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La Sicilia on line - 21 aprile 2006
Stragi del '92, tredici ergastoli
CATANIA - Tredici condanne all'ergastolo sono state inflitte dai giudici della seconda Corte d'assise d'appello di Catania nel processo a 16 presunti boss accusati di essere i mandanti delle stragi del '92 in cui furono uccisi i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
La Corte ha confermato la condanna all'ergastolo per Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella, Salvatore Buscemi, Francesco e Giuseppe Madonia, Giuseppe Montalto, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Nitto Santapaola, Mariano Agate, Giuseppe Calò, Antonino Geraci e Benedetto Spera. I due collaboratori di giustizia Antonino Giuffrè e Stefano Ganci sono stati condannati rispettivamente a 20 e 26 anni di reclusione; i giudici hanno invece assolto con la formula "perché il fatto non sussiste" Giuseppe Lucchersi, che doveva rispondere solo di associazione mafiosa.
La Corte d'assise d'appello, presieduta da Paolo Vittorio Lucchese, a latere Maria Concetta Spanto, è stata riunita in camera di consiglio per 28 ore. Il processo era iniziato il 15 maggio del 2003; in tre anni si sono tenuta una ottantina di udienze nel corso delle quali sono stati esaminati oltre 1500 faldoni di atti.
La Corte ha sostanzialmente accolto le richieste avanzate dal sostituto procuratore generale di Catania, Michelangelo Patanè, che nel corso della requisitoria aveva sollecitato l'ergastolo per i 13 capimafia. L'unica eccezione il Pg l'aveva riservata per i collaboratori di giustizia Nino Giuffrè e Stefano Ganci (20 e 26 anni le richieste) e per Giuseppe Lucchesi (tre anni), accusato solo di associazione mafiosa.
Nel procedimento sono stati trattati tutti gli aspetti dei due processi per le stragi del '92 che, dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione, sono stati riunificati dalla Corte in un unico fascicolo e rinviati al giudizio della Corte d'Assise di Catania. Secondo l'accusa "vi sarebbe stata un'unica mano, quella di Cosa nostra, nei due attentati di Capaci e via D'Amelio".
I boss Salvatore Montalto, Giuseppe Farinella e Salvatore Buscemi sono stati ritenuti colpevoli dall'accusa per entrambe le stragi. Per la strage di Capaci la condanna all'ergastolo è stata inflitta a Francesco e Giuseppe Madonia e Giuseppe Montalto. Per l'attentato di via D'Amelio sono stati condannati all'ergastolo Carlo Greco, Pietro Aglieri, Benedetto Santapaola, Mariano Agate, Giuseppe Calò, Antonino Geraci e Benedetto Spera.
Determinanti sono state le audizioni di tre pentiti: il capo mandamento di Caccamo Antonino Giuffrè, e i collaboratori Calogero Pulci, uomo di fiducia di Piddu Madonia, e Ciro Vara. In particolare Giuffrè ha parlato di un summit della Cupola, svoltosi nel dicembre '91, in cui Riina - in attesa dell'esito in Cassazione del maxiprocesso - annunciò la decisione di eseguire le stragi invitando tutti i boss ad assumersi ognuno le proprie "responsabilità".
Corriere on line - 22 aprile 2006
Il verdetto è stato emesso oggi dalla Corte d'Assise d'Appello di Catania
Mafia, 13 ergastoli per le stragi del '92
Il processo riuniva i due procedimenti per l'uccisione dei giudici
CATANIA - Tredici ergastoli per le stragi di Capaci e via d'Amelio, nelle quali persero la vita i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il verdetto è stato emesso dai giudici della Corte d'Assise d'appello di Catania, davanti alla quale si è tenuto il processo dopo il rinvio della Cassazione. La condanna a vita era stata chiesta dal sostituto procuratore generale Michelangelo Patané per 13 dei 16 imputati. Il processo ha visto riuniti due procedimenti per le stragi dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione.
Tra i condannati boss di primo piano di Cosa nostra, tra cui Francesco e Giuseppe Madonia, Carlo Greco, Pietro Aglieri, Giuseppe Calò, Benedetto Santapaola, Antonino Geraci, Benedetto Spera. Nel corso dell'ultima udienza il boss catanese Santapaola, che partecipava in videoconferenza, ha letto un memoriale nel quale dichiarava di essere «una vittima dei pentiti».


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da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
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