Il TAR della Liguria ha bocciato e reso nullo in
PUC approvato dalla Giunta Pericu nel 2000. Non è un atto relativo
ad una particolare questione la ragione della sentenza, bensì il
motivo del provvedimento del TAR è che la Giunta Pericu ha approvato
il PUC senza l'adeguata trasparenza e quindi impedendo una conoscenza
del provvedimento ai cittadini e quindi limitando questi nella
possibilità di presentare osservazioni...
E' un segnale
importantissimo che dimostra che chi, in allora come anche noi e
pochi altri oggi, sottolineava e sottolinea l'assoluta illegittimità
degli Atti amministrativi approvati senza la necessaria trasparenza
aveva ragione, nonostante gli sbeffeggi delle amministrazioni e dei
partiti.
Il territorio è per questi Signori del Palazzo ad
uso e consumo delle speculazioni e per questo non possono tollerare
la trasparenza, che poi significa controllo, dei provvedimenti. La
stessa pratica di "nascondere" gli atti e sottrarsi ad un
controllo di partecipazione dei cittadini è il modus operandi della
vecchia Giunta Pericu, come di quella attuale della Vincenzi, lo è
per gli atti compiuti dalla Provincia di Repetto (e ieri della
Vincenzi) e lo è per la Regione di Biasotti prima e Burlando poi.
La stessa pratica di approvare delibere decisive ed incisive
con iter dalla rapidità fulminea e lontano dagli occhi dei cittadini
(ed a volte senza nemmeno essere pubblicate sui siti internet dei
diversi enti) è il carattere che contraddistingue non solo il PUC e
le variante urbanistiche o le deroghe ai Piani di Bacino, ad esempio,
ma anche per il Piano Energetico e quello dei Rifiuti, passando per
quelle "partite" dei project financing come quello della Rizzani
De Eccher per l'area dell'ex Mercato di Corso Sardegna, approvato in
meno di 20 giorni nel 2007 e poi ratificato dalla Giunta Vincenzi
senza confronto con i cittadini.
Non è un caso che con un
altro provvedimento, nemmeno dieci giorni dopo quello che annulla il
PUC, il TAR non solo ha accolto un ricorso dei cittadini della
Levante genovese, relativo ad una concessione per costruzioni
(speculazioni) in via Puggia, ma ha addirittura segnalato alla
Procura della Repubblica il Comune di Genova per quella delibera che
ha "agevolato" i privati nella loro iniziativa speculativa.
Un
fatto di una pesantezza inaudita: il TAR denuncia alla Procura i
reati del Comune in materia urbanistica! E ci sono i nomi e cognomi,
i tempi. E questa volta la nuova amministrazione comunale non può
nemmeno mascherarsi dietro la scusante di "abbiamo eredito"
questo provvedimento, infatti la delibera è stata adottata il 17
ottobre 2009 dalla Giunta di Marta Vincenzi. E gli imprenditori e
professionisti coinvolti nella "partita" non sono signor nessuno,
bensì tra i più noti. Si parte da alcuni uomini vicinissimi a
Claudio Burlando: uno è l'architetto Vittorio Grattarola, e l'altro
è l'immobiliarista Mario Giacomazzi e poi vi è Edoardo Garrone...
tutti tra i promotori e sostenitori dell'associazione Maestrale che,
guarda caso, sono stati difesi davanti al TAR da un altro uomo forte
di Burlando: l'avvocato Giorgio Giorgi. E se andiamo a vedere chi fu
il Direttore del Settore Urbanistica del Comune di Genova che ideò i
gli "spostamenti di volumi" che ha permesso l'operazione avviata
su Via Puggia, si vede che è Gian Poggi, altro esponente di
Maestrale che Burlando ha chiamato a sé in Regione nello scorso
mandato per poi affidargli un posto nel Cda di "Infrastrutture
Liguria srl" la società della Regione che ha il compito di seguire
i grandi appalti su scala regionale e nel cui gruppo operativo è
stato collocato, in blocco, quel vecchio Ufficio Appalti di Sviluppo
Genova al centro dell'inchiesta della Procura per l'associazione a
delinquere, con fulcro nei Mamone, per la spartizione degli appalti e
subappalti di demolizioni e bonifiche a Cornigliano.
I reati che il TAR ha ravvisato
sono abuso d'ufficio e violazioni edilizie, con responsabilità degli
Uffici e dell'Amministrazione comunale. Ed ora la palla passa quindi
alla Procura, mentre quel che è certo è che il progetto delle
"Ville d'Albaro" è stato bloccato dal TAR.
Poca
soddisfazione può venire dal fatto che quanto evidenziato dal TAR
esaminando questa pratica sia una pratica abituale delle
Amministrazioni Pubbliche che da lungo tempo denunciamo nel dettaglio
(baccandoci insulti o derisioni).
Varianti e concessioni,
convenzioni e progetti e deroghe approvati e permessi da Comuni,
Provincie e Regione, a danno del territorio, dell'interesse generale
ed a inequivocabile vantaggio dei costruttori... in alcuni casi anche
compromettendo ulteriormente la stabilità e sicurezza di un
territorio già fragile, è l'abitudine a Genova ed in Liguria. E non
pare esserci cambio di rotta, come già abbiamo documentato
ampiamente... in quanto le dichiarazioni di "discontinuità" sono
contraddette, sistematicamente dai fatti.
Ma il pronunciamento
Tar che annulla il PUC, così come anche quello che indica con
chiarezza la pratica di agevolazione dei privati, è certamente
importante ma diventa decisivo solo se la comunità saprà coglierlo,
impedendo quindi che venga ignorato ed aggirato. Infatti, se il PUC
del Comune di Genova è stato annullato per omessa trasparenza cosa
pensano di fare i signori delle Amministrazioni Pubbliche e dei
Partiti? In Regione hanno parlato di una delibera che, in 24 ore,
poteva sanare le conseguenze della sentenza, riapprovando il PUC. In
Comune tutta la maggioranza della Vincenzi, da Rifondazione all'Udc
passando per gli "indipendenti" si sono riuniti in conclave per
adottare una sanatoria (visto l'effetto retroattivo!) prontamente
approvata nella scorsa seduta del Consiglio Comunale (la prima dopo
il provvedimento del TAR), per riportare il PUC illegittimo a
legittimo. Chiaro?
Se andiamo poi a vedere le dichiarazioni
portate dal Sindaco Marta Vincenzi in Marchese, c'è da sgranare gli
occhi e dire che se andasse a casa sarebbe certamente meglio. Infatti
la stessa da un lato dichiara che le "colpe" sono della passata
amministrazione di Pericu (quella con cui lei prima collaborava come
Presidente della Provincia e quella stessa amministrazione dove poi è
addirittura entrata come super-assessore) per poi lasciarsi andare ad
un attacco vergognoso al TAR ed alla Giustizia. Prima dice che "non
è possibile, in modo tardivo, dopo 10 anni dire alla città di
fermare i cantieri e fermare quello che è fatto"... come a dire
non ci avete scoperto subito quindi lasciate passar tutto in
cavalleria, e poi l'affondo in cui dichiara che lei "considera che
non si deve fermare nulla" e dichiara che si assumerà la
responsabilità di mandare avanti tutti i cantieri e progetti... per
la serie facciamo quello che vogliamo e ce ne fottiamo del TAR.
Infatti arriva a pronunciare il concetto "La città deve sapere che
ha una guida e non è in balia delle sentenze del TAR".
L'avesse
detto Berlusconi vi sarebbe stata la sollevazione, ma lo ha detto una
del centrosinistra quindi tutti muti e accodati.
Quindi la
questione è: loro non hanno intenzione di cambiare rotta, ma
dobbiamo fargliela cambiare. Gli strumenti di pianificazione così
come le scelte strategiche che incidono sul territorio, l'ambiente,
la mobilità, la salute e l'economia, devono essere discussi con la
massima trasparenza e coinvolgendo la cittadinanza e non quindi con
finti percorsi participativi pilotati, come quelli messi in piedi
dalle Amministrazioni ad esempio in occasione del progetto su Corso
Sardegna, la Gronda, il litorale del Levante o il futuro dell'area ex
Stoppani, per citare alcuni dei casi più recenti.
La trasparenza
è essenziale per contrastare le commistioni di interessi, così come
anche le infiltrazioni mafiose e le grandi operazioni speculative, ma
questo aspetto, nonostante non servano nuove leggi (ci sono già) e
non servono stanziamenti (dovrebbe essere la normale pratica) non la
si vuole proprio adottare nelle P.A.
Ma non basta ancora,
occorre infatti smascherare una volta tutte i "paraventi" delle
Amministrazioni Pubbliche, sia quelli delle fantomatiche associazioni
ambientaliste e di massa che in cambio di contributi e promozione
nascondo ai cittadini i fatti o deviano le attenzione delle comunità
locali dove non si disturba, sia quelle dei "politici" cosiddetti
ambientalisti che coprono le porcate con acrobazie e mistificazioni.
Prendiamo proprio l'esempio della seduta del Consiglio Comunale di
riapprovazione del PUC in "sanatoria".
I cosiddetti
consiglieri "ambientalisti" dal color cemento, la "grillina"
Manuela Cappello, e le cosiddette "sinistre" con gli Antonio
Bruno & C. hanno promosso un "ordine del giorno" per far
credere ai cittadini che si stesse combattendo contro la
trasformazione del Parco dell'Acquasola in parcheggio. Una farsa.
Perché? Semplice le dichiarazioni (di intenti) in apertura di
seduta, gli ordini del giorno e le mozioni varie a nulla servivano e
servono. Non solo la proposta di "annullamento della Convenzione
relativa al Parcheggio dell'Acquasola (come qualunque altra approvata
dal Consiglio Comunale) può essere annullata solo da una Delibera
(ed i Consiglieri hanno il potere di presentarla e gli Uffici hanno
il dovere di fornire tutto il supporto e le informazioni necessarie
alla stesura) in cui il Consiglio Comunale (e non il Sindaco o la
Giunta che se lo facessero compirebbero un abuso) revoca la
concessione, indicando anche i capitoli di spesa dove attingere i
fondi per le spese conseguenti e dando quindi mandato agli Uffici di
procedere. L'Ordine del Giorno presentato - non a caso dichiarato
dalla Segreteria Generale non ammissibile - se fosse stato mai
approvato avrebbe chiesto a Sindaco e Giunta di compiere un atto
illegale e nullo.
La Segreteria Generale ha fatto bene nel
ricordare che un ordine del giorno di quel tipo era inammissibile e
serve invece una proposta di Delibera, ma quell'Ordine del Giorno non
serviva a risolvere il problema bensì era solo (purtroppo)
propaganda ed ipocrisia che permetteva ai consiglieri che hanno
promosso di poter dire ai cittadini che loro ci hanno provato in
tutti i modi e poi, subito dopo aver acquisto questa bella immagine
"ambientalista" potevano procedere senza problema alcuno nel
votare a favore della Delibera di "sanatoria" per riportare in
vigore il PUC che il TAR aveva annullato, perché non approvato
secondo i criteri di trasparenza e coinvolgimento dei cittadini
previsti dalla Legge. Da un parte propaganda e iniziative inutili e
dall'altra i voti puntuali alla politica delle
speculazioni.
Inoltre, le scuse adottate per questo
provvedimento d'urgenza non stavano in piedi. Primo perché il PRG
dell'80 era già stata aggiornato da un apposita variante di
salvaguardia approvata su proposta della Giunta Sansa e che aveva
quindi bloccato le iniziative di cementificazioni su larga scala che
quel PRG permetteva... ma questo hanno omesso puntualmente di
ricordarlo e dirlo. E poi c'è un aspetto inquietante. Hanno adottato
la delibera di "sanatoria" del PUC con inviti a non presentare
"osservazioni" così da non ostacolarne l'iter. Cioè hanno
invitato di fatto a ripetere la stessa "porcata" fatta dalla
Giunta Pericu e per cui il TAR ha annullato il PUC. Infatti la
delibera ed il PUC riapprovato, ad oggi, non è ancora stato
pubblicato integralmente (non ci vuole tanto a caricare tavole e
testi sul server!) sul sito internet del Comune di Genova. La
trasparenza ed il coinvolgimento dei cittadini proprio non lo si
vuole, manco quando il TAR gli ricorda che è fondamentale!
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