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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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SCATTA IL PASSAGGIO
DI NUOVI BENI CONFISCATI DALLO STATO AL COMUNE...
GENOVA - La mafia non esiste in questa città? Qualcuno lo diceva e qualcuno lo dice ancora. Invece, purtroppo, le mafie sono anche qui, attive e presenti da decenni, ma possono essere colpite perchè non sono invincibili. La confisca dei beni, con il 41 bis, sono conquiste di legalità e giustizia che fanno paura alle organizzazioni mafiose e permettono allo Stato di colpirle. La rassegna stampa di oggi sui nuovi beni confiscati a Genova che passano dal demanio al Comune e qualcosa che avevamo già pubblicato in merito...
Nella foto il boss in carcere, soggetto al regime del 41 bis, Piddu Madonia, di Cosa Nostra, della cosca a cui sono stati confiscati alcuni dei beni proprio nel cuore antico di Genova dalla DIA.
ANSA – 07.06.2006
Siti confiscati a Genova diventeranno centri sociali
Case sequestrate a criminalita' organizzata passano a Comune
(ANSA) -GENOVA, 7 GIU- Diventeranno centri per anziani, per minori e per donne vittime di violenza, 5 appartamenti confiscati alla criminalita' organizzata a Genova. La decisione e' stata ufficializzata dal prefetto e dal sindaco del capoluogo ligure, Romano e Pericu. Il trasferimento degli appartamenti e' avvenuto sulla base di una legge 1996, che prevede che gli immobili possano essere mantenuti al patrimonio dello Stato o essere trasferiti al patrimonio del Comune per finalita' istituzionali o sociali.
LA REPUBBLICA – 08.06.2006
L’INIZIATIVA - Cedute dal Prefetto al Comune per ospitare chi soffre
Le Case dei mafiosi alle donne maltrattate
Saranno destinate anche agli anziani e alla Comunità di Sant’Egidio
Le proprietà dei mafiosi diventano alloggi per gli anziani, luoghi sicuri per le donne maltrattate, centri di incontro per i giovani o per le attività della comunità di Sant’Egidio. Per la prima volta a Genova, cinque immobili confiscati ad esponenti della criminalità organizzata e presi in consegna dallo Stato, verranno consegnati al Comune che li utilizzerà per attività sociali e di solidarietà. La decisione è stata ufficializzata ieri mattina dal Prefetto Giuseppe Romano al Sindaco Beppe Pericu, presenti agli Assessori Paolo Veardo e Marina Dondero per Comune e Provincia: infatti uno dei cinque alloggi, senza indicare quale – si trovano nel Centro Storico ma anche a Ponente e San Fruttuoso – diventerà un luogo di sostegno di donne vittime di violenza. Proprio per un’iniziativa in questo senso il Prefetto Romano si era espresso pubblicamente durante un recente convegno organizzato dall’Amministrazione provinciale, e ieri si è detto molto soddisfatto “per la riaffermazione dei valori dello Stato, che si è appropriato di beni sicuramente frutto di provento illecito per destinarli al sociale”. “La casa per le donne potrebbe essere pronta entro fine anno – dice Marina Dondero, assessore provinciale alle pari opportunità – la legge regionale sulla sicurezza dovrebbe permetterci anche di ottenere sostegno per realizzare la struttura.” Iter breve, conferma Paolo Veardo, assessore comunale alla città solidale: entro il mese di luglio la proprietà verrà trasferita al Comune, d’intesa con l’agenzia del Demanio, e si potrà avviare la destinazione dei locali. Previsti, appunto, una residenza protetta per anziani, ma anche nuovi locali da assegnare alla Comunità di Sant’Egidio, che aveva dovuto rinunciare ad un’attività analoga, per avviare attività per anziani. Tra gli obiettivi, anche un luogo di aggregazione territoriale per i giovani. Il trasferimento dei cinque appartamenti – è stato spiegato- è avvenuta sulla base di una legge del 1996, che prevede che gli immobili prima sequestrati, poi confiscati a chi è processato per attività criminali, specialmente di tipo mafioso, possano essere mantenuti al patrimonio dello Stato o essere trasferiti al patrimonio del Comune per finalità istituzionali o sociali. In Campania, Sicilia e Calabria sono esperienze già avviate da tempo, qui a Genova si è trattato della prima volta. Nessuna indicazione sui precedenti proprietari e sulle loro attività criminose. L’unica certezza è che dove c’erano attività mafiose si possono avere servizi e aiuti ai cittadini più deboli.
(d. al)
IL SECOLO XIX 8.06.2006
IL SEQUESTRO - Si tratta di cinque appartamenti, la decisione assunta ieri dal comitato per l’ordine e la sicurezza
A donne e anziani le case della mafia
Il prefetto Romano: il frutto di proventi illeciti verrà reinvestito in attività di carattere sociale
Diventeranno centri di aggregazione per anziani, per istituti che forniscono servizi in favore dei minorenni e delle donne vittime di violenza, cinque appartamenti confiscati alla criminalità organizzata a Genova e trasferiti oggi al patrimonio comunale. La decisione è stata ufficializzata ieri mattina dal prefetto e dal sindaco del capoluogo ligure Giuseppe Romano e dal primo cittadino Giuseppe Pericu in occasione di una seduta monotematica del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza.
Secondo quanto spiegato dallo stesso sindaco Pericu , gli immobili saranno utilizzati a scopo sociale, per attività in favore degli anziani e dei minori. D’intesa poi con la Provincia, il Comune renderà disponibile uno dei cinque appartamenti ad azioni a sostegno di donne vittime di violenza. Proprio per un’iniziativa in questo senso il prefetto Romano si era espresso pubblicamente durante un recente convegno organizzato dall’amministrazione provinciale.
”Sono soddisfatto per l’alto valore simbolico di questa decisione – a detto il prefetto Romano – per la riaffermazione dei valori dello Stato che si appropriato di beni sicuramente frutto di provento illecito per destinarli al sociale”.
Il trasferimento dei cinque appartamenti, che si trovano nelle circoscrizioni di Centro-Est, Valbisagno e Ponente è avvenuto sulla base di una legge del 1996, che prevede che gli immobili possano essere mantenuti dal patrimonio dello Stato o essere trasferiti al patrimonio del Comune per finalità istituzionali o sociali. “E’ stata una scelta che ho condiviso con il Sindaco – ha concluso Romano – fissando un iter burocratico breve, in modo tale che i beni passino al Comune con effetto immediato”.
CORRIERE MERCANTILE 8.06.2006
Decisione del Comitato Provinciale per la Sicurezza
Al Comune gli alloggi confiscati alla criminalità
I cinque appartamenti saranno destinati a centri per anziani,
per minori o per donne vittime di violenza
Un appartamento del Centro Storico sarà assegnato dal Comune alla Comunità di Sant’Egidio
Diventeranno centri di aggregazione per anziani, per attività in favore dei minori e delle donne vittime di violenza, cinque appartamenti confiscati alla criminalità organizzata a Genova e che presto saranno trasferiti al patrimonio comunale. La decisione di assegnare questi immobili al Comune è stata ufficializzata ieri dal prefetto Giuseppe Romano e dal sindaco, Giuseppe Pericu, al termine della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. “Si tratta complessivamente di sette immobili, considerando anche alcuni magazzini annessi, dei quali dovremmo entrare in possesso entro luglio e che contiamo di poter utilizzare dall’autunno prossimo” spiega l’assessore comunale alla città solidale, Paolo Veardo, il quale sottolinea come questa sia la prima operazione del genere effettuata in Italia. Gli immobili confiscati e assegnati al Comune si trovano nel Centro Storico, a Ponente e in via Berghini a San Fruttuoso. “Assegneremo certamente un appartamento del Centro Storico alla Comunità di Sant’Egidio, in sostituzione della vecchia sede anche se quella era più grande – spiega Veardo – L’appartamento di via Berghini sarà utilizzato, invece, per attività destinate ai ragazzi”. D’intesa poi con la provincia, il Comune renderà disponibile uno degli alloggi per attività a sostegno di donne vittime di violenza, come aveva auspicato il prefetto Romano durante recente convegno organizzato dall’Amministrazione provinciale. Continua “Sono soddisfatto per il valore simbolico di questa decisione – ha commentato il prefetto – per la riaffermazione dei valori dello Stato che si appropriato di beni sicuramente frutto di provento illecito per destinarlo al sociale”. Il trasferimento degli immobili è avvenuto sulla base di una legge del 1996, che prevede che i beni possano essere mantenuti al patrimonio dello Stato o essere trasferiti al patrimonio del Comune per finalità istituzionali o sociali.
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ARTICOLI SULLE CONFISCE...
da "la Repubblica - Genova" del 29 dicembre 2005
IL CASO - Centro storico, confiscati e destinati a ludoteca gli immobili di proprietà della mafia
UNA CASA PER FAR GIOCARE I BAMBINI AL POSTO DEI BASSI DELLE "LUCCIOLE"
di Marco Preve - clicca qui
da "la Repubblica - Genova" del 1 dicembre 2005
Il pm Anna Canepa: "Colpire i patrimoni
è la strada giusta per combattere efficacemente la mafia"
Il tesoro di mattoni della ‘ndrangheta
Confiscate case per 750mila euro a un boss in Liguria
di Marco Preve - clicca qui
Genova 17 ottobre 2005
ADESIONE ALL'APPELLO PER SALVARE LA LEGGE ROGNONI - LA TORRE
promosso da Libera di Don Luigi Ciotti
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L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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Tra sinistra,
'ndrangheta,
speculazioni
(e l'omicidio
in famiglia)"
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"SLOT & VLT
le inchieste,
la storia,
i nomi e cognomi"
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"DIANO MARINA
LA COLONIA"
QUELLA STORIA
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"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
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Dal 29 dicembre si è
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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