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La mappatura della Liguria
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Le cementificazioni hanno un
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in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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RIFIUTI TOSSICI A MASONE
Il sindaco:
«E’ una discarica abusiva, tutti lo sanno ma nessuno è intervenuto»
«Per anni da Genova hanno trasportato i i rifiuti della Volpaia senza alcuna autorizzazione. Erano altri tempi... Spero che la magistratura faccia chiarezza»
Nessuno sa cosa c’è veramente là sotto. E nessuno, in quarant’anni, si è preoccupato di saperlo. L’immensa pattumiera dei Piani di Masone di proprietà del marchese (latitante) Giacomo Cattaneo Adorno è un mistero a cielo aperto. Perché sono anni che dall’erba, su una superficie di almeno trenta ettari, fioriscono reperti inquietanti. Soprattutto rifiuti ospedalieri: provette, flaconi di medicinali, bisturi, calzari, flebo. Quando c’è il sole luccicano. Tutti vedono, si abbagliano. E fanno finta di niente. Adesso tocca ad un magistrato, il sostituto procuratore Gabriella Marino che ha ricevuto l’incarico dall’“aggiunto” Mario Morisani, e ai poliziotti della Digos “scavare”. Ma perché in tutti questi anni la montagna di “rumenta” è stata ignorata? Perché nessuno si è preoccupato di fronte alle possibili conseguenze ambientali di così tanto pattume di provenienza inquietante? Il sindaco di Masone, Livio Ravera, 34 anni,Margherita, da due alla guida del paese, prova a rispondere così: «E’ una situazione cristallizzata, avviene così in tutti in quei comuni dove ci sono siti in passato utilizzati come discarica».
Quindi il sindaco, come autorità sanitaria, non ha mai pensato di preoccuparsi dell’eventuale nocività di quella massa di rifiuti sepolta sotto una superficie di almeno trenta ettari?
«No».
Perché?
«Perché nessun’altra autorità sanitaria o di polizia mi ha fatto pervenire segnalazioni che potessero indicare un pericolo per l’ambiente e le persone. Almeno da quando io sono sindaco...».
Però non è così rassicurante vedere quella roba...
«In paese tutti hanno sempre saputo».
Cosa?
«Che lì fino a metà degli anni Sessanta c’era una discarica ».
Proprio lì?
«Sì, da quello che so un po’ in tutta quella zona».
Una discarica autorizzata?
«No. La sua esistenza non è mai stata certificata da alcun atto dell’amministrazione. D’altronde in quegli anni le normative in materia erano molto blande».
E i rifiuti da dove arrivavano?
«Da Genova, dalla Volpara Era direttamente il comune di Genova con i propri mezzi a trasportare la spazzatura nel nostro territorio».
Rifiuti di tutti i tipi?
«Come posso saperlo».
Poi un giorno la discarica chiude. Ma la bonifica non parte visto che, ammesso che parliamo sempre degli stessi terreni, a distanza di anni continua ad affiorare di tutto.
«Non siamo in grado di stabilire cosa sia stato fatto. Quella pattumiera, diciamo così, è un’eredità del passato».
Con la quale convivete senza farvi troppe domande.
«Attenzione. La gente di Masone non è insensibile alle istante ambientali. Basti pensare che negli ultimi anni abbiamo detto due volte no alla Regione che voleva insediare sul nostro territorio un sito per lo smaltimento di rifiuti tossici».
D’accordo. Ma ora c’è un’inchiesta della magistratura.
«L’ho saputo dal “Corriere Mercantile”. Lunedì andrò in Procura a chiedere notizie. Quando e se sarà necessario sono pronto ad assumere tutti quei provvedimenti che possono rientrare nelle mie competenze in ordine all’eventuale inquinamento delle falde acquifere».
Un auspicio?
«Come sindaco non posso che augurarmi che venga fatta piena luce sui potenziali pericoli derivanti dalla discarica. E non posso che salutare come benvenuto ogni intervento mirato alla completa bonifica e messa in sicurezza del sito».
ANDREA FERRO
INTERVIENE LEGAMBIENTE.
Andrea Agostini: «La salute dei cittadini è secondaria, prevalgono altri interessi»
«Se non interviene la magistratura nessuno si muove. L’esempio della Stoppani di Cogoleto è illuminante. Ci sono intere aree sotto le quali nel corso del tempo la criminalità organizzata ha sepolto rifiuti di tutti i tipi»
E’ una vecchia storia. Se non interviene direttamente la magistratura nessuno si muove. Perché le amministrazioni locali, Provincia e comuni, di fronte alla salute dei cittadini e ad una efficace politica di salvaguardia ambientale antepongono altri interessi: politici, economici, sociali».
Andrea Agostini, di Legambiente, si sorprende ma neppure troppo di fronte alla brutta storia della discarica di rifiuti (anche tossici) dei Piani di Masone. Per gli ambientalisti è l’ennesimo esempio di un certo modo di gestire le emergenze ambientali. «E’ tipico della nostra provincia. Penso per esempio alla vicenda della Stoppani. Se non ci fosse stata un’azione incisiva della magistratura il comune di Cogoleto avrebbe fatto finta di niente. Eppure le spiagge erano inquinate».Ma per Agostini in casi del genere anche il lavoro dell’autorità giudiziaria spesso è in salita. «I magistrati - spiega – si trovano di fronte a situazione pregresse, dopo tanto tempo non è semplice risalire ai responsabili, diventa difficile perseguire questo tipo di reati».Al di là dell’aspetto strettamente penale resta il fatto che in molti comuni esistono delle vere e proprie bombe ecologiche da disinnescare. «Penso per esempio all’entroterra del levante – prosegue Agostini -. Ci sono intere aree sotto le quali nel corso del tempo la criminalità organizzata ha sepolto rifiuti di tutti i tipi. Andate poi a Lavagna...». E la bonifica? «Trattandosi di terreni privati non è semplice poter procedere alle analisi e quindi agli interventi successivi».Però a qualcuno dovrebbe spettare la tutela dell’ambiente e della salute.«E’ una prerogativa della Provincia, dei carabinieri del Noe, dei comuni. Maalla fine sopra tutto e tutti prevale la volontà politica di fondo. Ripeto: l’esempio della Stoppani di Cogoleto è illuminante».E a Masone che sta succedendo? «Siamo nella stagione estiva – spiega Agostini -. E’ un comune di villeggiatura. C’è da tutelare una certa immagine, sono le valli del latte». La distesa dei Piani è di proprietà del marcheseGiacomo Cattaneo Adorno (latitante da anni, ndr). «Quel signore – dice Agostini - è già indagato per una storia simile in via Piombelli, a Rivarolo».
[a.f.]


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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
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