ECO.GE, la principale società dei Mamone nel settore... ma ancora prima si trovano le loro tracce nei meandri della Stoppani ad Arenzano e Cogoleto, così come dell'alessandrino dove Gino Mamone se non fosse stato per un errore della giudiziaria sarebbe stato arrestato, e nel porto di Voltri, così come nello spezzino e sulle colline genovese di Pegli e di San Biagio, dove hanno bonificato (si fa per dire) l'area delle ex raffinerie Erg dell'amico Garrone con cui condividono persino l'avvocato. Ora abbiamo appreso che persino nell'area di Fegino, dove ha sede l'EcoGe e la Sviluppo Fe.Al, ci sarebbe una discarica abusiva di amianto. Infatti tra le vecchie cisterne che dovevano essere "bonificate" - ed invece sono state riempite di residui vari (come quelli edili, di asfaltature e scavi) - in tre di queste, ad una profondità di circa una decina di metri, sembrerebbe che siano state "imboscate" lastre intere di amianto frutto di bonifiche [vedere foto sopra]. E chissà che tali resti di amianto non siano anche finiti in qualche riempimento in Porto, magari a Ponte Colombo. Comunque, per "rassicurare", se tali segnalazioni risultano confermate, si tratterebbe dell'ennesimo smaltimento illecito, visto che nè le aree di Fegino nè i moli del banchine del Porto sono mai stati classificati come area di scarico e smaltimento di rifiuti nocivi, quindi, "tranquilli"... tutto secondo il classico copione di questa città e regione.

Qualcuno a questo punto potrà osservare che quella dell'imboscare rifiuti nelle colline così come in mare non è certo una novità per questi territori. E' vero, basta ricordare con quanta cura la Co.For. dei fratelli Guarnaccia ha effettuato "riempimenti" a mare a Celle Ligure (oltre che lavoretti anche a Cogoleto ed Albissola) in contemporaneità rigorosa alle mareggiate, con conseguente aumento dei livelli di cromo esavalente nello specchio marino antistante al costruendo (si fa per dire) pennello Buffou e sulla spiaggia. Oppure si potrebbe salire sulla collina di Rivarolo, quella di via Piombelli dove il Comune tra bonifiche annunciate, eseguite in minima parte e con "messe in sicurezza" postume, ha lasciato le sostanze inquinanti ed i fusti dei rifiuti tossici belle lì lungo il monte, dove sotto passa un torrente che poi scende nel Polcevera... ma a questo abbiamo da poco dedicato un articolo apposito, con tanto di video e qualche nome dei tanto premurosi amministratori pubblici come Gianni Crivello che da tante promesse non ha prodotto un fico secco, ma che sembra ora pronto a riformularne di nuove in vista della candidatura con una "lista civica" per le elezioni regionali con Claudio Burlando.
E se parliamo di Liguria, prima del prossimo capitolo dove tratteremo anche delle scorie nucleari... di rifiuti radioattivi e di navi dei veleni, non si può non posare attenzione ad uno dei confini più "trafficati" per questo tipo di rifiuti: dalla Costa Azzurra alla Valle Roya (Roia in italiano). Qui uno stato di illegalità diffusa e di impunità quasi assoluta per i traffici di rifiuti e movimenti terra è davvero un "confine" ideale... e quindi iniziamo a conoscerlo.
La Costa Azzurra conosce un dinamismo immobiliare senza eguali. Il continuo affluire di capitali dall'estero spinge verso una edificazione continua ed alla riedificazione di aree di pregio.
La Valle Roia é italiana per diciotto km da Ventimiglia fino ad Olivetta San Michele e prosegue da Breil sur Roya al Colle di Tenda per circa quaranta.
Ventimiglia é al centro da molti anni di una continua importazione di materiale da demolizione e di terra di scavo dalla vicina Mentone e dal Prinicipato di Monaco.
Bisogna tenere conto che l'attuale Sindaco "podestà" di Ventimiglia, Scullino, lo scorso anno, ha conferito la cittadinanza onoraria al Principe di Monaco Albert Premier dandogli pure le chiavi della città. Caso ha voluto che nei due anni dall'insediamento di questo dispotico sindaco in guerra con associazioni, aziende e Confindustria provinciale, l'importazione illegale di rifiuti abbia subito una accelerazione impressionante.
Alla miriade di piccoli trasportatori che portavano i rifiuti in discariche abusive o abusivamente autorizzate si sono via via sostituite grandi società di movimento terra che ora di fatto gestiscono il traffico.
La piu' illegale e violenta nel suo agire é sicuramente la G.B.L. del signor Gastaudo Stefano & Soci. Segue la C.T.M. del sigor Tiziano Camagni che ha preso una serie di lavori dall'Amministrazione Provinciale che ha portato a risvolti piuttosto sorprendenti.
Grande numero di mezzi sono stati in carico alla Ditta Fratelli Pellegrino di Bordighera della quale non abbiamo rilevato fatti clamorosi, per questo specifico aspetto.
In occasione di lavori straordinari come il ripascimento spiagge o arginatura o pulizie dell'alveo possono intervenire soggetti esterni che comunque lasciano intravedere legami forse indispensabili con le forti realtà locali.
Notevole, la vicenda dell'autorizzazione fuorilegge ad opera dell'ingegnere Enzo Viani allora Dirigente del Settore Edilizia e Difesa del Territorio della Provincia di Imperia (poi uscito dalla porta come Dirgente e rientrato come Consulente) che che ha autorizzato la Ditta G.B.L. ad insediarsi nel greto del Fiume Roia all'interno del S.I.C.
Questo, nell'unico punto critico del Piano di Bacino che in caso di piena é un vero e proprio tappo. Il cantiere ha alzato progressivamente la quota ed ha allargato il suo ambito invadendo il letto del fiume per oltre metà della sua sezione. Ora il tappo nel tappo é veramente la bandiera della svendita che i nostri politici e funzionari provinciali attuano senza vergogna parandosi uno dietro all'altro.
Ciliegina sulla torta, pare che la G.B.L. non paghi alcun canone concessorio.
Il motivo: venne "ordinato" il suo trasferimento nel greto del fiume in quanto l'area precedentemente occupata doveva essere oggetto di lavori di ritombinatura di un rio! Straordinari.
Pare che nel momento di massimo attacco da parte dell'Associazione AlzaLaTesta contro questo insediamento criminale, la contabilità della ditta G.B.L. sia stata portata presso lo studio di commercialisti associati nel quale opera il Direttore Generale del Comune di Ventimiglia dottor Marco Prestileo. Siamo comunque in un regime "liberale" , ed ognuno é libero di andare da chi gli pare!
A noi é parso che anche la perimetrazione del S.I.C. sia nel frattempo stata rivista ed in una carta a noi in possesso, il cantiere della G.B.L. e l'impianto di betonaggio del calcestruzzo limitrofo ora appaiono fuori di qualche centimetro dall'area virtualmente tutelata.
Notevolissima , la vicenda che vede la C.T.M. del signor Tiziano Camagni pulire un tratto del Torrente Nervia.
Per permettere l'edificabilità dei terreni ad un notabile di Camporosso - comune molto impegnato nell'organizzare convegni per la "Legalità" - occorreva arginare una parte del torrente e rivedere l'esondabilità di tale aree.
Nel corso di questo costosissimo (per il contribuente) intervento, occorreva rimuovere 5.000 mc di ghiaia dall'alveo. La Provincia (sempre l'ingegner Enzo Viani, già condannato in primo grado ad un anno e cinque mesi per aver permesso l'edificabilità di un'area esondabile a Taggia in zona San Martino) dispone che il materiale venga trasferito di circa tre chilometri a monte nel letto dello stesso torrente in una zona dove il Piano di Bacino prevedeva la necessità di portare via parte del materiale presente.
Anche in questo caso, il funzionario deputato alla Difesa del Territorio (per il quale chiedemmo la rimozione dello stesso o la sostituzione della targhetta sulla porta) fece portare li' a spese del contribuente del materiale che a spese del contribuente avrebbe, in seguito, dovuto esser portato altrove.
Cosa stupefacente, da parabola biblica, dai 5.000 mc iniziali si arrivo' ad una discarica nel letto del torrente di 25.000 (stima CFS).Questa discarica abusiva nella pancia di un torrente che nel passato ha fatto anche dei morti, si é realizzata in 14 mesi senza che il titolare del cantiere Signor Camagni o le Guardie Provinciali si accorgessero di nulla.
Ora il Comando di Stazione della Forestale di Rocchetta Nervina ha finito l'inchiesta. I testimoni non vogliono testimoniare perché hanno paura.
Anche questa indagine rischia quindi di finire in una bolla di sapone o nella comunque salvifica, probabile, prescrizione.
In occasione di un altro cantiere limitrofo ad opera di altro soggetto, un cittadino chiamò degli uomini dello Stato per avvisarli di una discarica in corso nel letto del torrente.
In pieno giorno, si intende. Gli uomini dello Stato telefonarono allo smaltitore che andò a casa del cittadino minacciandolo. Questo é un altro che qualsiasi cosa possa vedere in futuro se ne guarderà bene dal telefonare a chi é pagato per tutelare lui e l'ambiente.
Purtroppo, non possiamo tacere che la sezione di Imperia ha avuto altre testimonianze di fatti del genere.
Nel corso del ciclo Scullino sindaco anche i trasportatori esteri hanno approfittato per bene .
La ditta TAMA e la ditta AL.BER.TI di Monaco hanno portato una massa di materiale rilevante.
Della ditta AL.BER.TI abbiamo contatto fino a sette mezzi incolonnati in un solo convoglio. La TAMA, a due tre semirimorchi per volta, non scherza neppure.
Altre imprese locali che nel greto del Torrente Nervia e del Fiume Roia (S.I.C./ Fiume di interesse Nazionale/ Interreg Roya Bassin Europeen) hanno avuto, a vario titolo, accesso, ne hanno approfittato per rubarsi la ghiaia e per interrare, la notte, la terra o rifiuti sfusi o in sacconi ;
A riguardo, considerato che AlzaLaTesta, sezione della Casa della Legalità per Imperia, ha visto e denunciato quello che le centinaia di uomini dello Stato presenti sul territorio non han voluto o potuto vedere e denunciare, ci spiace che i NOE dei Carabinieri operino evitando una collaborazione su questo territorio con noi, che potrebbe risultare loro di grande profitto.
Occorre sottolineare che notevoli sono le rivelazioni che alcuni uomini dello Stato, a più riprese, ci hanno voluto fare. Essi conducono ai vertici politici provinciali la responsabilità di questo traffico di rifiuti e la volontà di imporre Ventimiglia e l'Alta Valle Roya francese come buco nero nel quale i rifiuti della ricchissima industria immobiliare devono confluire.
A sentire qualcuno, la presenza di una loggia massonica italo-francese a Mentone completerebbe il quadro, ed anche questo non è certo una novità in terra di Liguria.
E' apparso evidente che l'inerzia che, ad esempio, l'A.R.P.A.L. o alcuni funzionari di tutto rispetto inquadrati nei quadri dell'Amministrazione Provinciale, hanno saputo produrre nei confronti di uomini dello Stato nel compimento delle loro funzioni o a noi stessi, ci lascia quantomeno perplessi.
Le conseguenze di questo comportamento collusivo o omissivo porteranno la Valle Roia verso un degrado che si prospetta drammatico. Considerando che le acque del subalveo del Fiume Roia forniscono l'acqua potabile ad un rilevante bacino d'utenza sia francese che italiano e che chi permette il degrado é la stessa classe politica degenerata che sventola elettoralmente istanze ambientaliste e sostenibili, resta un amaro in bocca alquanto persistente.
Lungo un confine su cui tanta distrazione vi è nel controllare e contrastare i traffici di rifiuti, diviene facile far passare anche altro. Si tratta di scorie radioattive, quando non addirittura rifiuti nucleari militari (francesi e Nato), che dalla vicina Francia devono raggiungere quei porti e porticcioli Liguri che da tempo sono la base operativa degli smaltimenti a mare... anche ma non solo con le navi a perdere... ma questo lo vedremo nel terzo capitolo.
Il radicamento e l'operatività delle organizzazioni mafiose, in particolare della 'ndrangheta, con la forza intimidatrice e la capacità corruttiva che sa mettere in gioco, su entrambi i versanti delle Alpi, ed una rete di collusioni e complicità con imprese, pubblici amministratori e settori di controllo, permettono un capillare quanto devastante traffico "radioattivo" che oltre a qualche deposito interrato, trova il suo principale sbocco nei fondali marini e le inchieste riaperte in queste settimane dovrebbero destare allarme e interventi immediati di verifica e contrasto ed invece qui si fa finta di nulla...
Intanto la Liguria punta dritta alla sua Emergenza Rifiuti, utile per giustificare TermoCancroValorizzatori o distributori di cancro di nuova generazione ed il ponente dell'imperiese (come lo spezzino) è la primo tassello del grande piano Burlando-Scajola. Non è infatti un caso che il presidente della Regione abbia mandato come Commissario per i Rifiuti a Imperia uno degli uomini più chiaccherati, ma sempre fedele all'Opus Dei, alias Giuseppe Romano. Qui gli interessi dei fratelli Pizzimbone, amici di Dell'Utri, sono forti. Loro, con la loro Biancamano spa quotata in borsa, gestiscono la Discarica illegale di Ponticelli... chiusa perché illegale ma con una corsa per riaprirla da parte di tutte le Istituzioni. E pensare che se questa Discarica occupa in parte terreni abusivamente e fa scivolare la propria "dose" costante di inquinamento nei terreni e nelle acque, qualcuno ha compiuto l'impossibile per aiutarli. Infatti i rivi che costeggiano la Discarica sono, con un colpo di bacchetta magica, svaniti nel nulla! Non nella realtà, naturalmente... quelli sono sempre lì, alimentano sempre il torrente Inferno con il loro inquinamento direttamente raccolto dalla Discarica dei Pizzimbone... ma quei rivi sono stati cancellati dalla cartografia della Regione Liguria! Per la serie se non risultano nelle cartografie come si farà mai a contestarne l'inquinamento? Chissà quale è stata la mano magica che ha sbianchettato le cartografie... sarebbe davvero bello scoprirlo!


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Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
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Andiamo avanti.
f.to i banditi
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Savona,
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