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Lamezia - Il racket delle estorsioni non dà tregua
Quarta bomba in quattro mesi al rivenditore della Olivetti
Cresce la protesta tra i giovani, e dai ragazzi di Locri arriva la proposta: uniamoci subito!
di Vinicio Leonetti
Erano le 20.30 quando è scoppiata una bomba davanti alla saracinesca del rivenditore Olivetti di Lamezia. È il quarto attentato in appena quattro mesi alla Camu, l'azienda di Luigi Carnovale in via Milite Ignoto, a due passi dalla centralissima piazza Mazzini. I danni, così come le scorse volte, non sono stati ingenti. Ma un gran botto fa sempre paura. E mentre arrivavano a sirene spiegate carabinieri e vigili del fuoco sul posto, due signori guardando il fumo che si levava dalla saracinesca commentavano: «Evidentemente non ha ancora pagato».
L'ennesimo attentato del racket delle estorsioni è arrivato ieri sera, dopo una settimana in cui Lamezia ha bruciato: la palazzina col deposito di gomme dell'imprenditore Antonio Godino è andata completamente distrutta per un attentato mafioso martedì sera, e giovedì due giovani cognati, Vincenzo Spena e Domenico Vaccaro, sono stati uccisi in un agguato in centro. La bomba è scoppiata a poche ore dalla manifestazione di oltre cinquemila persona che sabato mattina ha ridato coraggio ad una città dove ogni sera c'è un'intimidazione mafiosa.
E mentre si quantificano i danni subiti dal negozio Olivetti, alla protesta di sabato dei "ragazzi di Lamezia" si unisce quella dei "ragazzi di Locri". L'asse corre veloce su internet, attraversando le Serre e l'Aspromonte. Dopo la grande manifestazione di sabato Locri si fa avanti on line, con una raffica di email inviate sui siti lametini che hanno organizzato la protesta: lameziaweb.biz e lametropolis.it in testa. E tra sabato pomeriggio e ieri sera sono arrivati più di 300 messaggi di posta elettronica, con 2 mila visitatori al giorno e 7 mila pagine lette nei siti.
Il contatore della "internet community" lametina è schizzato in modo incredibile. a cominciare dalle email dalla Locride: «Sono Livio, vi scrivo da Locri a nome dei ragazzi del Forever, il forum per la resistenza e la verità dei giovani della nostra zona, e vi voglio far pervenire la nostra completa adesione, condivisione e disponibilità alla forte risposta che avete dato». Il messaggio unitario è intenso: «Anche se apparentemente distanti, io e altri ragazzi ci sentiamo uniti in questa lotta, non solo contro le mafie ma contro ogni ingiustizia e prepotenza», scrive l'esponente dei forum della Locride. Che avvisa i colleghi lametini: «Quest'anno noi ne abbiamo passate tante, forse fin troppe. E se è vero che da una parte i media ti aumentano l'attenzione, è anche vero che dall'altra parte ti strumentalizzano. Ma», è il grido finale, «dobbiamo provare a cambiare qualcosa».
Poi Sasà da Gioiosa Jonica mette le mani avanti e scrive nella sua email: «Non mi avvicino a voi per ottenre qualcosa, o per poter andare in tv a parlare di voi. Mi avvicino a voi per esprimervi la mia solidarietà personale e proporre una collaborazione diretta Lamezia-Locri. Dopotutto siamo figli della stessa terra. Che ne pensate?».
Lettere, solidarietà ma soprattutto proposte da ogni parte d'Italia, ed anche dall'estero sulla posta elettronica dei siti lametini della protesta. Come quella di Ivan che da Parigi scrive: «In questo momento difficile... col cuore sempre vicino a voi». Ecco perchè il popolo di internet considera il successo della marcia di sabato scorso per le vie centrali di Lamezia soltanto l'inizio di una protesta sempre più viscerale.
L'emergenza criminalità sarà al centro del calendario politico lametino di questa settimana. Oggi si riuniscono i capigruppo al Comune per decidere se sabato proseguire il consiglio municipale sulla sicurezza che era stato sospeso giovedì sera appena in aula è arrivata la notizia del duplice omicidio. All'assemblea dovrebbero partecipare parlamentari e consiglieri regionali, gli stessi che in questi ultimi tre giorni ha incontrato il sindaco Gianni Speranza.
Per domattina invece è in programma nel tribunale lametino una riunione della commissione regionale antimafia guidata da Pino Guerriero. Dal procuratore della Repubblica Raffaele Mazzotta si presenteranno anche il vicepresidente Dionisio Gallo e il segretario della stessa commissione Antonio Acri.
Intanto la solidarietà a Lamezia non si ferma, e per risollevare la famiglia Godino rimasta senza casa e senza azienda, la squadra di pallavolo Raffaele Lamezia ha devoluto in beneficenza l'incasso della partita di ieri.


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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
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dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
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