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La mappatura della Liguria
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e le radici di Cosa Nostra.
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oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
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La messa in sicurezza latita,
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30.06.2007 – Il Secolo XIX
L’inchiesta - Slot e Videopoker – 98 miliardi di euro di evasione, tra mafia e partiti
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Caso Speciale - Visco indagato per tentato abuso e minacce
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29.06.2007 – Il Secolo XIX
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28.06.2007 – Sole 24 Ore
Emergenza rifiuti in Campania: la Ue richiama l'Italia
Migliaia di tonnellate di rifiuti nelle strade o in discariche illegali sono una minaccia per la salute e per l'ambiente: l'emergenza rifiuti della Campania finisce nel mirino della
Commissione europea che oggi ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia per quella che definisce la «cronica crisi dei rifiuti che colpisce Napoli e il resto della regione». «Il rischio di diffusione di malattie e di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l'ambiente», sottolinea Bruxelles che ricorda un recente studio dell'Organizzazione mondiale della sanità secondo il quale nella provincia di Napoli e di Caserta «sono aumentati i tassi di mortalità tra i residenti che vivono in prossimità delle discariche». La Commissione , in una nota inviata alla stampa, non usa mezzi termini: «Gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti sono inadeguati e presentano grossi rischi per la salute e per l'ambiente, una situazione che costituisce una patente violazione della normativa Ue sui rifiuti». «Abbiamo visto tutti alla televisione le immagini scioccanti di mucchi di immondizie che marciscono nelle strade della Campania e cittadini esasperati che incendiano i rifiuti», commenta il commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas, che chiede alle autorità italiane «di agire prontamente per rimettere in efficienza gli impianti di gestione dei rifiuti in Campania e fare in modo che i rifiuti siano raccolti senza pericolo per la salute umana e per l'ambiente come prescrive la normativa europea».
Nella lettera che la Commissione ha inviato a Roma, definita tecnicamente di «costituzione in mora» - prima fase della procedura d'infrazione - si chiedono informazioni sui provvedimenti eventualmente presi: «Gravi lacune si riscontrano a livello della raccolta dei rifiuti comunali e nella lotta allo smaltimento illegale, anche nelle aree urbane», si sottolinea. E «vista la gravità della situazione», questa volta Bruxelles dà all'Italia solo «un solo mese» di tempo per rispondere, anzichè i
consueti due mesi. L'esecutivo Ue è del parere che l'Italia sia «venuta meno agli obblighi della direttiva quadro sui rifiuti non avendo creato un'adeguata rete di impianti di smaltimento». La Commissione , sottolinea ancora la nota Ue, ritiene «assolutamente essenziale non solo che le autorità italiane risolvano nei tempi più
rapidi l'attuale crisi dei rifiuti, ma che siano create le premesse per una raccolta e uno smaltimento compatibile con i principi fondamentali della normativa europea, soprattutto per tutelare la salute e l'ambiente». Contemporaneamente, però l'esecutivo Ue vuol vederci chiaro anche sui programmi del governo per aprire quattro nuove discariche di rifiuti in Campania, per capire se «soddisfano i requisiti prescritti dalla legislazione Ue» e «se risolvano, nel lungo periodo il drammatico problema dei rifiuti nella regione».
Intanto sarà effettuato a breve uno studio sulla popolazione di Acerra per comprendere le percentuali nel sangue e nel latte materno di diossina e fattori tossici legati all'emergenza rifiuti e alle violazioni dell'ambiente. Lo studio è stato annunciato in un
convegno e sarà portato avanti congiuntamente dalla Regione Campania, dall'Oms, l'Istituto superiore di sanità e il Cnr; probabilmente sarà esteso anche ad altri comuni del comprensorio. «Ad Acerra abbiamo identificato 70 sversatoi - spiega Pietro Giomba, dell'Istituto superiore di sanità - e quì c'è una mortalità più alta della media regionale e i livelli più alti di malformazione in feti e neonati». «C'è probabilmente una connessione fra rifiuti e aumento della mortalità», insiste Marco Martano dell'Oms. Il consiglio comunale di Acerra, intanto, ha votato all'unanimità una delibera di giunta firmata dal sindaco Espedito Marletta che chiede una valutazione d'impatto sanitario
prima del termine della costruzione del termovalorizzatore. Insediato anche un tavolo tecnico per realizzare questa Vis con esperti dell'Oms, del Cnr, dell'istituto superiore di Sanità e delle Asl locali.
28.06.2007 - Sole 24 Ore
Emergenza Campania. Disposta l’interdizione per un anno nei rapporti con la Pa – Il titolo sospeso a Piazza Affari
Rifiuti, sequestro per Impregilo
Bloccati dai Pm di Napoli beni per 750 milioni: irregolarità negli impianti di cdr
di Francesco Prisco
Risorse sequestrate per 750,4 milioni, un anno di interdizione nei rapporti con la pubblica amministrazione in materia di smaltimento dell’immondizia e titolo per un giorno sospeso a Piazza Affari. E’ questo lo scotto che si è trovata a pagare Impregilo, gigante finanziario milanese specializzato in edilizia e grandi opere, per aver gestito per sette anni il ciclo integrato dei rifiuti della Campania, provando a creare un sistema nella regione dell’emergenza ultradecennale.
Ieri mattina, infatti, il Gip del Tribunale di Napoli Rosanna Saraceno ha accolto la richiesta dei Pm Giuseppe Novello e Paolo Sirleo per il sequestro di beni patrimoniali mobili e l’interdizione a contrattare con gli Enti pubblici in tema di rifiuti. Due provvedimenti cautelativi che si inseriscono nell’inchiesta ai danni del gruppo partita nel 2004 per una serie di presunti illeciti riconducibili al reato di frode in pubbliche forniture. Il procedimento giudiziario nei confronti della stessa Impregilo e delle controllate Fibe, Fibe Campania e Fisia Italimpianti è cresciuto negli anni fine a rendere oggetto d’indagine 28 persone che avrebbero agito, a quello che si legge nel documento della Procura, “con la complicità e la connivenza di chi aveva l’obbligo di controllare”. Al centro della querelle il cattivo funzionamento dei sette impianti per la produzione di Cdr (combustibile da rifiuti) costruiti dalle aziende del gruppo che nel ’98 si era aggiudicato la gestione del ciclo dei rifiuti.
Impresilo annuncia intanto ricorsi “al giudice di appello e del riesame”. Questa mattina, nel corso del Cda, i consiglieri faranno il punto sulle contromosse da prendere. “Vedremo il da farsi” ha dichiarato ieri il presidente Massimo Donzelli, sottolineando la sua ”fiducia nel lavoro dei giudici”. A rendere ancora più complessa la vicenda c’è il fatto che il 49,052% del capitale di Impresilo sia in mano al mercato degli azionisti. Per tutta la giornata di ieri il titolo è stato sospeso, in serata poi è arrivata una nota della società nella quale si specificava che Impregilo il 30 gennaio scorso aveva “reso noto al mercato che la Procura della Repubblica di Napoli aveva richiesto misure cautelari sia patrimoniali (sequestro di impianti di Cdr e del termovalorizzatore di Acerra di euro 43 milioni circa, appartenenti a società del gruppo, di crediti per euro 109 milioni vantati da Fibe e da Fibe Campania nei confronti dei Comuni della regione) sia interdittive”.Qualcosa di molto diverso dai soli beni mobili (compresi crediti e anticipi) sequestrati ieri, per un valore complessivo di 750,4 milioni. I magistrati napoletani non hanno inteso infatti fermare con una azione di sequestro né la lavorazione dei rifiuti già affannosa, né la costruzione del termovalorizzatore di Acerra che dovrebbe essere pronto per ottobre. “ La Procura fa la sua parte – ha detto il Procuratore capo Giandomenico Lepore -. Adesso anche gli altri Enti facciano la loro”.
La vicenda giudiziaria in questione parte alla fine del 2003, con una serie di denunce secondo le quali i Cdr campani non sarebbero stati in grado di produrre ecoballe di qualità (cioè dal potere calorifero conforme all’allora in vigore decreto Ronchi, il Dlgs. 22/97). La Procura partenopea apre un fascicolo ed emette, nel maggio 2004, un provvedimento di sequestro per i sette impianti, prescrivendo alcune modifiche finalizzate al superamento delle irregolarità. Il tutto per rendere al più presto operativi i Cdr ed evitare l’acuisirsi dell’emergenza. Tuttavia,il 18 agosto la magistratura campana rileva che la società in questione “non ha provveduto alle prescrizioni”. Fibe e Fisia a quel punto presentano ai magistrati un programma di interventi, prospettando di concludere le modifiche a novembre. Il Decreto del Governo 245 del 20 novembre 2005, tramutato poi in legge il 27 gennaio 2006, fissa un termine sulle responsabilità del gruppo Impregilo, da quel momento solo curatore dei servizi per conto del Commissariato in attesa che una gara europea (bandita due volte e mai giunta a compimento) affidi l’appalto ad un altro gestore. Per i magistrati napoletani, però, i Cdr campani continuano a non essere all’altezza della situazione: per consentirne il funzionamento il Commissariato ha dovuto infatti declassarli a tritovagliatori.
27.06.2007 - Giornale
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27.06.2007 – Mercantile
Ancora sui Container di Cornigliano
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di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
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