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La madre d'un giovane ucciso gli scrive: vogliamo giustizia. Loiero replica: non dimentichiamo le vittime della violenza
REGGIO CALABRIA – Romano Prodi domani sarà a Locri: nel pomeriggio, infatti, presenzierà alla cerimonia d'intitolazione del "pronto soccorso" dell'ospedale alla memoria del suo primario, Franco Fortugno, il vice presidente del consiglio regionale ucciso il 16 ottobre dell'anno scorso davanti al seggio delle primarie del centrosinistra. È la terza volta che Prodi scende a Locri, ma è la prima nelle vesti di capo del Governo. Era presente ai funerali di Fortugno e poi alla fiaccolata della pace un mese più tardi.
Stretti i tempi e rigido il protocollo: alle 16 Prodi arriverà in elicottero, renderà omaggio alla tomba dell'esponente della Margherita e poi si sposterà al nosocomio. Alle 17,15 Prodi partirà per Catanzaro dove inaugurerà una mostra su Alcide De Gasperi.
Nell'ambito delle manifestazioni sul primo anniversario della morte di Fortugno, giovedì 12 il Consiglio regionale terrà una seduta straordinaria ed aperta. Sabato 14 alle 18.30, nella sala consiliare del Comune, Michele Cucuzza presenterà il suo libro sui «Ragazzi di Locri» dal titolo «Il cielo è sempre più blu». Domenica 15 nella Cattedrale alle 20, il vescovo Bregantini presiederà una veglia. Lunedì 16, il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, scoprirà una targa ricordo a Palazzo Nieddu. Subito dopo incontrerà gli studenti. Nel pomeriggio, alle 15.30, intitolazione a Fortugno della piazza Tribunale. Interverrà il vice premier Francesco Rutelli. Arriveranno a Locri anche i vertici della Margherita di Campania, Puglia e Sicilia. Alle 17,30, nella Cattedrale messa in suffragio di Fortugno; in serata concerto di Ron.
Intanto, nell'imminenza della visita di Prodi, una lettera gli è stata inviata dalla mamma di un giovane ucciso due anni fa da sconosciuti. Liliana Esposito, insegnante di Locri e madre di Massimiliano Carbone, caduto per mano assassina mentre rincasava, così ha scritto a Prodi, facendo anche riferimento all'invito rivolto al capo del Governo da Mario Congiusta, padre di Gianluca, ucciso a Siderno 17 mesi addietro, di «portare un fiore sulla tomba dei nostri figli».
Afferma Liliana Esposito: «Sarei d'accordo, se non ritenessi eccessiva pena per lei, quella di dare compito al suo portarborse di comprare fiori per i tanti morti ammazzati di Calabri terra prediletta. A me, mamma di Massimiliano, basterebbe il più piccolo dei suoi pensieri pieni di bonomia». La lettera così si conclude: «Almeno questo, considerato che da un bel pezzo vacilla quella fede raccomandataci personalmente dl signor Loiero il 7 luglio a Palazzo Nieddu. Mario Congiusta, io stessa e tutti quanti addentiamo verità e giustizia, non soltanto pomesse, ma concretate nei fatti portiamo fieri, come la più alta delle onorificenze, la memoria dei nostri figli, i nostri onorevoli figli». Loiero ha così risposto: «Sono abituato a lavorare in silenzio ed a comunicare risultati. E soprattutto non dimentico gli impegni presi, come quello di sostenere il diritto della signora Liliana Esposito, mamma di Massimiliano Carbone, del signor Mario Congiusta, padre di Gianluca, e di tante altre famiglie della Locride e della Calabria a conoscere la verità sull'assassinio dei loro familiari. E sono convinto di portare a termine presto la missione che essi mi hanno affidato».
«Nell'incontro a Palazzo Nieddu con i Ragazzi di Locrì, la signora Esposito e il signor Congiusta, mi avevano sollecitato un intervento per far assegnare presto alla procura di Locri più magistrati per indagare sui tanti, troppi, delitti di mafia rimasti impuniti – ha detto Loiero – e più volte, da quel 7 luglio, ho incontrato il ministro della giustizia Clemente Mastella, facendo pressioni perchè si colmassero i vuoti esistenti nell'organico dei magistrati, un problema che si trascina da diverso tempo. Il ministro, che ho sentito ancora questa mattina (ieri, ndr), mi ha sempre confermato la sua disponibilità a risolvere la questione. Ci vedremo ancora nella prossima settimana e ho motivo di ritenere che sarà un incontro decisivo, l'ultimo in sede ministeriale prima di coinvolgere il vicepresidente del Csm, sen. Nicola Mancino. Spero vivamente – ha concluso Loiero – che per la Locride ci sia una nuova stagione di speranza e di giustizia. È intollerabile che gli autori di ventiquattro delitti siano rimasti ignoti».
«È passato un anno dal barbaro assassinio di Franco Fortugno e nulla ancora è dato conoscere soprattutto sui mandanti». La Cisl «non può non sollecitare un maggiore impegno finalizzato ad accertare la verità, tutta la verità». Lo afferma il segretario generale della Cisl calabrese, Luigi Sbarra, commentando la visita di Prodi.
«A seguito di quel terribile avvenimento che in parte ha segnato il corso della vita politica ed istituzionale della regione – aggiunge Sbarra – lo Stato attraverso tutte le sue espressioni istituzionali e politiche assunse l'impegno di non lasciar sola la Locride e la Calabria. Moltissimi gli impegni assunti dai governi nazionale e regionale e finalizzati a costruire risposte concrete. Da allora nulla è mutato anzi per certi versi la condizione civile, sociale, economica e produttiva del territorio è andata sempre più aggravandosi».
«Dalla politica e dalle istituzioni ad ogni livello continua a registrarsi, invece – secondo Sbarra – un assurdo atteggiamento di distrazione».
Sbarra invita Prodi a «collocare dentro la manovra economica investimenti e risorse, programmi e progetti per la Calabria e per la Locride in grado di sostenere, solo per citare alcune questioni, il processo di stabilizzazione dei precari Lsu-Lpu nei Comuni attraverso deroghe al blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione, l'immediato stanziamento dei finanziamenti per la cantierizzazione delle opere per ammodernare la 106, l'elettrificazione della linea ferroviaria ionica, il completamento delle trasversali Ionio-Tirreno, il mantenimento del bacino dei forestali ad almeno 12 mila addetti».
«Abbiamo apprezzato l'impegno per Gioia Tauro e lo stanziamento di 50 milioni in Finanziaria – conclude quindi Sbarra – ma non basta».

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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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