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Finale, l´assedio del cemento
Due progetti, nuovi volumi per 400.000 metri cubi. Ed è polemica
Il mattone ora divide anche l´opposizione: Gloria Bardi chiede la creazione del Parco I progetti per cave Ghigliazza e Piaggio. Una galleria da 30 milioni per spostare amonte l´Aurelia Nuova giunta sotto accusa: "Ma noi abbiamo applicato il piano del centrosinistra"
di Marco Preve
FINALE LIGURE - Prendete Spotorno, spostatela di qualche chilometro e infilatela dentro Finale. Eccola Finale 2, ecco come diventerà, dopo l´ennesima cura al cemento di questa Liguria al calcestruzzo, il capoluogo della Riviera delle Palme. Due progetti, cave Ghigliazza e stabilimento Piaggio, che si trasformeranno in 400milametri cubi di alberghiero, poco, e residenziale, tanto. Un quadro che è frutto discelte avviate da un´amministrazione di centrosinistra, poi confermate e potenziate da quella di centrodestra. Ma in questo calderone politico urbanistico che rischia di diventare un caso nazionale, c´è di tutto: l´immancabile diaspora a sinistra; un imprenditore che sta per investire decine di milioni di euro e l´anno scorso è finito in manette per traffico di cocaina; il "ricatto occupazionale della Piaggio", come lo chiama il vicesindaco; l´incognita di un Puc che secondo i consiglieri de "L´altra Finale" nasconde altri 300mila metri cubi di garage, sottotetti e nuove abitazioni sparpagliate. Pure sulla collina a ridosso del borgo di Varigotti, immortalato da Cesare Pavese nel romanzo breve "La Spiaggia". Oggi Varigotti è un paese che d´inverno muore e rinasce solo in estate. Ma tutta Finale fa i conti con il calo demografico, quasi il 7% negli ultimi dieci anni. I residenti sono 11.800, e metteteci pure dentro i nonni milanesi che risultano cittadini per risparmiare sulla seconda casa. Le abitazioni sono circa altrettante, e la metà di piemontesi e lombardi. Ci sono diversi alberghi chiusi da anni. A parte il Miramare che pare venga ristrutturato per riprendere l´attività, gli altri vogliono solo mutare pelle e diventare alloggi (Ricky e Lido). E appartamenti vogliono fare i grandi gruppi immobiliari che già pregustano il mega business di cave Ghigliazza e Piaggio. Due spazi che ad altre latitudini sarebbero stati, magari, un la boratorio per qualche innovativa sfida urbanistica. Invece, meglio andar sul sicuro: barche e mattoni. Le Ghigliazza sono quella voragine a cielo aperto sotto la rocca di Caprazoppa, verso Borgio Verezzi, affacciata sul mare. Una storia travagliata di devastazione ambientale e fallimenti societari. Adesso la proprietà è della Arene Candide che fa capo all´imprenditore di Asti, Alberto Fassio, lo scorso anno arrestato dalla squadra mobile della città piemontese nell´ambito di un´inchiesta per spaccio di cocaina. l progetto presentato prevede un porto canale e circa 120 mila metri cubi di mattone. «Abbiamo ereditato il progetto dalla passata amministrazione di centrosinistra», spiega Giovanni Ferrari, vicesindaco Sdi («macchè pecora nera, qui a Finale abbiamo anticipato il compromesso storico») e assessore all´Urbanistica della giunta guidata dal medico Flaminio Richeri. «Potevamo revocare o migliorare - prosegue -. Per rispetto ai cittadini, ai soldi già spesi in consulenze dai nostri predecessori, ed evitare richieste risarcitorie, abbiamo scelto la seconda opzione. E abbiamo detto ai costruttori che se vogliono fare il porticciolo stile Portofino si devono scordare di avere davanti alle case la barriere dell´Aurelia con un muro di contenimento alto 12 metri. Se vogliono il porto, devono bucare il promontorio e spostare a monte l´Aurelia, così di sotto loro avranno la darsena e noi la passeggiata più altri oneri, come la caserma della finanza e il museo archeologico». «E´ vero, quel progetto è partito con la nostra amministrazione - ammette Franco De Sciora capogruppo ds - ma il loro è ancora più pesante, le cubature aumentate». «I costruttori accetteranno di fare la galleria in cambio di ulteriori volumetrie - attacca Gloria Bardi, battagliero consigliere di L´Altra Finale da quando è uscita da una sinistra considerata da lei e da altri cittadini troppo tiepida nei confronti del mattone -. Qui si governa a colpi di varianti e nessuno pensa più al Parco Regionale del Finalese, lo strumento di qualità per lo sviluppo turistico, un progetto messo da anni nel cassetto, ma che la giunta Burlando si è impegnata a concretizzare». La Bardi sottolinea anche l´assenza di uno studio di sostenibilità che valuti l´impatto non solo urbanistico, ma anche viario e sociale dei due progetti congiunti Ghigliazza- Piaggio. E questa sera proverà a far riflettere la maggioranza nel corso del consiglio comunale chiamato a votare le osservazioni al Puc. «Guardi che preoccupa anche noi - dice Ferrari -. E´ come se traslocassimo Spotorno dentro la nostra città. Ma noi stiamo cercando di contenere al massimo. La Piaggio ha fatto un ricatto. Dicono "Se non ci date l´area di Villanova, andiamo a Napoli e mille operai restano a casa". Noi però abbiamo vincolato l´intervento immobiliare alla condizione che la fabbrica vada davvero a Villanova. E i 275 mila metri cubi sono il massimo. E dentro ci deve stare anche edilizia convenzionata». «Ma a chi la raccontano - ribattono Ds e Altra Finale -. Con i prezzi che ci saranno quelle case le compreranno industriali e commercialisti di Finale». Che l´intervento, per quanto di tempi lunghi, sia assai probabile, lo dimostra l´acquisto del 20% di Piaggio da parte di Aedes, quarto gruppo immobiliare italiano. Su Piaggio e Ghigliazza sarà comunque la Regione a definire il percorso e a imporre modifiche («l´assessore regionale all´urbanistica Ruggeri ha detto che la galleria nella montagna di arenaria difficilmente si farà» dice Donata Scarrone di Altra Finale). Ma, intanto a Finale non si perde tempo. A Punta Crena la Soprintendenza ha autorizzato un intervento per 65 box interrati e la sopraelevazione di una casa, osteggiato però dal Comune. Che, per contro, ha concesso la realizzazione, in variante, di un contestato silos per auto in via Brunenghi. La città sta per affrontare una trasformazione storica, ma i finalesi disertano il dibattito e si godono il sole primaverile di questo finto inverno. Mica per niente da queste parti si coltiva un vizietto particolare: l´ultimo condono ha graziato 650 abusi edilizi. alberghiero, poco, e residenziale, tanto. Un quadro che è frutto di scelte avviate da un´amministrazione di centrosinistra, poi confermate e potenziate da quella di centrodestra. Ma in questo calderone politico urbanistico che rischia di diventare un caso nazionale, c´è di tutto: l´immancabile diaspora a sinistra; un imprenditore che sta per investire decine di milioni di euro e l´anno scorso è finito in manette per traffico di cocaina; il "ricatto occupazionale della Piaggio", come lo chiama il vicesindaco; l´incognita di un Puc che secondo i consiglieri de "L´altra Finale" nasconde altri 300mila metri cubi di garage, sottotetti e nuove abitazioni sparpagliate. Pure sulla collina a ridosso del borgo di Varigotti, immortalato da Cesare Pavese nel romanzo breve "La Spiaggia". Oggi Varigotti è un paese che d´inverno muore e rinasce solo in estate. Ma tutta Finale fa i conti con il calo demografico, quasi il 7% negli ultimi dieci anni. I residenti sono 11.800, e metteteci pure dentro i nonni milanesi che risultano cittadini per risparmiare sulla seconda casa. Le abitazioni sono circa altrettante, e la metà di piemontesi e lombardi. Ci sono diversi alberghi chiusi da anni. A parte il Miramare che pare venga ristrutturato per riprendere l´attività, gli altri vogliono solo mutare pelle e diventare alloggi (Ricky e Lido). E appartamenti vogliono fare i grandi gruppi immobiliari che già pregustano il mega business di cave Ghigliazza e Piaggio. Due spazi che ad altre latitudini sarebbero stati, magari, un laboratorio per qualche innovativa sfida urbanistica. Invece, meglio andar sul sicuro: barche e mattoni. Le Ghigliazza sono quella voragine a cielo aperto sotto la rocca di Caprazoppa, verso Borgio Verezzi, affacciata sul mare. Una storia travagliata di devastazione ambientale e fallimenti societari. Adesso la proprietà è della Arene Candide che fa capo all´imprenditore di Asti, Alberto Fassio, lo scorso anno arrestato dalla squadra mobile della città piemontese nell´ambito di un´inchiesta per spaccio di cocaina.


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