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La mappatura della Liguria
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Maxi comitato d’affari scoperto dalla Procura di Catanzaro: Indagati, politici, generali, imprenditori. Perquisizioni in tutta Italia. Tra di loro Adamo, Pirillo, Luzzo, Saladino, il Gen. Poletti, consulente di Prodi
18/06 Sono 26 le perquisizioni fatte dai carabinieri nell' ambito dell' inchiesta condotta dalla Peocura della Repubblica di Catanzaro su un presunto gruppo di potere traversale accusato di avere commesso una serie di truffe nella gestione di finanziamenti pubblici. Le perquisizioni sono state fatte, oltre che in Calabria, a Roma, Padova e Milano. A venti delle persone che hanno subito le perquisizioni i carabinieri hanno notificato contestualmente informazioni di garanzia, emesse dal sostituto procuratore Luigi De Magistris, in cui si ipotizzano, a vario titolo, reati che vanno dall' associazione per delinquere, alla truffa, alla corruzione, alla violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete al finanziamento illecito dei partiti. Le persone che hanno ricevuto le informazioni di garanzia sono Franco Bonferroni, consigliere d' amministrazione di Finmeccanica e con cariche in diverse società e con collegamenti con esponenti del mondo bancario ed imprenditoriale; Pietro Macrì, presidente della società Met Sviluppo e del settore terziario della Confindustria di Vibo Valentia; Luigi Filippo Mamone, dirigente della Regione Calabria; Francesco De Grano, dirigente della Regione Calabria e responsabile del settore finanziamenti Por 2007-2013; Maria Angela De Grano, sorella di Francesco, con cariche in diverse società; Paolo Poletti, capo di stato maggiore della Guardia di finanza; Valerio Carducci, punto di riferimento di Antonio Saladino (ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria) per i contatti con gli ambienti parlamentari; Gianfranco Luzzo, ex assessore alla Sanità della Regione Calabria, anch' egli legato a Saladino; Mario Pirillo, attuale assessore all' Agricoltura della Regione Calabria; Massimo Stellato, capocentro del Sismi di Padova, ed il fratello Gianmario; Vincenzo Bifano, persona che insieme a Saladino avrebbe avuto un ruolo di rilievo nell' attuazione del presunto disegno criminoso; Gerardo Carnevale, componente dello staff del consigliere regionale della Calabria dei Ds Antonio Acri; Nicola Adamo, vicepresidente della Regione Calabria ed assessore al Turismo; Antonio Acri, consigliere regionale della Calabria; Brunella Bruno, in servizio al Cesis, indicata come persona legata ai generali della Guardia di finanza Cretella e Poletti; Armando Zuliani, imprenditore; Francesco Indrieri, commercialista, persona vicina all' imprenditore del settore della grande distribuzione commerciale Antonio Gatto; Salvatore Domenico Galati, componente dello staff del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli, coordinatore regionale del partito, e Piero Scarpellini, imprenditore emiliano.
Tra gli indagati consulente di Prodi. Pietro Scarpellini, una delle venti persone che hanno ricevuto le informazioni di garanzia nell' inchiesta della Procura di Catanzaro, viene indicato dal sostituto procuratore Luigi de Magistris, nel decreto di perquisizione, come consulente del presidente del Consiglio Romano Prodi. "Piero Scarpellini - si afferma nel decreto di perquisizione - consulente di Romano Prodi, con base nella Repubblica di San Marino, sembra avere una passione per gli affari tra Italia e nord Africa. Pare essere esperto di investimenti pubblici in Africa, membro dl Consiglio direttivo di Teresy's Foundation - International Observatory od economic, juridical and fiscal policies- Republic of San Marino".
Indagato il Gen. Poletti. Nell'inchiesta della Procura di Catanzaro ha subito una perquisizione anche il generale Paolo Poletti, della Guardia di Finanza, di 51 anni, attuale capo di Stato Maggiore delle Fiamme Gialle. Poletti è accusato di avere fatto parte all'epoca dei fatti in questione (cioé dal 2001 in avanti) di un presunto gruppo di potere che avrebbe gestito affari con truffe basate sull'utilizzo di finanziamenti pubblici, statali e comunitari. Secondo l'accusa sarebbe stato il punto di riferimento dell' imprenditore calabrese Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, le cui attività rappresentano uno dei filoni principali dell'inchiesta.
Un teste collabora all’inchiesta. L'operazione odierna della Procura di Catanzaro ha subito un'accelerazione dopo l' interrogatorio di una persona, una donna, che avrebbe avuto un ruolo nella Why Not, la società di lavoro interinale di cui è titolare l' imprenditore Antonio Saladino, indagato in una precedente inchiesta connessa a quella che ha portato alle perquisizioni che sono in corso. La testimone, il cui nome nel decreto di perquisizione è coperto da omissis, è stata sentita il 26 marzo scorso dal sostituto procuratore De Magistris in una località segreta. "Ho deciso di rendere le mie dichiarazioni - afferma il testimone nelle dichiarazioni riportate a verbale - in quanto, dopo la perquisizione alla Why Not, mi sono resa conto che è necessario che si sappia la verità circa la correttezza che costraddistingue i lavori della società e circa i rapporti che in questi anni io stessa e la Why not abbiamo avuto con Antonio Saladino prima che gli stessi s' interrompessero dopo una lunga serie di liti anche violente"
De Magistris “Scenario devastante sul denaro pubblico”. "Dall' analisi delle compagini societarie e dei flussi economico-finanziari emerge uno scenario devastante circa la gestione di denaro pubblico". E' quanto scrive il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris nelle prime pagine del "decreto di perquisizione personale e locale" che è stato eseguito dai carabinieri nei confronti di venti persone. "Emerge - scrive ancora De Magistris - una pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali. Le indagini preliminari hanno anche evidenziato comuni colleganze affaristiche - riscontrate anche da altra attività investigativa e dall' esame di materiale sequestrato all' esito di precedenti perquisizioni - tra società e persone riconducibili, anche indirettamente, ad amministratori pubblici facenti parte di 'opposti schieramenti' in tal modo delineandosi un controllo, si potrebbe dire, 'blindato' di fette rilevanti della spesa pubblica in settori determinanti per lo sviluppo. E' emersa la costituzione di vere e proprie lobby affaristiche costituite con modalità tali da rimenere occulte , con attività dirette ad interferire sull' esercizio delle funzioni di istituzioni, amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale".
Perquisito il presidente della Compagnia delle Opere. Il presidente nazionale della Compagnia delle opere, Giorgio Vittadini, ha subito una perquisizione collegata all' inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sulle truffe nell' utilizzo di finanziamenti pubblici. Le perquisizioni sono state fatte dai carabinieri negli uffici e nelle abitazioni di Vittadini, il quale, secondo quanto si è appreso, non ha ricevuto alcuna informazione di garanzia. Il pm ha disposto le perquisizioni nei confronti di Vittadini ritenendole utili per l' acquisizione di documenti utili all' inchiesta.
Perquisiti gli uffici di Acri, Adamo e Pirillo. La perquisizione, secondo quanto si è appreso, riguarda gli uffici di tre consiglieri regionali, tra cui due assessori in carica dell'esecutivo di centrosinistra che governa la Calabria dal 2005, e due collaboratori. Non riguarda in alcun modo l'attività ordinaria del Consiglio Regionale. La perquisizione - che è ancora in atto - viene fatta nelle foresterie al quinto piano di Palazzo Campanella, nelle singole stanze che vengono utilizzate dagli assessori e dai consiglieri. Conteporaneamente sono in atto perquisizioni nelle abitazioni private e negli uffici degli esponenti politici.
I politici oggetto delle perquisizioni sono il vicepresidente della Giunta Regionale della Calabria ed assessore al Turismo Nicola Adamo, dei Ds; l'assessore regionale all'agricoltura Mario Pirillo, del Partito Democratico Meridionale, ed il consigliere regionale Antonio Acri, dei Ds. I decreti di perquisizione sono firmati dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Catanzaro Luigi De Magistris e rientrano in un'indagine su presunte truffe e corruzioni nell'erogazione di fondi pubblici.


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