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Avevano indagato sugli scandali Antonveneta e Parmalat
Le Fiamme Gialle: sia garantita la continuità investigativa
Milano, Gdf azzerata - Rimossi quattro ufficiali
Il viceministro all'economia: "Nessun legame col caso Unipol"
di LUCA FAZZO
MILANO - Via da Milano un generale, un colonnello, un tenente colonnello, probabilmente anche un maggiore: inizia così il nuovo corso della Guardia di Finanza sotto la guida di Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze, oggi viceministro all'Economia con delega sulle Fiamme Gialle.
La decisione non è ancora formalizzata dal comunicato ufficiale, ma tra i massimi livelli della Finanza circola già l'elenco definitivo dei nomi: i nomi di chi parte e i nomi di chi arriva, l'elenco completo della prima operazione di "spoil system", di avvicendamento totale, all'interno di una struttura tanto delicata. Che va a colpire i reparti che, con luci ed ombre, in questi anni sono stati il braccio operativo della procura della Repubblica di Milano sul fronte della criminalità economica, a partire dai casi Parmalat e Antonveneta.
L'azzeramento totale dei vertici della Finanza di Milano non poteva non destare attenzione all'interno della procura. I vertici della magistratura milanese si sono interrogati a lungo sull'atteggiamento da tenere di fronte a questo vistoso cambio di uomini e di scenario.
Da un lato c'era l'esigenza di non far sentire abbandonati a se stessi ufficiali che da anni collaborano con le inchieste milanesi, dall'altra la convinzione che non fosse legittima una ingerenza negli affari interni della Guardia di Finanza. E, negli equilibri interni alla procura milanese, avrebbero pesato anche le divisioni tra i pubblici ministeri che in questi anni hanno sviluppato un rapporto di fiducia con la Finanza e quelli più freddi con l'attuale gruppo dirigente delle Fiamme Gialle. Il tutto in un ambiente nel quale le fughe di notizie - in particolare quelle relative al caso Impregilo e al caso
Unipol-Antonveneta in cui fu coinvolto il segretario ds Piero Fassino - hanno segnato più di un'inchiesta.
Alla fine, il procuratore capo Manlio Minale ha deciso di prendere carta e penna e scrivere a Roberto Speciale, comandante generale della Finanza, limitandosi a sottolineare l'importanza della continuità dell'attività investigativa.
Da Milano se ne andranno uno dopo l'altro gli ufficiali che oggi occupano i posti chiave: il generale Mario Forchetti, comandante regionale, trasferito a Torino (al suo posto il generale Marcello Gentili); il colonnello Rosario Lorusso, comandante provinciale; il tenente colonnello Virgilio Pomponi anche lui trasferito a Roma (che verrà sostituito dal tenente colonnello Maccani, in arrivo da Bologna), comandante del Nucleo di polizia tributaria. Anche il generale Minervini, comandante interregionale Lombardia, è stato trasferito a Roma, ai reparti speciali. A rischio anche il posto del maggiore Vincenzo Tomei, che comanda il gruppo investigativo specializzato in polizia giudiziaria, quello a contatto più diretto con la Procura: Tomei, che è a Milano da poco, potrebbe rimanere nel capoluogo lombardo, ma con un incarico meno in vista.
La rivoluzione viene presentata come un normale avvicendamento dal viceministro Vincenzo Visco, che ieri in serata ha smentito l'ipotesi che gli avvicendamenti siano legati al caso Unipol: "Un falso costruito ad arte, è un normale avvicendamento". Ma tra gli addetti ai lavori molti pensano che la vera ragione del brusco turnover stia nel Dna dei quattro ufficiali: tutti, ma in particolare Forchetti e Pomponi, considerati troppo vicini al generale Emilio Spaziante, attuale capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza. Spaziante, che ha un passato nei servizi segreti e nell'intelligence interna delle Fiamme Gialle, è in rotta di collisione con Visco fin dal tempo dei governi dell'Ulivo. Oggi Visco lo accusa di essersi legato a doppio filo a Giulio Tremonti quando questi era ministro dell'Economia e di avere colonizzato Milano con ufficiali a lui fedeli in modo da monitorare le iniziative della Procura milanese.


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Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
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