Nuovi filoni si
aggiungono al terremoto giudiziario sull'illegalità che devasta la
gestione della cosa pubblica ed il libero mercato a Genova ed in
Liguria. Una è quella sulla
Formazione Professionale che fa tremare benefattori (con soldi pubblici) e beneficiari, l'altra sui
Fondi Ue e Fondi Neri ci porta al vertice della Regione Liguria,
con l'assessore Cassini, uomo fedele di Burlando, passando da destra
a sinistra nel Consiglio Regionale, agli Enti locali di ponente e lavante... passando per
consorzi, cooperative e "professionisti"...
Dopo le
inchieste di cui abbiamo ampiamente parlato per corruzione, turbativa
d'appalto, infiltrazioni mafiose e reati ambientali vari, alcuni
giorni fa si è aggiunta finalmente l'inchiesta sulla "formazione
professionale", ovvero sulla distrazione dei fondi che dovrebbero
servire per la
formazione professionale. Un settore dove, da quanto
sappiamo, anche per altre inchieste aperte in merito nel nord Italia,
vi è una bella
tabellina di spartizione concordata tra tutti i
partiti, di maggioranza ed opposizione, per garantire "uniformità
di trattamento" sul territorio nazionale e che nessuno possa mai sottrarsi al "patto" dell'incassa e stai zitto. Infatti il meccanismo
funziona così: ogni partito ha una
società o consorzio di
riferimento, in base alla spartizione concordata, ad ognuno arriva la
sua fetta di contributi pubblici per la "formazione professionale".
Risultato:
i partiti incassano, la formazione professionale non c'è!
Regione Liguria e Provincie liguri sono pienamente integrate in
questo "sistemone" disgustoso. In questo quadro i
"professionisti" giocano un ruolo fondamentale perché anche in
questo settore molti di loro si prestano, guadagnando una fettina
della torta, a fare da docenti in corsi che i partecipanti mai hanno
visto. Ora speriamo che l'inchiesta aperta dal
pm Francesco Pinto,
possa giungere ad una svolta, magari incrociando le informazioni che
vi sono a Busto Arsizio e altrove... per scardinare questa perversa e
devastante gestione della cosa pubblica (e del futuro!).
Oggi
la notizia che finalmente anche l'inchiesta sulle
truffe sui fondi
europei e sui fondi neri è ad una svolta. Coordinati dal
pm Paola
Calleri, sempre della Procura di Genova, gli agenti della Guardia di Finanza
sono entrati in azione questa mattina per le perquisizioni ai 40
indagati (case, uffici privati, consorzi, cooperative, avvocati e
professionisti, oltre a funzionari ed amministrazioni di Enti Locali
, sino agli Uffici della Regione Liguria). Tra gli indagati spicca
l'
assessore regionale Cassini, già presidente di quella
Confederazione Italiana Agricoltori che tanto opera proprio con il
suo assessorato nel settore dei fondi Ue (struttura di cui abbiamo
già accenato, approfondendo sul successore di Cassini, l'altro
diessino doc, Moscamora -
clicca qui). Con l'uomo della Giunta
Burlando, ad essere al centro dell'inchiesta della Procura vi sono il
consigliere regionale
Nicola Abbundo del Pdl e del suo collega
Vito
Vattuone del Pd. Le Fiamme Gialle hanno operato oggi su buona parte
della regione per effettuare i sequestri, da Recco a Varazze, da
Imperia a Albissola superiore... e Genova.
Al momento ci fermiamo
qui, non sapendo cosa sia trapelato dal Palazzo di Giustizia, non
vorremmo pubblicare notizie, magari relative a segnalazioni che
abbiamo effettuato, che potrebbero compromettere l'esito
dell'inchiesta. Quindi altri aggiornamenti a breve... ed intanto, di
seguito, quanto è stato pubblicato oggi sul web da IL Secolo XIX e
Primocanale.
16.11.2009 - Il Secolo XIX
Tangenti,
fondi neri e appalti
40 indagati in Liguria, tre in Regione:
Vattuone e Cassini (Pd), Abbundo (Pdl)
G. Cetara- M. Indice
E' una indagine che tocca
praticamente tutta la Liguria, come entità territoriale e come
istituzioni: dalla Regione a Consorzi, cooperative, amministratori
locali, professionisti vari, avvocati, imprenditori, privati. Con 40
indagati interessati a diverso titolo dalle perquisizioni di oggi e,
tra di loro, tre esponenti regionali, deu del Pd e uno del Pdl: Vito
Vattuone consigliere Pd, l'assessore Pd all' agricoltura, pesca e
Protezione civile Giancarlo Cassini e Nicola Abbundo del Pdl. Tutti
confermano i controlli delle Fiamme Gialle in modo diretto o
attraverso i loro collaboratori. Tutti e tre si sono detti sorpresi
e, comunque, estranei o da procedure di responsabilità
nell'assegnazione o gestione di fondi per le ipotesi investigative
note.
Le quaranta perquisizioni e acquisizioni di atti e
documenti per migliaia di pagine, sono scattate stamane con una
procedura classica, alle prime ore del mattino, su disposizione della
Procura di Genova e divenuta operativa con la Guardia di Finanza
tocca un filone di soldi (trenta milioni), di finanziamenti
comunitari europei e un modo di gestione sospetto che ha portato il
pm dell'inchiesta Paola Calleri a ipotizzare oltre al reato
associativo (associazione a delinquere, ipotesi che consente un ampio
spettro investigativo anche nell'utilizzo degli strumenti di
indagine come le intercettazioni) altri reati cosiddetti fine, ovvero
obiettivo dell'associazione: truffa, turbativa d'asta, sospetti
fondi neri per giustificare il pagamento delle tangenti come la
sponsorizzazione di piccole società sportive, corruzione.
Insomma
un ventaglio classico, quanto pesante, di reati contro la pubblica
amministrazione e l'uso del denaro pubblico.
Tre tranche di
indagine su finanziamenti dell'Unione Europea destinati alla
Liguria, di cui uno relativo al Fondo di sviluppo regionale e l'altro
al Fondo europeo sociale, per una somma complessiva di 30 milioni di
euro. Il terzo filone - come anticipato stamane - è relativo
all'Azienda delll'istituto "Brignole" del Comune di Genova:
si tratterebbe di una turbativa d'asta per l'affidamento e la
gestione del servizio mense e per la gestione di due strutture della
stessa azienda per una serie di atti del valore di 8,7 milioni di
euro, appalto che è in corso di attribuzione.
Le
perquisizioni e acquisizioni-esibizioni di atti hanno interessato
la Regione Liguria, il comune e personaggi di Recco, Imperia Comune,
Provincia e in Camera di Commercio, a Albisola Superiore e Varazze.
Gli indagati della Regione, come detto, sono Vito
Vattuone, del Pd, area Franceschini e di Nicola Abbundo, del Pdl. I
controlli della Finanza sono accompagnati dal provvedimento del pm.
Con loro anche l'assessore regionale (Pd) a agricoltura, pesca e
Protezione civile Giancarlo Cassini. Gli uffici dei tre sono stati
"visitati" dalle Fiamme Gialle stamane come quelli degli altri
coinvolti.
La Finanza visita gli assessori
Berrino e Littardi
Perquisizioni sono state effettuate, stamani,
dalle Guardie di Finanza del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria
di Genova, anche negli uffici dell'assessore comunale ai Servizi
Sociali e Verde Pubblico di Sanremo, Gianni Berrino, e del
responsabile del Servizio Giardini dello stesso Comune, Claudio
Littardi, nell'ambito dell'indagine della Procura di Genova .
I
finanzieri hanno anche acquisito una pratica nella Provincia di
Imperia (quella relativa al progetto `Ville e Giardini´),
nell'ufficio del dirigente del Settore Programmazione Economica,
Tommaso Lamendola.
Gli uffici di Berrino e Littardi sarebbero
stati perquisiti, a fronte di una richiesta di contributo, poi non
concessa, relativa al progetto per la realizzazione della `Citta´
Giardinò.
Ma sarebbero tre i progetti nel mirino della
magistratura: il `Pigna Mare´, finanziato dalla Regione con 8
milioni, che prevede la riqualificazione del centro storico e del
waterfront cittadino; il `Sanremo Citta´ Giardinò e il `Ville e
Giardini´. Per quest'ultimo la Regione ha messo a bilancio 300mila
euro per la sola progettazione.
«Non essendoci un capo d'accusa
ben preciso mi sento estraneo a ogni vicenda ed ho fiducia nella
magistratura - ha affermato Berrino, nei cui uffici la Finanza non
avrebbe acquisito alcuna documentazione -. Penso che ci sia
un'indagine sui fondi europei gestiti dalla regione. Noi avevamo
presentato domanda di contributi, che peraltro non sono stati
concessi, per il progetto `Sanremo Citta´ Giardinò. Credo che si
tratti di un'inchiesta molto ampia e non ho commenti da fare.
Rimango fiducioso in attesa».
Il responsabile del Servizio
Giardini, Claudio Littardi, nel cui ufficio sono state acquisite le
due pratiche relative ai giardini, commenta: «Noi abbiamo presentato
domanda per ricevere dei finanziamenti, ma non abbiamo mai ricevuto
alcun contributo, non capiamo, dunque, di cosa possiamo aver
beneficiato».
Documenti sono stati acquisti anche nell'ufficio
del dirigente del settore Programmazione economica della provincia di
Imperia, Tommaso Lamendola.
16.11.2009 -
Primocanale
Corruzione e
turbativa d'asta, indagati politici e imprenditori
Ci sarebbero
vari politici, amministratori e imprenditori liguri tra gli indagati
per corruzione e turbativa d'asta nell'ambito di un'indagine avviata
dal sostituto procuratore Paola Calleri della Procura di Genova sulla
gestione di due tranche di finanziamenti dell'Unione Europea
destinati alla Liguria, uno relativo al Fondo di sviluppo regionale e
l'altro al Fondo europeo sociale, per una somma complessiva di
30 milioni di euro, 15milioni ciascuno. Dalle prime ore di questa
mattina i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Genova sono
impegnati in una quarantina di perquisizioni in sedi istituzionali e
in abitazioni private. Sono state visitate la sede della Regione
Liguria, in particolare gli uffici di alcuni consiglieri regionali
in via Fieschi e quelli che gestiscono i fondi europei in piazza De
Ferrari. Perquisizioni anche a Recco, Imperia (pare in Comune,
Provincia e in Camera di Commercio), a Albisola Superiore e Varazze.
INDAGATI TRE CONSIGLIERI REGIONALI
Tra gli indagati ci sarebbero tre consiglieri regionali, sia di
maggioranza che di opposizione. Le indagini, iniziate nei
primi mesi del 2009, riguardano tre filoni: oltre a quello relativo
ai finanziamenti europei, un secondo filone interessa la presunta
corresponsione di tangenti a pubblici ufficiali, false fatturazioni
su operazioni inesistenti, la sponsorizzazione di una piccola squadra
di calcio e consulente fittizie. Il terzo filone è relativo
all'Azienda per i servizi alla persona "Brignole" del
Comune di Genova: si parla in questo caso di turbativa d'asta per
l'affidamento e la gestione del servizio mense e per la gestione di
due strutture della stessa azienda. L'appalto, del valore di 8,7
milioni di euro, non è stato ancora aggiudicato. Le ipotesi di reato
per le tre tranche di inchiesta sono turbativa d'asta, corruzione,
truffa aggravata e associazione a delinquere.
PERQUISITI GLI UFFICI IN REGIONE DI ABBUNDO E VATTUONE
Emergono i primi nomi dei consiglieri regionali i cui suoi uffici
sarebbero stati perquisiti dalla Guardia di Finanza stamattina,
nell'ambito dell'inchiesta avviata dal sostituto procuratore Paola
Calleri su presunte truffe ai fondi europei, false fatturazioni,
consulenze fittizie legate alla sponsorizzazione di una piccola
squadra di calcio, e turbativa d'asta per un appalto relativo
all'istituto Brignole di Genova. Secondo quanto accertato da
Primocanale, i finanzieri, poco prima delle 9 hanno perquisito gli
uffici di Vito Vattuone, del Pd, e di Nicola Abbundo, dei Moderati
per il Pdl. Entrambi confermano la visita delle fiamme gialle. "I
finanzieri sono arrivati molto presto - commenta il capogruppo
del Pd Michele Boffa - hanno controllato l'ufficio di Vattuone e
portato via alcune carte relative a delibere di giunta e appunti
personali". Abbundo spiega: "Non mi è stato spiegato
il motivo della perquisizione. Di fatto non so neppure perchè siano
venuti i finanzieri; un consigliere regionale di minoranza -
aggiunge - non partecipa di certo all'assegnazione dei fondi
europei". Abbundo nega che possa essere coinvolto
nell'inchiesta in quanto presidente del San Desiderio, squadra di
calcio che milita in prima categoria.
COINVOLTO ANCHE L'ASSESSORE CASSINI
Spunta anche il nome di uno degli esponenti della giunta regionale
tra i politici i cui uffici sono stati perquisiti stamattina dalla
Guardia di Finanza su ordine della procura di Genova. Si tratterebbe
dell'assessore regionale a agricoltura, pesca e Protezione civile
Giancarlo Cassini. I suoi uffici non confermano direttamente, ma
dalla Regione fanno sapere che a Cassini le fiamme gialle avrebbero
chiesto alcuni documenti che hanno poi sequestrato.
(Davide
Lentini)