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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
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Le cementificazioni hanno un
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La messa in sicurezza latita,
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LOCRIDE Requisitoria del dott. Gratteri nel processo "Nostromo", che si celebra davanti al gup di Reggio
di Paolo Toscano
REGGIO CALABRIA – Ventiquattro imputati, altrettante condanne. Sono state dure le richieste del pubblico ministero nel processo "Nostromo", che si sta celebrando nell'aula bunker di viale Calabria davanti al gup Concettina Garreffa. Il sostituto procuratore Nicola Gratteri ha chiesto al giudice di riconoscere la colpevolezza degli imputati, chiamati a vario titolo di rispondere di associazione mafiosa, estorsione, intimidazione, danneggiamento, detenzione e porto illegale di armi, favoreggiamento di latitanti, traffico di sostanze stupefacenti, omissioni in atti d'ufficio, invocando complessivamente condanne a 315 anni e 2 mesi di reclusione.
Il processo scaturisce dall'omonima operazione condotta nel giugno dello scorso anno dai Carabinieri del comando provinciale e del Ros, con il coordinamento del dott. Gratteri, a conclusione di due anni di indagini sulle attività di un gruppo criminale attivo nella Locride. Dall'inchiesta era emerso che il gruppo attuava, con metodi mafiosi, il controllo della pesca e delle attività connesse su una striscia di mare che dal confine jonico della provincia reggina raggiunge Capo Spartivento.
Le condanne più pesanti, 20 anni di reclusione, il pubblico ministero l'ha invocata per Giuseppe Coluccio, 40 anni, e suo fratello Salvatore, 39 anni, entrambi nati e residenti a Gioiosa. Il rappresentante dell'accusa ha, inoltre, richiesto la condanna di: Desirè Calvi, 31 anni, Borgaro Torinese (7 anni di reclusione); Rosetta Curciarello, 41 anni, Siderno (7 anni); Angelo Salvatore Del Monte, 41 anni, nata a Brindisi e residente a Borgaro Torinese (19 anni); Elisabetta Del Monte, nata a Brindisi e residente a Borgaro Torinese (9 anni); Massimo De Santis, Taranto (1 anno), Vincenzo Futia, 30 anni, Locri (12 anni); Nicola Ieraci, 49 anni, Marina di Gioiosa (19 anni e 6 mesi); Pasquale Jeraci, 61 anni, Marina di Gioiosa (17 anni); Rocco Jeraci, 32 anni, Locri (16 anni); Vincenzo Macrì, 69 anni, Siderno (10 anni); Giuseppe Mannino, 46 anni, Catania (6 anni e 4 mesi); Sandro Meli, 25 anni, Stilo (16 anni); Salvatore Minniti, 45 anni, Sant'Elia di Montebello Jonico (11 anni); Giuseppe Privitera, alias "Pippo Scirocco", 46 anni, Catania (6 anni e 4 mesi); Cosimo Romanello, 47 anni, Siderno (19 anni e 6 mesi); Giulia Immacolata Scarfò, 59 anni, Siderno (8 anni); Francesco Sorrentino, 53 anni, Vibo Valenzia (11 anni); Antonio Stefano, 31 anni, Siderno (18 anni); Gilberto Trimboli, 31 anni, Siracusa (17 anni); Massimo Verterano, 38 anni, Marina di Gioiosa (18 anni); Nicola Verterano, 37 anni, Marina di Gioiosa (17 anni); Vincenzo Verterano, 42 anni, Borgato Torinese (18 anni).
L'inchiesta si era occupata di un contesto di criminalità organizzata insediato nella zona di Siderno ma con emanazioni operative anche fuori regione. Nel mirino degli inquirenti era finita l'attività del gruppo in relazione alla gestione e al controllo illecito dell'attività di pesca nella porzione di mare corrispondente al territorio di insediamento del gruppo, ma aveva riguarda anche attività diversificate, come il traffico di droga. Le indagini si erano sviluppate attraverso i risultati delle intercettazioni telefoniche e ambientali, ma anche attraversi i servizi di verifica, osservazione e pedinamento. Nel corso dei controlli c'erano stati due sequestri, uno di sostanza stupefacente (850 grammi di cocaina), un altro su materia di taglio di sostanza stupefacente (un chilo e mezzo di lidocaina cloridrato), con arresto di Nicola Ieraci Nicola, Pasquale Ieraci, Salvatore Medici per la detenzione della droga e successivo rinvenimento dell'altro materiale.

L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
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PER LE
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DEL COMUNE
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Tra sinistra,
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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