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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
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Le cementificazioni hanno un
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A cominciare dalla galassia di società per azioni partecipate, in misura diversa, dall’Authority e dal Comune di Genova. Non è un caso che ieri mattina il pm Walter Cotugno abbia convocato e interrogato per oltre tre ore, con il supporto della Guardia di finanza, Alfonso Pittaluga, assessore comunale alle Società partecipate dalla scorsa primavera. Pittaluga è stato sentito come persona informata dei fatti in funzione della sua delega. Sotto la lente d’ingrandimento finisce dunque la gestione congiunta Comune-Authority di strutture e servizi collettivi.
L’interrogatorio è stato secretato. Basta voltarsi indietro, tuttavia, per riuscire a scorgere almeno quattro questioni sulle quali il magistrato potrebbe avere interesse a indagare. Casi, è giusto sottolinearlo, che risalgono alle amministrazioni precedenti.
L’attività di GeAm, due appalti assegnati dalla Fiera di Genova (nuova marina e padiglione B), l’operazione Ponte Parodi condotta dalla Porto Antico. Nelle tre società per azioni i soci Comune e Authorità portuale ricorrono, sia pure con quote differenti. GeAm è governata da Amiu (51%), a sua volta controllata dal Comune, e partecipata dall’Authority (49%) attraverso la finanziaria Finporto Spa. In Fiera di Genova l’azionista di riferimento è il Comune (32%), seguito da Regione Liguria-Filse (27%), Provincia di Genova (22%), Camera di commercio (17%) e Autorità portuale (2%). La Porto Antico Spa è controllata da Tursi (51%), ma partecipata dalla Camera di commercio (39%) e dall’Autorità portuale (10%).
GeAm. È stata creata nel 2002, sotto l’egida della seconda giunta Pericu, per gestire il ciclo integrato dei rifiuti in ambito portuale sino al 2011. Si occupa dei servizi di pulizia, raccolta rifiuti e spazzamento per conto dell’Authority e per gran parte delle società private che operano all’interno dell’area del porto di Genova. In GeAm l’Autorità portuale è allo stesso tempo socio, committente del lavoro affidato e, sia pure di rimando, beneficiario dello stesso. Un meccanismo in odore di conflitto di interessi, secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel 2003 l’Antitrust segnalò l’anomalia, rilevando come a una società «controllata congiuntamente dall’Autorità portuale e dal Comune di Genova» fosse stato «affidato sino al 2011 lo svolgimento del servizio di igiene in ambito portuale, senza ricorrere all’esperimento di procedure di gara a evidenza pubblica». L’Antitrust, inoltre, sottolineava che «la costituzione di società partecipate direttamente da Autorità portuali» è «suscettibile di determinare conflitti di interessi» e auspicava da parte dell’Authority «l’adozione di provvedimenti maggiormente coerenti con i principi di tutela della concorrenza». In quell’occasione palazzo San Giorgio replicò precisando che la società era stata costituita in base a una precisa deliberazione del Comune. GeAm, sostenne l’Authority, «svolge un servizio di interesse pubblico del tutto simile a quello che svolge in città l’Amiu». Il problema, mai risolto, torna d’attualità nell’inchiesta di Cotugno.
Darsena. La costruzione della nuova darsena della Fiera - indispensabile per accogliere un maggior numero di espositori e potenziare quindi il Salone nautico, l’unica manifestazione redditizia per la città - fu bloccata nel 2006 da una delibera «non sufficientemente istruita» di palazzo San Giorgio. I revisori dei conti intervennero, giudicando improponibili all’attenzione e al voto del Comitato portuale le «Note di variazione al bilancio di previsione 2006» che contenevano, appunto, il finanziamento destinato alla realizzazione di una variante della nuova darsena nautica. L’Authority prevedeva un investimento di 2,344 milioni di euro per il 2006 e di 1,5 milioni euro per il 2007, ma i revisori constatarono che nella delibera mancava il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. I lavori sono slittati (meno di quanto si temeva) ai danni della Fiera e dei costruttori.
Padiglione B. L’appalto vale 35 milioni di euro. A realizzare il progetto di Jean Nouvel per il nuovo padiglione B della Fiera sarà Coopsette di Bologna, vincitrice di una gara pubblica che ha visto la partecipazione di Impregilo (Milano) e Rezzani Deecher (Udine). In questo caso a sollevare il caso è stata Assedil, l’associazione che raccoglie 300 imprese edili genovesi. Il presidente Marcello Marzini si è scagliato contro la «a discrezionalità di certe procedure che favoriscono le cooperative». «Sono state ammesse alla gara solo le aziende di grandissima dimensione, tagliando fuori le imprese locali ancorché associate tra loro», ha denunciato Marzini.
Ponte Parodi. Sulla riqualificazione di Ponte Parodi, l’ex presidente della Porto Antico Spa, Renato Picco, si è giocato il posto: si è dimesso in aperta polemica con l’Autorità portuale, accusata di ritardare la sottoscrizione della concessione per ragioni pretestuose. Altarea, capofila del gruppo di imprese aggiudicatarie dell’appalto, domandava l’estensione della concessione sull’area da 50 a 99 anni. L’Authority non la concedeva. In compenso ha chiesto - e ottenuto - più d’una modifica al progetto, compreso il raddoppio dello spazio destinato alla stazione marittima, in un’ottica del business crocieristico. La convenzione tra Porto Antico Spa e Autorità portuale alla fine è stata firmata, ma con diversi anni di ritardo sulla tabella di marcia. Il progetto vale 140 milioni di euro. È uno dei più importanti per la città, l’anello mancante alla riqualificazione del frontemare. Prevede attività commerciali nautiche, strutture per lo sport e il tempo libero, verde pubblico, una stazione marittima di quattromila metri quadrati e servizi accessori.


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