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La mappatura della Liguria
con le famiglie di 'Ndrangheta
e le radici di Cosa Nostra.
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Quella realtà di Diano Marina
che vorrebbe oscurare i fatti,
oscurando noi. Tutta la storia.
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Le cementificazioni hanno un
prezzo come la mancata messa
in sicurezza del territorio
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La messa in sicurezza latita,
la bonifica è lontana e qualcuno
vuole anche riaprire la Discarica.
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Si tratta della mafia... ed Assedil lancia l'allarme sul rischio “futuro” e, naturalmente, non ammettono che il problema a Genova e nelle altre province liguri ci sia da anni, anzi da decenni. Ecco, loro il problema lo vedono in “prospettiva” e per colpa della “crisi”, mica altro... Non è un caso che Claudio Burlando (e dico quel Claudio Burlando) abbia rassicurato tutti: l'economia ligure non corre rischi di infiltrazioni! E forse, guardandolo da un certo punto di vista, non ha nemmeno torto: è già infiltrata sino al midollo l'economia ligure... e lui lo sa bene!
Da prima Cosa Nostra e poi anche la 'Ndrangheta nel settore dell'edilizia ci sono da decenni, a Genova e nella sua provincia, e da Ventimiglia sino al confine con la Lunigiana. E peccato che solo oggi l'Assedil si accorga dei rischi degli appalti “al massimo ribasso”, come se fossero stati istituito solo ora...
- le società che effettuano movimentazioni di rifiuti e rifiuti speciali;
- le pratiche inerenti concessioni di deroghe per i vincoli esistenti;
- i provvedimenti di sanzione per reati ambientali adottati nell'ambito del proprio territorio;
- le società che operano movimenti terra e/o che hanno incarichi di bonifica (con indicazione tipologia e sito specifico di partenza, stoccaggio e deposito) nell'ambito del territorio di propria competenza;
- le eventuali stipule di convenzioni con Società private (come ad esempio per macchinette distribuzioni bevande/alimenti, ticket ristorazione, servizi mensa,...) stipulate dall'ente, con l'indicazione delle altre offerte pervenute e rigettate, e relative informazioni da Visura camerale relative al soggetto prescelto ed agli esclusi.
I Comuni dovranno inoltre rendere noti online sul proprio sito anche:
- le società (pubbliche e private) che conferiscono rifiuti in discariche o impianti collocati nel proprio territorio o di proprietà di società partecipate;
- i provvedimenti di sanzione per reati ambientali adottati nell'ambito del proprio territorio;
- le società che operano movimenti terra e/o che hanno incarichi di bonifica (con indicazione tipologia e sito specifico di partenza, stoccaggio e deposito) nell'ambito del territorio di propria competenza.
- la lista degli autotrasportatori che operano nei mercati generali (fiori, pesci, carne, ortofrutta) siti nel territorio di competenza che siano assegnati a gestione di terzi o direttamente gestiti da società pubbliche o miste;
- le concessioni di variazione di destinazione ad uso di aree, palazzi, impianti industriali, strutture ricettive e di culto, con indicazione anche del gestore/proprietario o del soggetto a cui viene assegnata la concessione;
- la graduatoria per le assegnazioni di immobili comunali e delle case popolari, ivi comprese quelle costruite da privati per l'edilizia convenzionata, oltre che quelle relative agli immobili (abitativi o commerciali) di competenza di società pubbliche; oltre che, per ogni provvedimento adottato in "deroga" alle graduatorie, con l'indicazione della motivazione e del beneficiario.
- le eventuali stipule di convenzioni con Società private (come ad esempio per macchinette distribuzioni bevande/alimenti, ticket ristorazione, servizi mensa,...) stipulate dall'ente, con l'indicazione delle altre offerte pervenute e rigettate, e relative informazioni da Visura camerale relative al soggetto prescelto ed agli esclusi.
Iniziamo da qui, perché in questo modo si renderebbe possibile una verifica in tempo reale. Si chiama prevenzione e trasparenza. Non è complesso e non comporta manco mezzo euro di spesa, ma solo lo svolgimento di quelle verifiche e di quei controlli che gli Enti locali, le società partecipate e chi opera con concessioni e incarichi pubblici, deve adottare. Le Pubbliche Amministrazioni come risponderanno? Per ora, pur potendolo già fare non li hanno fatto.
Questo è, quindi, per iniziare, se mai volessero iniziare. Poi ci sono le altre proposte che riguardano sempre l'assunzione di responsabilità delle comunità locali... Una di queste è quella di costituire Commissioni, Osservatori o Consulte - chiamatele come volte - autonome ed indipendenti, a livello comunale per le grandi città metropolitane o a livello regionale, composte da persone e associazioni autonome ed indipendenti, esterne ai partiti ed alle lobby politico-economiche.
Un'altra è quella che riguarda direttamente il mondo economico e riprende l'iniziativa già messa in campo dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia.
Non solo prendere parte attiva con costituzione del fondo antiusura e nel dare assistenza a quanti devono denunciare, o ancora con la costituzione di parte civile nei processi, ma battere al "setaccio" le aziende iscritte nel proprio registro. Infatti è qui che le società devono passare tutte per attivare su quel territorio la propria attività di copertura degli affari sporchi e del riciclaggio.
Ed allora occorre che le Camere di Commercio monitorizzino e segnalino costantemente ogni operazione sospetta, dalle società che nascono da nulla ma con disponibilità di ingenti capitali a trasferimenti di rami di azienda ed apertura di unità locali di società "lontane", alle quote ed incarichi societari di persone già note agli Uffici, così come le coperture fiduciarie e le proprietà estere e nei paradisi fiscali... ma anche le eventuali assenze di certificazione antimafia sulla base delle indicazioni degli Uffici prefettizi competenti. Per fare questo serve costituire un pool di funzionari appositamente incaricati in ogni sede, che passino in rassegna e verifichino le anomalie da segnare nel diversi settori, a partire da quelli del movimento terra, degli autotrasporti, dell'edilizia e delle bonifiche ambientali, delle energie rinnovabili... Occorre partire dalle società e cooperative che svolgono attività speculativa o grandi opere e interventi per conto o con concessioni di Enti o Società pubbliche.
Serve un coordinamento che permetta verifiche incrociate con il Catasto, l'Ispettorato del lavoro, l'Agenzia delle Entrate, oltre che con le Prefetture, al fine di poter individuare le sacche di lavoro nero, l'evasione fiscale e contributiva... e che - se vi fosse la disponibilità delle informazioni dagli Enti locali (la proposta della trasparenza sopra indicata) - permetterebbero di individuare da subito se hanno rapporti ed incarichi con gli Enti locali, le società partecipate (e quelle da queste controllate) oltre che su interventi e lavori di rilievo per cui vi è stata una concessione/autorizzazione pubblica. Inoltre attraverso questa attività di controllo possono essere individuate tempestivamente e monitorate - e quindi segnalate - le anomalie del settore commerciale, altro tassello del riciclaggio e della rete sui territori delle organizzazioni mafiose.
Questioni qui velocemente indicate, che non comportano alcuna nuova norma o legge, che possono se si vuole essere attuate da subito, sia nell'ambito delle Pubbliche Amministrazioni sia in quello dell'economia locale. Infatti se la parte pubblica deve fare il proprio dovere anche la parte privata dell'economia deve muovere i suoi passi. Deve farlo soprattutto oggi, quando le mafie, con la propria disponibilità di denaro liquido, sono in grado di intervenire per acquisire attività e società già avviate ma in crisi, così da usare nomi noti dell'economia locale a loro non immediatamente riconducibili. Servirebbe la collaborazione degli Istituti bancari, così come dei commercialisti e dei notai... collaborazione che troppo spesso - praticamente sempre - manca. Ma se si inizia con un'attività tra Enti locali e Camere di Commercio, allora forse anche nelle banche e tra i professionisti qualcuno capirà che è giunto il momento di rompere ogni indugio, e quindi farse parte attività dell'azione di contrasto alle organizzazioni mafiose.
Questo si può fare da subito, non costa nulla... poi vengono le possibili modifiche normative e le integrazioni alle Leggi vigenti che possono venire, ad esempio, con leggi regionali. Ma su questo torneremo più avanti. Anche perché sarebbe troppo comodo per chi ha le responsabilità nelle Regioni e negli altri Enti locali nascondersi dietro: stiamo studiando le nuovi leggi... faremo! No, serve un segnale subito, fare le cose che abbiamo indicato è possibile a partire da domani ed allora capiremo se nelle Pubbliche Amministrazioni così come nei palazzi delle Regioni vi è o meno la volontà politica. Se non fanno quello che già oggi è possibile, possiamo pensare che approvino (e poi applichino) nuove norme e leggi? Noi crediamo di no, e crediamo che anzi potrebbero - come sempre hanno fatto - sfruttare l'iter legislativo per far scorrere il tempo e non fare nulla di concreto.
Noi dobbiamo vincere l'indifferenza e la propensione alla convivenza e contiguità che è quella che ha permesso alle mafie di radicarsi e consolidare il proprio potere e la propria ricchezza. Farlo significa assumersi la propria dose di responsabilità ed incrinare il muro di omertà e silenzio che avvolge gli affari delle organizzazioni mafiose. Certo, bisogna metterci la faccia e non retorica ed ipocrisia... ma se si vuole si può fare e pure da subito!
La mafia può entrare se qualcuno (cioè il Potere locale, politico ed economico) gli aprono la porta e non la cacciano. Se le mafie trovano un muro impenetrabile non possono imporsi, non possono corrompere se si è incorruttibili... Ed allora ecco che si comprende perché oggi, anziché fare tante parole di retorica sul ricordo delle vittime di Capaci, come Casa della Legalità preferiamo avanzare queste proposte... perché, se rispetta davvero il lavoro promosso da Falcone e si comprende quanto ci aveva insegnato con il suo lavoro, dobbiamo evitare che si contigui a dire che la lotta alla mafia è competenza della Magistratura e dello Stato (come se questo fosse altra cosa rispetto alla comunità tutta)... Noi siamo convinti che ognuno debba fare la propria parte, mettendoci la faccia. Si chiama: assunzione di responsabilità!


L'AZIENDA
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DENUNCIANDO,
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Tra sinistra,
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Abbiamo cercato, già che
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di rinnovarlo e migliorarlo.
Ci sono ancora alcune cose
da sistemare e lo faremo
nei prossimi giorni.
Ma intanto si riparte!
Andiamo avanti.
f.to i banditi
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Savona,
chi sapeva ed
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Nello Giraudo?"
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