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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
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Quella realtà di Diano Marina
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Le cementificazioni hanno un
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La messa in sicurezza latita,
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Confiscati alla mafia due immobili di valore
di Silvia Pedemonte
RAPALLO. Mafia, camorra, ’ndrangheta hanno affondato le proprie radici nel Tigullio. La prova concreta sta nel fatto che, per la prima volta nella sua storia, Rapallo è entrata nell’elenco delle città in cui gli immobili confiscati alla criminalità organizzata diventeranno un bene ad uso della collettività. Nel caso specifico, si tratta di un appartamento in città e di un rustico in zona collinare.
E se è una notizia positiva sapere che il patrimonio della mafia potrà diventare, a breve, uno spazio dedicato al sociale, resta il dato, inquietante, della presenza della criminalità organizzata. Sono 7.329 i beni immobili confiscati alle mafie dal Demanio in tutta Italia (al dicembre del 2006): di questi, ventisei i casi in Liguria (sempre al dicembre del 2006). Nel gennaio scorso, a Genova vennero assegnati - anche in questo caso per la prima volta - otto immobili confiscati da destinare, secondo la legge 109 del 1996 (di cui è stata promotrice Libera, l'associazione di Don Ciotti), «per finalità di giustizia, ordine pubblico e protezione civile». Sempre secondo la stessa legge, viene stabilito il trasferimento del patrimonio al Comune «ove l'immobile è sito, per finalità istituzionali o sociali, affinché lo stesso possa amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione a titolo gratuito a comunità, enti e organizzazioni del volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero di tossicodipendenti».
Ora, dopo Genova, tocca a Rapallo. Il merito di una così importante operazione è del commissario straordinario Mario Spanu che, fin dall’inizio della sua gestione, aveva chiesto di essere informato dell’esistenza sul territorio comunale di eventuali beni provenienti dalla criminalità organizzata. E, andando a chiedere e a cercare, l'amara realtà, finora mai palesata, è emersa. Martedì pomeriggio Spanu ha incontrato il prefetto di Genova Giuseppe Romano, insieme con il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. «Anche nel Comune di Rapallo le forze dell’ordine hanno accertato l’esistenza di beni appartenenti alla criminalità organizzata - dice Spanu - Questi beni, una volta appurata in ogni dettaglio l’origine, vengono confiscati dallo Stato e possono essere destinati o a compiti istituzionali delle forze dell'ordine o, nel caso queste non si dimostrino interessate ai beni, all’ente locale». Gli immobili sequestrati sono entrambi in zone semicentrali della città: uno è un appartamento di grande metratura e cantina (dal valore catastale di 168 mila euro); l’altro è un rustico (valore catastale 182 mila euro).
«Durante la riunione di martedì pomeriggio - continua il commissario - le forze dell'ordine hanno rinunciato all'assegnazione: da qui la volontà di acquisizione del Comune: e se sarà il nuovo sindaco a decidere a chi destinarli, sicuramente il ventaglio di possibilità in cui scegliere resta esclusivamente a fini sociali, ovvero per associazioni di volontariato, enti, cooperative sociali o associazioni ambientaliste. Una volta effettivamente acquisiti, i due immobili diventeranno patrimonio comunale con finalità vincolate, ovvero utilizzabili esclusivamente per gli scopi dettati dalla legge».
Il commissario Spanu, che minimizzare il suo apporto, ha voluto invece esaltare «gli impegni presi dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ovvero l'impegno delle forze dell'ordine e della polizia municipale e gli importanti traguardi raggiunti». Poi ha commentato anche il risvolto negativo dell’operazione: «E’ la dimostrazione che anche qui, in una località in cui sarebbe stato impensabile, la criminalità organizzata si è insediata».


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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