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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
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Quella realtà di Diano Marina
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Le cementificazioni hanno un
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in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Catturato l’ultimo grande boss latitante: Arrestato dai CC Giuseppe Bellocco
16/07 Stava presiedendo una riunione con altre persone e quando si e' accorto dell'arrivo dei carabinieri e' stato accompagnato in un bunker realizzato sotto una mangiatoia mobile. Si e' conclusa con questa dinamica la latitanza di Giuseppe Bellocco, di 59 anni, arrestato dai carabinieri dei Ros di Reggio Calabria in una masseria nelle campagne di Mileto, nel vibonese, a pochi chilometri da Rosarno, sua citta' di origine. I carabinieri del Ros, che sono intervenuti con il supporto di tre elicotteri e dei colleghi dello squadrone Cacciatori, hanno circondato la masseria ed hanno bloccato ogni via di fuga alle persone che erano all'interno. Quando i carabinieri sono intervenuti all'interno della struttura, pero', Bellocco non e' stato trovato. Nella masseria, per circa due ore, e' stata compiuta una minuziosa perquisizione fino a quando e' stata individuata una mangiatoia mobile sotto la quale il boss aveva trovato rifugio in un confortevole bunker. I carabinieri dopo aver identificato le otto persone ne hanno trattenute quattro, di cui non sono state rese note le generalita', ritenute vicine al boss. Nelle prossime ore si conosceranno eventuali provvedimenti giudiziari che saranno adottati nei loro confronti. Nella masseria sono state sequestrate alcune armi che saranno sottoposte ad accertamenti balistici. Il boss e' stato accompagnato in una struttura dei carabinieri dove gli sono stati notificati i provvedimenti giudiziari di cui e' destinatario. Bellocco era ricercato dal 1997 per omicidio, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e ricettazione e deve scontare una condanna all'ergastolo. Il boss era inserito nell'elenco dei trenta latitanti piu' pericolosi diramato dal Ministero dell'Interno, con un ruolo rilevante non solo come capo della sua cosca ma anche per i suoi rapporti con altri gruppi della 'ndrangheta e della criminalita' di altre regioni e all'estero, con interessi, in particolare, nel settore degli appalti pubblici e nel traffico delle sostanze stupefacenti. Soddisfazione per l'arresto e' stata espressa dal viceministro dell'Interno, Marco Minniti, secondo il quale ''costituisce un colpo assolutamente straordinario inferto alla 'ndrangheta''. Il presidente dell'antimafia, Francesco Forgione, ha sostenuto che l'arresto di Bellocco ''e' un grande risultato che si aggiunge a quelli dei tanti capi della 'ndrangheta individuati in questi anni''
Bellocco stava presiedendo una riunione. Stava partecipando ad una riunione riservata con altre otto persone, Giuseppe Bellocco, di 59 anni, il latitante della 'ndrangheta arrestato dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria in una masseria nelle campagne di Mileto, nel vibonese, a pochi chilometri da Rosarno. I carabinieri del Ros, supportati da tre elicotteri e dai colleghi dello squadrone Cacciatori, hanno circondato la masseria ed hanno bloccato ogni via di fuga alle persone che erano all'interno. Quando i carabinieri sono intervenuti all'interno, pero', Bellocco non e' stato trovato. I carabinieri allora hanno compiuto una minuziosa perquisizione dell'intera struttura fino a quando hanno individuato una mangiatoia mobile sotto la quale il boss aveva trovato rifugio in un confortevole bunker. I carabinieri dopo aver identificato le otto persone ne hanno trattenute quattro, di cui non sono state rese note le generalita', ritenute vicine al boss. All'interno della masseria i carabinieri hanno sequestrato una pistola ed altre armi. Il boss e' stato accompagnato in una struttura dell'arma dei carabinieri dove gli saranno notificati i provvedimenti giudiziaria di cui e' destinatario. ''Con l'arresto di Pino Bellocco - ha detto un ufficiale del Ros - abbiamo chiuso la pratica Rosarno. Avevamo da una decina di giorni individuato questa masseria dove di mattina arrivavano gli addetti alla custodia degli animali e per il resto della giornata la grande porta metallica rimaneva chiusa all'esterno. Tuttavia ci siamo accorti che ogni tanto in maniera discreta all'arrivo di qualche macchina dall'interno, la porta veniva aperta. Abbiamo capito dunque che li' poteva nascondersi un grosso latitante''.
Bellocco ricercato da 10 anni. Giuseppe Bellocco, arrestato in serata nelle campagne di Mileto, nel vibonese, era ricercato dal 1997 per omicidio, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e ricettazione e deve scontare una condanna all'ergastolo. Bellocco era inserito nell'elenco dei trenta latitanti piu' pericolosi diramato dal Ministero dell'Interno, con un ruolo rilevante non solo come capo della sua cosca ma anche per i suoi rapporti con altri gruppi della 'ndrangheta e della criminalita' di altre regioni e all'estero, con interessi in particolare nel settore degli appalti pubblici e nel traffico delle sostanze stupefacenti. Da mesi ormai i carabinieri del Ros di Reggio Calabria erano sulle tracce di Bellocco ed in diverse circostanze hanno scoperto dei bunker dove si era nascosto il latitante.
I complimenti della DDA di Reggio. ''La procura distrettuale ha pianificato da anni la cattura dei latitanti ritenendo tale aspetto estremamente significativo ai fini dell'azione di contrasto alle cosche della 'ndrangheta''. E' quanto ha detto il procuratore aggiunto della Procura della Repubblica di Reggio Calabria e coordinatore della Dda, Salvatore Boemi, il quale ha espresso apprezzamento ai carabinieri per l'arresto di Giuseppe Bellocco. ''Ai carabinieri ed a tutte le forze dell'ordine - ha aggiunto - che in questa particolare attivita' sono concentrati con forte determinazione a difesa dei principi dello Stato democratico voglio esprimere tutta la mia gratitudine. In questa direzione due sono gli obiettivi significativi: la bonifica del territorio dalla presenza condizionante degli uomini delle cosche ed il secondo, certamente non meno importante, impedire che in Calabria si pongano in essere episodi di latitanza 'storica' di tipo corleonese''. ''Voglio infine evidenziare - ha concluso Boemi - l'esemplare condotta tenuta dai colleghi sostituti procuratori appositamente delegati a questa attivita' di coordinamento del lavoro delle forze dell'ordine.


L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
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DENUNCIANDO,
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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