Falsi infermieri che
acquistavano i diplomi pagando dagli otto ai diecimila euro. Test di
ammissione alla facoltà di medicina e scienze infermieristiche
venduti spesso anche in cambio di prestazioni sessuali: sono questi i
due filoni d'indagine dell'inchiesta che stamani ha portato
all'arresto di 72 persone tra Cosenza e Roma...
I protagonisti di
entrambe le vicende sono un funzionario della segreteria
dell'Università Sacro Cuore di Roma ed un infermiere di Cosenza per
i quali stamani si sono aperte le porte del carcere. Nell'indagine,
oltre ai 72 arrestati, sono indagate anche altre 149 persone tutte
accusate a vario titolo di truffa, concussione, corruzione ed
esercizio arbitrario della professione. L'indagine ha avuto inizio
nel 2007 quando un medico di Cosenza, stanco dell'incapacità
professionale di un infermiere, ha deciso di presentare un esposto
nel quale si chiedeva di accertare l'autenticità del titolo di
studio. I carabinieri del Nas di Cosenza hanno così avviato una
serie di accertamenti durante i quali è stato individuato un gruppo
di persone che avevano organizzato la vendita di falsi diplomi da
infermieri. Per acquistare il titolo di studio bastava pagare dagli
ottomila ai diecimila euro. Successivamente si svolgevano un
brevissimo corso in un clinica privata della provincia di Cosenza e
gli infermieri erano poi pronti per immettersi nel mondo del lavoro.
Oltre che in Calabria i carabinieri hanno compiuto accertamenti anche
in altre regioni italiane dove i falsi infermieri avevano trovato
lavoro. I carabinieri hanno accertato 34 falsi infermieri alcuni dei
quali svolgevano attività nelle sale operatorie ed altri, invece,
erano riusciti persino a fare carriera raggiungendo posti di
responsabilità dei reparti. La truffa è iniziata tra il 1975 e il
1976 ed ora alcuni tra i beneficiari sono già andati in pensione.
Oltre agli arresti il Gip del tribunale di Cosenza, Loredana De
Franco, ha disposto anche il sequestro dei conti correnti e beni
mobili e immobili dei falsi infermieri i quali, secondo gli
inquirenti, hanno causato un danno erariale pari a 20 milioni di euro
che dovranno risarcire allo Stato. Ed è proprio indagando sui falsi
infermieri che gli investigatori si sono imbattuti in una
compravendita di test di ammissione alla facoltà di Medicina e
scienze infermieristiche dell'Università Sacro Cuore di Roma. Un
funzionario della segreteria dell'ateneo romano riceveva nel suo
studio gli studenti interessati ad acquistare in anticipo di test e
concordava il prezzo e le modalità di consegna del materiale.
Nell'ordinanza di custodia cautelare il gip di Cosenza fa riferimento
anche ad un episodio durante il quale il funzionario dell'Università
non ha esitato ad "approfittare sessualmente di una ragazza di
vent'anni rappresentandole il suo interessamento come determinante
per l'ingresso alla facoltà e prospettandole un esito negativo
qualora si fosse sottratta alle sue richieste"
Università Cattolica "Fare
piena luce". L'Università Cattolica
del Sacro Cuore ribadisce in una nota che la facoltà di Medicina e
Chirurgia "ha attuato le più severe misure per garantire uno
svolgimento corretto e regolare delle prove di ammissione alla
Facoltà stessa". "Di fronte alle notizie riportate oggi
dalle agenzie di stampa - afferma la nota - l'Ateneo attende
serenamente il rapido svolgimento dell'inchiesta, affinché sia fatta
piena luce su eventuali colpe o sull'assoluta estraneità e onestà
dei suoi dipendenti"
Ordine Infermieri a supporto
indagini. Si tratta di un "caso
gravissimo. Occorre un'azione immediata". Così Annalisa
Silvestro, presidente della Federazione dei Collegi infermieri
professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia (Ipasvi),
commenta in una nota il fermo di 72 finti infermieri tra Cosenza e
Roma. Silvestro esprime soddisfazione per l'azione dei Nas e offre
"completa disponibilità a supporto delle indagini". In
particolare, "la notizia di infermieri che esercitano senza il
possesso del necessario titolo - afferma il presidente dell'Ipasvi -
è gravissima ed è fondamentale continuare a combattere l'esercizio
abusivo della professione infermieristica a tutela di tutti i
cittadini". Silvestro ribadisce quindi "la carenza di
infermieri che ha evidentemente alimentato un illecito mercato che
non è solo quello dell'acquisto di titoli falsi ma anche quello di
illecite forme di reclutamento sovrapponibili a forme di caporalato.
Un mercato delittuoso - continua il presidente Ipasvi - che è
difficile contrastare per la estrema difficoltà a reperire notizie
circostanziate e quindi utilizzabili dagli organi di competenza".
Di qui l'appello alla collaborazione "di tutte le strutture
sanitarie pubbliche e private nel riscontro dei requisiti necessari
alle assunzioni, in modo da prevenire il verificarsi di episodi come
quello di Cosenza"
Sesso per aver test
universitari. Anche prestazioni
sessuali, oltre a somme di denaro, venivano chieste dal funzionario
dell'Università Sacro Cuore di Roma, arrestato stamani dai
carabinieri di Cosenza, per cedere i test di ammissione ai corsi di
Medicina e scienze infermieristiche. Il particolare emerge
dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di
Cosenza e che stamani ha portato all'arresto di 72 persone
nell'ambito dell'operazione 'Gutenberg' sui falsi infermieri. Quello
dei test per l'ammissione alle facoltà di Medicina dell'Università
Sacro Cuore è il secondo filone dell'inchiesta emerso nel corso
delle indagine sui falsi infermieri. Nell'ordinanza di custodia
cautelare si fa riferimento ad un episodio durante il quale il
funzionario dell'Università non ha esitato ad "approfittare
sessualmente di una ragazza di vent'anni rappresentandole il suo
interessamento come determinante per l'ingresso alla facoltà e
prospettandole un esito negativo qualora si fosse sottratta alle sue
richieste". Il funzionario della segreteria universitaria, in
alcune occasioni, avrebbe ricevuto nel suo studio, insieme ad un
infermiere cosentino, gli studenti che erano interessati ad
acquistare i test d'ingresso prima della prova di ammissione.
Facevano gli infermieri con titoli
falsi: 149 indgati, 72 in manette. 20 mln di beni sequestrati.
Operazione dei CC tra Cosenza, Crotone e Roma
Sono 149 le persone
indagate, 72 gli arrestati, tra loro ci sono interi nuclei familiari:
padre, madre e figli tra le persone coinvolte, a Cosenza,
nell'operazione dei carabinieri del Nas sui falsi infermieri. I
militari del Nas, nel corso delle indagini, hanno accertato che le
prime truffe si sono consumate tra il 1975 e il 1976 e che alcuni
beneficiari sono già andati in pensione. L'inchiesta - secondo
quanto riferito nel corso della conferenza stampa - è partita lo
scorso anno, dopo che un medico ha denunciato all'albo degli
infermieri di avere tra i suoi collaboratori, un dipendente incapace
di svolgere il proprio lavoro: timoroso di fronte al sangue,
incapace, addirittura, di fare un'iniezione. Nell'incontro con i
giornalisti è stato detto, inoltre, che con il sequestro dei conti
correnti e beni mobili e immobili, il Tribunale di Cosenza ha
lanciato un chiaro segnale: i falsi infermieri hanno causato un danno
erariale pari a 20 milioni di euro e dovranno risarcire lo Stato.
Titoli d'infermiere comprati
Settantadue persone sono state arrestate dai carabinieri perché
accusate di truffa in quanto avrebbero acquistato il titolo di studio
di infermiere. I provvedimenti restrittivi, di cui 70 ai domiciliari
e due in carcere, sono stati emessi dal giudice per le indagini
preliminari del Tribunale di Cosenza, Loredana De Franco, che ha
accolto la richiesta del sostituto procuratore Francesco Minisci.
Dalle indagini è emerso che le persone coinvolte nell'inchiesta
avrebbero acquistato il diploma di laurea da infermiere pagandolo
somme tra gli 8 e i 10 mila euro. Tra gli arrestati, secondo quanto
si è appreso, c'é anche il presunto organizzatore della truffa che
avrebbe avuto contatti con l'università Sacro Cuore di Roma. Gli
arrestati svolgevano attività di infermiere in strutture sanitarie
pubbliche e private. In alcune circostanze è emerso, dalle indagini
dei carabinieri, il presunto coinvolgimento di interi nuclei
familiari che svolgevano tutti la stessa attività professionale. Le
persone coinvolte nelle indagini avrebbero conseguito il titolo di
studio dopo il pagamento di denaro e senza aver svolto nessuna
attività didattica. Gli arresti sono stati eseguiti in diverse città
della Calabria ed anche a Roma.
Beni per 20 mln sequestrati.
Beni per venti milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri
nell'ambito dell' operazione che ha portato stamani all'arresto di 72
persone perché acquistavano falsi titolo di studio da infermiere.
Settanta delle persone arrestate hanno acquistato il titolo di studio
da infermiere mentre altre due sono coloro che hanno organizzato la
truffa. Dalle indagini dei carabinieri sono emersi contatti tra
alcuni degli arrestati e l'Università Sacro Cuore di Roma. I titoli
di studio venivano pagati, secondo gli investigatori, all'incirca
diecimila euro. L'operazione dei carabinieri è stata chiamata
Gutenberg.
34 i casi di falsi diplomi.
Sono 34 i falsi infermieri scoperti dai carabinieri del Nas di
Cosenza nell'ambito dell'inchiesta che stamani ha portato all'arresto
di 72 persone. Nei confronti degli arrestati e dei 149 indagati
vengono ipotizzati a vario titolo i reati di truffa, concussione,
corruzione ed esercizio abusivo della professione. Per individuare i
falsi infermieri i carabinieri hanno compiuto accertamenti a Cosenza,
Crotone, Roma, Varese ed Alessandria. I primi falsi diplomi furono
venduti nel 1975. Il comandante del Nas di Napoli, tenente colonnello
Ernesto De Gregorio, nel corso di una conferenza stampa ha
evidenziato che "sono due le figure al centro della nostra
inchiesta, un infermiere professionale ed un dipendente
dell'Università Sacro Cuore di Roma. Per avvicinare persone
interessate ad acquistare i falsi diplomi l'infermiere si serviva di
alcuni procacciatori. Una volta pattuita la somma, che variava dagli
8.000 ai 10.000 euro, i richiedenti ottenevano il falso titolo".
I falsi infermieri svolgevano anche un breve corso in una nota
clinica privata della provincia di Cosenza e poi entravano nel mondo
del lavoro. Delle 72 persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi
2 sono finite in carcere, 68 sono agli arresti domiciliari, altre 2
hanno l'obbligo di dimora. "Stiamo verificando - ha concluso Di
Gregorio - se le autorità tenute a controllare le regolari procedure
di assunzione del personale ha responsabilità nella vicenda"
Tra gli arrestati impiegato di un Ateneo di
Roma. C'é anche un funzionario
dell'Università Sacro Cuore di Roma tra le persone arrestate stamani
nell'operazione dei carabinieri del Nas sui falsi infermieri. Uno dei
filoni dell'inchiesta riguarda gli esami di accesso alla facoltà di
Medicina dell'Università Sacro Cuore. Il funzionario dell'Università
avrebbe fornito in anticipo agli studenti le risposte ai test di
accesso ai corsi di medicina e scienze infermieristiche. L'uomo
avrebbe favorito l'ingresso di cinque studenti di cui uno è stato
arrestato stamani.
La Regione avvia controlli a tappeto.
Un'azione positiva che si accompagna con
successo a quel processo di riqualificazione delle nostre strutture
sanitarie, e del personale che in esse opera, già avviato in
Calabria dalla Regione e dal suo presidente Agazio Loiero". E'
quanto afferma, in una nota, il dirigente generale del Dipartimento
Tutela della Salute della Regione Calabria, Andrea Guerzoni, sugli
esiti dell'operazione del Nas che ha portato a 72 arresti per
l'acquisto di falsi titoli di studio da infermiere. "Il
Dipartimento - è scritto in un comunicato dell'Ufficio stampa della
Giunta regionale - ha assicurato la massima collaborazione, ordinando
a tutte le Aziende sanitarie ed ospedaliere di controllare
scrupolosamente i requisiti del personale infermieristico, requisiti
da mettere a disposizione degli inquirenti per eventuali verifiche".
"Non si può più accettare - è scritto ancora nella nota - che
qualcuno ancora speculi sulla vita delle persone. La sanità in
Calabria attraversa un periodo delicato di trasformazione, passando
da uno stato di crisi acuta a una fase di normalizzazione.
Continuando nella lotta ai crimini e alle situazioni di illegalità
nel mondo sanitario, si potrà avviare finalmente un nuovo ciclo
virtuoso per tutti i cittadini calabresi"
Molti falsi infermieri a lavoro in sala
operatoria. Tra gli infermieri arrestati
dai carabinieri stamani a Cosenza c'é anche chi, dopo anni di
attività, aveva fatto carriera ed ora svolgeva attività di caposala
ed altri che aiutavano i medici nelle sale operatorie. Dalle indagini
dei carabinieri, è emerso che le persone destinatarie dell'ordinanza
di custodia cautelare avevano conseguito il diploma da infermiere
senza aver seguito il corso di studi. Diverse persone arrestate,
secondo quanto si è appreso, erano state assunte in strutture
sanitarie private fin dagli anni settanta. Nell'ordinanza di custodia
cautelare, è evidenziato come l'attività svolta da alcuni degli
arrestati, in particolar modo gli addetti alle sale operatorie,
poteva mettere in pericolo la salute dei pazienti.
Diplomi venduti falsificati ad arte.
Dall'indagine dei carabinieri del Nas che stamani ha portato
all'arresto di 72 persone in Calabria ed a Roma è emerso che i
diplomi da infermiere erano falsificati, secondo gli investigatori,
in "modo impeccabile". Il gruppo che aveva organizzato la
truffa garantiva agli acquirenti anche un breve corso durante il
quale veniva spiegato come misurare la pressione arteriosa, medicare
e prelevare sangue. Un secondo filone d'indagine riguarda la
cessione, sempre da parte della stessa organizzazione, di test
d'ingresso per la facoltà di Medicina durante la selezione dei mesi
scorsi all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.