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La mappatura della Liguria
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Le cementificazioni hanno un
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Sgominata la cosca Crea, una delle più potenti che condizionava il Comune di Rizziconi. 16 arresti.
Sequestrati immobili a Roma.
18/07 Un'operazione della Polizia ha eseguito 16 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Procura antimafia di Reggio Calabria contro i componenti della cosca Crea di Rizziconi, considerata dagli investigatori una delle più agguerrite famiglie della 'ndrangheta. L'operazione è stata condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria. I provvedimenti sono stati eseguiti, oltre che in Calabria, a Roma ed a Brescia. L'accusa contestata alle persone a carico della quali il gip ha emesso i provvedimenti restrittivi è associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alle estorsioni.
La cosca Crea condizionava le attività del Comune di Rizziconi. Non si limitava al settore delle estorsioni l'attività della cosca Crea di Rizziconi, scompaginata con l'operazione fatta la scorsa notte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria con l'esecuzione di 16 ordinanze di custodia cautelare. Il gruppo criminale era particolarmente attivo anche nell' accaparramento di appalti e risorse pubbliche. Nel mirino della cosca, in particolare, il comune di Rizziconi, la cui attività, negli anni passati, era stata pesantemente condizionata, tanto che nel 2000 il consiglio comunale è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Delle 16 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip, ne sono state eseguite 15. Una, infatti, riguarda Giuseppe Crea, uno degli esponenti di spicco della cosca, che era già latitante e che resta, al momento, irreperibile.
Dodici persone arrestate e quattro in carcere. Dodici persone arrestate e ad altre quattro che hanno avuto notificato il provvedimento restrittivo in carcere perche' già detenute. E' il risultato dell'operazione condotta la scorsa notte dalla Squadra mobile di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura distrettuale, contro la cosca Crea di Rizziconi, capeggiata dal boss Teodoro, già detenuto perché arrestato lo scorso anno in un podere aspromontano dopo un lungo periodo di latitanza. In carcere sono finiti Antonio Crea, "u malandrinu", di 44 anni, cugino del boss; Ettore Crea (35); Giuseppe Mazzaferro (52), arrestato a Brescia; Domenico Helenio Marvaso (44); Francesco Barone (33); Rocco Versace (40); Antonino Ascone (47), arrestato a Roma insieme alla moglie Carmela Polimeni (43); Antonio Giuseppe Surace (42); Domenico Pillari (42); Vincenzo Rimarchi (34) e Vincenzo Rosario Ventre (79). In carcere l'ordinanza del gip, Kate Tassone, è stata notificata al capo della cosca, Teodoro Crea, costretto su una sedia a rotelle; Domenico Crea (25), e Giuseppe Crea (42). Nel corso dell'incontro con i giornalisti per illustrare i particolari dell'operazione, il procuratore della Repubblica reggente di Reggio Calabria, Franco Scuderi, ha detto che "é incredibile che a distanza di 30 anni personaggi come Teodoro Crea dettino ancora legge nel loro territorio. O si cambia registro, evitando abbattimenti di pena tra il primo grado di giudizio e quelli successivi, oppure lo Stato potrà vincere qualche battaglia, ma perderà certo la guerra". I sostituti procuratori della Dda Marco Colamonici e Roberto Di Palma, titolari dell'inchiesta, hanno rilevato come "il gruppo Crea sia confederato con altre famiglie di ndrangheta come i Rugolo-Mammoliti, i Piromalli, gli Alvaro ed i Santaiti, ponendo al centro del suo interesse criminale le estorsioni, i traffici internazionali di stupefacenti e condizionando le imprese e la vita istituzionale del comune di Rizziconi". Il valore dei beni immobili sequestrati a Roma dalla Dia ammonta a tre milioni di euro. "Per adesso li abbiamo fermati - ha detto il col. Francesco Falbo, capocentro Dia di Reggio Calabria - ma è chiaro che le attività di riciclaggio sono molteplici ed occorre altro tempo per individuarli compiutamente". Tra le estorsioni scoperte dalla polizia di Stato quella a carico della "Devin (De Marte-Vasta-Inzitari), la società che ha realizzato il grande centro commerciale denominato "Porto degli Ulivi". "Non solo hanno fatto pagare a prezzi maggiorati il terreno per mascherare la tangente - ha detto il col. Falbo - ma hanno persino imposto alla società di corrispondere anche i soldi la mancata campagna per le olive non raccolte".
Sequestrati immobili a Roma. La Dia ha sequestrato alcuni immobili a Roma nell'ambito dell'operazione fatta la scorsa notte contro la cosca Crea di Rizziconi. Il gruppo criminale, secondo quanto è emerso dalle indagini svolte dal Centro operativo di Reggio Calabria della Dia, avrebbe reinvestito i capitali accumulati con le estorsioni acquistando immobili nella capitale. Tra l' altro sono stati sequestrati due negozi che la cosca aveva acquistato in via Sistina, oltre ad alcuni edifici in altre zone della capitale. L'attività estorsiva svolta dalla cosca Crea sarebbe stata molto vasta. Il gruppo avrebbe preso di mira, in particolare, secondo quanto riferito dagli investigatori, la società proprietaria del centro commerciale "Porto degli ulivi" di Rizziconi, uno dei più grandi del meridione, inaugurato di recente, dove sono ubicati circa 400 esercizi commerciali.


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Abbiamo cercato, già che
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di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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Savona,
chi sapeva ed
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Nello Giraudo?"
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e documenti interni
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