Scrivo - come sto facendo da mesi
anche sul Sole-24 Ore - dell'ordinanza della Procura di Salerno,
dell'indagine preliminare Why Not conclusa a Catanzaro, di
giustizia e soprattutto di
Loiero Agazio, della
Calabria il Governatore che vive nello spazio (politico)...
Perché ne parlo ora? Ma perché ieri,
23 dicembre, due giorni prima di Natale, improvvisamente ha convocato
una conferenza stampa per chiedere di essere ascoltato dai magistati,
affermando che neppure De Magistris aveva osato tanto (ma cosa? Boh),
una frase peraltro che mi sembra di aver già sentito e poi perché
secondo Loiero Agazio i processi si celebrano sulla stampa.
Sarà ma io non me ne sono mai accorto:
quando la stampa fa il suo dovere. Ovvio. E nell'occasione -
piccolo inciso - pur leggendo in lungo e in largo la stampa
calabrese e quella nazionale (di cui faccio parte), mi sembra che il
rilievo dato alle indagini preliminari di Catanzaro sia stata
scarsissima e, per quanto riguarda Salerno, zero o quasi. Ma
sicuramente mi sbaglio.
E certamente mi sbaglio anche oggi, 24
dicembre, vigilia di Natale, il giorno in cui trovo appena 33 righe
33 (come gli anni di Cristo, che coincidenza) su "
Repubblica"
relative alla conferenza stampa di ieri di Loiero Agazio. Zero sulla
"
Stampa", zero sul "
Sole-24 Ore",
zero sul "
Corriere della Sera". Grande rilievo
(strano finora non c'era stato) sulla "
Gazzetta del Sud"
e apertura invece su "
Calabria Ora" che riporta
"l'oltraggio" (eh, addirittura!), giornale quest'ultimo sul
quale ci sarebbe molto, ma molto da dire. Strano eh, in generale mi
pare che la "stampa cattivona" abbia dato poco risalto alla
conferenza stampa e questo (per me, sia chiaro) la dice lunga
sull'accanimento terapeutico lamentato.
Se io fossi Governatore e fossi tirato
in ballo per l'ennesima volta nelle carte dei magistrati,
pretenderei che si scrivesse di me.
Pretenderei che la stampa scrivesse
ogni giorno di me e mi mettesse sotto la lente di ingrandimento:
certo della correttezza dei miei comportamenti. Vorrei che mi
rivoltasse come un calzino e tirasse fuori tutto quanto mi viene
addebitato, anche le più piccole e insignificanti cose, senza che
rimanga nei cassetti di una Procura o nei pettegolezzi delle stanze
degli uffici o al bar sotto casa.
Vorrei che la stampa mi azzannasse,
come deve fare nei confronti del potere perché e vero che (potrebbe)
non esserci nulla di penalmente rilevante ma la moglie di Cesare deve
essere al di sopra di ogni sospetto e dunque comportamenti (non
ancora o forse mai) penalmente rilevanti possono essere invece
moralmente ed eticamente ripugnanti e disgustosi. E indice di un modo
altrettanto volgare e avvilente di concepire la politica.
Ma perché altro lo desidererei così
tanto? Ma caspiterina! Per rispondere colpo su colpo. Pum pum! per
ogni maldicenza e non solo nella aule di un Tribunale, perché la
stampa è democrazia vivaddio! E poi - se uno convoca una
conferenza stampa - vuol dire che ci crede alla stampa! O no?
Ma - poffarbacco - se tutto rimane
nei cassetti della Procura di Salerno o se le conclusioni delle
indagini preliminari a Catanzaro non vengono adeguatamente
evidenziate, perché magari la stampa locale non ne parla, ne parla a
spizzichi e bocconi o non ne può parlare e quella nazionale è alle
prese con le vicende di Napoli, Roma, Milano e Pescara, come faccio?
Ho una fortuna: avendo indiretta
contezza di quanto ami il ruolo della stampa libera e quanto apprezzi
la libertà di critica - lui che prima di essere un politico ha
lavorato alla Camera di commercio di Catanzaro e poi alla Regione ed
è stato un collaboratore pubblicista per il "
Messaggero",
l'"
Unità" e "
La Gazzetta del Sud"
- sono sicuro che Loiero Agazio la pensa esattamente come me.
Anche se qualche dubbio - ma sbaglio
sicuramente - mi viene dopo aver letto il lancio Ansa che riproduco
integralmente e di cui evidenzio le parti che più, come cittadino e
giornalista, mi hanno colpito:
(ANSA) - CATANZARO, 23 DIC
- «
Neanche De Magistris che
pure, come afferma
una decisione del Csm che assume valore di
sentenza, appariva
un magistrato disinvolto nell'interpretazione
dell'accusa, aveva
osato tanto nei miei confronti». A
dirlo,
nel corso di una
conferenza stampa, è stato il presidente della
Regione Calabria Agazio
Loiero in merito al suo coinvolgimento
nell'inchiesta Why not.
Loiero ha
quindi ricordato di essere stato indagato da De
Magistris in una inchiesta
sulla sanità. «Fui invitato come
persona informata sui
fatti di sabato a palazzo di giustizia -
ha detto - e diedi ogni
esauriente risposta. Ciò nonostante, la
domenica lo stesso pm mi
fece recapitare un avviso di garanzia.
Ebbe quindi luogo un
interrogatorio, prontamente fatto veicolare
ai giornali, e dopo un
calvario durato circa due anni in cui una
certa stampa non esitò a
ricordarmi la mia situazione di
indagato, non si presentò
a sostenere l'accusa davanti al gup
facendosi sostituire da un
altro pm. Il quale chiese il mio
proscioglimento accolto
dal gup».
«
Accetto
dunque anche in questo caso - ha
aggiunto Loiero -
che, mio malgrado,
come ormai capita nella via italiana alla
giustizia, un vero
e proprio processo si celebri nella fase
delle indagini
preliminari sui mezzi di comunicazione di massa.
È un metodo
barbarico a cui, speriamo, una riforma equilibrata
della giustizia
possa porre termine. C'è una complicità
indecente ed
impunita tra una parte dell'accusa e la stampa. Non
ho ancora visto
una sentenza di condanna per violazione del
segreto
istruttorio». (ANSA).
Ora, apparte il fatto, ripeto, che mi
spaventa teribilmente la frase "
nessuno aveva osato tanto nei
miei confronti", vorrei tranquillizzare Loiero Agazio (e parlo
a titolo strettamente personale) che non ho alcuna complicità con
l'accusa (non conosco neppure i magistrati e non voglio
conoscerli).
Anzi mi correggo: l'unica complicità
che ho è con il sacro rispetto della mia professione, del mio
giornale e dei miei lettori.
Ma veniamo a un altro lancio di ieri,
mercoledì 23, antivigilia di Natale. Questa volta è Apcom.
WHY NOT/ LOIERO: CONTRO DI
ME ACCUSE RILEVANTI, NON MI RITROVO
"Nemmeno De Magistris
osò tanto nei miei confronti"
Catanzaro, 23 dic. (Apcom)
- "Ieri l'Arma dei carabinieri mi ha
notificato l'avviso di
chiusura delle indagini relativa
all'inchiesta di Why Not.
Il tempo di dare una scorsa
all'ordinanza ed ho
provato una sofferenza indicibile". Inizia
così la nota che il
presidente della Regione Calabria, Agazio
Loiero, ha consegnato ai
giornalisti durante la conferenza stampa
convocata oggi a Catanzaro
per esprimersi sull'argomento.
"I capi d'imputazione
che vengono posti a mio carico - ha
spiegato Loiero - sono
tanti e di una certa rilevanza penale.
Quasi tutto quello che
l'accusa ipotizza in questa inchiesta come
reati sembrerebbe essere
stato commesso, a partire dal 2005, da
tanti soggetti politici ma
quasi tutti in associazione con me.
Naturalmente non mi
ritrovo, neanche in astratto, in nessuno di
questi reati".
Detto questo, Loiero ha
precisato di non aver alcuna intenzione
di difendersi in
conferenza stampa: "Non l'ho mai fatto perché la
mia regola è che dalle
accuse dei magistrati ci si difende nei
processi... Cossiga spesso
mi ricorda che tale atteggiamento è
sbagliato ma fino ad oggi
non è riuscito a convincermi a cambiare
parere. Rilevo una cosa
sola: neanche De Magistris che pure, come
afferma una decisione del
Csm che assume valore di sentenza,
appariva un magistrato
disinvolto nell'interpretazione
dell'accusa, aveva osato
tanto nei miei confronti".
(segue)
Asc
231232 dic 08
WHY NOT/ LOIERO: CONTRO DI
ME ACCUSE RILEVANTI, NON MI RITROVO -2
"Chiedo al pg di
essere interrogato subito"
Catanzaro, 23 dic. (Apcom)
- "Accetto - ha proseguito Loiero -
anche in questo caso che,
mio malgrado, come ormai capita nella
via italiana alla
giustizia, un vero e proprio processo si
celebri nella fase delle
indagini preliminari sui mezzi di
comunicazione di massa. E'
un metodo barbarico a cui, speriamo,
una riforma equilibrata
della giustizia possa presto porre
termine".
Ma per non restare
"segnato da accuse infamanti sulla stampa per
chissà quanto tempo in
una fase storica in cui monta a livello
nazionale una questione
morale", il presidente della Regione
Calabria ha detto di voler
chiedere al procuratore generale della
Corte d'appello, Enzo
Iannelli, ed ai magistrati che indagano su
Why Not "di essere
immediatamente interrogato".
"Avevo già affermato
- prosegue il governatore calabrese - che,
presa coscienza degli
addebiti e degli atti d'indagine e
consultati i miei
avvocati, mi sarei sottoposto ad
interrogatorio. Non
essendo però in grado di consultare in breve
tempo i 140 faldoni che
riguardano l'inchiesta Why Not, vi
rinuncio, convinto come
sono che nessuna delle migliaia e
migliaia di carte può
contenere un'accusa da cui non sia in grado
di difendermi.
Mi
si dia subito - ha concluso Loiero - la
possibilità di
dimostrare la mia innocenza".
Asc
231257 dic 08
Detto che soffro anche io per la
sofferenza di Loiero Agazio, perché non è bello passare un Natale
così carico di nubi all'orizzonte e dunque a lui va tutta la mia
solidarietà, concordo sul fatto che debba dimostrare subito la sua
innocenza.
E - per la proprietà transitiva
dell'uguaglianza - a questo punto sono sicuro che anche i suoi
più vicini collaboratori la penseranno allo stesso modo. A
cominciare da
Mario Pirillo, assessore
all'Agricoltura e chiamato in causa tante volte dalla Procura di
Catanzaro. Ma sì, quello che alcuni anni fa tirò fuori due disegni
di legge due sulla valorizzazione del tartufo in Calabria. Vuoi
mettere con Alba! Non scherziamo.
Ora, aggiunto che purtroppo (e me ne
dolgo tanto) non ho mai conosciuto in vita mia Pirillo Mario e Loiero
Agazio, vorrei semplicemente riportare (alcuni) passaggi delle
indagini chiuse a Catanzaro e
dell'ordinanza
di Salerno (potete trovarle anche voi su Internet
facilmente) in cui De Magistris e altri testimoni vengono ascoltati
dalla Procura di Salerno sul ruolo di alcuni amministratori, politici
e soprattutto di Loiero Agazio.
Ai lettori il giudizio, ribadendo
- ancora una volta - la premessa: gli amministratori, Loiero
Agazio, Pirillo Mario e molti altri chiamati in causa, respingono
tutti gli addebiti e lo hanno già fatto nel passato quando alcune
(ma pochissime) indiscrezioni erano già uscite ai tempi delle
inchieste
Poseidone e
Why Not. Fino
a parola contraria, dunque, tutti innocenti con ampia facoltà di
prova in questi mesi che, sono sicuro come il fatto che domani sia
Natale, gli indagati riusciranno facilmente a trovare e mostrare,
Per
leggere meglio le maligne carte, dividiamo i riferimenti a Loiero
Agazio & C in due tronconi: Catanzaro e Salerno.
QUI CATANZARO
Bene.
Non c'è praticamente capo di imputazione tra quelli su cui sta
indagando la Procura generale di Catanzaro da cui Loiero Agazio sia
esente. Fin dalla prima pagina, in concorso con altre decine di
indagati tra cui l'extrafidatissimo assessore all'Agricoltura
Mario Pirillo,
amico per la pelle e sodale politico, il Governatore è chiamato in
causa per comportamenti fraudolenti.
Sempre
con il "fido Pirillo" e la new entry
Loiero
Tommaso (no, non
è un'omonimia, è il fratello di Loiero Agazio), viene chiamato in
causa per la vicenda del censimento del patrimonio immobiliare della
Regione Calabria.
Secondo
i magistrati i Loiero, Pirillo e, tra gli altri, il
fidato
Nicola Durante,
segreterio generale della Giunta, consigliere in aspettativa del Tar,
sposato ad un magistrato figlia a sua volta di un magistrato,
avrebbero, "
in
esecuzione dello stesso programma criminoso...mascherato con artifici
e raggiri un vasto e reiterato mercato di finti lavoratori a fronte
di opere e servizimai realizzati, solo in parte realizzari o
apparentemente realizzati...".
Saltiamo
- perché molti di voi si stanno preparando per il cenone - le
vicende "
Progetto
For Europe",
"
Progetto
Bigor",
"
Progetto
Infor", "
Tesi
Spa" - e
andiamo al "
Progetto
Tristeza".
No,
non è boutade. Si chiama proprio "Progetto Tristezza" quello
messo sotto la lente dalla Procura generale di Catanzaro. In poche
parole, parliamo di 1,6 milioni di fondi comunitari che dovevano
servire alla prevenzione del virus della "tristeza", di origine
asiatica, che colpisce gli agrumeti calabresi. Secondo l'ipotesi
della Procura, quei fondi - da Loiero Agazio,
Saladino
Antonio, l'ex
Governatore
Giuseppe
Chiaravalloti,
il fido Pirillo e altri tra dirigenti e politici - sarebberso stati
fatti confluire verso una società di Saladino (veterinario con la
passione dell'imprenditoria, principale indagato ed ex presidente
della Compagnia delle Opere in Calabria che si dichiara
innocentissimo). "
In
esecuzione -
scrivono i magistrati -
del
medesimo disegno criminoso e in attuazione del programma criminoso...".
QUI CATANZARO A VOI SALERNO
Oltre
a quanto troverete nelle inchieste citate,
Luigi
De Magistris, il
4 dicembre 2007, dichiara ai magistrati di Salerno che lo escutono
(non è una parolaccia, vuol dire che lo interrogano e lo ascoltano):
"
Dal
materiale sequestrato a Saladino
- dichiara a pagina 367 De Magistris riferendosi alle agende
sequestrate al maggior indagato -
si
può verificare che diverse appaiono le persone segnalate da assumere
da Loiero al Saladino".
Ora,
cari lettori, detto che segnalare qualcuno non è un reato, mi
permetto solo di chiedere se un Governatore (chiunque esso sia) abbia
a vostro giudizio nel proprio mandato anche quello di fungere da
agenzia di collocamento.
Ma
andiamo avanti. A pagina 428 dell'ordinanza, in calce a una domanda
posta il 7 dicembre 2007 dai magistrati a
Giuseppe
Tursi Prato (ex
consigliere regionale già condannato per associazione mafiosa e
corruzione) che ora sta cantando come un tenore alla
Scala
di Milano
e sta svuotando scheletri dagli armadi dei politici (per carità
amici garantisti: tutto da verificare, sia ben chiaro) si legge
testualmente una cosa molto strana che riporto integralmente.
"
Sarebbe curioso
verificare se magistrati che si sono occupati del processo a carico
di Loiero imputato di 416 bis abbiamo avuto successivamente incarichi
politico-amministrativi durante la Giunta Loiero".
Una freccia al curaro che - sono certo - Loiero Agazio saprà
rispedire al mittente. Non ho dubbi.
Da
pag.1106 in avanti, la Procura di Salerno riporta una lunga
annotazione di un diario di De Magistris riferita a Loiero, datata 11
dicembre 2006 di cui, scrive testualmente il magistrato "
è
opportuno che rimanga traccia".
Bene,
ve la sintetizzo: De Magistris iscrive nel registro degli indagati
Loiero Agazio per concorso in abuso di ufficio e turbata libertà
degli incanti (vicenda da cui uscirà completamente senza neppure
richiesta di rinvio a giudizio n.d.a) e
il
procuratore capo di Catanzaro Lombardi e il vice Murone
fanno a gara nel criticare De Magistris e l'avviso di garanzia a
Loiero (di cui erano stati informati). Scrive De Magistris: "
Il
procuratore capo, visibilmente contrariato, mi ha riferito che in
questo momento non era opportuno in quanto vi era la crisi regionale
in atto e che sarebbe successo un casino".
Nel lasciare ai miei lettori il giudizio su tali affermazioni
(ammesso che siano vere) riporto la risposta di De Magistris ai suoi
superiori catanzaresi: "
Noi
facciamo i magistrati e non possiamo tener conto anche delle crisi
politiche".
De Magistris - testualmente - "sobbalza" quando scopre che il
procuratore generale conosce il contenuto delle intercettazioni su
Loiero e su un altro indagato. Normali diatribe gerarchiche,
penserete voi (e lo penso anche io sia chiaro!). Curioso, però, che
a dare la notizia ai media dell'iscrizione di Loiero sia stato un
comunicato stampa della Procura (firmato da Lombardi e Murone),
atteso il fatto che, come ricorda De Magistris a pag.1107 "
si
trattava della violazione di un segreto investigativo o quanto meno
del dovere di riservatezza".
Curiosissimo
poi - sono sicuro che resterete stupiti anche voi, cari amici di
blog - che lo stesso De Magistris annoti nel suo diario il 19
dicembre 2006 (acquisito agli atti della Procura di Salerno) la
seguente cosa: "
Durante
l'interrogatorio di Loiero ho avuto la percezione che l'indagato
conoscesse bene il contenuto delle intercettazioni telefoniche in
quanto lo stesso anticipava le risposte prima ancora che terminassi
le domande, dalle espressioni del viso prima ancora che terminassi la
lettura delle intercettazioni. Era insomma molto ben preparato e
pronto".
Semplicemente
Loiero ha doti da veggente, propongo io ironicamente e posso
immaginare quanto apprezzi l'ironia anche la penna del pubblicista
Loiero Agazio, ma so che mi scontro contro il parere di De Magistris
e del maresciallo dei Nas,
Manzo,
che aveva la stessa, sospetta opinione di De Magistris sulla buona
preparazione di base di Loiero Agazio.
De
Magistris, De Magistris, De Magistris: basta direte voi. E
parlaci di altro, è chiaro che è una persecuzione personale di
questo magistrato ragazzino nei confronti di Loiero Agazio! E'
chiaro che sono tutti pissi pissi bau bau, figurati se qualcuno ha
allungato i documenti fuori dalla Procura, figurati se Loiero gode di
protezioni. E lo dite a me, che ho il più laico rispetto delle
Istituzioni e della loro trasparenza e che sono certo che mai come in
Calabria la divisione dei poteri viene sacramente rispettata?
Io
sono d'accordo con voi e dunque vi sfido: provate voi a parlare con
Pierpaolo Bruni,
magistrato che ha preso da qualche mese in mano la vicenda Why Not.
Egli a pag 529, escusso dai magistrati di Salerno, fa mettere a
testualmente a verbale il 13 giungo 2008 in risposta alla seguente
domanda: "
Nella
predisposizione ed emissione dei decreti di perquisizione nei
confronti tra gli altri di Agazio Loiero, ha incontrato difficoltà
nel relazionarsi con gli altri colleghi addetti al procedimento Why
Not?" la seguente
risposta
:"...Ci
furono accese discussioni. Oggetto della discussione era tanto il
contenuto del decreto quanto i soggetti da perquisire, in particolare
l'opportunità di espletare l'atto nei confronti del presidente
Agazio Loiero e delle società che sono state poi effettivamente
perquisite. In ogni riunione ho con fermezza rappresentato la
necessità di perquisire tutti i soggetti di cui alla mia originaria
stesura, ivi compreso ovviamente Loiero".
"
Ma
quale fu l'esito finale di questi confronti?"
chiedono ansiosi come un bracco di ritorno da una battuta di caccia i
magistrati di Salerno. Tenetevi forte con la risposta di Bruni:
"
L'esito fu che i
destinatari da me individuati furono effettivamente tutti
perquisiti".
Fantastico! Evviva! I dissidi interni sono stati sanati! La Giustizia
ha infine fatto il suo corso! esulterete voi, cari lettori del blog
che non guardate (come me) in faccia a nessuno. E aspettate a leggere
tutta la risposta, che diamine! "
Tuttavia -
e già me lo vedo Bruni mentre continua a rispondere
-
tra il
momento in cui ebbi a predisporre l'originario decreto e il momento
della effettiva esecuzione intercorse circa un mese..."
Un mese capite? Un mese! "
Non
tutto il materiale ricercato è stato rinvenuto
- conclude Bruni -
e
in merito mi riservo di riferire più dettagliatamente all'esito
delle consultazioni degli atti".
E ci credo che non è stato trovato tutto!
Ma
per fortuna che per un apparato giudiziario che si muove al
rallentatore, un altro indossa i panni di
Speedy
Gonzales. I
Carabinieri di
Crotone,
chiamati da De Magistris a svolgere indagini sul filone eolico si
muovono "
con
tempestività ed efficacia"
- riporto testualmente come da pag 413 delle dichiarazioni rese da
De Magistris alla Procura di Salerno il 17 luglio 2008 - mentre
quelli di
Catanzaro "
non
volevano dare alcun contributo a tale segmento investigativo che
invece pareva estremamente proficuo e interessante"
(ma che bellezza!!!!).
E
cosa emergeva dalle indagini? Ancora testualmente:
"...emergeva
che la gestione dei finanziamenti pubblici nel settore dell'energia
eolica era controllato da società collegate a esponenti politici
calabresi di primo piano, tra cui ricordo il nome di Nicola Adamo.
Tra gli altri emergeva il coinvolgimento
dell'imprenditore-faccendiere Renato
D'Andria,
nonché del Presidente della Giunta Agazio
Loiero,
dell'assessore regionale all'Ambiente Diego
Tommasi e
dell'allora vice ministro dell'Interno Marco
Minniti,
attuale ministro ombra degli Interni del Pd".
Tutti
smentiscono - ripeto ancora una volta - e noi ne prendiamo
volentieri atto per il bene del Paese e della Calabria. Perché se le
ipotesi di reato della Procura di Catanzaro e le pagine scritte
nell'ordinanza di Salerno dovessero anche parzialmente rivelarsi
fondate, potremmo veramente affermare che il "progetto
tristezza" in Calabria è stato...pienamente attuato. Buon Natale
Calabria. Buonanotte Italia.
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