
Si squarcia il velo sulla 'ndrangheta nel Tigullio, nei suoi rapporti con la politica ed oltre...
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More...L'inchiesta sul condizionamento del voto in Liguria dagli anni Ottanta ad oggi, comprese le Primarie del PD...
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More...Capolista del M5S ad Imperia rivendica l'amicizia con un (attivista) esponente della famiglia MAFODDA, che è storica famiglia di 'ndrangheta...
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More...L'inchiesta che ha portato alle condanne per 416-bis nell'estremo ponente ligure...
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More...Domandarsi da dove venga la fortuna imprenditoriale dei FOGLIANI è legittimo. E noi lo facciamo...
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More...La storia attraverso inchieste ed Atti della famiglia che ha scalato il mercato savonese...
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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Scena da far west al casello di Nervi, Carabiniere ferito
Inseguimento con sparatoria per fermare il pusher della coca
Inseguimento con sparatoria venerdì sera al casello autostradale di Nervi per mettere le manette ad corriere di cocaina a cui i Carabinieri del Reparto Operativo stavano dietro da diverso tempo. L’uomo, seguito e bloccato da un’auto civetta dei militari, le ha speronate con la propria vettura ed ha investito due Carabinieri che hanno dovuto sparare ai pneumatici. Il corriere è stato infine bloccato dopo una colluttazione. Bilancio dell’operazione: tre etti e mezzo di cocaina sequestrata e cinque carabinieri feriti uno dei quali con una clavicola lussata. Il corriere Alessandro Fiori, 29 anni, originario di Sassari ma residente a Genova a Quarto, è stato arrestato e rinchiuso in carcere nella colluttazione ha riportato ferite giudicate guaribili in dieci giorni. I carabinieri avevano organizzato l’appostamento dopo aver saputo da fonti confidenziali dell’arrivo del carico di cocaina destinata alla riviera ligure. Così hanno fatto scattare il fermo, ma il pusher ha tentato di fuggire. Nella sua casa di via Priaruggia i carabinieri hanno trovato tutto quello che serviva per tagliare e confezionare la cocaina. Il bilancino elettronico e la pietra da “taglio” per i carabinieri sono la prova che Alessandro Fiori, 29 anni, pregiudicato per lesioni, rapina, furto, spaccio, era un pusher in ascesa, non un semplice corriere. Un piccolo boss, conosciuto e temuto nel ponente cittadino, pronto a vendere cara la pelle, deciso a farsi ammazzare piuttosto che tornare in prigione. Ieri mattina, alle 4.30, al casello di Nervi, Fiori si è trovato ad un bivio. I militari del Nucleo operativo (gente esperta, tra loro alcuni che inchiodarono il serial killer Donato Bilancia) gli hanno sbarrato la strada, chiudendolo come una cavia nel vicolo cieco di un labirinto. Alessandro Fiori ha scelto di lottare, di rischiare la vita, pur di fuggire. I Carabinieri, che lo pedinavano, lo hanno chiuso tra i due gabiotti del secondo casello di uscita della barriera di Nervi: una Citroen “Megane” berlina dietro, una “Jeep” davanti. Sebbene fosse alla guida un suv di grande potenza una BMW “X5”, Fiore era in gabbia. Ha ingranato la retromarcia. Ha speronato la berlina. Poi ha innestato la prima e ha scagliato l’auto contro la “Jeep”. Voleva farsi un varco per fuggire. I carabinieri sono scesi dall’auto, le pistole in pugno. Le fiammate delle armi automatiche si sono sovrapposte alla luce fredda dei neon. Otto colpi sono stati sparati ai pneumatici e al motore della macchina del pusher. Quando Alessandro Fiori è stato ammanettato un carabiniere era a terra: Roberto Ardundine, 45 anni, nell’ambiente noto col soprannome di “Sandocan”, era rimasto schiacciato tra la BMW ed il guard rail. Non rischia la vita, dicono i medici del San Martino, ma le sue condizioni sono gravi. La prognosi è di quaranta giorni: ha riportato fratture e profonde lesioni alla schiena. Un altro militare ha riportato una lesione ad una gamba: per lui dieci giorni di prognosi. Due colleghi se la caveranno con un paio di giorni.
Gavino Sechi, il maggiore comandante della Seconda Sezione del Nucleo Operativo di Genova ha spiegato che i suoi uomini stavano pedinando Alessandro Fiori da tempo. Il ventinovenne, sposato con una donna albanese era nel mirino dei militari che sospettavano da qualche tempo fosse passato dall’uso al commercio di cocaina, droga di cui a loro dire fa uso. Abbiamo iniziato a pedinarlo- ha spiegato Sechi finchè finalmente siamo riusciti a sapere che ieri sera (venerdì per chi legge, ndr) sarebbe andato fuori città per fare “un carico di droga”. Fiori si era recato nel Lazio, dove aveva comprato 310 gr di cocaina in ovuli. I carabinieri hanno raccontato di aver organizzato un pedinamento a staffetta. Hanno “agganciato” il suv di Fiori a Sestri Levante. Mentre la “Megane” gli stava alle spalle , con discrezione, i colleghi attendevano pazienti ai caselli successivi. Fiori, che abita tra Sturla e Quarto ha scelto di uscire a Nervi. Non avrebbe potuto proseguire comunque: da qualche giorno di notte l’autostrada viene chiusa da Nervi a Genova est. Non avendo “il telepass” –errore gravissimo – ha puntato al secondo casello dove il pedaggio si paga con banconote e monete. Quando ha fermato la corsa i carabinieri gli si sono fatti addosso. Fiori “quasi certamente su di iri per la droga usata nel viaggio” ha sottolineato Sechi, ha speronato le auto e cercato di uccidere i carabinieri che a piedi negli spazi ristretti del casello gli si sono avventati contro. Ha costretto i militari a sparare. Non si è dato per vinto neppure quando il motore del X5 si è spento crivellato di colpi. Ha lottato strenuamente con i carabinieri. Ne ha ferito due.
La droga era stata nascosta dentro il poggia testa centrale della poltrona posteriore della BMW. Lo spacciatore non aveva armi. E’ stato accusato di tentato omicidio plurimo, lesioni gravissime, detenzione al fine di spaccio di droga e guida senza patente.
Francesco Ricci
Il carabiniere “poteva uccidermi”
“Quello poteva ammazzarmi. Mi è venuto addosso con la jeep. Mi ha scaraventato contro il gabbiotto del casello e poi sul guard rail. Ho cinquanta punti nella schiena”. “Sandocan”, Roberto Arundine, quarantacinque anni più della metà di servizio nei Carabiniere...


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SIAMO DI NUOVO
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Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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Savona,
chi sapeva ed
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Nello Giraudo?"
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