Preso in Canada il regista del narcotraffico tra Europa e
SudAmerica, latitante in un grattacielo. Pignatone "Risultati nonostante pochi
magistrati"...
08 ago 08 Qualcuno degli investigatori lo ha
definito il 're del narcotraffico". Una definizione che si addice a
Giuseppe Coluccio, di 42 anni, il latitante arrestato dai carabinieri del Ros
in Canada. Coluccio, originario di Marina di Gioiosa Jonica, era inserito
nell'elenco dei trenta latitanti più pericolosi diramato dal Ministero dell'Interno.
Secondo gli investigatori, avrebbe svolto un ruolo di primo piano nella
gestione dei traffici di cocaina ed eroina dal Sud America all'Europa. traffici
in cui la 'ndrangheta e' ormai leader mondiale. Il latitante si nascondeva in
un lussuoso appartamento di Toronto in un grattacielo affacciato sul lago
Ontario. Era ricercato dal 2005 quando era sfuggito all'arresto nell'ambito
dell'operazione Nostromo condotta dal pm della Dda di Reggio Calabria Nicola
Gratteri contro il quale, tra l'altro, alcune persone a lui collegate avevano
progettato un attentato. Il potere criminale di Giuseppe Coluccio si dipanava
lungo i mille rivoli dei suoi rapporti con altri esponenti della criminalità
organizzata italiana ed internazionale. Il latitante, infatti, sarebbe stato in
collegamento con la famiglia di narcotrafficanti siciliani Caruana-Cuntrera di
Siculiana (Agrigento) alcuni de quali, secondo gli investigatori del Ros,
risiedevano insieme a lui in Canada. Coluccio, inoltre, custodiva nella casa in
cui si nascondeva un "tesoro" di un milione di dollari in assegni. La
somma era nascosta in un armadio della camera da letto della casa e sarebbe
provento dell'attività di narcotraffico svolta dal latitante. Dalle indagini
sono emerse anche i rapporti che Coluccio avrebbe avuto con alcuni esponenti
della criminalità turca insieme ai quali il presunto boss avrebbe organizzato
le spedizioni di droga dal Sud America in Calabria. Il ministro della Difesa,
Ignazio la Russa, ha inviato un telegramma al comandante generale dei carabinieri,
generale Pierfrancesco Siazzu, complimentandosi per l'arresto di Coluccio,
"prova di efficienza e professionalità", ha scritto La Russa. Anche
il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, si è complimentato con il generale
Siazzu, sottolineando "il ruolo di spicco svolto sul piano criminale da
Coluccio". Per il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero,
"l'arresto di Coluccio, dopo quello di ieri di Paolo Nirta, è un altro
contributo alla liberazione della Calabria dall'oppressione mafiosa".
PG Pignatone "Risultati nonostante
pochi magistrati". ''Gli uffici
giudiziari di Reggio e di tutta la Calabria riescono a garantire importanti
risultati malgrado l'insufficienza degli organici". Lo ha detto il
procuratore della Repubblica di Reggio, Giuseppe Pignatone, parlando
dell'arresto in Canada del boss Giuseppe Coluccio. Pignatone, facendo
riferimento indirettamente alla vicenda delle due persone condannate dalla
Corte d'assise di Reggio Calabria per tentato omicidio ma scarcerate per il
ritardo nel deposito della motivazione della sentenza, ha detto, pur non
parlando del fatto specifico, che "gli organici degli uffici giudiziari
calabresi sono sottostimati rispetto alle effettive necessità ". Secondo
il procuratore di Reggio "inchieste come quelle sulle cosche di Gioia
Tauro o di San Luca richiedono una massa di lavoro enorme che non riguarda
soltanto gli uffici di Procura. Le conseguenze di questa situazione si
ripercuotono, infatti, con un effetto a catena, su tutti gli uffici della
magistratura. La risposta giudiziaria, di conseguenza, di fronte all'emergenza
'ndrangheta, rischia di essere insufficiente. Questo fa si' che tutti i
magistrati lavorino con affanno ed in una situazione del genere è anche
possibile commettere errori".
Ndrangheta grande potenza criminale. La
''potenza criminale" della 'ndrangheta, che ''riesce a garantire comodi
rifugi all'estero ai suoi affiliati", è stata sottolineata dal procuratore
della Repubblica di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, facendo riferimento
all'arresto del boss latitante Giuseppe Coluccio. "Coluccio - ha detto
Pignatone - viveva tranquillamente in Canada grazie alla collaudata
organizzazione fornita dalle cosche calabresi. Una circostanza che dimostra la
capacità straordinaria della 'ndrangheta nei collegamenti operativi tra la
Calabria ed i Paesi piu' lontani. Con l'arresto di Coluccio hanno trovato
riscontro i rapporti di collaborazione tra le forse dell'ordine e la
magistratura italiane e le autorità di polizia straniere". Per il
vicecomandante del Ros, col. Mario Parente, "le indagini hanno consentito
di documentare la progressiva ascesa di Coluccio nel traffico internazionale di
stupefacenti. Il Canada, per Coluccio, non era soltanto il luogo della sua
latitanza, ma un vero e proprio centro di interessi"
Servizi precedenti
Arrestato in Canada con un mln di dollari il boss Coluccio
Il boss Coluccio trovato con un milione di dollari. Era in contatto con la
criminalità turca
08 ago 08 Giuseppe Coluccio, il latitante
della 'ndrangheta arrestato a Toronto, custodiva nell'appartamento di Toronto
in cui si nascondeva, sito in un grattacielo, un milione di dollari in assegni.
E' quanto hanno riferito i carabinieri del Ros, che hanno eseguito l'arresto
del latitante. La somma era custodita in un armadio in camera da letto. Il
fatto che Coluccio nascondesse una somma di denaro così rilevante, secondo
quanto ha riferito un ufficiale del Ros, dimostra la sua capacità di smerciare
notevoli quantità di sostanza stupefacente. Un'ulteriore dimostrazione, secondo
lo stesso ufficiale, dello spessore criminale del latitante che è stato
catturato. Coluccio, dopo l'arresto, è stato portato nel carcere di Toronto, a disposizione
dell'autorità giudiziaria canadese. La Dda di Reggio Calabria ha intanto
avviato la procedura che dovrà portare all'estradizione in Italia del presunto
trafficante di droga.
Contatti con la criminalità turca. Sarebbe stato in contatto con esponenti della
criminalità turca, per la gestione dei traffici di droga, Giuseppe Coluccio, il
latitante della 'ndrangheta arrestato dai carabinieri in Canada. I militari del
Ros, che hanno eseguito l'arresto, sottolineano il ruolo di spicco che era
stato assunto da Coluccio e la molteplicità dei suoi collegamenti nel contesto
mondiale del traffico di stupefacenti, con contatti, in particolare, con
esponenti della criminalità turca. I consistenti quantitativi di eroina e
cocaina oggetto dei traffici gestiti dalla cosca venivano trasportati in
Calabria a bordo di pescherecci i cui equipaggi provvedevano al recupero della
droga dai contenitori scaricati in mare dalle navi provenienti dal sud America.
La cosca avrebbe gestito anche una vasta attività estorsiva nel settore della
pesca. A tale proposito sono emersi dall'inchiesta che ha portato
all'operazione Nostromo i presunti rapporti tra Coluccio e Santo Mazzei,
esponente di vertice della mafia catanese. Nel 2004 i carabinieri avevano già
arrestato un fratello di Giuseppe Coluccio, Salvatore, di 41 anni, ricercato
dal 2000 con l'accusa di associazione mafiosa e traffico internazionale di
droga.
Arrestato a Toronto in Canada il boss Coluccio pericoloso
narcotrafficante. Latitante da anni, aveva in progetto un attentato a Gratteri
08 ago 08 C'é anche un progetto di attentato contro il
pm della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri nell'inchiesta che ha portato
all'arresto in Canada del latitante della 'ndrangheta Giuseppe Coluccio. Il
progetto di attentato era emerso dall'indagine denominata Nostromo condotta da
Gratteri nel 2005 contro affiliati al gruppo Coluccio. Nell'ambito delle
indagini venne intercettata una conversazione nel carcere di Melfi (Potenza)
tra il presunto boss di Gioiosa Jonica Vincenzo Macrì ed il genero Antonio
Stefano, legati entrambi a Coluccio, in cui si parlava di un attentato contro
Gratteri. L'azione omicida avrebbe dovuto essere compiuta mentre il magistrato
si spostava in auto insieme alla scorta per raggiungere il suo ufficio nella
Procura di Locri.
Trafficava droga con cosa nostra. Avrebbe gestito traffici di cocaina dal Sud America
all'Italia insieme con esponenti di Cosa nostra Giuseppe Coluccio, 42 anni, il
latitante della 'ndrangheta arrestato dai carabinieri in Canada. Coluccio era
in Canada da un anno. Si appoggiava, secondo quanto e' emerso dalle indagini,
ad un gruppo di persone a lui vicine appartenenti alla famiglia Cultrera di
Siculiana (Agrigento) insieme ai quali avrebbe gestito i traffici di cocaina.
Il latitante arrestato è anche cugino di Rocco e Giuseppe Aquino, capi
dell'omonima cosca di Gioiosa Jonica. Il provvedimento restrittivo a suo carico
era stato emesso, su richiesta del pm della Dda di Reggio Calabria, Nicola
Gratteri, nell'ambito dell'operazione Nostromo nell'ambito della quale nel 2005
erano state arrestate trenta persone accusate di traffico di droga ed
estorsione. I carabinieri del Ros erano sulle sue tracce da alcuni mesi e ne avevano
avviato le ricerche in collaborazione con le autorità di polizia canadesi.
Coluccio, nel lussuoso attico in cui è stato sorpreso dai militari, era insieme
ad un cittadino canadese di cui si sta verificando adesso la posizione.
Arrestato in Canada. Arrestato a Toronto dai carabinieri del Ros me dalla
polizia canadese il boss della 'ndrangheta Giuseppe Coluccio, inserito
nell'elenco dei primi 30 latitanti più pericolosi ed esponente di spicco di una
delle cosche reggine maggiormente inserite nel circuito del narcotraffico
mondiale. Giuseppe Coluccio, che viveva in un appartamen5to di un prestigioso
grattacielo affacciato sul lago Ontario, si era rifugiato in Canada nel 2005
per sottrarsi a un provvedimento di cattura, emesso su richiesta della Procura
Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, per associazione mafiosa,
associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed estorsione,
nell'ambito di un'indagine condotta dallo stesso Ros. Coluccio, che durante la
latitanza continuava a gestire ingenti traffici di stupefacenti per l'Italia,
risultava mantenere stretti rapporti con personaggi di rilievo delle propaggini
canadesi di cosa Nostra.