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La mappatura della Liguria
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Saranno subito potenziati gli organici delle Procure
Locri, la risposta dello Stato
Teresa Munari
ROMA – Mastella ha deciso: all'emergenza della Locride risponderà con l'efficacia di un decreto legge. Ma c'è di più visto che, a partire da subito, il ministero di Grazia e Giustizia si attiverà con i trasferimenti per coprire i posti ancora liberi nell'organico amministrativo del Palazzo di Giustizia di Locri.
Il presidente della Calabria Agazio Loiero, promotore dell'incontro fra il ministro Mastella e le vittime della 'ndrangheta locrese, ce l'ha fatta, anzi ha vinto su tutta linea spuntando, per questo territorio dilaniato dalla malavita organizzata e dalla inadeguatezza della macchina amministrativa, oltre all'assicurazione della copertura immediata dei posti vacanti, il massimo dei provvedimenti che il Governo potesse adottare. Sì, perché di fronte al dolore sordo di Mario Congiusta, padre di Gianluca, assassinato a Siderno il 24 maggio del 2005; del fratello Carlo e della moglie di Renato Vettrice, l'operaio scomparso il 13 agosto 2005 dalle serre di Sant'Ilario dello Ionio, di Liliana Esposito, madre di Massimiliano Carbone assassinato due anni fa a Locri, e alla sempre più sgomenta richiesta di giustizia della vedova del vicepresidente del Consiglio regionale Calabria Maria Grazia Laganà, il guardasigilli Clemente Mastella ha convenuto con Loiero che solo il legislatore è nella disponibilità di dare una risposta adeguata.
La macchina di Via Arenula si è quindi messa subito in moto e, dopo uno scambio di pareri telefonici con il Quirinale, il ministro si è presentato ai giornalisti per annunciare con una nuova e consapevole fermezza che «di fronte all'emergenza si è deciso di rispondere con un provvedimento di emergenza, che adotterà di concerto con i suoi colleghi, per mettere i criminali di fronte ad un deterrente messo in campo da uno Stato forte, richiamato al dovere dalle famiglie delle vittime della criminalità».
«Io stesso ne parlerò con Prodi - ha detto il ministro - e gliene parlerà anche il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, per sottolineare l'urgenza del decreto che, pur consapevoli della delicatezza della materia che andiamo ad affrontare, non può aspettare».
E, per quanto riguarda il rafforzamento dell'organico dei magistrati, Mastella, pur premettendo di volersi raccordare con il procuratore nazionale antimafia Grasso, ha sottolineato che «se normalmente è previsto un procuratore aggiunto ogni 10, si pensa di metterne uno ogni 8 o ogni 6: questo, insieme al trasferimento immediato del personale che serve nei posti amministrativi che da anni restano liberi, dimostrerà meglio l'impegno che si è dato lo Stato verso la Locride. Naturalmente serve anche una risposta delle coscienze, ma intanto lo Stato si organizzerà per sdradicare le radici della malavita».
«Un decreto legge contro la criminalità della Locride, è certamente un fatto molto inusuale - ha detto il presidente Loiero - e per questo ringrazio di cuore il guardasigilli che si adopererà per l'obiettivo di un provvedimento ad hoc. Vogliamo un prodotto organizzativo in grado di rincuorare la cittadinanza, e se anche bene che su una materia tanto delicata non si improvvisa, siamo certi di arrivare ad un traguardo che, come ha detto Mastella, non ha precedenti». Sembra infatti che il legislatore non si occupi di eccezionalità simili dai tempi in cui lo Stato studiava la controffensiva agli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino, ma , secondo Loiero «la Locride ne ha pieno titolo con le 33 persone scomparse in soli quattro anni. Del resto la difficoltà che i magistrati incontrano nelle indagini è grande e se anche se diamo loro atto di fare il possibile, tocca adoperarsi nelle sedi giuste per velocizzare le risposte ai delitti ancora irrisolti».
Positivo il commento di Maria Grazia Lagana che «da parlamentare e da vittima di mafia», dice che «il fatto di essere ascoltati è già una cosa importante».
Spenti i riflettori la signora Esposito ha parlato di «un segnale concreto che a 25 mesi dalla morte del figlio Massimiliano, rafforza le speranze nella soluzione delle indagini». Carlo Vettrice ha, invece, affidato alla stampa il suo messaggio: chiede giustizia per il fratello, ma invoca anche un sostegno economico per le famiglie delle vittime della 'ndrangheta visto che la vedova di Renato è rimasta sola con tre bambini e riceve tutta la solidarietà della Chiesa, del Paese, dell'associazione dei "Ragazzi di Locri", ma non quella dello Stato».


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