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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
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La messa in sicurezza latita,
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vuole anche riaprire la Discarica.
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QUEZZI – Arrestato il quarto bandito che taglieggiava un carrozziere
Presa la gang del pizzo
Non c’è il tre senza il quattro. Dopo nemmeno un mese di indagini è finito in carcere, nei giorni scorsi, il quarto componente della banda che il 5 maggio aveva tentato di taglieggiare, per l’ennesima volta, un carrozziere di Quezzi. E’ Paolo Bocchi, genovese di 46 anni, residente in via Napoli 15/4, nel quartiere di Oregina. Ha raggiunto nel penitenziario di Marassi Salvatore Marino, Angelo Scaglione e Paolo Gennarelli.
Il quarantaseienne è stato riconosciuto attraverso le telecamere di sorveglianza dell’officina. Puntate per l’occasione, venticinque giorni fa, in direzione dell’entrata. Due agenti della squadra mobili infatti erano riusciti a prendere il flagrante i tre compagni perché il carrozziere aveva deciso di denunciarli. Dopo diverse estorsioni, concesse per paura, ogni sua remora si era volatilizzata. Un coraggio che i poliziotti avevano premiato organizzando proprio quell’imboscata.
Due si erano nascosti dentro al locale. E quando il gruppo di delinquenti aveva fatto la sua comparsa, erano rimasti in attesa della richiesta. Arrivata immediatamente: “Ci devi dare diecimila euro”. Con tanto di “timbratura”: un violento pugno sul volto del meccanico quarantacinquenne.
E’ in quel momento che gli agenti erano intervenuti fermando tre aggressori. Bocchi invece era riuscito a dileguarsi.
Ma la sua presenza è rimasta impressa nei nastri. Da quelli la sezione criminalità organizzata della squadra mobile, diretta da Claudio Sanfilippo, è partita. Arrivando nei giorni scorsi al pluripregiudicato di Oregina.
Il giudice per le indagini preliminari, visionate le prove schiaccianti fornite dagli inquirenti, non ha potuto fare altro che emettere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il quarantaseienne. Tentata estorsione e lesioni personali sono i reati contestati.
Si aggiunge così un altro tassello all’attività degli uomini di via Diaz. Che da tempo cercavano di convincere le vittime del pizzo a vincere i timori di ritorsioni e farsi vivi nei loro uffici.


L'AZIENDA
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
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