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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
VAI ALLA MAPPATURA
Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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A Pavia le cosche della 'ndrangheta avevano una "scuola di guerra", lì provavano le armi dai bazooka, a kalasninkov, passando per fucili e pistole che facevano comunella nel loro arsenale all'esplosivo C4. Tra Lombardia e Emilia Romagna le cosche di Isola Capo Rizzuto facevano i classici movimenti terra, inquinavano l'economia, facevano estorsioni, progettavano e organizzavano omicidi di mafia... trafficavano droga. Poi per ripulire e reinvestire il denaro sporco c'è sempre il classico mattone. E dove scendevano gli uomini e donne della cosche della 'ndrangheta? A Genova e alla banca genovese per eccellenza, naturalmente e non è una novità visto che uno degli uomini che spuntava fuori nell'Ordinanza "Cento anni di storia" che ha decapitato i PIROMALLI, era un funzionario della CARIGE di Genova.
In questo caso vi sono due mutui avuti dagli istituti bancari di Genova, UNICREDIT e CARIGE, ed uno alla CARIGE, la banca genovese, a Milano... Banche tanto attente e pignole nel chiedere garanzie su garanzie ai poveri cristi, davanti ad esponenti di cotanta "garanzia" hanno emesso questi mutui...
Andiamo con ordine:
Partiamo da VITTIMBERGA Teresa, con il mutuo CARIGE da 196.000 euro. Questa ha un reddito nel 2005 da lavoro dipendente di €. 333 euro, nel 2007 da lavoro autonomo di 511 euro e nel 2008 sempre da lavoro autonomo di 1.334 euro.
A seguire, vediamo i coniugi VITTIMBERGA, alias Carmine VITTIMBERGA (nato a Isola Capo Rizzuto nel 1960 e residente a Borgarello in provincia di Pavia) e Graziella MANFREDI (nata a Isola Capo Rizzuto nel 1960 e residente sempre a Borgarello in provincia di Pavia).
Il VITTIMBERGA Carmine ha un reddito nel 1991 di 19.261.000 milioni di vecchie lire. La Graziella MANFREDI non risulta aver mai presentato dichiarazione dei redditi.
Nel Decreto di sequestro preventivo dei beni predisposto dalla DDA di Catanzaro si stigmatizza: "VITTIMBERGA Teresa, sebbene giovanissima e priva di redditi acquista, un immobile sempre in Borgarello (PV), del valore dichiarato di € 120.000,00 (anche in questo caso viene concesso un mutuo per l'importo di € 196.000,00)".
E sul chi sono non ci sono dubbi, tanto che per i "coniugi" non sono è scattato il sequestro dei beni, ma anche l'arresto.
A titolo sintetico possiamo riportare questo breve passaggio: "VITTIMBERGA Carmine e sua moglie MANFREDI Graziella sono stati attinti dal titolo custodiale quali partecipi alla consorteria [mafiosa di matrice 'ndranghetista, ndr], costituendo, in Lombardia, uno stabile punto di riferimento per tutti gli affiliati. Peraltro, MANFREDI Graziella è sorella del MANFREDI Mario ucciso il 3 dicembre 2005, dunque, zia di MANFREDI Pasquale, Luigi ed Antonio cl. 78, affiliati di notevolissimo spessore - soprattutto il primo - della cosca. VITTIMBERGA Carmine è, altresì, responsabile di diverse condotte in tema di armi - fatte avere in Calabria ai suoi nipoti e, dunque, alla cosca - nonché direttamente coinvolto nel traffico di sostanza stupefacente..."
Più nello specifico: "Invero, nell'informativa del 20 aprile 2007, la polizia giudiziaria si è, innanzitutto, espressa nel senso di seguito riportato, con riferimento a ciò che il nucleo familiare VITTIMBERGA Carmine rappresenta nella zona di Pavia per il sodalizio: "Ruolo criminale di VITTIMBERGA Carmine e familiari Per quanto concerne i reati in materia di armi, VITTIMBERGA Carmine si colloca come figura centrale, abitualmente dedita all'approvvigionamento e alla fornitura di armi alla cosca di appartenenza. Al riguardo, tutta la sua famiglia, ossia moglie, figlie e generi hanno cognizione diretta e sono stabilmente coinvolti nella detenzione, porto, trasporto e occultamento delle armi procacciate per la difesa propria e del sodalizio.
In merito, l'ampia attività investigativa svolta sul territorio nazionale ha fornito significative fonti di prova che configurano la costruzione della cornice giudiziaria necessaria all'imputazione di VITTIMBERGA Carmine e dei componenti maggiorenni della famiglia VITTIMBERGA - RIILLO - MEGNA, del delitto di cui all'art. 416 bis che, nella fattispecie associativa in argomento, si fonda sostanzialmente sui vincoli di consanguineità e sui forti legami familiari. Infatti, a differenza dell'appartenenza alla criminalità comune, la militanza nei sodalizi organizzati di ‘ndrangheta comporta l'acquisizione di uno status individuale, alimentato da consanguineità, valori storico-culturali e interazioni sociali tali da impregnare e indirizzare, in modo pressoché esclusivo, le personalità e le condotte degli associati agli scopi mafiosi. Come noto, in tali sodalizi, il rapporto con l'organizzazione termina solo al verificarsi di eventi irreversibili e pubblicamente noti, quali la morte o la decisione di collaborazione con lo Stato, ma comunque con la volontà di resipiscenza, tali da far fondatamente ritenere scisso il legame di appartenenza o di collusione con l'associazione.
Sulla base di tali considerazioni e degli elementi di prova acquisiti, si può affermare che il nucleo familiare VITTIMBERGA - MEGNA - RILLO, per la strutturazione sociale-familiare, per il tessuto sociale di origine e la consorteria criminale di appartenenza, nonchè per le esternazioni comportamentali evidenziate, può essere qualificata come un nucleo di diretta derivazione della cosca mafiosa "NICOSCIA" di Isola di Capo Rizzuto, operante in territorio lombardo".
E per chiudere vediamo chi è il BARBARO Salvatore:
"BARBARO Salvatore: BARBARO Salvatore è quello che viene definito da Nicola CARBONE il "numero uno....uagliò". Come tale Salvatore è conosciuto a Buccinasco, e la fama è meritata. Prima di tutto, va evidenziato che BARBARO Salvatore gode di una peculiarità affatto singolare: egli è marito di PAPALIA Serafina, figlia di quel Rocco PAPALIA il cui nome viene ancora pronunciato con rispetto e la cui autorità - nonostante gli anni passati in carcere - è ancora indiscussa. BARBARO Salvatore, cioè, è il soggetto che può vantare il legame diretto con la famiglia PAPALIA. Se BARBARO Domenico, sin dai tempi di Rocco, Antonio e Domenico PAPALIA, diviene uomo di fiducia del clan PAPALIA, BARBARO Salvatore è cognato di Rocco PAPALIA. E questo rende la sua una posizione di assoluta forza. Non a caso, come si è visto nella indagine CERBERUS, Salvatore non esita ad utilizzare il nome dei PAPALIA, presentandosi esplicitamente come loro continuatore. Salvatore è titolare della EDIL COMPANY e con questa ditta opera nel settore scavi e movimento terra. Egli - insieme al fratello - è il principale contraddittore di MADAFFARI ed è colui che gestisce i rapporti economici facenti capo alla famiglia. Salvatore BARBARO - definito da MADAFFARI soggetto con il quale è più difficile entrare in confidenza - emerge senza dubbio come il cervello pensante del gruppo, colui che più abilmente tesse i rapporti con la parte imprenditoriale e colui che tratta gli appalti più significativi..."
Più che "garanzie" a noi ci pare che i BARBARO avessero un arsenale, oltre che il controllo assoluto del mercato della coca nell'hinterland milanese tra Corsico, Buccinasco, Assago ed uno spessore criminale capace di intimidire e conquistare lavori e favori...:
"BORSA DI PLASTICA CON STAMPA TIPO SCOZZESE SU SFONDO ROSSO
1. Pistola semiautomatica CZ mod. 85 cal. 9x21 IMI con matricola abrasa e canna con numero 02002;
2. Revolver Smith&Wesson cal. 38 Sp. 4" con matricola 77K4356 con inserite nel tamburo nr. 6 cartucce cal. 38 marca GFL;
3. Pistola semiautomatica Beretta mod. 89 cal. 22 L.R. con matricola punzonata e caricatore contenente nr. 8 cartucce di diverse marche;
4. Pistola automatica CZ SKORPION cal. 7,65 Browning con matricola abrasa e corredata di nr. 2 caricatori contenuti in un doppio porta caricatori di cuoio (1 caricatore da 10 colpi contenente nr. 3 cartucce cal. 7,65 Browning ed 1 caricatore da 20 colpi vuoto);
5. Pistola semiautomatica Beretta mod. 76 cal. 22 L.R. matr. A16255U con canna presentante il vivo di volata filettato per l'eventuale innesto di un apparato silenziatore;
6. nr. 2 apparati silenziatori tubolari del tipo a camere successive presumibilmente utilizzabili da arma cal. 7,65 Browning;
7. nr. 2 confezioni di cartucce Winchester contenenti complessivamente nr. 100 cartucce cal. 9x21 IMI;
8. nr. 2 confezioni artigianali in carta da giornale sigillate con nastro adesivo nero, contenenti complessivamente nr. 43 cartucce cal. 22 L.R. (nr. 21 di marca RWS+ nr. 22 di marca Winchester);
9. nr. 1 confezione di cartucce marca Fiocchi contenente complessivamente nr. 50 cartucce cal. 9X19 Luger;
10. un sacchetto di cellophane trasparente contenente nr. 47 cartucce cal 9x21 IMI di marca CBC;
11. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 91 cartucce cal. 9x21 di differenti marche, una cartuccia cal. 7,65 di marca Fiocchi ed una cartuccia cal. 38 SP di marca Fiocchi;
12. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 74 cartucce cal. 380 Auto di marca GFL;
13. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 64 cartucce cal. 9x21 IMI di differenti marche;
14. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 53 cartucce cal. 7,65 Browning di differenti marche;
15. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 12 cartucce cal. 9x21 di differenti marche, 3 cartucce 38 SP di marca GFL e 2 cartucce cal. 9x19 Parabellum NATO marca GFL;
16. sacchetto di cellophane contenente nr. 30 cartucce cal. 9x21 di varie marche;
17. nr. 2 guanti in lattice di colore azzurro contenenti complessivamente nr. 5 cartucce cal. 7,65 Browning;
18. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 7 cartucce cal. 22 (4 marca Fiocchi e 3 marca Winchester);
19. nr. 1 confezione artigianale in carta da giornale sigillata con nastro adesivo nero, contenente complessivamente nr. 13 cartucce cal. 9x21 IMI;
20. busta di cellophane azzurra vuota, sacchetto di juta vuoto e busta di cartone vuota.
SCATOLONE DI CARTONE PER ASPIRAPOLVERE CON NASTRO ADESIVO DA PACCO DI COLORE MARRONE
1. fucile automatico leggero AKM 47 cal. 7,62x39 di fabbricazione Sovietica matr. Kn 18 1535 con calciolo ripeghevole in metallo;
2. fucile automatico leggero mod. M70AB2 (kalashnikhov type) cal. 7,62x39 di fabbricazione Jugoslava matr. 315339 con calciolo ripieghevole in metallo e incisioni manoscritte in lingua serba (cirillico);
3. fucile semiautomatico da caccia di marca Benelli mod. Montefeltro cal. 20 con matricola abrasa e canna e calcio segati;
4. carabina semiautomatica cal. 22 con dispositivo silenziatore dedicato, canna avvitabile alla bascula e cannocchiale per tiro di precisione. Detta arma presenta la matricola abrasa ed e priva di qualsiasi contrassegno identificativo;
5. dispositivo silenziatore tubolare di produzione artigianale per arma lunga di colore nero;
6. dispositivo silenziatore tubolare di produzione artigianale per arma lunga di colore grigio-alluminio;
7. BAM (bomba a mano) M75 di produzione Jugoslava matr. 9023 completa di contenitore in materiale plastico di colore verde riportante i dati identificativi del congegno esplosivo (privata del detonatore a seguito dell'intervento dell'artificiere anti-sabotaggio della Questura di Milano);
8. confezione artigianale contenente complessivamente nr. 70 cartucce Cal. 20, nr. 6 cartucce Cal. 12, nr. 1 bossolo spento cal. 20;
9. confezione artigianale contenente complessivamente nr. 2 caricatori per Fucile automatico leggero Kalashnikov type e nr. 121 cartucce Cal. 7,62x39 (62 provenienti da arsenali militari Jugoslavi e nr. 59 di fabbricazione Russa con palla HP da caccia);
10. kit per pulizia armi conservato in un contenitore di materiale plastico di colore nero, 2 scovolini per la pulizia di armi lunghe (contenuti in un sacchetto di juta) e serie di guanti in lattice di colore azzurro."
Ci piacerebbe sapere chi sono i funzionari e direttori delle filiali che hanno concesso tali mutui a tali soggetti...
Quando una persona, una famiglia normale, chiede un prestito, un mutuo con una o due buste paga normali, gli vengono chieste garanzie su garanzie che spesso non bastano e non sono mai sufficienti, ma quando, invece, arrivano nullatenenti come i signori citati sopra le porte si aprono. Non è un bel panorama... non lo è anche perché le Banche (come notai, avvocati e commercialisti) hanno l'obbligo della segnalazione all'Autorità Giudiziaria dei movimenti sospeti di riciclaggio.
Forse i tassi d'usura che le banche troppo spesso attuano alle persone normali hanno fatto confondere le acque nella mentalità di alcuni, così che alla fine l'usura in guanti bianchi delle banche fa vedere come degne persone quei mafiosi che l'usura la fanno con guanti di altro colore perché intrisi di sangue.
DOCUMENTI (in formato .pdf):
- ORDINANZA COSCHE ARENA - NICOSCIA
- DECRETO DI SEQUESTRO PREVENTIVO - cosche ARENA - NICOSCIA
- ORDINANZA COSCA BARBARO-PAPALIA
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L'AZIENDA
CHE HA
RESISTITO
ALLA
'NDRANGHETA,
DENUNCIANDO,
COSTRETTA
ALLA
CHIUSURA
PER LE
OMISSIONI
DEL COMUNE
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"SARZANA.
Tra sinistra,
'ndrangheta,
speculazioni
(e l'omicidio
in famiglia)"
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al 15 MARZO 2015
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"SLOT & VLT
le inchieste,
la storia,
i nomi e cognomi"
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"DIANO MARINA
LA COLONIA"
QUELLA STORIA
CHE QUALCUNO
VUOLE
NASCONDERE
RICOSTRUITA
ATTRAVERSO
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"TIRRENO POWER ED
I SUOI COMPLICI"
nel disastro doloso
(ambientale e
sanitario)
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SIAMO DI NUOVO
OPERATIVI ONLINE
(IN ESILIO DIGITALE)
Dal 29 dicembre si è
lavorato sodo per
salvare i dati e portare il
sito in sicurezza all'estero.
Abbiamo cercato, già che
si doveva operare sul sito,
di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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"PEDOFILIA
E OMERTA'
Savona,
chi sapeva ed
ed taciuto su don
Nello Giraudo?"
con documenti
dell'inchiesta su
don Nello Giraudo
e documenti interni
della Chiesa
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