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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
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Le cementificazioni hanno un
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Traffico internazionale di droga organizzato dalla ndrangheta: sequestrate tre tonnellate di coca e 110 mila pastiglie di ecstasy
07/11 I carabinieri di Trento hanno eseguito 60 arresti, su ordinanza del giudice, per traffico internazionale di stupefacenti tra Sud America e Italia. Cinquanta provvedimenti di custodia cautelare sono stati eseguiti in Trentino, Lombardia, Piemonte, Toscana, Calabria e Sardegna, mentre una decina di trafficanti sono stati arrestati in Spagna e Argentina, dove sono stati localizzati depositi e raffinerie dell'organizzazione criminale che riforniva di cocaina tutta l'Europa, nascosta in carichi di carbone vegetale. Con la cooperazione internazionale di polizia e magistratura di Argentina e Spagna, i carabinieri del Ros e la Dcsa hanno sequestrato oltre 3000 kg di cocaina e 110.000 pastiglie di ecstasy, mentre una quarantina di trafficanti sono stati arrestati nelle indagini collegate all'estero. Sequestrati milioni di euro, imbarcazioni e decine di auto di lusso. Altre 30 persone erano già state arrestate dal Ros nella prima fase dell'operazione "Trabajo", condotta in Europa e Sudamerica. Sono stati dimostrati, inoltre, i collegamenti con le cosche della 'ndrangheta e ricostruite le nuove rotte per importare cocaina in Europa.Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Trento, Davide Ognibene, sono partite con una serie di controlli in locali notturni del Trentino che hanno consentito di scoprire un' attività di spaccio di cocaina. Dallo spaccio al minuto gli inquirenti sono risaliti ai canali di approvvigionamento ad Ibiza e nell' hinterland di Milano. Qui i carabinieri hanno individuato una presunta organizzazione che faceva capo ad alcuni esponenti della famiglia Berritto, collegata con alcune cosche della 'ndangheta gia' indagate dai carabinieri del Ros nell' indagine "Decollo". Nello stesso tempo le indagini sono proseguite in Spagna ed Argentina alla caccia della struttura internazionale fornitrice. La principale base operativa è stata scoperta nell' isola di Ibiza. Le indagini si sono, quindi, spostate in Argentina: nei pressi di Buones Aires, a Moron, nel le forze dell'ordine hanno individuato la raffineria dell' organizzazione che utilizzava attività legali di import-export per trasportare la cocaina, proveniente dalla Colombia, in Europa. In particolare, il gruppo della famiglia Losono è accusato aver introdotto la droga in Spagna, attraverso il porto di Valencia, dove arrivava mescolata al carbone vegetale estratto dalle miniere del Chaco argentino. Un altro laboratorio per la raffinazione della pasta di coca in cocaina cloridato è stata scoperto ad Ibiza. Raccolti gli elementi investigativi, grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche e pedinamenti, gli inquirenti hanno stretto il cerchio giungendo all' esecuzione in Italia di 50 ordinanze di custodia cautelare (26 in carcere e 23 domiciliari), e di 11 all' estero. Per il primo gruppo di arrestati l' accusa è di associazione finalizzata a detenzione e spaccio di droga, per il secondo di associazione finalizzata al commercio e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. La droga è stata sequestrata soprattutto in Spagna e Argentina, ma anche a Genova, Torino, Milano e Trento. Otto appartamenti, acquistati dall' organizzazione con i proventi del traffico, sono stati sequestrati ad Ibiza e Barcellona. Sequestri hanno riguardato anche yacht e auto di lusso per un valore di 10 milioni di euro. Contanti per 6 milioni sono stati scoperti in conti bancari nel Principato di Andorra. Secondo gli inquirenti l' operazione ha consentito di dimostrare i collegamenti di alcune cosche calabresi con il traffico di cocaina, e ha confermato la tendenza delle principali organizzazioni criminali a ricercare la copertura di relazioni commerciali collaudate, affidandosi ad esperti nel settore import-export.
La droga, destinata ai night,arrivava nel carbone argentino
07/11 Arrivava via nave in Europa, assieme a carichi di carbone vegetale argentino, la cocaina che negli ultimi mesi è circolata abbondantemente nei locali notturni di Milano, Torino, Ibiza e del Triveneto. Un traffico internazionale gestito da argentini e colombiani con la collaborazione di alcune cosche calabresi della 'ndrangheta e stroncato grazie ad un' operazione denominata 'Trabajo', avviata dai carabinieri di Trento,che ha portato all' arresto di 50 persone in Italia e 10 all' estero, al sequestro di oltre 3 tonnellate di droga e di beni immobili e denaro per decine di milioni di euro e alla scoperta di due raffinerie. Per mettere le mani sulla potente organizzazione che gestiva il traffico internazionale, i carabinieri sono partiti da normali indagini sullo spaccio al minuto in alcuni locali notturni del Trentino dove si rifornivano una quarantina di imprenditori, professionisti e commercianti della zona. "Quanti appartamenti vuoi da affittare, e per quanti giorni", queste le parole in codice con cui gli spacciatori prendevano contatto con i facoltosi clienti desiderosi di qualche diversivo. Le successive indagini, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ognibene, hanno consentito di individuare i canali di approvvigionamento ad Ibiza e nell' hinterland di Milano. Qui i carabinieri hanno individuato un gruppo di presunti trafficanti cui facevano capo alcuni esponenti della famiglia Berritto, collegata con cosche della 'ndangheta gia' indagate dai carabinieri del Ros. Nello stesso tempo le indagini sono proseguite in Spagna ed Argentina alla caccia della struttura internazionale fornitrice. La principale base operativa è stata scoperta nell' isola di Ibiza. Le indagini si sono, quindi, spostate in Argentina: nei pressi di Buones Aires, a Moron, le forze dell' ordine hanno individuato la raffineria dell' organizzazione che utilizzava attività legali di import-export per trasportare la cocaina, proveniente dalla Colombia, in Europa. In particolare, il gruppo della famiglia Losono è accusato di aver introdotto la droga in Spagna, attraverso il porto di Valencia, dove arrivava mescolata al carbone vegetale estratto dalle miniere del Chaco argentino. Un altro laboratorio per la raffinazione della pasta di coca in cocaina cloridato è stata scoperto ad Ibiza. Raccolti gli elementi investigativi, grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche e pedinamenti, gli inquirenti hanno stretto il cerchio attorno all' organizzazione e il Gip di Trento ha emesso le ordinanze di custodia cautelare. In carcere sono finiti dunque 11 presunti trafficanti, in gran parte argentini e colombiani arrestati in Spagna ed Argentina, mentre altre 50 ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite in Italia: in Trentino, Lombardia, Piemonte, Toscana, Calabria e Sardegna. Per il gruppo di italiani l' accusa è di associazione finalizzata a detenzione e spaccio di droga. La droga è stata sequestrata soprattutto in Spagna e Argentina, ma anche a Genova, Torino, Milano e Trento. Otto appartamenti, acquistati dall' organizzazione con i proventi del traffico, sono stati sequestrati ad Ibiza e Barcellona. Sequestri hanno riguardato anche yacht e auto di lusso per un valore di 10 milioni di euro. Contanti per 6 milioni sono stati scoperti in conti bancari nel Principato di Andorra. Soddisfazione e complimenti ai carabinieri per l'operazione dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, e dal viceministro dell'Interno, Marco Minniti.
Le congratulazioni di Minniti
07/11 Il Vice Ministro dell'Interno, Marco Minniti, si è congratulato con il Comandante dell'Arma dei Carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, per l'operazione che a Trento ha consentito l'arresto di 60 trafficanti di droga stroncando un traffico internazionale tra il nostro paese e il Sud America. L'operazione, messa a punto dai carabinieri del Ros e dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del dipartimento della Ps, ha fatto scattare arresti in Trentino, Lombardia, Piemonte, Toscana, Calabria e Sardegna ed ha consentito consistenti sequestri di cocaina ed ecstasy (tre tonnellate di cocaina e 110 mila pastiglie) dimostrando, tra l'altro - come sottolinea Minniti - i collegamenti tra cosche della 'ndrangheta e Sud America per la ricostruzione di nuove rotte per importare cocaina in Europa.


L'AZIENDA
CHE HA
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Ma intanto si riparte!
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