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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
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Le cementificazioni hanno un
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NEWS dalle 'NDRINE di Genova
Eccolì qui, quelle delle famigliole trapiantate a Genova... non si vedono, ma ci sono. Il pugile dice di non aver visto nulla? (Come quelli che quando gli va a fuoco il negozio la prima cosa che dicono è "mai ricevuto minacce o richieste"). I reparti investigativi, come la DDA, anche in questa nostra città, sono preparati e affidabili. Qui, inoltre le"famigliole" devono tenere il livello basso. Denunciandoli è possibile colpirli... Dopo le celle per i Fiandaca, gli Emmanuello...dopo le condanne della manovalanza d'usura della 'ndrangheta (alias la Criscino company - dal SIlvio Criscino parente dei Mamone-Raso "apparatentati" con i Gullace e Fazzari) ...ora in cella c'è il Macrì.
27.10.2006 – Il Secolo XIX
Pontedecimo - La Squadra mobile l'ha bloccato in via Romairone per il tentato omicidio dell'ex campione di pugilato Francesco Dell'Aquila
Arrestato per l'agguato alla Foce
In manette Nicodemo Macrì, esponente del "clan dei calabresi": tradito dalla targa dell'auto
E' conosciuto agli investigatori della narcotici e della sezione criminalità organizzata della polizia come un esponente di riguardo del clan dei calabresi a Genova. Un piccolo boss, sebbene gli atti dei processi subiti e le condanne passate in giudicato parlino solo di un giovane dalle pessime frequentazioni, con l'abitudine a far uso di cocaina. Nicodemo Macrì, 33 anni, ora è in carcere con l'accusa di tentato omicidio.
E' l'uomo che la squadra mobile cercava da venerdì notte, accusato di aver gambizzato l'ex pugile Francesco Dell'Aquila davanti al locale "Le mosche bianche", in via Pisacane alla Foce. Quattro colpi di pistola calibro 38, tre dei quali esplosi verso il basso e uno sparato ad altezza d'uomo. Il buco nella vetrata del locale notturno è a novanta centimetri dal suolo: se il proiettile avesse colpito la vittima designata dell'agguato certamente avrebbe ucciso.
Gli investigatori lo hanno arrestato mercoledì sera in via Romairone, a Pontedecimo. Lo aspettavano cinque squadre della mobile: due della narcotici, due della omicidi e una della sezione minori. Macrì non ha opposto resistenza e senza fiatare si è lasciato ammanettare. Stamane risponderà al giudice per le indagini preliminari Francesca Borzone, che aveva spiccato l'ordinanza di custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Francesco Pinto, titolare delle indagini. Finora il trentatreenne, assistito dall'avvocato Paolo Scovazzi, non ha ammesso alcuna responsabilità.
Le ricerche sono state facilitate dallo scampolo di targa riferito da uno dei testimoni della sparatoria e dalla descrizione del modello dell'auto. Non solo. Il mondo dei night club era da tempo sotto la lente degli investigatori della polizia. L'ambiente della prostituzione da locale da ballo, contaminato da fiumi di cocaina, è dominato dagli ultimi esponenti delle famiglie criminali che per anni avevano spadroneggiato in tutta la città.
E proprio in questo contesto sarebbe maturata la gambizzazione di venerdì notte. Francesco Dell'Aquila, l'obiettivo degli spari, non ha collaborato con gli inquirenti. «Ero voltato, non ho visto chi mi stava aggredendo», ha detto e ripetuto in tutte le occasioni.
Le sue indicazioni non sono state necessarie. Gli investigatori della mobile si sono messi alle calcagna degli amici di Macrì e hanno atteso il momento più propizio per intervenire. Il momento è scoccato mercoledì sera in via Romairone, in mezzo alla strada. La pistola della gambizzazione, un revolver, non è stata trovata. Il movente? «Probabilmente un banale screzio legato al mondo degli stupefacenti», azzarda Claudio Sanfilippo, il dirigente della squadra mobile. Da indiscrezioni pare ci sia di più. Nicodemo Macrì avrebbe un ruolo di primo piano nella gestione di alcuni dei principali night della città. E Francesco Dell'Aquila, che alle "Mosche bianche" lavorava come buttafuori, forte del suo passato di boxeur, potrebbe aver commesso un passo falso meritevole di una vendetta calibro 38.
Graziano Cetara
28.10.2006 Quotidiano di calabria
Avrebbe sparato davanti a un night club
Ex pugile gambizzato arrestato a Genova un giovane di Locri
LOCRI - Stava probabilmente per lasciare Genova Nicodemo Macrì, di 33 anni, originario di Locri, arrestato mercoledì sera per il tentato omicidio dell'ex campione italiano ed europeo di pugilato Francesco Dell'Aquila, 41 anni, originario di Campobello di Mazara (Trapani) ma da anni residente nel capoluogo ligure, ferito con tre colpi di arma da fuoco alle gambe la mattina del 20 ottobre scorso davanti ad un night club. Macrì è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta del pm Francesco Pinto.
Secondo il capo della squadra mobile Claudio Sanfilippo, che ha coordinato le indagini, l'episodio sarebbe maturato per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Macrì, pregiudicato per reati legati al traffico di stupefacenti, era già stato identificato dagli investigatori nell'immediatezza dei fatti ma avrebbe fatto perdere le sue tracce fino a mercoledì sera alle 20, quando è stato fermato nei pressi di un bar nel quartiere di Bolzaneto dove aveva appuntamento con un paio di persone. Al momento - è stato spiegato - non è stata ancora trovata l'arma utilizzata per sparare a Dell'Aquila, campione italiano ed europeo dei pesi medi tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta. L' ex pugile, con precedenti penali per spaccio di cocaina, lavorava come buttafuori in alcuni locali notturni, ed era stato affrontato davanti al night club "Mosche Bianche" di via Pisacane, nel quartiere residenziale della Foce, dove gli erano stati sparati sei o sette colpi di pistola, tre dei quali lo avevano raggiunto alle gambe.
23.10.2006 – Ligurianotizie.it
L'UOMO GAMBIZZATO ALL' ALBA A GENOVA
E' L' EX PUGILE E ORA BUTTAFUORI FRANCESCO DELL' AQUILA
GENOVA. 20 OTT. Ha un nome la persona gambizzata con sei colpi di pistola questa mattina all'alba in via Pisacane a Genova. Si tratta dell’ex campione europeo di pugilato, Francesco Dall’Aquila, 41 anni, che ora lavora come buttafuori alle "Mosche Bianche", in via Pisacane, a Genova. L’ex pugile, che ha precedenti penali, ha litigato nella notte con due bande di giovani e poi è stato gambizzato alle 6 e mezza di mattina. Sei i colpi sparati fuori dal locale, quattro dei quali lo hanno raggiunto alle gambe. Ancora ignoto il motivo dell'aggressione, anche se qualcuno dei presenti ha alluso allo scontro notturno con i giovani. L'ex pugile è stato trasportato all’ospedale Galliera, dove ora si trova ricoverato con una prognosi di quindici giorni. (nella foto: "Le Mosche Bianche", locale nei pressi del quale è avvenuta la sparatoria).


L'AZIENDA
CHE HA
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SIAMO DI NUOVO
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Dal 29 dicembre si è
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
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