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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
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'NDRANGHETA:
ARRESTATO PELLE, TRA I 30 LATITANTI PIU' PERICOLOSI
REGGIO CALABRIA - La Polizia di Stato ha arrestato a Reggio Calabria Salvatore Pelle, di 50 anni, uno dei capi dell'omonima cosca di San Luca della 'ndrangheta, inserito nell'elenco dei 30 latitanti di massima pericolosità diramato dal Ministero dell'Interno. Pelle è stato bloccato dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, diretta da Salvatore Arena, mentre a piedi si dirigeva verso la stazione ferroviaria.
Salvatore Pelle era ricercato dal 1991 con l'accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alla produzione ed al traffico di sostanze stupefacenti. Il suo arresto è il frutto di un'operazione mirata della Squadra mobile reggina, che era da tempo sulle sue tracce, in collaborazione col Commissariato di Bovalino. Pelle, che era solo e non aveva armi, non ha opposto resistenza agli agenti. Il padre di Salvatore Pelle, Antonio, di 75 anni, detto "Gambazza", capo della cosca e considerato uno dei "patriarchi" della 'ndrangheta, e' anch'egli latitante da una decina di anni con l'accusa di associazione mafiosa.
SI MUOVEVA SOLO CON MEZZI PUBBLICI
Salvatore Pelle utilizzava, per i suoi spostamenti, solo mezzi pubblici, treni o pullman di linea. E' quanto hanno riferito gli investigatori della Questura di Reggio Calabria illustrando ai giornalisti i particolari dell'operazione che ha portato all'arresto di Pelle, inserito nell'elenco dei trenta latitanti di massima pericolosità diramato dal Ministero dell'Interno. Alla conferenza stampa hanno partecipato il questore di Reggio Calabria, Antonino Puglisi; il sostituto procuratore generale, Francesco Neri, ed il dirigente della Squadra mobile, Salvatore Arena, insieme ai funzionari Luigi Silipo e Fabio Catalano. Pelle, nel momento della cattura, indossava un giubbotto e un maglione di buona foggia ed aveva un aspetto curato. Il latitante si stava avviando a piedi verso la stazione ferroviaria Lido, con l'intenzione presumibilmente di prendere un treno diretto a Locri, dopo avere sorbito un caffé in un noto ritrovo cittadino. Alla richiesta da parte degli agenti di fornire le sue generalità, Salvatore Pelle si è reso subito conto che la sua latitanza si era conclusa. Non ha opposto resistenza e dopo il disbrigo degli adempimenti burocratici in Questura, è stato condotto nel carcere di Reggio. A carico di Pelle, tra l'altro, pendeva una condanna definitiva ad 11 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Nei giorni scorsi i familiari di Antonio e Salvatore Pelle avevano inviato una lettera al quotidiano Gazzetta del Sud per sottolineare la loro estraneità alla faida apertasi di recente a San Luca con l'assassinio, il giorno di Natale, di Maria Strangio. Omicidio al quale, il 4 gennaio scorso, aveva fatto seguito, come risposta, l'assassinio del pastore Bruno Pizzata.
NAPOLI, DISINVOLTA LATITANZA BOSS
''L'arresto del boss Salvatore Pelle, inserito nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia, rappresenta l'ennesimo successo dello Stato nel contrasto al crimine organizzato". Lo afferma, in una dichiarazione, il deputato di Alleanza nazionale Angela Napoli, componente della Commissione antimafia. "Formulo vive e sincere congratulazioni - aggiunge Angela Napoli - al questore di Reggio Calabria, Antonio Pugliesi, al capo della Squadra mobile, Salvatore Arena, ed a tutti gli uomini della Polizia di Stato reggina per questa importante operazione. La cattura di Pelle, avvenuta nella città di Reggio Calabria, dimostra la nuova capacità riorganizzativa della 'ndrangheta, i cui boss riescono a vivere la lunga latitanza con disinvoltura e senza stenti, muovendosi tranquillamente sul territorio, dominando ed imponendo il proprio potere malavitoso, certamente garantiti da coperture che devono essere prontamente individuate e colpite''.


L'AZIENDA
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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