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02.03.2007 – Il Sole 24 ore
Danilo Coppola arrestato a Roma
di Vincenzo Chierchia
MILANO
L'immobiliarista romano Danilo Coppola (già indagato a Milano per la vicenda Antonveneta) è finito ieri mattina in manette, e trasferito dalla villa di Grottaferrata (Roma) al carcere di Regina Coeli, dove, in serata, avrebbe anche accusato malori da panico. L'ordine di custodia cautelare per Coppola, e per altre sette persone a lui molto vicine ( Daniela Candeloro, Luca Necci, Francesco Bellocchi che è stato cognato di Stefano Ricucci, Alfonso Ciccaglione, Giancarlo Tumino, Gaetano Bolognese e Andrea Raccis, che però risulta all'estero), è stato disposto dal gip capitolino Maurizio Caivano su richiesta dei pubblici ministeri Lucia Lotti, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, ed è stato eseguito dai finanzieri del Nucleo valutario e del Comando provinciale di Roma. Altre cinque persone risultano indagate a piede libero. Gli inquirenti temevano una possibile fuga di Coppola che sapeva di essere intercettato. Tanto che all'imprenditore sono stati sequestrati quattro cellulari modificati e uno di questi era, secondo le accuse, utilizzato per avere contezza del traffico telefonico in entrata e uscita sul cellulare della fidanzata che lo stesso Coppola le aveva regalato modificato.
I reati contestati vanno dalla bancarotta fraudolenta, all'associazione per delinquere, dall'appropriazione indebita, al riciclaggio ed al falso in atto pubblico e risulterebbero commessi nella gestione, con alcuni "prestanome" anche dall'identità ritenuta fittizia e costruita con false attestazioni, di almeno sei società immobiliari - una delle quali fallita, la Micop controllata al 100% dalla lussemburghese Pad - riconducibili a Coppola.
Gli interrogatori di garanzia da parte dei magistrati di Roma sono previsti per sabato, ma probabilmente Coppola verrà sentito presto anche dagli inquirenti della Procura di Torino che nelle ultime settimane ha avviato una indagine (per aggiotaggio) su una operazione giudicata sospetta legata alla cessione di un leasing immobiliare a fondi esteri che ha prodotto benefici alla società Ipi - le cui azioni sono state sospese ieri a Piazza Affari - per 120 milioni e un rialzo in Borsa del 30% circa.
Sempre ieri gli investigatori romani hanno messo sotto sequestro a Coppola quote azionarie per 70 milioni di euro (titoli Banca Intermobiliare, Mediobanca, Ipi, As Roma, Valadier e Hotel Cicerone) che si ritene frutto di raccolta di fondi illecitamente realizzati con il meccanismo delle scatole cinesi e delle bare fiscali. È stato contestato a Coppola e ai suoi partner l'aver distratto da società immobiliari gestite ad arte fondi per 130 milioni di euro. A questa somma potrebbero essere aggiunti - secondo le ricostruzioni degli investigatori - almeno altri 72 milioni per mancato versamento di imposte, di cui circa 40 relativi all'Iva nelle transazioni immobiliari e il resto alle imposte dirette.
Gli inquirenti capitolini hanno passato al setaccio dal mese di gennaio del 2006 numerose operazioni effettuate nell'ambito della rete di società riconducibili a Coppola, nella quale operavano come amministratori persone con nessuna esperienza gestionale (domestici, immigrati, operai edili). Un meccanismo di scatole cinesi che puntava a far lievitare a dismisura il valore degli immobili intermediati tra le varie società del gruppo per distrarre mutui e fidi accesi con le banche e creare fittizi crediti Iva e d'imposta. «Appare indubitabile - scrive il gip - che dall'attività investigativa emerga l'esistenza di un gruppo dotato di un'organizzazione consolidata e radicata sul territorio, al cui interno emerge un ruolo verticistico assunto da Coppola» il quale, a partire dal 2002, anche «attraverso la costituzione e la gestione di numerose società, in Italia e all'estero» avrebbe commesso una «serie indeterminata di delitti di bancarotta fraudolenta ovvero di ampliamento e arricchimento del gruppo Coppola». Secondo il gip «le società formalmente appartenenti al gruppo Coppola sono state massicciamente finanziate con ingenti liquidità provento dei delitti di appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta, con rilevante danno economico per l'erario».
Tra le banche finanziatrici figura anche UniCredit, da cui si fa sapere che il gruppo ha erogato mutui a società veicolo, intestate a professionisti insospettabili, cui facevano capo immobili che il gruppo Coppola ha rilevato solo in un momento successivo. Si escludono contatti diretti fra UniCredit e l'immobiliarista.
Infine i giornalisti del gruppo Editori PerLaFinanza auspicano che l'editore nomini un nuovo Consiglio di amministrazione. «La notizia dell'ordine di custodia cautelare nei confronti di Coppola, vicepresidente e azionista di controllo del gruppo Editori PerLaFinanza tramite un patto di sindacato, e del consigliere Ciccaglione - si legge in una nota del Cdr - ha provocato forte sconcerto tra i giornalisti di tutte le testate del gruppo».
LE TAPPE DI UN IMPERO RECENTE
L'ascesa
Danilo Coppola fa il suo ingresso nelle cronache finanziarie nel 2003: è allora che l'immobiliarista nato nel 1967 alla periferia di Roma rileva una quota del 3% della Bnl. Nel settembre dello stesso anno chiede un posto nel consiglio d'amministrazione dell'istituto di Via Veneto, ma si sente rispondere: «Non ci sono posti liberi». Ma in pochi anni, insieme agli altri immobiliaristi Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto diventa socio forte di Bnl.
La scalata a Bnl
I tre immobiliaristi, assieme a Francesco Gaetano Caltagirone, si riuniscono nel cosidetto "contropatto" di Bnl, e giocano un ruolo da protagonisti nella stagione della scalata alla banca romana. Coppola sale al 4,9% nella Banca Nazionale del lavoro: nel luglio del 2005 i contropattisti cedono la loro quota del 27% a Unipol: per il solo Coppola la plusvalenza è stimata attorno ai 230 milioni di euro.
La scalata ad AntonVeneta
Danilo Coppola gioca un ruolo da protagonista anche nella scalata alla banca AntonVeneta. Assieme a Bpi, a Emilio Gnutti, ai fratelli Lonati e a Stefano Ricucci detiene oltre il 30% delle azioni dell'istituto, ma non lo comunica al mercato per evitare l'obbligo di lanciare un'Opa. Nei giorni scorsi la magistratura milanese ha notificato a Coppola e ad altre 83 persone l'avviso di fine indagini. Anche la Consob ha già sanzionato l'immobiliarista.
L'acquisizione di Ipi
Nel 2005 Danilo Coppola compie un altro passo con l'acquisizione da Luigi Zunino del 65% della Ipi per un corrispettivo di 185 milioni. Nello stesso anno Coppola si assicura il controllo di Lingotto spa.
Ma proprio per la vendita di alcuni edifici della Ipi, Coppola è indagato a Torino per aggiotaggio informativo. Fra i fiori all'occhiello di Coppola, la proprietà di alcuni celeberrimi alberghi, come il Daniel's di Roma e il Grand Hotel di Rimini.
Mediobanca e l'editoria
Il salto verso il salotto nobile della finanza italiana Coppola lo compie attraverso il suo ingresso nel capitale di Mediobanca, dove arriva a sfiorare il 5%, per poi scendere all'attuale 2,17%. Fallisce invece l'assalto a Rcs: rinuncia dopo aver annunciato nel 2005 il proposito di entrare. Ma l'ingresso nell'editoria è solo rinviato: nel 2006 acquisisce un pacchetto del 18% di «Editori per la Finanza » di cui diverrà proprietario alcuni mesi dopo.


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Abbiamo cercato, già che
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di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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Savona,
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