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La mappatura della Liguria
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Il pm Anna Canepa: "Colpire i patrimoni è la strada giusta per combattere efficacemente la mafia"
Il tesoro di mattoni della ‘ndrangheta
Confiscate case per 750mila euro a un boss in Liguria
di Marco Preve
E’ il mattone l’investimento preferito della ‘ndrangheta. I sospetti degli investigatori e l’allarme lanciato proprio un anno fa dal pm Anna Canepa, hanno trovato conferma in questi giorni in uno storico, per certi versi, provvedimento del Tribunale di Genova. La prima confisca di beni nei confronti di un soggetto considerato organico alle cosche calabresi.
Una sentenza, quella emessa dai giudici del Collegio per le Misure di Prevenzione, frutto di una approfondita indagine svolta dai finanzieri del Gico (Gruppo investigativo criminalità organizzata) e coordinata dal procuratore aggiunto Giancarlo Pellegrino.
Nel mirino delle Fiamme gialle è finito Carmine Griffo, 50 anni, originario di Patronà in provincia di Catanzaro e ritenuto dagli investigatori un esponente di spicco della cosca locale chiamata dei “tratraculo”. La confisca ha riguardato alcuni fabbricati rurali e una palazzina in costruzione su tre piani sulle colline del Tigullio. I giudici gli hanno anche comminato il divieto di dimora a Chiavari per tre anni. Griffo, pregiudicato, era arrivato in Liguria nel 1992 e da allora aveva gestito alberghi e night. Nel 1995 era stato arrestato per un omicidio avvenuto in Calabria l’anno precedente alla sua partenza. Dall’accusa era stato però prosciolto.
Nei prossimi giorni, al tribunale di Chiavari riprende il processo contro Griffo ed altre persone per reati che vanno dal possesso di armi da guerra (fucili, pistole e anche un kalashnikov), al sequestro di persona e alle violenze nei confronti di ballerine del night Las Vegas di Cavi di Lavagna. Da mesi il comando regionale del Nucleo di Polizia Tributaria ha incremenetato gli accertamenti legati ai beni di presunti appartenenti alla mafia.
“Le Forze dell’ordine sono particolarmente attive in questo settore – conferma Anna Canepa, pm con una lunga esperienza di malavita organizzata – E parallelamente sembra essersi risvegliata anche qui l’attività delle sezioni per le misure di prevenzione. Colpire i patrimoni è la strada fondamentale per poter incidere e rendere davvero efficace la lotta alla mafia. La Liguria non è la Calabria o la Sicilia su questo siamo d’accordo, ma deve comunque esistere anche da noi una certa cultura antimafia”. Nelle relazioni della Direzione Distrettuale Antimafia, Lavagna era indicata come uno dei quattro “locali” (i presidi periferici delle cosche) assieme a Genova, Sarzana e Ventimiglia.
Contro la confisca ha già presentato ricorso in appello il difensore di Griffo, l’avvocato Emanuele Olcese. “Andremo anche in cassazione se necessario – dice – Mi rendo conto che la ‘ndrangheta è un emergenza, ma ritengo anche che il mio cliente non possa certo essere considerato un mafioso solo perché viene da un determinato territorio. La sua fedina penale non sarà immacolata, ma come ho già detto ai giudici, non è neppure quella di un boss, ci sono solo reati minori e il processo in corso potrebbe ribaltare le premesse dell’accussa”. Un coimputato di Griffo, Salvatore Caripino, era stato oggetto di un’altra misura di prevenzione, un divieto a dimorare a Chiavari per cinque anni che l’avvocato Olcese è però riuscito a ridurre a tre.
Le indagini della Finanza e anche in alcuni casi della Dia, negli ultimi mesi hanno portato all’emissione di numerosi provvedimenti di sequestro e confisca nel confronti di presunti mafiosi. Alla presenza della ‘ndrangheta in Liguria hanno dedicato una documentata sezione del loro sito internet (www.genovaweb.org/smsperugina.html) gli animatori genovesi della Casa della Legalità, dell’associazione presieduta da Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso a Palermo.


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Abbiamo cercato, già che
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di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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Savona,
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